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Diario Liberale

Diario Liberale (59)

Basta che siano ricchi o potenti

Fingiamo di scandalizzarci se un miserabile bacia la mano di un boss. Come se genuflettersi alle persone potenti o danarose o celebri non fosse un’ usanza diffusa nella società civile. È anche un modo per fare carriera. Anzi, non essendo più la dignità un valore da difendere, c’è invidia per chi ne ha la possibilità. Del resto, ai livelli culturali così degradati a chi ci si può prostrare un poveraccio se non a un criminale? La gravità dei reati è secondaria. Se si fa una graduatoria dei comportamenti e qualcuno viene considerato meno biasimevole di altri, si legalizza il principio. Non importa se delinquenti o incensurati. Tutti ormai hanno il diritto di leccare qualsiasi parte del corpo a chiunque.

Strano che l’ISIS non rivendichi il massacro di Torino

Imbecilli e ignoranti sono i nuovi combattenti inconsapevoli ma altrettanto crudeli dell’Islam deviato. Anzi, sono i più benemeriti perché non si fanno esplodere con le loro vittime, né vengono individuati dalla polizia. Rimangono illesi e anche impuniti. Millecinquecento feriti, alcuni gravi. Altro che Bataclan e Arena di Manchester! Il terrorista non può essere più efficace di un idiota, seppure senza organizzazione. A lui basta un petardo per creare il panico. Ora dovremo difenderci anche da chi, per stupidità e incoscienza, si arruola nell’esercito del male. Purtroppo dalle nostre parti proliferano. C’è ancora chi è convinto che la crisi che attraversiamo sia economica. Invece, è morale.

Le nostre sentenze sono sempre le migliori

Non ha diritto a una morte serena nel proprio letto, chi l’ha negata alle sue vittime. Ma, tenerlo senza cure adeguate al 41 bis, equivale a una condanna a morte, che da noi è bandita. Il giudizio del popolo è definitivo e insindacabile. Molto più autorevole di quello di magistrati corrotti dal buonismo e drogati dalla morale cristiana. È ancora lui il capo. Nessuna misericordia né perdono. Deve morire soffrendo, anche se così ci mettiamo al suo stesso livello di barbarie. Occhio per occhio. Ora siamo noi a uccidere. Assaporiamo finalmente  il piacere della vendetta. Tutti contro uno. Che importa se anziano e malato. Questa volta le pietre le scagliamo noi che siamo senza peccato.

È proprio vero che il potere dà alla testa

A che servivano alla May elezioni anticipate? La maggioranza in parlamento ce l’aveva già. Tanto da poter governare indisturbata. Ma la voleva più ampia e con maggiore potere. Ha finito col perderla, com’era prevedibile. Dopo il referendum gli inglesi si erano pentiti della Brexit. Bastava chiedere a un bimbo. È l’effetto del comando, che offusca le menti più raffinate. Arroganza e presunzione riducono notevolmente qualsiasi intelligenza. Come pure Cameron. I consiglieri si guardano bene dal contraddire il capo. L’esperienza purtroppo non serve agli altri. Si perpetrano ovunque gli stessi errori, con i medesimi risultati. L’ambizione prevale sempre, inesorabile, a discapito del paese.

Terrorismo, politica, comunicazione e stupidità

Seppure figlio di un marocchino, era italiano uno dei tre terroristi del London Bridge. La notizia non ci inorgoglisce ma ci rassicura. Vuol dire che non siamo noi il bersaglio dell’ISIS. Se no, Youssef sarebbe stato utilizzato a Bologna, città che conosceva bene e in cui poteva operare agevolmente. Ci si recava spesso per vedere la madre. Il suo sogno era andare a combattere in Siria o ovunque ci fosse da compiere attentati. Non ce n’erano in programma in Italia. E ci auguriamo che non ce ne siano mai. Perché solo in Francia e in Inghilterra? I media non giochino a diffondere falso allarmismo. La politica non ci coinvolga in situazioni che ci sono estranee. Abbiamo tanta saggezza e buonsenso?

La democrazia adattata ai giorni nostri

Conviene a tutti impedire all’elettore di scegliere i parlamentari, che, così, debbono compiacere chi li designa. Ora sono alla pari: destra, sinistra e populisti. Complice la Consulta che consente i nominati. Nessuno può più accusare gli altri. Sono tutti d’accordo nel privare il cittadino dei propri diritti. Si degrada sempre più la classe dirigente, ormai costituita da questuanti. Se lo facessero a posta ad allontanare la gente dalla politica, non gli riuscirebbe altrettanto bene. Si cercano accordi che, però, non reggono. Nessuno pensa al paese. Si lavora in proprio o per la coalizione. La politica va da una parte e il popolo dall’altra. Nessuno si preoccupa, né si chiede quanto può durare questo andazzo.

Questa volta non è la politica a uccidere

Dov’erano i nonni mentre il nipotino moriva per una banale otite che l’antibiotico guarisce in poche ore? Adesso denunciano il medico. Anche i genitori sono responsabili, ma stanno già espiando la pena che meritano soffrendo. Chi investe un pedone non è più in grado di guidare. Chi uccide un bimbo può continuare a curare? Dopo il rifiuto dei vaccini ci mancava l’omeopatia. Ora, se non ci sfugge qualcosa, siamo al completo, di stupidità e ignoranza. L’8% della popolazione ci crede. Vorrebbe togliere il Nobel a Fleming e a tutti gli scienziati cui dobbiamo la salute e la vita. E loro meritano la patria potestà? Un tempo affidavamo i nostri figli al dittatore. Adesso direttamente alla morte.

