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Diario Liberale

Diario Liberale (51)

Adesso anche gli sportivi si dichiarano prigionieri politici

C’è tanta sporcizia nel Calcio, perché i soldi che circolano sono troppi. La procura federale vuol fare pulizia. Si temono infiltrazioni criminali, attraverso le tifoserie, da un po’ di tempo troppo vicine alla dirigenza. Se si parla di scommesse truccate, ci sono complicità interne. Anche la commissione antimafia guarda ai campi di gioco e al giro di denaro con attenzione. Le squadre dovrebbero essere le prime a gioire per l’indagine promossa dalla giustizia sportiva. Fare luce sul campionato lo renderebbe più attraente. Si comincia dalla Juve. Ma Agnelli non ci sta. “Vogliono infangarci”, sostiene. Come avviene in politica, dove al primo avviso di garanzia si grida al complotto.

 

Sposate una ragazza dell’est! È la moglie ideale

Non brontola, è sempre sexy anche dopo avere partorito, è sottomessa al marito, lo perdona anche se la tradisce. Non sono solo questi i pregi delle donne che Parliamone sabato ha esaltato. Ce ne sono tanti altri che le italiane non hanno. Se n’è discusso per tutto un pomeriggio in un programma del servizio pubblico. Le prime reazioni indignate sono subito apparse sul web. Per la verità, 24 ore dopo sono arrivate le sincere scuse del Consigliere delegato, presidente e direttori. Il CdA non le ritiene sufficienti. Com’è possibile che un tale argomento abbia eluso i controlli? La trasmissione è stata sospesa. Ma – non disperate – gli autori diffonderanno nei prossimi dibattiti la loro volgarità.

 

Bambini da marciapiede

Sono in vendita. Si accontentano di 10 o 20 euro. Se sono i genitori a fare il prezzo, si arriva fino a 100. Dipende dall’età. Si parte da 8 anni. “La mamma lo sa che vado con le persone”, si giustificano. Cioè, “Non sto facendo nulla di male”. Lo hanno scoperto a Bari le Iene, che, con Striscia la notizia, sono ormai i confidenti degli italiani. È a loro che si ricorre per denunciare un problema. L’Autorità non è affidabile. Le indagini sono lunghe come i processi. La TV è più immediata. Non c’è fine al degrado in cui siamo precipitati. Sono per lo più Rom, ma i clienti sono imprenditori e professionisti altolocati. Poveri piccoli innocenti già vittime dell’avidità e del vizio. Per loro l’Orco esiste davvero.

 

Maledetti voucher, ma qualcuno sarà licenziato

Finalmente soppressi. Lo ha preteso il sindacato. Gli imprenditori non chiedevano di meglio. Ora potranno più facilmente pagare in nero ed evadere fisco e obblighi sociali. Bene, però, fece il governo a ritirarli, anche se era un utile strumento per i lavoratori precari e saltuari. Ha evitato, così, un altro referendum, certamente perdente. Ormai noi italiani non votiamo sulla validità delle leggi, ma secondo l’orientamento politico. Siamo sempre gli uni contro gli altri. Ogni dibattito è un’occasione per litigare. C’è troppa istigazione all’odio, una guerra civile. Ecco perché non si possono recuperare posti di lavoro né far risalire l’economia. Vogliamo che tutto vada male per poterci lamentare.

 

Sciacallaggio e populismo, due termini di gran moda

Da qualche mese sono entrati nell’equivoco lessico politico. Ovviamente chi li usa non ne conosce il significato. Le versioni sono molteplici e spesso discordanti. Fanno parte soprattutto della terminologia grillina. Se qualcuno si assenta dal Campidoglio proprio nel giorno in cui si commemora l’eccidio delle Ardeatine, perché stanco e bisognoso di riposo, c’è giustamente chi lo fa notare. Allora se il carbone è bagnato si accusa di sciacallaggio. Chi, invece, fa credere all’elettore che i problemi degli italiani derivino dall’Euro, è accusato di populismo. Mentre lui se ne vanta, ritenendo che significhi vicino al popolo. Non, piuttosto, che lo prende in giro sfruttandone la credulità.

 

Chi ha il pane non ha i denti

La Raggi ha perso l’occasione della sua vita per dimostrare che – seppure neofiti della politica – gli italiani hanno una marcia in più degli altri. La tedesca di Germania si è rivolta alla prima cittadina, che, accanto al premier Gentiloni, indossava, appunto, la fascia tricolore, dicendole “Lei è la sindaca, presumo”. La risposta adeguata sarebbe stata: “No, sono la sarta o la farmacista del Campidoglio”. Ma la ragazza non ha ancora esperienza, né dimestichezza con chi usa la supponenza per imporre la propria superiorità. Questa è la leader che, per ora, guida un’Europa a diverse velocità. Sottintendendo che la sua è la più veloce. Probabilmente lo è davvero. Ma soltanto perché ha più soldi. 

