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Da quando è stato abolito l’apprendistato

Troppi morti sul lavoro. Altri sono costretti su una sedia a rotelle. I più fortunati rimangono storpi. C’erano meno incidenti quando mezzo secolo fa non esistevano le protezioni di oggi. Che, però, non si usano. Se n’è lamentato il capo dello stato, preoccupato dall’incremento. Tutti si rammaricano, come se fosse un castigo di Dio. Nessuno cerca le cause né soluzioni. Siamo rassegnati. Si risolve la disoccupazione giovanile saltando l’apprendistato. Un tempo era l’azienda a fare scuola e, durante un periodo di paga ridotta, insegnava a prevedere i rischi. Anziché detassare le assunzioni lo stato dovrebbe pagare la formazione. Ma ormai si vuole guadagnare subito, anche se, poi, si muore.

 

Su FB circola un video che, se falso, le autorità debbono subito smentire

Si dice che due ricercatori precari dell’Università di Urbino (con nomi e cognomi) avrebbero scoperto una sostanza naturale che induce le cellule cancerogene al suicidio. Seppure fanalino di coda d’Europa, l’Italia potrebbe produrre il vaccino che debelli la malattia del secolo. La potente industria farmaceutica, però, cercherebbe di bloccare la scienza. Infatti, rendono di più le cure non sempre efficaci attualmente in commercio che un antidoto risolutivo. Ecco perché i media non pubblicano la notizia che viene diffusa clandestinamente. Io credo si tratti della calunnia di detrattori. Se no, vorrebbe dire che lo stato non ci protegge da assassini che, per denaro, decidono della vita di tutti.

 

Picchia tua moglie quando rincasi, lei sa perché

È un antico detto cinese, che, seppure apparentemente maschilista, non va preso alla lettera. Per esempio, da noi si adegua ai politici. Se dopo l’istruttoria il giudice assolve, le garanzie costituzionali funzionano. Nonostante l’errore dell’accusa la sentenza ristabilisce la verità dal punto di vista penale. Quelli di parte, invece, protestano. Vorrebbero i propri beniamini innocenti. Colpevoli sono solo gli avversari. Qualcuno grida addirittura al complotto. Però, anche se non hanno commesso reati, spesso dal punto di vista morale il loro comportamento è biasimevole. Meno male che qualcuno li inquisisce. In sostanza, è il partito che dovrebbe condannarli. La magistratura ne fa solo le veci.

 

Un popolo senza curiosità né interessi si annoia

Non basta più il trastullo del cellulare. Qualcuno si è assuefatto e per vincere la noia inventa altri svaghi. Mentre il paese si didatte tra gravi problemi sociali, economici e persino esistenziali, è di moda in questi giorni il cazzotto in faccia senza motivo allo sconosciuto colto di sorpresa. Poi si scappa, mentre un compare fotografa lo scherzo per divertire altri dementi. A Torino si sparano con una balestra, su passanti a caso, aghi d’acciaio di 10 cm che bucano i vestiti e fanno molto male. Essendo il gioco costoso, si deduce che sia usato da giovani abbienti. I giudici indagano. Ma, seppure individueranno i responsabili, le pene sono così irrisorie che non varrà neppure la pena processarli.

 

Senza voler togliere alcun merito a Biscardi

Mi preme ricordare a Aldo Grasso – lo ha commemorato il 9 ottobre sul Corriere della Sera – che il talk show del Calcio in televisione fu introdotto da Carlo Tumbarello negli anni '80 in "Caccia al 13" e "Forza Italia", programmi di successo che produceva settimanalmente per il circuito di Odeon TV (cui aderivano allora tante reti private che coprivano l'intero territorio nazionale). Ne furono conduttori, nel tempo, fra gli altri, Gianni Rivera, Roberto Bettega e Walter Zenga. Fu Carlo Tumbarello, grande innovatore della comunicazione televisiva, a fare intervenire nei talk show anche le donne, che fino ad allora ricoprivano il ruolo di vallette, conferendogli la dignità di giornaliste sportive.