Troppo giovani per vivere a lungo

C’è chi abbandona il neonato per la strada e chi lo butta nel cassonetto. Qualcuno lo lascia in auto, a disidratarsi sotto il sole. Altri a un rally si posizionano in curva. Così, se un bolide sbanda investe in pieno il figlioletto. C’è chi, per una fede sbagliata, non consente le trasfusioni, condannando il bimbo a morire dissanguato. Ci sono anche i medici pazzi o esaltati, che nessuno controlla, finché non ci scappa il morto, quasi sempre minore. Non c’è tutela perché mancano le regole. Si denunciamo i responsabili, che raramente sono condannati, essendo le procedure interminabili. Le vittime, però, non tornano in vita. Basterebbe essere un po’ più vigili. Ma, tanto, sono solo bambini.

La campagna elettorale è una droga

Nei paesi democratici è una necessità periodica. Importante è il risultato, da cui dipende la formazione del governo. Da noi, invece, conta solo la vigilia, quando la vittoria è di tutti e ci si illude di gestire l’Italia. Come alla roulette. Si gode mentre la pallina gira sul cilindro. Quando esce il numero, vincente o perdente, si pensa già alla puntata successiva. In una corsa all’ippodromo o in un incontro di calcio l’eccitazione maggiore avviene nel momento in cui si scommette e si immagina la vittoria del proprio favorito. Così per noi italiani le elezioni. Vogliamo andare sempre alle urne. Tutti, continuamente. Eppure, a qualcuno converrebbe la scadenza naturale. Per esempio, al cittadino.

Patetica conclusione di un ammutinamento

Non ce l’ha fatta senza protezione, anche se non è il solo a non possedere le qualità necessarie. Va plaudito, però, il tentativo naufragato  di togliersi il guinzaglio che lo riporta adesso alla cuccia in cui è stato allevato. Nonostante la boria, non ha il quid, come gli fu predetto quando da cucciolo ambiva già al comando. Però, tentò ugualmente la fuga, con tante pulci aggrappate addosso. Dopo una lunga illusione a spese degli italiani ingenui, adesso non arriva neppure al 5%. Dovrà ricominciare a scodinzolare davanti al padrone per meritarne le carezze e continuare a fare politica. Sarà di monito a chi ritiene di emanare luce propria. Invece, basta staccargli la spina perché si spenga.

Quest’anno il 2 giugno si celebra con la cultura

Finalmente una festa della Repubblicacon manifestazioni adeguate alla nostra civiltà. Non ha compiuto 71 anni, è il primo di una nuova era. Niente più parate militari inutili e ridicole, che simulano una potenza che non abbiamo e trasmettono voglia di guerra e di morti. Le armi ce le hanno tutti. Basta comprarle. Qual è il vanto di esibirle? Il nostro patrimonio artistico, invece, è unico al mondo e ce lo invidiano anche i grandi. Molto meglio le mostre che abbiamo organizzato nelle pinacoteche, i cicli di conferenze negli istituti d’arte, fiere di libri, concerti, iniziative che premiano i migliori! Tornano i cervelli in fuga. Si raddoppia il turismo e il lavoro. Non svegliatemi se sto sognando.

Una politica basata sul PIL, non sul lavoro

I conti dell’Italia migliorano a vista d’occhio, più di quanto il governo avesse previsto. Finalmente la crisi è arrivata al capolinea. Evviva. Tutti ne gioiamo e ci complimentiamo. Bisogna farlo capire, però, ai dipendenti in esubero (Ilva e Alitalia) e a tutti coloro che in tante altre aziende in difficoltà verranno licenziati. È come capita a quei combattenti che hanno la sfortuna di morire qualche minuto prima che terminino le ostilità. Sarebbe più umano non esultare mentre tanta povera gente si dibatte nelle difficoltà. I problemi del paese sembrano legati al bilancio delle famiglie che beneficiano della ricchezza. Invece, si risolvono se a tutti spetta un lavoro perché i figli possano crescere liberi.

E noi che volevamo querelarlo al tempo del terremoto

Se si trattasse di un italiano sarebbe scoppiata una rivolta. Invece, Macron ha accettato con un sorriso la satira di Charlie Hebdo. I francesi non sono permalosi come noi, né un giorno a favore del giornale e l’indomani contro. Nel numero uscito alla vigilia dell’insediamento del nuovo presidente all’Eliseo, coniugando la definizione con cui l’Europa lo ha battezzato – l’uomo del miracolo – con la veneranda età della moglie, il disegno di copertina vede il giovane marito mettere incinta con la bacchetta magica l’anziana sposa. In Italia sarebbero insorti i sindacati, le femministe, i ginecologi e ovviamente la Boldrini. Magari, quel giovane, poi, il miracolo è capace di farlo davvero!

Non avendo peccati, scagliamo pure la prima pietra

Poveri lettori, costretti ormai a leggere libri inutili e noiosi che contengono rivelazioni, spesso improbabili o fasulle. Anche la letteratura, come qualsiasi prodotto di questa società degradata, dipende dalle comparse di una politica mediocre. A mettere alla gogna i poteri forti non è la critica né la giustizia, ma chi ne ha fatto parte finora e che, una volta in pensione, si accorge di non esistere più. Allora, si ricomincia a tramare e prevaricare, come quando si era in attività. Ragazzi, appena svezzati, raccomandano per telefono la virtù ai genitori, in modo da apparire comunque migliori. Dopo la festa della madre e del padre, per fare largo ai giovani, ci manca solo di  celebrare quella del figlio.

Sono sempre i poveracci a sostenere gli altri

Siamo così stupidi che anziché gioire che il nostro è un paese longevo, ci lamentiamo di essere il più vecchio. Per noi vivere a lungo non è un privilegio, ma una piaga sociale. Con la carenza di nascite la politica non c’entra. Si, è vero, le donne vengono spesso licenziate appena incinte. Tante, però, non lavorano nemmeno, eppure sono quelle che si riproducono di meno. Anzi, sono proprio le famiglie più abbienti ad avere solo un figlio. Giusto per assicurarsi la discendenza. La gravidanza è lunga e faticosa. Lui, intanto, può innamorarsi di un’altra. Il parto è doloroso. Crescere una creatura molto difficile e viene subito affidata alla nurse. È la povera gente a fare più figli e pure a occuparsene.