La sicurezza fai da te

Certo, non bisogna istigare crudelmente a sparare chi possiede un’arma , né a usarla impropriamente. Però è giunto ormai il momento di modificare la legge sulla legittima difesa. Non ce ne sarebbe neppure bisogno se gli stessi giudici applicassero l’aggiornamento di coscienza. Dal tempo in cui il legislatore la concepì, il tessuto sociale è cambiato, come pure la pericolosità. La gente non ne può più di essere aggredita e derubata. Non c’è bisogno di festeggiare la morte di un delinquente. È sempre una vita umana, sacra e irripetibile, che si spegne. Bisogna capire e giustificare, però, chi spara in casa. La gente ha paura e si difende da sé, visto che a proteggerla non è più lo stato.

Non mettete al mondo figli dopo una certa età

Correte il rischio che la magistratura ve li tolga. Al giorno d’oggi si riconosce la paternità a chiunque, anche a coppie di gay e di donne, ma non a chi ha partorito una figlia davvero. Anzi, verrete torturati, impedendovi persino di vedere la bambina, affidata a un’altra famiglia. Non è la crudeltà né l’errore di un solo giudice. La congiura è molto estesa. Da sette anni tutti i tribunali e le corti d’appello, nonostante le correzioni suggerite dalla Cassazione, hanno emesso la stessa sentenza, senza un vero motivo. Come possono i genitori adottivi fondare la propria felicità sull’angoscia di chi si è visto rapire la figlia? Poveri vecchi impotenti, il cui destino è affidato a una giustizia malvagia.

Non cadere nella trappola della falsa fede

C'è chi è fiero, altri si scandalizzano ogni volta che qualcuno fa il saluto fascista. Come se la nostalgia possa concretizzarsi o l’apologia contenga una premonizione di dittatura. In realtà, è la simulazione di un delinquente in cerca del gruppo. Spesso i poco-di-buono millantano una fede che non posseggono per chiedere la solidarietà di chi è discriminato come loro, ma per motivi ideologici non criminali. Si dichiarano prigionieri politici per non essere soli davanti al giudizio del paese. Ma chi in quel saluto – seppure non prodigo di libertà – crede, non deve abboccare alla falsa solidarietà. L’appartenenza a una fede può non essere conveniente né condivisa. Mai, però, sporcarla.

Cercano di mettere paura, ma sono solo ragazzi

I grillini pretendono di fare politica senza conoscerne i meccanismi. Quindi, non sono un pericolo. Anzi, dovremmo apprezzarne l’ignoranza. Se questi neofiti dei regolamenti parlamentari non avessero presentato mozione di sfiducia contro Lotti, oggi Minzolini sarebbe stato espulso dal senato, come speravano. Hanno dato, così, l’occasione al PD di accordarsi con gli avversari per neutralizzare entrambe le accuse. La difesa reciproca è una prassi normale. Ma loro gridano allo scandalo. Invece, bisogna fare le scelte giuste. Non avendo alcuna esperienza, non sanno prevedere le conseguenze di un’iniziativa. Pare che a breve la Boldrini (anche lei esordiente) istituirà corsi serali per principianti.

Nulla di personale

Anche se adesso è molto più di un semplice giornalista, rimane immutata la solidarietà per un collega incappato in un infortunio giudiziario. Seppure si fosse trattato di errore, c’è una sentenza e anche una regola violate. Secondo la legge non è degno di stare in parlamento, già pieno di indagati e prosciolti per prescrizione. Il senato ha respinto la richiesta di espulsione votata dalla commissione di vigilanza. È la prima volta che accade. L’amicizia non c’entra. I primi a dovere rispettare la Severino sono proprio coloro che l’hanno concepita. Che interesse c’è, anche per il suo stesso partito, ad avere un pregiudicato tra i legislatori? Poi ci chiediamo perché i populisti sono in continua ascesa.

Garante o despota?

Le votazioni sul web per le comunarie di Genova lo hanno deluso. Non ha vinto il suo preferito, e vengono annullate. Fidatevi di me, dice senza dare spiegazioni. Milioni di cittadini ci cascano, come ipnotizzati. Nessuno protesta dinanzi a un’evidente impostura. L’odio, che ha saputo inculcare contro una classe dirigente che con tutti i suoi difetti ci consente, però, di protestare, è aberrante. Con una tale forza politica che incalza, il futuro è incerto. Non tanto per l’incapacità dei leader quanto per l’acquiescenza degli elettori. Cominciano a sgretolarsi le garanzie democratiche. La Storia ci insegna – ma non lo ricordiamo – che è con la nostra complicità che arriva chi ci priva, poi, della libertà.

