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Le ragioni di un bacio

1.

Il Mattino del 5 di luglio con un articolo a firma di Valentina Arcovio ci informa che il 6 dello stesso mese è la “Giornata Mondiale del Bacio”. Non ne conoscevo l’esistenza, forse anche perché le grandi case produttrici di cioccolatini, la Perugina in testa, con i suoi famosi “Baci”, sempre “conditi” da messaggi… ricordevoli per ovvietà, non ne hanno fatto una giornata simbolo, come quella di San Valentino. Come che sia, quello articolo ci informa di tutti i vantaggi… terapeutici, che l’esercizio, frequente e continuato, del bacio produce in una coppia, fino ad “alleviare una dolorosa emicrania o il mal di schiena”. Potenza delle “endorfine, sostanza prodotta dalla ipofisi, situata nel lobo anteriore del cervello”. E così via di seguito. Per fortuna produce anche effetti più immediati: “Migliora l’umore, riduce l’ansia, allevia il dolore, abbassa la pressione sanguigna, ci fa dormire meglio”. Ma tutto, almeno in questo articolo, si riduce ad elencare effetti benefici come conseguenza di un esercizio fisico. Nessuna parola sulle “ragioni” di un bacio, che, sommessamente, ricordo come ragioni di amore, di tenerezza, di entusiasmo per uno “stato nascente”. E poi di scambio di intimità, le prime, che sono alla base di un incontro, quelle che ti dicono, con verità, se chi stai baciando è la persona giusta. Comunque istituire una “Giornata Mondiale del Bacio”, il 6 di luglio di ogni anno, è davvero cosa giusta, soprattutto in questo tempo di violenze di ogni genere. Un bacio che segni un incontro e che diventi indimenticabile. Un momento di amore, di pace, di gioia e di… speranza. Anche per coloro che si baciano e si… trovano bene: nel tempo lungo. O per sempre.

2.

Il Corriere della Sera del 4 di luglio in un articolo di Maria Luisa Agnese, si pone, e ci pone, un problema: “Il figlio preferito esiste?” E dà una risposta secca, nello stesso titolo: “Esiste”. E via con una elencazione di casi che dimostrerebbero l’assunto. Un tema lungo quanto il Mondo di cui la Bibbia ed il Vangelo ci danno esempi significativi anche se, a volte, controversi. Il Fratello nella parabola del Figliol Prodigo, che non è andato via da casa, che non ha sperperato il patrimonio, che è rimasto fedele e vicino al padre, quando si rende conto della festa che il genitore ha preparato per il ritorno del figlio “degenere” gli rimprovera la “preferenza” per l’altro fratello. Ed a nulla valgono le “giustificazioni” che il padre adduce: “… Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” Luca 15.11. Non si sa se lo avrà convinto. Qualche esperienza la posso vantare: in tema di puri sentimenti è impossibile, così lo sento, avere un figlio preferito. Per esperienza: ho rapporti dialettici, a volte molto dialettici, con i miei figli, ed ora anche con alcuni nipoti, eppure, in tutta verità, non sento di avere preferenze, né, soprattutto, sento di amarli in misura diversa e diseguale, Certo, ci può essere un figlio più amato. In genere quello meno fortunato, quello che più ha bisogno di sentirsi amato. Ricordo ancora degli articoli, che erano autentici “affreschi”, di una mia amica di Università Cattolica, Nella Grifoni, su Marie Claire. Li titolò: “Il figlio più amato”. Le storie teneri e struggenti del rapporto dei genitori con i figli portatori di handicaps. Erano loro i figli più amati. Naturalmente non basta amarli in maniera diversa anche se di uguale “quantità”. E’ importante che i figli percepiscano questa intensità uguale: se, anche in età matura, “scoprono” di non essere stati amati come gli altri, anzi che qualcuno è stato amato di più, allora il dolore che provano diventa insopportabile ed incide sul rapporto con i genitori. In un tempo in cui tutto sembra irreparabile sul piano del recupero della qualità dei sentimenti stessi. E viene da pensare, drammaticamente a volte, che è troppo tardi. per tutto. L’Amore, anche quello verso i propri figli, è uno “strumento” da maneggiare con cura e delicatezza, ma sempre con intensità piena, perché è dall’Amore che viene la gioia della vita. Anche di quella in famiglia.