Lo sgambetto in dirittura d’arrivo

Non concordo con le scelte politiche di Tonino d’Alì, né apprezzo le sue frequentazioni, e meno ancora ne stimo i referenti. Ma non si può disconoscere che se Trapani è diventata una città, il merito è solo suo. Proprio nei giorni scorsi gli predissi che ne sarebbe diventato certamente sindaco. Qualifica più gratificante di senatore, perché scelto dal popolo, non designato dal padrone. Non avevo previsto – né potevo, essendo stato assolto dall’essere in odore di mafia per l’ennesima volta giusto pochi mesi fa – un nuovo intervento giudiziario. Non era più elegante aspettare l’esito del voto per denunciarne la pericolosità sociale? Ma il nostro, purtroppo, è un paese volgare.

Anche tu, On. Quoque, brutto figlio mio

Per secoli si è creduto che i miliardari non avessero bisogno di rubare. Ci si poteva fidare. Qualcuno fu incaricato addirittura di guidare il paese. Chi sospettava che molti lo sono appropriandosi di ciò che non gli appartiene? C’è tra loro chi in buona fede crede naturale sfruttare i poveri, che, abituati alle privazioni, non ne soffrono più. Mentre, a chi spetta l’agiatezza, senza non potrebbe vivere. Sua Santità è inviso a molti perché esalta la miseria. Invece, i ricchi non si toccano. Quando qualche giorno fa a Trapani cominciarono ad arrestarne fu uno shock. Pochi capirono che l’avidità è proprio la caratteristica di chi ha tanti quattrini. Ma la maggioranza li crede esemplari e li venera ancora.

Non bastava l’ignoranza

Tutti hanno diritto all’istruzione, anche i figli di chi è contrario alla vaccinazione. La salute, invece, passa in secondo piano. E i bambini, senza protezione, nelle mani di esaltati, ne fanno le spese. L’obbligo riguarda solo le iscrizioni all’asilo e alla scuola materna. Dalle elementari in poi, chi non è in regola e non troverà cavilli pagherà soltanto una sanzione. La polio era stata debellata. Ora purtroppo torneremo a vedere ragazzi malformati perché genitori arrabbiati ce l’hanno con chi si arricchisce producendo i vaccini ma non calcolano i tanti quattrini investiti nella ricerca. Il governo non prende posizione e si volta dall’altra parte. Come di solito fa chi è senza attributi o assente.

Non ci si può più fidare di nessuno

Neppure di un’icona dell’informazione? È considerato tra i pochi che celebrano la verità. Ma pur di vendere qualche libro in più se la prende anche lui col papà di una fanciulla dal sorriso che non può essere mendace. Come un grillino qualsiasi, promuove banchiere un pover’uomo, che, sfruttando il potere della figlia, avrebbe tentato di vendere un’attività che non vale nulla. Non c’è reato, ma un’occasione per creare scandalo. Dobbiamo abituarci a convivere col letame, non solo quello che sommerge Roma. Perché tanto accanimento? Sono ragazzi ambiziosi e forse anche inadeguati, cui consentiamo noi, però, come agli altri, di giocare alla politica, essendo gli adulti incapaci e ladri.

Meglio se stuprata da un concittadino

Se la pagassero per ogni parola che dice, capirei anche qualche stupidaggine. Ma non la pagano. Allora, non sarebbe più intelligente tacere? Ma c’è chi non vuole sentire ragione e, pur di parlare, anticipa addirittura la Lega. “Più grave lo stupro se da parte di un richiedente asilo”. Sottintende, quindi, che se lo fa uno di noi…. È pure riprovevole. Ma molto meno. Solo Salvini è autorizzato a dire certe bestialità, soprattutto in tema di migranti. Cosa vuole che facciano tanti maschi giovani in un paese libero? Sarebbe sorprendente la castità. Fate sbarcare le coppie, magari andate a prenderle in aereo. Per proteggere le nostre donne dalla violenza e la Serracchiani dal dire sciocchezze.

Meno male che, almeno questa volta, Silvio c’è !

Mi chiedo spesso che cos’hanno in quella testa, che sembra pensante, i nostri politici. Vogliono tutti il maggioritario, con l’evidente rischio di favorire gli avversari, soprattutto dopo una scissione non certo indolore. Per fortuna, Forza Italia, senza il cui accordo non passa alcuna legge elettorale, è per il proporzionale. Non perché siano più perspicaci di altri. La convenienza è talmente evidente da sospettare che il progetto sia perdere le elezioni, non vincerle. Perché un terzo dei cittadini dovrebbe decidere le sorti del paese? E poi, abbiamo dimenticato che, quando c’erano le coalizioni e sceglievamo noi i parlamentari, l’Italia era ii quarto paese più ricco del mondo. Ora è al 67° posto.

Risolto a Roma il problema delle buche

Ora non si può più dire che la Raggi è come se non ci fosse. Le strade sono avvallamenti continui. Gli autobus ancora nuovi scricchiolano come carrette. Si circola a spese di balestre, ammortizzatori e pneumatici. Marino cominciò ad asfaltare. Ma – prima per la Panda rossa parcheggiata male, poi per gli scontrini, infine sconfessato dal Papa, perché si era recato a Filadelfia senza invito – fu defenestrato. Dopo un anno di riflessione la sindaca grillina ha trovato la soluzione. Ha messo il limite di velocità a 30 km/h in Via Salaria e sulla Cristoforo Colombo. Andando piano le auto, è possibile vedere le buche ed evitarle. Si attende analogo provvedimento per la monnezza che sommerge la capitale.