Fantasmi del passato condizionano la politica italiana

Sebbene ogni italiano si proclami riformista – persino chi si definisce pure conservatore – se Stalin e Mussolini rinascessero avrebbero più seguaci degli attuali politicanti. Purtroppo, forse anche Hitler. Eppure a quel morboso ricordo sono legati eventi tragici – persecuzioni, genocidi, miseria, lutti – di cui ancora oggi si sentono gli strascichi. Fascisti e comunisti non sono la maggioranza del paese, ma sono certamente i più rumorosi e spesso decisivi. Mentre i primi tendono a riunirsi, essendo il loro solo obiettivo far parte del gruppo, gli altri sono affascinati dalla separazione perché ognuno possa contare qualcosa. Ma non si rendono conto del danno che procurano ai loro figli.

Il progresso non si ferma con la violenza

E neppure con la guerriglia urbana. Dispiace che sia la volta dei tassisti. Ma è già capitato ad altri. Purtroppo la serie di vittime non è terminata. Se alcuni politici si schierano con loro è perché li prendono in giro o, peggio, non hanno capito. Nel tentativo di stare meglio, ci siamo affidati in mani inadeguate. Non hanno saputo affrontare una crisi di cui adesso non si può prevedere la fine. Era più saggio accontentarci di come stavamo, che era già tanto. Abbiamo abusato di libertà e democrazia. Ecco com’è cambiata la vita di tutti. Gli sviluppi di tecnologia e informatica, poi, hanno divorato posti di lavoro che non si recupereranno più. Prima di protestare facciamoci un esame di coscienza.

Non si interviene se prima non ci scappa il morto

La carità non c’entra. Ne abbiamo fatto già tanta, forse troppa e inutilmente. Li accogliamo e ospitiamo. Ma era prevedibile che prima o poi si scatenassero. Usano la violenza per non essere rimpatriati. È capitato su un traghetto della Tirrenia, che hanno distrutto. Aggrediti e derubati i passeggeri che simpatizzavano con loro. Si sbagliava chi sperava nella riconoscenza. Prima della solidarietà viene la difesa dei cittadini. Il terrorismo non c’entra. Il pericolo viene dalle rivolte. Furti e stupri. Perché dalla miseria fuggono solo maschi? Sono giovani e forti, soprattutto disperati. Gli consentiamo di ribellarsi. Capiterà ancora, dato che il problema non sembra preoccupare nessuno.

Non si è alzata la voce di un politico

Violentare è talvolta consentito dalla legge. Non sempre la responsabilità è solo di chi delinque. Spesso c’è la grave negligenza di chi giudica. E non di uno solo. Poi si scusano, ma non pareggia il danno. Purtroppo chi dovrebbe vigilare è sempre distratto. Per vent’anni! Che uno stupro rimanga impunito è poca cosa di fronte alla libertà di cui un delinquente ha impropriamente goduto fino alla prescrizione. Il ministro della giustizia (?) manda gli ispettori. Dove? A far che cosa? Qualcuno pagherà? Se è vero che i processi sono troppi, non c’è un ordine di priorità? Se l’arbitro sbaglia succede il finimondo. Ed è solo una partita di calcio. Per lo stupro di una bimba tacciono tutti.

Non tutti hanno diritto di sognare

Non solo i cittadini di Leicester, ma gli sportivi di tutto il mondo gioirono l’anno scorso per la favola vissuta dalla cenerentola del calcio inglese svegliatasi, a fine campionato, in testa alla classifica. Ranieri aveva trasformato come per miracolo una ventina di giovani promettenti in autentici campioni, sovvertendo tutti i pronostici e le previsioni possibili. Ieri mattina, però, il sogno si trasformava in incubo dal quale si è svegliato bruscamente col licenziamento in tronco. Come se i miracoli potessero ripetersi, quando la squadra è tornata alle prestazioni normali, cioè in zona retrocessione, tifosi e dirigenti lo hanno rinnegato, sommergendo di ingratitudine e stupidità lo scudetto e lo sport.

