Log in
NEWS
Roghi, emergenza sui Monti Lattari: fiamme vicino ad hotel Napoli, Moxedano: Situazione trasporti sempre più complicata Confartigianato: Le Pmi italiane pagano l'energia il 29% in più rispetto alla media Ue Montenero, al via la prima edizione di "Corti al Mulino" Premio Capri Danza International, al via la V edizione alla Certosa di San Giacomo Attentato Barcellona, a Napoli rafforzate le misure di sicurezza Diwine Jazz Festival, a Montecorice quattro serate tra vino e buona musica Da Pasqualino, omaggio a Capri: ecco i faraglioni di pizza Ermanno Russo: Che errore depotenziare l'oculistica al Vecchio Pellegrini Napoli, Comune: Dal 28 ordinanza per fornire indicazioni sui vaccini Geometri, Carlino: Al fianco dei periti industriali per il campetto a Scampia Estate, 38 mln di italiani in vacanza: tra i souvenir i prodotti tipici del territorio Giovani Confapi Napoli, Marrone: Bene l'occupazione, investire sulla formazione Lavoro, dati Cgia: nell'ultima parte dell'anno 123 mila nuovi posti Fca, dopo Geely e Dongfeng anche Guangzhou smentisce interesse all'acquisizione Teatro, Kronos e Medea a Velia tra classici e archeologia Alto Calore, Cammarano (M5s): Accordo a perdere con l'Acquedotto pugliese Morto Vincenzo Abate, pioniere della fecondazione artificiale Universiadi Napoli 2019: presentato a Taipei il video ufficiale Partecipazione delle Pmi alle gare pubbliche: bando Cosme da 350mila euro Poli innovativi dell'infanzia, 14,4 milioni alla Campania Treni regionali, 640 milioni dal Governo Ssc Napoli, assessore Borriello: Nuova convenzione per lo stadio, risolte le pendenze Confapi Napoli, Giglio: Incidenti in mare, più controlli ai presidi di salvataggio Benevento, Mortaruolo (Pd): Dalla Regione contributi a 47 Pro Loco Ecolamp, Napoli e provincia al 56% di raccolta di lampadine esauste Miss Mondo Italia, lunedì tappa nel salernitano Morto a Napoli il direttore della Comunicazione Msc Maurizio Salvi Attentato Barcellona, 14 morti: anche due italiani. Nella notte attacco sventato a Cambrils Torre del Greco, D'Elia (M5s): Al via il laboratorio di democrazia diretta Torre del Greco, Mdp: Ripristinata la legalità Imprese, il report di Intesa Sanpaolo: arrancano le italiane, +20% per quelle di immigrati Napoli, de Magistris: Per il turismo estate eccellente Siti Unesco, apre la Grotta preistorica di Camerota Start up e servizi digitali: percorso di accelerazione per 4 nuove imprese

