Trivelle: Grossi, a referendum si deve votare

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Al referendum sulle trivelle “si deve votare: ogni cittadino è libero di farlo nel modo in cui ritiene giusto. Ma credo si debba partecipare al voto: significa essere pienamente cittadini. Fa parte della carta d’ identità del buon cittadino”. Lo ha detto il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi, interpellato nella conferenza stampa dopo la relazione annuale.

Intanto fa discutere la presa di posizione del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che non ha ancora sciolto la riserva su come si comporterà domenica. La sinistra Dem va all’attacco.

La posizione di Galletti – “Io sono convinto della strumentalità di questo referendum – ha detto Galletti a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’accademia nazionale di Agricoltura a Bologna -. Il referendum è su un argomento molto limitato. Tocca solo le piattaforme che sono già in funzione entro le 12 miglia (stiamo parlando di una piccolissima parte di quelle operanti in Italia) e tende a regolare la durata di queste. E’ chiaro che si vuole fare una battaglia politica di un altro tipo”. 

“Il governo dovrebbe favorire la partecipazione”, va all’attacco la sinistra Dem con DaviDe Zoggia, Carlo Pegorer e Dario Ginefra.

Sul tema delle intercettazioni – ha detto ancora Grossi – “non ho pareri, è un terreno delicatissimo di cui si sta discutendo fittamente in ambienti politici e in Parlamento: qui è bene mantenere un assoluto silenzio, altrimenti sarebbe un’interferenza”. 

L’intervento del presidente – “Le domande poste al giudice delle leggi e dei conflitti appaiono come il segnale della riemersione, nel tessuto sociale, di bisogni non compiutamente soddisfatti attraverso la legislazione: come se le ragioni politiche delle scelte risultassero alla prova dei fatti, relativamente insufficienti nella loro occasionalità o comunque inadeguate rispetto alle ragioni giuridiche che consideriamo fondamentali e perciò chiamiamo ‘costituzionali'”. La durata media dei processi di fronte alla Corte Costituzionale, tra la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’atto di promovimento e la trattazione della causa “si è attestata in media intorno all’anno, risultando però anche più che dimezzata nel caso di questioni sollevate in giudizi che coinvolgevano un detenuto”. La Corte costituzionale è un “organo formalmente estraneo al sistema della tripartizione dei poteri, ma sostanzialmente dotato di compiti di ‘giustizia’, più che solo di stretta giurisdizione, esso svolge come una funzione ‘respiratoria’ dell’ordinamento, indispensabile nella dimensione costituzionale della convivenza”. “Osservare criticamente la dinamica complessiva delle vicende relative alla giustizia costituzionale nell’anno trascorso può essere l’occasione per trarre indicazioni, in qualche caso, significative anche dell’andamento complessivo delle istanze variamente prospettatesi nella cosiddetta ‘sfera pubblica’”.

Al referendum sulle trivelle “si deve votare: ogni cittadino è libero di farlo nel modo in cui ritiene giusto. Ma credo si debba partecipare al voto: significa essere pienamente cittadini. Fa parte della carta d’ identità del buon cittadino”. Lo ha detto il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi, interpellato nella conferenza stampa dopo la relazione annuale.

Intanto fa discutere la presa di posizione del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che non ha ancora sciolto la riserva su come si comporterà domenica. La sinistra Dem va all’attacco.

La posizione di Galletti – “Io sono convinto della strumentalità di questo referendum – ha detto Galletti a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’accademia nazionale di Agricoltura a Bologna -. Il referendum è su un argomento molto limitato. Tocca solo le piattaforme che sono già in funzione entro le 12 miglia (stiamo parlando di una piccolissima parte di quelle operanti in Italia) e tende a regolare la durata di queste. E’ chiaro che si vuole fare una battaglia politica di un altro tipo”. 

“Il governo dovrebbe favorire la partecipazione”, va all’attacco la sinistra Dem con DaviDe Zoggia, Carlo Pegorer e Dario Ginefra.

Sul tema delle intercettazioni – ha detto ancora Grossi – “non ho pareri, è un terreno delicatissimo di cui si sta discutendo fittamente in ambienti politici e in Parlamento: qui è bene mantenere un assoluto silenzio, altrimenti sarebbe un’interferenza”. 

L’intervento del presidente – “Le domande poste al giudice delle leggi e dei conflitti appaiono come il segnale della riemersione, nel tessuto sociale, di bisogni non compiutamente soddisfatti attraverso la legislazione: come se le ragioni politiche delle scelte risultassero alla prova dei fatti, relativamente insufficienti nella loro occasionalità o comunque inadeguate rispetto alle ragioni giuridiche che consideriamo fondamentali e perciò chiamiamo ‘costituzionali'”. La durata media dei processi di fronte alla Corte Costituzionale, tra la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’atto di promovimento e la trattazione della causa “si è attestata in media intorno all’anno, risultando però anche più che dimezzata nel caso di questioni sollevate in giudizi che coinvolgevano un detenuto”. La Corte costituzionale è un “organo formalmente estraneo al sistema della tripartizione dei poteri, ma sostanzialmente dotato di compiti di ‘giustizia’, più che solo di stretta giurisdizione, esso svolge come una funzione ‘respiratoria’ dell’ordinamento, indispensabile nella dimensione costituzionale della convivenza”. “Osservare criticamente la dinamica complessiva delle vicende relative alla giustizia costituzionale nell’anno trascorso può essere l’occasione per trarre indicazioni, in qualche caso, significative anche dell’andamento complessivo delle istanze variamente prospettatesi nella cosiddetta ‘sfera pubblica’”.