Nasce un’era più dignitosa della Rai

Ridotti finalmente gli scandalosi compensi. Tutti guadagneranno il giusto. Pazienza, se qualche divo se ne andrà. Anche se è improbabile che una trasmissione di cucina altrove valga più di 240 mila euro. Nessuno verserà una lacrima. Anzi, ci saranno volti nuovi, finora bloccati dai vecchi, sempre più tristi e noiosi. Con l’aria fresca arriveranno anche idee moderne, che ispireranno autori più arguti. I programmi non debbono essere necessariamente di successo, legato il più delle volte al cattivo gusto. Che siano divertenti, ma educativi e istruttivi. I telespettatori non si sentiranno più derubati del canone per retribuire cariatidi senza mercato come Murinho. Bravo Campo dall’Orto.

Siamo talmente mediocri da rendercene conto

Ecco perché andiamo continuamente alla ricerca dell’eroe. Ne vediamo ovunque, anche se sono solo persone che fanno il proprio dovere. Quello che in una società normale fanno tutti e che ognuno di noi dovrebbe fare, sentendosi eroe a sua volta. Nelle ultime settimane ricordiamo – ma ce ne sono stati certamente altri – gli agenti che hanno ucciso il terrorista, i vigili che hanno estratto dal ghiaccio i bambini del Rigopiano, il professore ungherese che ha aiutato gli studenti a scappare dal rogo del pullman. Ma nessuno di noi cerca, poi, di emularli. È troppo faticoso rinunciare alla propria indolenza. Che siano gli altri a compiere atti di eroismo. Noi, quando ci è possibile, continuiamo a rubare.

L’Italia è la patria di truffe e abusi

Ormai, si acquista tutto sul web. Ma il cittadino non è protetto da chi vende. Anzi, sembra che le istituzioni siano d’accordo con i profittatori. In caso di contenzioso non sappiamo a chi rivolgerci. In qualsiasi paese gli imbroglioni vengono subito placcati. Basta rivolgersi alla polizia per ottenere immediatamente l’indennizzo o il rimborso, e l’inadempiente una multa. Da noi nessuno ti dà retta perché sa che, tanto, non gli succede nulla. Premi uno, premi due….. Quando riesci a parlare con un operatore, cade la linea. Hanno già riscosso, perché in possesso della tua carta di credito. Compagnie aeree e telefoniche vanno a gonfie vele. Solo Alitalia e le banche sono in crisi. Lo stato non c’è mai. E se c’è, si gira dall’altra parte.

Anche Fiorello un tempo era Charlie Hebdo

C’è chi reagisce elegantemente con la stessa arma e chi con insulti e volgarità. Questa la differenza tra chi capisce e chi no. La satira è un messaggio culturalmente molto sottile e – non avendo il linguaggio populista – non accessibile a tutti. Gli ignoranti la ritengono erroneamente irriverente. Lo stesso accadde nello scorso agosto quando i francesi spiegavano perché le nostre case crollano alla prima scossa di terremoto. Oggi la morte sugli sci, cerca di arrivare prima degli aiuti. La satira italiana risponde con altrettanta sagacia aggiungendo alla vignetta un soccorritore che la supera in corsa. Non è del tutto vero, dato che i morti sono tanti, troppi. Ma è una risposta civile.

Il capro espiatorio è di prammatica

I sopravvissuti hanno ricordi confusi e i familiari esasperati accusano chiunque. Si chiedono perché siano morti i loro figli. La magistratura indaga su eventuali responsabilità. Chi non ha risposto alla richiesta di aiuti? L’albergo era costruito a norma di legge? Se lo spazzaneve arrivava due ore prima si sarebbero salvate più vite umane? Intanto, mandiamo l’avviso di garanzia alla slavina che è certamente colpevole. Purtroppo ad andarci di mezzo sarà, come sempre, l’ultima ruota del carro. Una telefonista precaria – 900 euro al mese – o un operaio stagionale cui verranno attribuite tutte le colpe. Le intemperie non si possono rinviare a giudizio. Per placare gli animi bisogna trovare qualcun altro, anche se innocente.

I cecchini di Facebook

Adoro questa piattaforma sociale perché mi consente di capire con molto anticipo dove vanno l’Italia e il mondo. Mi illudo anche di dare un contributo alla società stimolando chi mi legge a riflettere sul proprio destino. Le persone civili rivelano la vera identità. La gentaglia e i vigliacchi usano pseudonimi. C’è chi è banalmente fiero della propria immagine o confessa ingenuamente gioie e dolori a sedicenti “amici”. Nessuno sospetta – finché non ne diventa vittima – che in ascolto c’è tanta volgarità e violenza. Nemica dell’evoluzione e del progresso è l’ignoranza. Ecco perché, senza una riforma che abolisca l’anonimato e individui eventuali responsabilità, questa stupenda iniziativa è destinata purtroppo a fallire.