Il flop dell’elettronica

Gli hackers stanno paralizzando la tecnologia. Adesso bisogna correre ai ripari. Come quando tenevamo le candele a portata di mano nel caso andasse via la luce. C’è già lo scudo spaziale che protegge Washington, Los Angeles, New York e Chicago da eventuali aggressioni nucleari, ma non il sistema informatico. Fino a qualche mese fa penetrare nel cervello delle grandi banche era impossibile. Oggi un bambino con la passione per il computer può svaligiarla. È più prudente tornare al cartaceo. Il voto era sicuro con la vecchia scheda elettorale e lo scrutinio manuale, come pure l’assegno circolare e il contante. Non si può mettere in pericolo la democrazia con tanti virus in circolazione. 

Il burqa dell’informazione

Ricevo ogni giorno, come tutti, messaggi WhatsApp da amici scandalizzati per notizie false che credono vere. E le trasmettono diventandone garanti, e portatori sani di maldicenza. Altre le leggo con like su Facebook. Tutto coperto da anonimato perché i vigliacchi non hanno il coraggio di andare a viso scoperto. La sorella della Boldrini – invece, deceduta giovanissima di malattia – gestirebbe 350 cooperative di accoglienza emigranti. Mentre la figlia di Elsa Fornero sarebbe andata in pensione a soli 39 anni con 10 mila euro netti al mese. Scoperto il vaccino contro il cancro – chissà perché – non verrebbe prodotto. Se diffondiamo bugie e cattiveria, facciamo il gioco dei mascalzoni.

Ricordo Boncompagni con gratitudine

Non eravamo amici perché su due posizioni opposte. Lui era un protagonista della TV, io critico. Le polemiche tra noi erano frequenti. Ma ci legava una profonda stima. Ne ebbi la prova quando Giorgio Cingoli, Direttore di Paese Sera, mi offrì la corrispondenza da Pechino, una destinazione allora ambita da ogni giornalista. Era un quotidiano diffuso e autorevole negli anni 70, di orientamento comunista. Sempre al di sopra delle parti, seppure a malincuore, dovetti rifiutare. Mi chiedevo, però, come mai  avesse pensato a me. Seppi, poi, che era stato Gianni a consigliare la mia assunzione in una sede così prestigiosa. Non ne parlammo mai. Ma non l’ho dimenticato e gli sono ancora grato.

Lo sceriffo dei terremotati

Anziché accoglierli, caccia i turisti che fanno selfie. Quelle macerie si visitano per ossequiare lui, che decide le regole di comportamento. La Pasquetta poteva essere un’occasione per avvicinare gli italiani più fortunati alle popolazioni e ai territori colpiti dal sisma. Invece qualcuno è stato maltrattato e insultato. Non ci tornerà più. Con la solita mania di protagonismo, le regole le stabilisce Pirozzi. Per di attirare l’attenzione sulla sua pretesa saggezza, è sempre più arrogante. Le TV, che hanno già detto tutto, continuano pedissequamente a riprenderlo. Un tempo era il sindaco di Amatrice. Adesso pover’uomo, si crede Napoleone, il solo uomo al comando. Di una città che purtroppo non c’è più.

 

Gli italiani litigano anche quando festeggiano

Ormai il 25 aprile è motivo di litigio. Meglio sospendere la ricorrenza. Festeggeremo, se ci saremo ancora, la fine della prossima guerra, che non sembra lontana. I pingui discendenti dei partigiani, che decidono pur non avendo combattuto, offendono la comunità ebraica. In Resistenza c’erano le loro brigate, non quelle palestinesi. Furono loro i veri martiri. Definiti delegazione straniera, sono, invece, i cittadini romani più antichi. Per non perdere quei voti, il PD, si dissocia. Ognuno organizza il proprio corteo. Essendo i percorsi diversi non si scontreranno. Il Campidoglio non capisce, è senza posizione. Parteciperà a entrambi e anche a un eventuale terzo. Non è più una festa nazionale.

Speculazioni politiche di piccoli candidati

I terroristi tiferebbero per la Le Pen e, per darle una mano alla vigilia del voto, organizzano in pieno centro, a Parigi, un attentato piuttosto affrettato, che, infatti, gli riesce male. Perché lo affidano a un dilettante, che provoca una sola vittima e un paio di feriti? Per precauzione, se per caso l’ISIS non lo rivendicasse, ha in tasca un messaggio che ne certifica la paternità. Sono queste le situazioni più inquietanti. Difendersi da nemici senza divisa non è facile, ma dai fanatici è addirittura impossibile. Giornali e televisioni amplificano la notizia e diffondono allarmi esagerati. Sangue sulle elezioni! E se fosse il gesto di un delinquente squilibrato, che una maggiore attenzione poteva evitare?

Basta che il sedere aderisca bene alla poltrona

Non essendo più la dignità un requisito necessario, chiunque può fare politica e anche commentarla. Talvolta non si capisce da che parte stia la verità. Ma spesso si altera per mancanza di coraggio. I giudizi sono edulcorati, invece, si dovrebbero esprimere chiaramente. “Dubbi sul referendum in Turchia”. Mentre è evidente che il risultato è stato manipolato. “Due milioni di schede sospette”. In realtà, l’OPEC ha accertato che sono state sfacciatamente aggiunte. “Ora in bilico l’ingresso dei turchi in Europa”. Perché, c’è ancora il timore che entrino? Povera gente, ne subiranno di tutti i colori! Per noi sarà un bene. Così capiremo che cos’è la dittatura. Molti, purtroppo, l’hanno dimenticato.

