Log in
NEWS
Napoli, opposizioni diserteranno seduta consiliare su Bagnoli Tassa sui rifiuti, Napoli e Salerno tra le più esose in Italia System House cerca sede in Campania per i lavoratori ex Gepin Giffoni Film Festival, Gubitosi: Ora collegamento Metro con Salerno Intervista a Vincenzo Schiavo Siccità, danni per 2 miliardi di euro. Tutte le coltivazioni colpite Taxi, Città di Partenope denuncia: da lunedì costi più alti e meno chiarezza Acerra, Comune parte civile in tutti i processi su roghi dolosi Musica, a settembre torna Ethnos Festival Ottaviano, dopo i roghi riprende "Estate Medicea" Giornalisti, sindacato spara a zero contro De Luca Fca, sindacati chiedono attivazione del progetto Premium Università, martedì a Roma l'audizione di Oddati Cgil fa causa alla Nato per dipendenti nelle basi italiane Scuola, in arrivo mezzo miliardo per le paritarie Fs prevede 26 mln di passeggeri per estate 2017. Napoli snodo cruciale ll Sun toglie Napoli dalla lista delle città più pericolose del mondo Napoli, riapre la Funicolare Centrale Giffoni Experience, un festival tra grande cinema e legalità/sicurezza Diego Guida entra nell'Osservatorio Nazionale del Libro Incendi, 600mila euro da Città Metropolitana di Napoli Addizionale Irpef, Napoli dietro solo a Milano e Roma Made in Italy, nel 2016 valore supera i 120 miliardi di euro Musica, a Caserta torna "Settembre al Borgo" Napoli, assessore al Bilancio replica a rilievi della Corte dei Conti Ricercatori eccellenti, dall’Erc 1,8 miliardi per il 2018 Violenza sulle donne, nuovo bando del Governo da 10 mln di euro Cairano, c'è la Festa del Migrante tra storia, ricordi e tradizione Campania, il Governo impugna la legge sulla sociologia del territorio Atitech, Palmeri: la Regione manterrà gli impegni assunti Cluster tecnologici, nuovo bando Miur: 393 milioni di euro alle Regioni del Sud Confindustria, Srm, Svimez: una rivoluzione è in atto Un'estate letteraria al Blu di Acciaroli Start up innovative, Campania prima regione del Sud con 547 attività Metro, inaugurata l'uscita San Giacomo. Delrio: Napoli città europea

kimbo shop ildenaro 016

Una Europa da rifare

Finalmente viene riconosciuta ufficialmente l’esistenza di una “questione europea”, ma non vengono individuati i contenuti da affrontare sul piano politico. La Brexit, Trump che incombe e Le Pen incombente, solo per citare alcuni fatti, hanno suonato la sveglia, ma il Rapporto Juncker conferma che, salvo un generico riconoscimento che l’Unione Europea è qualcosa di diverso da un mercato comune, cosa che sapevamo, non emerge niente di nuovo.

Anzi si rafforza il vecchio, con dispute sui centesimi di sforamento dei deficit e indicazioni persistenti sui pericoli dovuti all’ampiezza del debito pubblico e non dell’andamento dell’economia sottostante. L’Europa non sarà un mero mercato comune, ma non è certo un’unione tra eguali; è diventata una contabilità pubblica tenuta all’estero da un gruppo di burocrati che applicano alla lettera gli accordi. Ora che l’inflazione aumenta, le cose si complicheranno ancor più.

In questo clima si celebreranno i festeggiamenti per il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma. Ci sarebbe da festeggiare se il clima politico non fosse decisamente cambiato. È pur vero che i Trattari del 1957 sono padri dei Trattati che si sono susseguiti, ma sono anche quelli che hanno creato benessere e coesione sociale ammirevoli, perché si erano limitati a fare ciò che era nell’interesse di tutti: ampliare i mercati di sbocco e, con essi, il reddito e l’occupazione dei 6 paesi firmatari. Il loro successo attirò di seguito e a più riprese l’adesione di altri 20 paesi, dando vita a un convulso e poco meditato ampliamento di mercato e di ambizioni politiche di fronte a eventi epocali, come il crollo del comunismo sovietico e l’avvio della globalizzazione.

I Trattati che vennero dopo furono forzature di un’alleanza che aveva perso le sue solide radici ed era alimentata da ideali e ambizioni che si scontrarono con la realtà. Ciò ha prodotto un rovesciamento dei rapporti tra gruppi dirigenti e popolo, rafforzando solo apparentemente i primi e indebolendo i secondi. La Brexit e la crescita dei movimenti nazionali antieuropei hanno evidenziato che questo indebolimento è foriero di fascismo, in salsa moderna, ma fascismo rimane nella sua concezione sociale e nei suoi sviluppi pratici. È semplicistico e comodo dare la colpa al popolo per quanto sta accadendo, mentre sono i gruppi dirigenti che non sono capaci di dare una risposta ai problemi della gente; chi altro dovrebbe farlo?
Le soluzioni tecniche ci sarebbero. Le riassumo brevemente.
La Banca Centrale Europea deve avere poteri di intervento pari a quelli delle altre principali banche centrali, come intervenire sui cambi, finanziare il Tesoro in piena autonomia e svolgere funzioni di lender of last resort. I debiti pubblici debbono e possono essere protetti dagli attacchi speculativi e, quindi, dagli oneri degli spread, con piani di rientro a lunga scadenza e a rendimenti bassi concordati con la BCE. Va realizzato un grosso piano di interventi infrastrutturali sotto controllo della Commissione e appalti internazionali nei luoghi dove essi sono carenti e dove è più elevata la disoccupazione. Vanno equiparati i trattamenti fiscali tra i paesi membri, se si vuole solo parlare di mercato unico e di moneta unica. Va creata una scuola europea di ogni ordine e grado. Pur mantenendo aperta la speranza che vengano indicate simili soluzioni, resta il timore che sarà una fiera delle parole. Se non si vuol dare un contenuto preciso alla questione europea, significa che non si vuole un’Europa unita. Allora, con grande rammarico, si deve prendere atto che va ordinatamente disunita, non farla realizzare sotto la spinta della speculazione. Anche per questa soluzione si dispone di tecniche adatte. Mancano però i leader che realizzino il rilancio o la chiusura dell’esperienza. Certamente nel corso della celebrazione dei Trattati di Roma i Padri fondatori si agiteranno nelle loro tombe al sentire ciò che verrà detto per rifugiarsi nel passato e giustificare l’inazione del presente.