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Referendum, de Magistris-De Luca: il voto sancisce lo strappo


Esulta Luigi de Magistris, prende atto della sconfitta Vincenzo De Luca. In Campania l'esito referendario divide le istituzioni e sancisce lo strappo tra il sindaco di Napoli e il governatore campano sempre più distanti dopo una campagna elettorale vissuta su sponde opposte. E' il sindaco partenopeo, forte dei risultati ottenuti dal no a Napoli e in Campania, circa il 70%, a lanciare la sfida al governatore che fino alla fine si è speso al fianco di Renzi. "Qui in Campania e a Napoli è stato respinto l'accordo sistemico Renzi-De Luca. Mi auguro - ha commentato de Magistris - che questa lezione democratica possa servire per un bagno di umiltà al presidente della Regione. Detto che io sono pronto a cooperare e ad avere il miglior rapporto possibile, la divergenza politica è forte e si è allargata con la Regione Campania in questa campagna elettorale e ciò non mi dispiace per nulla. Perché - ha spiegato - da certi metodi, forme, toni e contenuti io mi sento totalmente distante. Anche se non ho difficoltà a sedermi al tavolo per il bene della città". Le scorie della campagna elettorale sono ancora ben presenti nei ragionamenti del sindaco: "Da parte nostra - ha proseguito - il rispetto istituzionale non è mai venuto meno. Lui, invece, negli ultimi tempi dal punto di vista istituzionale ha avuto delle evidenti cadute di stile, utilizzando metodi anche non corretti nei confronti di chi la pensava diversamente". De Luca, da parte sua, affida il pensiero a una nota nella quale prende atto della sconfitta (anche nel suo regno di Salerno dove il no sfonda il 60%): "Gli elettori - dice - hanno respinto in modo netto la proposta referendaria. Ogni votazione è una lezione da comprendere, e su cui riflettere. A maggior ragione in questo caso, di fronte ad un risultato perentorio e generalizzato. Oggi, dunque, è il tempo dell'umiltà e della responsabilità, in una fase che si annuncia difficile per l'Italia. Va dato atto a Matteo Renzi di aver compiuto un gesto di grande dignità e coerenza, assumendosi tutte le responsabilità e rimettendo il mandato". E a chi lo avvicina in serata a Salerno dice: "Sto bene, sto bene". Alla professione di umiltà di De Luca non crede il grillino Roberto Fico: "De Luca dice che questo è il momento dell'umiltà, noi non gli crediamo. Una persona che fino al giorno prima ha avuto un'arroganza senza precedenti, ora parla di umiltà, troppo semplice". Stravince il no anche ad Agropoli, il cui sindaco è stato al centro delle polemiche dopo l'invito di De Luca a raccogliere quattromila preferenze per il "si", offrendo agli elettori una frittura di pesce. Alla fine le preferenze nel centro del Cilento sono state poco più di tremila a fronte di oltre settemila si'. Tra quelli che esultano per la vittoria del no c'e' anche Clemente Mastella: "L'accozzaglia - osserva il sindaco di Benevento - ha prodotto un apocalisse".