kimbo shop ildenaro 016

Banche, soluzioni solo globali

di Mario Lettieri * Paolo Raimondi **

Di fronte alle crisi bancarie che investono di volta in volta differenti Paesi della zona euro, la cosa peggiore, e suicida, che l'Unione europea possa fare sarebbe di trattarle come mere questioni nazionali. Oggi sembra toccare all'Italia, domani chissà. Ne è prova il fatto che le autorità preposte, a cominciare dalla Banca centrale europea, dalle banche centrali nazionali e dalla Commissione europea, navigano a vista, senza una chiara politica.
Non si tratta, infatti, di tamponare gli effetti finanziari ed economici della grande crisi globale, ma di approntare misure che neutralizzino in modo definitivo la finanza della speculazione senza regole e che rimettano in moto lo sviluppo produttivo.
Gli attuali grandi problemi del sistema bancario italiano hanno due nomi: crediti inesigibili per oltre 200 miliardi di euro e gravissime responsabilità degli amministratori delle banche e degli organi di controllo della Banca d'Italia.
Il primo problema, ovviamente, è in gran parte dovuto agli effetti della crisi globale, che ha portato ad una drastica diminuzione nelle produzioni, nei commerci e nei consumi. Ciò ha messo molti imprenditori in ginocchio, rendendoli impossibilitati a mantenere la regolarità dei pagamenti e dei rimborsi per i prestiti precedentemente chiesti e ottenuti.
Per il secondo problema si dovrebbe invece mettere sotto i riflettori le banche e soprattutto la Centrale Rischi della Banca d'Italia. Come è noto, le banche e le società finanziarie devono comunicare mensilmente alla Banca d'Italia il totale dei crediti verso i propri clienti, sia i crediti superiori a 30 mila euro che i crediti in sofferenza di qualunque importo. Il compito primario della Centrale Rischi è quello di valutare i crediti concessi per rafforzare la stabilità del sistema bancario. Si sottolinea inoltre che, dal 2010, essa scambia queste informazioni con le altre banche centrali europee e con la Bce.
Come è possibile, dunque, che, sia a livello nazionale che a livello europeo, siano stati permessi e tollerati prestiti e altre operazioni finanziarie che, stranamente solo oggi, scopriamo essere ad altissimo rischio?
Comunque nel sistema europeo vi sono molte altre anomalie che meritano attenzione ed interventi correttivi. L'Autorità bancaria europea, per esempio, oggi giustamente analizza criticamente i crediti concessi dalle banche ma, nel contempo, permette un leverage altissimo per le banche. Permette cioè che siano sufficienti tre (3) euro di capitale per creare finanza per 100. Permette anche che certe attività finanziarie, come i cosiddetti asset di terza categoria, che sono in gran parte derivati asset backed security, trattati e tenuti fuori mercato e quindi con un valore altamente incerto, vengano contabilizzati dalle banche secondo criteri interni molto convenienti alle stesse.
Dopo il 2008 dovrebbe essere ovvio tener conto del fatto che l'intero sistema bancario internazionale è profondamente interconnesso e perciò pericolosamente esposto al contagio e a crisi sistemiche. Eppure Bruxelles, Francoforte, e spesso anche Berlino e Parigi, preferiscono, sbagliando, l'approccio nazionale a quello europeo. In questo modo si rischia di giocare al massacro. Ce lo ricorda anche l'Office of Financial Research (Ofr), l'agenzia del ministero del Tesoro americano, creata nel 2010 dalla legge di riforma finanziaria, la Dodd-Frank, con il compito di studiare i lati oscuri del sistema finanziario allo scopo di ridurne i rischi.
Nell'ultimo rapporto dello scorso dicembre l'Ofr ammonisce che le banche americane di importanza sistemica si sono esposte per oltre 2 trilioni di dollari nei confronti dell'Europa, di cui circa la metà in derivati otc tenuti fuori bilancio. Quando Wall Street e le banche americane vendono derivati, lo fanno per proteggersi da eventuali fallimenti; quando invece li acquistano esse offrono una copertura a eventuali crisi di altre banche. In questo caso di quelle europee.
Consapevoli delle difficoltà bancarie in Europa, gli Usa hanno lanciato questo allarme. L'Ofr ne lancia anche un altro tutto interno al sistema di Wall Street. Avvisa che già alla fine del 2015 anche le assicurazioni americane sulla vita hanno abbondantemente superato i 2 trilioni di dollari in derivati finanziari. Il 60% di tale «montagna» sarebbe stato sottoscritto soltanto dalle 9 maggiori banche americane ed europee, quelle too big to fail: Goldman Sachs, Deutsche Bank, Bank of America, Citigroup, Credit Suisse, Morgan Stanley, Barclays, JPMorgan Chase e Wells Fargo.
L'allarme non è da sottovalutare, si ricordi che soltanto l'Aig, il gigante delle assicurazioni, a suo tempo dovette essere salvato con 182 miliardi di soldi pubblici! Anche in questo caso si evince la urgenza di rispondere alla globalizzazione dei mercati finanziari e del sistema bancario con regole globali e condivise.

*già sottosegretario all'Economia 

**economista