Quanto ci costa l’infìdo cellulare?

Con pochi euro ci trastulliamo dalla mattina alla sera. Senza pensare al costo, che non è tanto in denaro, quanto In tempo che sottraiamo al dialogo, alla riflessione, allo studio e al lavoro.Talvolta, per leggere o mandare un sms si perde la vita al volante. A scuola, per scambiarsi inutili messaggi, non si seguono le spiegazioni del prof. Quando i presidi li vietarono, ci fu la rivolta dei genitori. Rivendicavano – e lo ottennero – il diritto dei figli di oziare sul web e coltivare l’ignoranza. In ufficio e in fabbrica il rendimento è dimezzato. Non si vive più senza telefonino. Persino i medici parlano mentre visitano. Professionisti seri sono solo i delinquenti. Non usano WhatsApp mentre operano.

Se la moda deride la miseria

Pantaloni stracciati è l’ultimo grido. Uomini e donne con le ginocchia scoperte. Nulla di scandaloso, solo un cattivo gusto. Perché non disegnare in rosso anche una falsa sbucciatura? Forse sarà la prossima trovata. Eravamo in molti a portarli così, ragazzi e adulti, nel dopoguerra, quando non se ne potevano comprare nuovi. Sono ancora in uso dove la povertà non consente di meglio. Però, le mamme provvedono amorevolmente a rattopparli perché mariti e figli vestano con maggiore dignità. Oggi gli stilisti prendono ispirazione dalla miseria. Senza immaginazione, un made in Italy indecente vuole diventare eleganza. Anche la moda è stata contagiata dall’assoluta mancanza di idee e talento.

Siamo il fanalino di coda della cultura in Europa

Tra i più ignoranti nel mondo e ci diamo tante arie. Ecco perché la disoccupazione giovanile è così elevata. Con la cultura non si mangia. Questo è stato per diversi anni il messaggio della politica. Perché è più facile manovrare l’elettore. La metà degli italiani non capiscono le clausole contrattuali che sottoscrivono. Chi è tanto stupido da assumerli? Truffe e raggiri aumentano. Molti ragazzi abbandonano addirittura la scuola dell’obbligo. C’è chi non ha voglia di studiare e chi lo ritiene inutile. Vivono alle spalle dei genitori, aspettando il reddito di cittadinanza. Saranno per tutta la vita un peso per la produttività e la dignità del paese. Ma hanno diritto alla protesta e persino al voto.

L’ultimo round di Padoan contro gli italiani

Pover’uomo, non sa più che cosa inventare per far quadrare il bilancio dello stato. Sussidi di qua, 80 euro di là, colpe all’Europa. La lotta non è con la criminalità, ma con i cittadini. Quasi tutti ladri, più dei politici. Chi non è a contatto col denaro ruba ore di lavoro, malmena bambini e disabili, si trastulla col cellulare. Per non apparire fesso perché onesto. Un tempo a delinquere erano solo i mascalzoni. Adesso magistrati, docenti universitari, scienziati. Persino quel sant’uomo del vicino di casa. Se in un supermercato trafuga qualche oggetto chi ha fame o è cleptomane, il bilancio non ne risente. Ma se pure le cassiere e gli impiegati e i sorveglianti rubano, il fallimento è inevitabile.

Quando un calcio in culo è più appropriato della polemica

Zaccagnini, chi? È un fuoriuscito del M5S finito, prima nel SEL, poi scissionista. Per fare parlare di sé indìce, seppure a titolo personale, un convegno alla Camera – poi ridotto a conferenza stampa – sull’opportunità del vaccino. Anziché rimandarlo da dove proviene, il nuovo gruppo di Bersani e D’Alema si limita a dissociarsi. Boldrini se ne lava le mani perché, seppure nominati dai partiti, i parlamentari rappresentano il popolo italiano. Cominciano bene i progressisti. Con tutti i problemi che assillano il paese, non ultimo un ufficiale CC che falsifica – chissà perché e per chi – una prova giudiziaria, la loro prima iniziativa provoca indignazione tra i benpensanti e persino tra gli elettori.

Lui mi era amico, io un suo fan

Lo sapevo malandato, ma, almeno, c’era. Potevo chiedere alle figlie di salutarmelo, ed era come incontrarlo. Adesso le pregherò di portargli un fiore. Non sarà lo stesso. Muore anche l’amore. Sopravvivono i ricordi, ma sono tristi. Quando Carlo mi comunicò che Giuzzi non c’era più provai dolore, ma pure sollievo. Il lungo sonno ridà dignità, che l’età talvolta toglie. L’ho tanto amato e stimato. Mi arricchivo a solo ammirarlo.Che dialogo raffinato e sapiente! Una volta mi precedette in una conferenza in cui diceva in modo più aulico ciò che avevo intenzione di dire io, dopo. Adesso che faccio? Anziché disperare pensai alla fortuna di imbattersi in chi ne sa di più ed è migliore. E lo applaudii. 

Finalmente la guerra!

Wall Street a gonfie vele. Il dow jones sconfigge la disoccupazione. Si risolve, così, il problema del lavoro. Gli svariati miliardi destinati all’armamento non finiranno tutti nelle tasche dei magnati, i cui figli rappresentano il popolo, per conto dei genitori. Qualche spicciolo toccherà pure a loro che, poi, lanceranno i missili che uccidono innocenti. Molti di loro moriranno, ma con la pancia piena. Gli orfani prenderanno il loro posto. Tanto, in miniera ci sarà posto per tutti. Ma invocheranno la pace per poter vivere più a lungo, seppure con un reddito incerto. Per fortuna prima o poi si useranno di nuovo  armi chimiche. Non importa chi. E si ricomincerà a uccidere e morire per il bene della gente.