 

Da quando è stato abolito l’apprendistato

Troppi morti sul lavoro. Altri sono costretti su una sedia a rotelle. I più fortunati rimangono storpi. C’erano meno incidenti quando mezzo secolo fa non esistevano le protezioni di oggi. Che, però, non si usano. Se n’è lamentato il capo dello stato, preoccupato dall’incremento. Tutti si rammaricano, come se fosse un castigo di Dio. Nessuno cerca le cause né soluzioni. Siamo rassegnati. Si risolve la disoccupazione giovanile saltando l’apprendistato. Un tempo era l’azienda a fare scuola e, durante un periodo di paga ridotta, insegnava a prevedere i rischi. Anziché detassare le assunzioni lo stato dovrebbe pagare la formazione. Ma ormai si vuole guadagnare subito, anche se, poi, si muore.

Su FB circola un video che, se falso, le autorità debbono subito smentire

Si dice che due ricercatori precari dell’Università di Urbino (con nomi e cognomi) avrebbero scoperto una sostanza naturale che induce le cellule cancerogene al suicidio. Seppure fanalino di coda d’Europa, l’Italia potrebbe produrre il vaccino che debelli la malattia del secolo. La potente industria farmaceutica, però, cercherebbe di bloccare la scienza. Infatti, rendono di più le cure non sempre efficaci attualmente in commercio che un antidoto risolutivo. Ecco perché i media non pubblicano la notizia che viene diffusa clandestinamente. Io credo si tratti della calunnia di detrattori. Se no, vorrebbe dire che lo stato non ci protegge da assassini che, per denaro, decidono della vita di tutti.

Picchia tua moglie quando rincasi, lei sa perché

È un antico detto cinese, che, seppure apparentemente maschilista, non va preso alla lettera. Per esempio, da noi si adegua ai politici. Se dopo l’istruttoria il giudice assolve, le garanzie costituzionali funzionano. Nonostante l’errore dell’accusa la sentenza ristabilisce la verità dal punto di vista penale. Quelli di parte, invece, protestano. Vorrebbero i propri beniamini innocenti. Colpevoli sono solo gli avversari. Qualcuno grida addirittura al complotto. Però, anche se non hanno commesso reati, spesso dal punto di vista morale il loro comportamento è biasimevole. Meno male che qualcuno li inquisisce. In sostanza, è il partito che dovrebbe condannarli. La magistratura ne fa solo le veci.

Un popolo senza curiosità né interessi si annoia

Non basta più il trastullo del cellulare. Qualcuno si è assuefatto e per vincere la noia inventa altri svaghi. Mentre il paese si didatte tra gravi problemi sociali, economici e persino esistenziali, è di moda in questi giorni il cazzotto in faccia senza motivo allo sconosciuto colto di sorpresa. Poi si scappa, mentre un compare fotografa lo scherzo per divertire altri dementi. A Torino si sparano con una balestra, su passanti a caso, aghi d’acciaio di 10 cm che bucano i vestiti e fanno molto male. Essendo il gioco costoso, si deduce che sia usato da giovani abbienti. I giudici indagano. Ma, seppure individueranno i responsabili, le pene sono così irrisorie che non varrà neppure la pena processarli.

Senza voler togliere alcun merito a Biscardi

Mi preme ricordare a Aldo Grasso – lo ha commemorato il 9 ottobre sul Corriere della Sera – che il talk show del Calcio in televisione fu introdotto da Carlo Tumbarello negli anni '80 in "Caccia al 13" e "Forza Italia", programmi di successo che produceva settimanalmente per il circuito di Odeon TV (cui aderivano allora tante reti private che coprivano l'intero territorio nazionale). Ne furono conduttori, nel tempo, fra gli altri, Gianni Rivera, Roberto Bettega e Walter Zenga. Fu Carlo Tumbarello, grande innovatore della comunicazione televisiva, a fare intervenire nei talk show anche le donne, che fino ad allora ricoprivano il ruolo di vallette, conferendogli la dignità di giornaliste sportive.

Diario Liberale di Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), attualmente in libreria.