La legge prevede già la legittima difesa

Non se ne può più con le rapine. La gente ha paura e, chi è armato, spara a vista. Anche la vita dei delinquenti è irripetibile e un peccato spegnerla, se non è in pericolo la propria. Talvolta è la vittima, se incauta, a soccombere, come il barista di Budrio. I tragici eventi vedono protagonisti stranieri, ma anche italiani. Il più delle volte europei che si spostano liberamente col diritto di Schengen. La politica razzista chiede leggi speciali, per uccidere col consenso dello stato chiunque entri in casa. Non si tratta di essere di destra o di sinistra, permissivi o severi. Perché trasformare il paese, già abbastanza violento, in un Far West, come negli Stati Uniti, per raccattare qualche voto?

Non perdiamo occasione per scandalizzarci

È la volta di Trump e dei dazi. In realtà, l’Italia non è affatto penalizzata dal provvedimento. Noi non produciamo, come la Cina e altri paesi del Sud Est asiatico, oggetti a basso costo, che, maggiorati dalla nuova tassa, non sono più concorrenziali con quelli americani. La Vespa, infatti, ha un mercato del 5% in USA. La comprano i fichetti per i quali qualche dollaro in più non influisce sull’acquisto. Così pure il gorgonzola e la San Pellegrino. Sono solo sulle mense dei benestanti, che non se ne privano anche se costeranno il doppio. L’allarme di media e politici serve a distogliere l’attenzione della gente da problemi più seri che dipende da noi risolvere e, purtroppo, non ne siamo capaci.

Che figura di merda!

Per un pugno di euro. Anzi, appena due banconote da 50, perché il derubato non se ne accorgesse. Un consigliere comunale di Alessandria le ha sfilate dal portafogli di un conoscente. Non doveva essere il primo furto a danno dei clienti in quella palestra, avendo chiesto il gestore ai carabinieri di installare una telecamera nascosta. Alla prima occasione il ladruncolo si è esibito in una modesta impresa criminale, tanto per fare pratica, ma gli è andata male. È stato condannato a sette mesi di reclusione. Non si sa come abbiano reagito i suoi elettori. Chissà se alle prossime votazioni, l’11 giugno, i cittadini gli rinnoveranno la fiducia o, delusi dal fallimento, eleggeranno qualcuno più abile!

L’umanità è uccisa soprattutto dall’indifferenza

Le armi letali sembrano il gas e i kamikaze. A uccidere, invece, è chi rimane illeso e si gira dall’altra parte. Per non dovere intervenire, perché non possiamo farci nulla. Quelle chimiche sterminano gli inermi. Il terrorismo sfoga la rabbia repressa contro gli innocenti. Hitler e Stalin erano dilettanti. Assassinavano con armi convenzionali. La società è anche vigliacca, sia i criminali che le vittime. Crede di sopravvivere, senza cuore né cervello e neppure l’anima. C’è una finta solidarietà, e false giustificazioni. Si riuniscono inutili enti presieduti da uomini minuscoli che crediamo grandi. Purtroppo il motore del mondo ormai è l’odio. Ad alimentarlo è ognuno di noi, seppure moribondo.

Litighiamo anche quando dovremmo essere d’accordo

Più saggi sono i grillini. Propongono un sistema proporzionale, senza premio di maggioranza né capilista bloccati. È la legge che stranamente conviene a tutti, persino agli elettori – di solito negletti – che, così, potrebbero scegliere i propri parlamentari. È il modo più saggio per riavvicinare il paese alla politica e soprattutto per non rischiare derive autoritarie. Si potrebbe approvare in pochi minuti. Ma c’è chi, ingordo – dice: per non tornare a 30 anni fa, quando, però, eravamo un grande paese – vuole il premio di maggioranza, pur essendo incerto l’esito del voto. C’è il pericolo che a governare siano avversari inadeguati. Poi, con la corruzione dilagante è meglio che nessuno comandi da solo.

Forse la Raggi non è la peggiore

Minzolini se ne va per sua stessa decisione. Dando una lezione di dignità agli avversari. Ha rassegnato le dimissioni per non tradire lo spirito della Severino. Però, un ringraziamento i grillini lo meritano. Perché è a loro che deve la possibilità di sbattere la porta, anziché essere cacciato, come meritava. Non conoscendo le regole più elementari della politica, arte molto difficile e sofisticata, sconsigliata ai minori, il M5S chiese due espulsioni. Lotti dal governo e l’ex direttore del TG1 dal Senato. Appartenendo le vittime designate a opposte coalizioni, è stato naturale trovare l’accordo per salvarsi entrambi. Se i neofiti del parlamento si fossero limitati a una richiesta, l’avrebbero ottenuta.

Se la May non arriva all’UE dice che è amara

Come la volpe e l’uva. Meglio per noi. Cosa mai si è visto di europeo nella politica inglese? Non ancora spezzato quel cordone ombelicale con gli Stati Uniti, spesso le decisioni sbagliate degli USA, che Downing Street ha avallato, sono ricadute su di noi. Se Blair non avesse approvato il disegno di Bush di invadere l’Iraq, oggi Saddam sarebbe ancora vivo a difendere la nostra sicurezza, l’Isis non sarebbe nata e la società vivrebbe senza l’incubo del terrorismo. Tra Dover e Calais non ci sono 34 km. La distanza è infinita. Il nazionalismo è antistorico, superato dalla globalizzazione. Da soli non si può. Ma l’Euro non piace. La Russia è lontana, potremmo allearci con la Tunisia e adottare il dinaro.

Volevano trafugare la salma di Enzo Ferrari

Ero a Ginevra quando appresi che dal cimitero di Vevey, una cittadina dall’altra parte del lago, era scomparso il sarcofago di Charlie Chaplin per chiedere un riscatto. Un’ora dopo bussai timidamente alla villa di famiglia. Temevo di rinnovare il dolore della moglie Oona e della numerosa figliolanza. Invece, erano in salotto sdraiati su vari divani che si sbellicavano dal ridere. Come il grande genitore, che trovava sempre il lato comico anche nella tragedia, immaginavano l’imbarazzo dei delinquenti, con una bara non facile da nascondere, maledire il momento in cui avevano pensato di far soldi. Ma per delinquere ci vuole intelligenza. Solo in politica c’è spazio per i mediocri.

Quando si vuole premiare il genio

Laurea ad honorem a Totò, come a Vissani, perché cucina al gusto di D’Alema. Come a tanti che la politica decide impropriamente di gratificare. Se ne dovrebbe ideare uno più adeguato per un artista che non ha pari. Arbore e la Federico II, che gli conferirà il titolo, credono, così, di onorarne la memoria. Invece, continuano a sottovalutarlo anche per i 50 anni dalla scomparsa. Come la società che non ne riconobbe i meriti mentre era in vita. Discipline della Musica e dello Spettacolo è un corso di studi di media cultura. Non si potrebbe creare un premio inedito, che nessuno ha mai ricevuto? Ma ci vorrebbe un altro genio come lui. Chissà se ce ne sarà uno, almeno per il centenario.

È stato un errore abolire il servizio militare?

Attraversiamo un brutto periodo storico. La crisi non c’entra. Troppa violenza, da parte dei deboli. Un tempo era la criminalità a usarla. Come pure la corruzione. Oggi rubano gli onesti. Si uccide senza motivo. Solo per crederci vivi. Se no, ci sentiamo inutili. Vigliacchi di gruppo si avventano con spranghe e odio contro un ragazzo solo e inerme. E noi trattiamo l'assassinio del ventenne di Alatri come fatto di cronaca nera. Non è un caso isolato, ma un fenomeno sociale. Dovremmo analizzarne le cause che sono alla base del degrado in cui il paese è precipitato. I giovani non hanno più interessi, né fiducia nel futuro. Si annoiano e uccidono. Se con la cultura non si mangia, senza si muore.

Adesso anche gli sportivi si dichiarano prigionieri politici

C’è tanta sporcizia nel Calcio, perché i soldi che circolano sono troppi. La procura federale vuol fare pulizia. Si temono infiltrazioni criminali, attraverso le tifoserie, da un po’ di tempo troppo vicine alla dirigenza. Se si parla di scommesse truccate, ci sono complicità interne. Anche la commissione antimafia guarda ai campi di gioco e al giro di denaro con attenzione. Le squadre dovrebbero essere le prime a gioire per l’indagine promossa dalla giustizia sportiva. Fare luce sul campionato lo renderebbe più attraente. Si comincia dalla Juve. Ma Agnelli non ci sta. “Vogliono infangarci”, sostiene. Come avviene in politica, dove al primo avviso di garanzia si grida al complotto.

 

Sposate una ragazza dell’est! È la moglie ideale

Non brontola, è sempre sexy anche dopo avere partorito, è sottomessa al marito, lo perdona anche se la tradisce. Non sono solo questi i pregi delle donne che Parliamone sabato ha esaltato. Ce ne sono tanti altri che le italiane non hanno. Se n’è discusso per tutto un pomeriggio in un programma del servizio pubblico. Le prime reazioni indignate sono subito apparse sul web. Per la verità, 24 ore dopo sono arrivate le sincere scuse del Consigliere delegato, presidente e direttori. Il CdA non le ritiene sufficienti. Com’è possibile che un tale argomento abbia eluso i controlli? La trasmissione è stata sospesa. Ma – non disperate – gli autori diffonderanno nei prossimi dibattiti la loro volgarità.

 

Bambini da marciapiede

Sono in vendita. Si accontentano di 10 o 20 euro. Se sono i genitori a fare il prezzo, si arriva fino a 100. Dipende dall’età. Si parte da 8 anni. “La mamma lo sa che vado con le persone”, si giustificano. Cioè, “Non sto facendo nulla di male”. Lo hanno scoperto a Bari le Iene, che, con Striscia la notizia, sono ormai i confidenti degli italiani. È a loro che si ricorre per denunciare un problema. L’Autorità non è affidabile. Le indagini sono lunghe come i processi. La TV è più immediata. Non c’è fine al degrado in cui siamo precipitati. Sono per lo più Rom, ma i clienti sono imprenditori e professionisti altolocati. Poveri piccoli innocenti già vittime dell’avidità e del vizio. Per loro l’Orco esiste davvero.

 

Maledetti voucher, ma qualcuno sarà licenziato

Finalmente soppressi. Lo ha preteso il sindacato. Gli imprenditori non chiedevano di meglio. Ora potranno più facilmente pagare in nero ed evadere fisco e obblighi sociali. Bene, però, fece il governo a ritirarli, anche se era un utile strumento per i lavoratori precari e saltuari. Ha evitato, così, un altro referendum, certamente perdente. Ormai noi italiani non votiamo sulla validità delle leggi, ma secondo l’orientamento politico. Siamo sempre gli uni contro gli altri. Ogni dibattito è un’occasione per litigare. C’è troppa istigazione all’odio, una guerra civile. Ecco perché non si possono recuperare posti di lavoro né far risalire l’economia. Vogliamo che tutto vada male per poterci lamentare.

 

Sciacallaggio e populismo, due termini di gran moda

Da qualche mese sono entrati nell’equivoco lessico politico. Ovviamente chi li usa non ne conosce il significato. Le versioni sono molteplici e spesso discordanti. Fanno parte soprattutto della terminologia grillina. Se qualcuno si assenta dal Campidoglio proprio nel giorno in cui si commemora l’eccidio delle Ardeatine, perché stanco e bisognoso di riposo, c’è giustamente chi lo fa notare. Allora se il carbone è bagnato si accusa di sciacallaggio. Chi, invece, fa credere all’elettore che i problemi degli italiani derivino dall’Euro, è accusato di populismo. Mentre lui se ne vanta, ritenendo che significhi vicino al popolo. Non, piuttosto, che lo prende in giro sfruttandone la credulità.

 

Chi ha il pane non ha i denti

La Raggi ha perso l’occasione della sua vita per dimostrare che – seppure neofiti della politica – gli italiani hanno una marcia in più degli altri. La tedesca di Germania si è rivolta alla prima cittadina, che, accanto al premier Gentiloni, indossava, appunto, la fascia tricolore, dicendole “Lei è la sindaca, presumo”. La risposta adeguata sarebbe stata: “No, sono la sarta o la farmacista del Campidoglio”. Ma la ragazza non ha ancora esperienza, né dimestichezza con chi usa la supponenza per imporre la propria superiorità. Questa è la leader che, per ora, guida un’Europa a diverse velocità. Sottintendendo che la sua è la più veloce. Probabilmente lo è davvero. Ma soltanto perché ha più soldi. 

La sicurezza fai da te

Certo, non bisogna istigare crudelmente a sparare chi possiede un’arma , né a usarla impropriamente. Però è giunto ormai il momento di modificare la legge sulla legittima difesa. Non ce ne sarebbe neppure bisogno se gli stessi giudici applicassero l’aggiornamento di coscienza. Dal tempo in cui il legislatore la concepì, il tessuto sociale è cambiato, come pure la pericolosità. La gente non ne può più di essere aggredita e derubata. Non c’è bisogno di festeggiare la morte di un delinquente. È sempre una vita umana, sacra e irripetibile, che si spegne. Bisogna capire e giustificare, però, chi spara in casa. La gente ha paura e si difende da sé, visto che a proteggerla non è più lo stato.

Non mettete al mondo figli dopo una certa età

Correte il rischio che la magistratura ve li tolga. Al giorno d’oggi si riconosce la paternità a chiunque, anche a coppie di gay e di donne, ma non a chi ha partorito una figlia davvero. Anzi, verrete torturati, impedendovi persino di vedere la bambina, affidata a un’altra famiglia. Non è la crudeltà né l’errore di un solo giudice. La congiura è molto estesa. Da sette anni tutti i tribunali e le corti d’appello, nonostante le correzioni suggerite dalla Cassazione, hanno emesso la stessa sentenza, senza un vero motivo. Come possono i genitori adottivi fondare la propria felicità sull’angoscia di chi si è visto rapire la figlia? Poveri vecchi impotenti, il cui destino è affidato a una giustizia malvagia.

Non cadere nella trappola della falsa fede

C'è chi è fiero, altri si scandalizzano ogni volta che qualcuno fa il saluto fascista. Come se la nostalgia possa concretizzarsi o l’apologia contenga una premonizione di dittatura. In realtà, è la simulazione di un delinquente in cerca del gruppo. Spesso i poco-di-buono millantano una fede che non posseggono per chiedere la solidarietà di chi è discriminato come loro, ma per motivi ideologici non criminali. Si dichiarano prigionieri politici per non essere soli davanti al giudizio del paese. Ma chi in quel saluto – seppure non prodigo di libertà – crede, non deve abboccare alla falsa solidarietà. L’appartenenza a una fede può non essere conveniente né condivisa. Mai, però, sporcarla.

Cercano di mettere paura, ma sono solo ragazzi

I grillini pretendono di fare politica senza conoscerne i meccanismi. Quindi, non sono un pericolo. Anzi, dovremmo apprezzarne l’ignoranza. Se questi neofiti dei regolamenti parlamentari non avessero presentato mozione di sfiducia contro Lotti, oggi Minzolini sarebbe stato espulso dal senato, come speravano. Hanno dato, così, l’occasione al PD di accordarsi con gli avversari per neutralizzare entrambe le accuse. La difesa reciproca è una prassi normale. Ma loro gridano allo scandalo. Invece, bisogna fare le scelte giuste. Non avendo alcuna esperienza, non sanno prevedere le conseguenze di un’iniziativa. Pare che a breve la Boldrini (anche lei esordiente) istituirà corsi serali per principianti.

Nulla di personale

Anche se adesso è molto più di un semplice giornalista, rimane immutata la solidarietà per un collega incappato in un infortunio giudiziario. Seppure si fosse trattato di errore, c’è una sentenza e anche una regola violate. Secondo la legge non è degno di stare in parlamento, già pieno di indagati e prosciolti per prescrizione. Il senato ha respinto la richiesta di espulsione votata dalla commissione di vigilanza. È la prima volta che accade. L’amicizia non c’entra. I primi a dovere rispettare la Severino sono proprio coloro che l’hanno concepita. Che interesse c’è, anche per il suo stesso partito, ad avere un pregiudicato tra i legislatori? Poi ci chiediamo perché i populisti sono in continua ascesa.

Garante o despota?

Le votazioni sul web per le comunarie di Genova lo hanno deluso. Non ha vinto il suo preferito, e vengono annullate. Fidatevi di me, dice senza dare spiegazioni. Milioni di cittadini ci cascano, come ipnotizzati. Nessuno protesta dinanzi a un’evidente impostura. L’odio, che ha saputo inculcare contro una classe dirigente che con tutti i suoi difetti ci consente, però, di protestare, è aberrante. Con una tale forza politica che incalza, il futuro è incerto. Non tanto per l’incapacità dei leader quanto per l’acquiescenza degli elettori. Cominciano a sgretolarsi le garanzie democratiche. La Storia ci insegna – ma non lo ricordiamo – che è con la nostra complicità che arriva chi ci priva, poi, della libertà.

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