Mentre si rafforza la nostra amicizia con Putin

Chi intende picchiare moglie e figli può trasferirsi momentaneamente in Russia, dove è stata depenalizzata la violenza domestica. La Duma – il parlamento di Mosca – ha stabilito che, se non producono danni fisici, le percosse sono considerate un illecito amministrativo. Cioè, in caso di denuncia si pagherà una multa, non più il carcere. Sono appena 36 mila ogni anno le mogli malmenate dai mariti. Solo in 12 mila perdono la vita. Secondo il legislatore il provvedimento intende rafforzare la famiglia. La prossima riforma potrebbe riguardare l’adulterio. Le donne saranno perseguitate, ma dotate per legge di mattarello in modo da regolare la questione tra le mura domestiche. 

Non giochiamo col futuro dei nostri figli

Votate per chi volete, ma scongiurate i vostri leader, se intenzionati a tornare alla Lira, di non abbandonare l’assicurazione dell’Euro. Se siamo stati penalizzati la colpa non è dalla moneta unica, ma dei governi che non hanno vigilato, consentendo che il commercio ne falsasse il valore. Ci ha salvato, però, dall’inflazione che toccava punte del 15/20%. Al giorno d’oggi, con la corruzione dilagante e il riciclaggio di denaro sporco, con l’economia ancora in crisi e la disoccupazione che non accenna a regredire, sarebbe ancora più elevata, fagocitando redditi e risparmi. Grazie all’Europa e all’Euro, ammortizziamo con gli altri 18 paesi la nostra crescente disonestà.

Piove, governo ladro
È un antico, ma superato, detto che dava sempre la colpa – qualunque cosa accadesse – a chi era al potere. per assurdo, anche per gli eventi atmosferici. Oggi la responsabilità si è estesa addirittura ai movimenti tellurici. Ormai ladri lo sono in tanti, quindi non è più un’offesa. L’equazione d’attualità è “Terremoto, governo vai a casa perché inefficiente”. Le accuse, ovviamente, provengono da coloro che non hanno soluzioni da suggerire. Sanno solo criticare. Così, anziché rimboccarsi le maniche e dare una mano, intralciano soccorsi e interventi. Seppure l’Italia sia in ginocchio per scosse di intensità e durata senza precedenti, per di più sotto la morsa di un freddo insolito, gli sciacalli continuano senza pietà né vergogna a fare politica distruttiva, sfruttando le disgrazie.

Neutralizzare al più presto le varie Cirinnà
Ognuno agisce come crede. Non si prevedono le conseguenze di un’iniziativa, caratteristica di questa nobile arte, divenuta ormai un mestiere che chiunque crede di potere svolgere. Non ci si rivolge mai alla magistratura, ma agli elettori. Perché non sempre ciò che è sconveniente per la morale è reato. Il contratto che il M5S impone ai suoi aderenti è nullo – specula sulla dabbenaggine di chi accetta qualsiasi clausola perché non ha nulla da perdere – ma non perseguibile penalmente. Ecco come la sentenza negativa rivitalizza, poi, l’avversario. Ma questo non è facile da capire per chi, senza esperienza né formazione, crede di fare politica, mentre è soltanto in cerca di visibilità e danneggia il partito.

Sciacalli double face
Non possiamo lamentarci per la carenza dei soccorsi e, al tempo stesso, criticare la vignetta di Charlie Hebdo che muove le stesse accuse. Qualcuno confonde la satira con la barzelletta. Altri approfittano dell’ignoranza e del dolore per adescare un lettore o carpire un voto. C’è chi esulta per la salvezza di un bimbo e chi per il ritardo di uno spazzaneve. Non siamo più uomini che lottano – e spesso soccombono – contro le forze della natura. Ma soggetti politici contro altri. La vita che si spegne non è una perdita irreparabile, ma l’occasione per indicare l’errore del rivale. Anzi, del nemico. Purtroppo sono ancora in molti a credere che la crisi sia economica.

Autostrade assassine
Basta con le gite in pullman. Lasciamo il trasporto su strada alle merci di cui gli autisti sembrano avere maggiore cura e che sono assicurate. Le vite umane non hanno prezzo. Ne muoiono di tutte le età, continuamente. Ma i giovani fanno più impressione. Sembra che gli incidenti capitino solo a loro. Alla guida c’è chi è stanco e cade dal sonno. Chi si distrae e non ha i riflessi pronti. Chi parla o manda messaggi col cellulare. Anche chi ha bevuto o sniffato. Gli automezzi sono spesso vecchi, la manutenzione trascurata, i controlli superficiali, i guasti frequenti. Non è più sicura la ferrovia? E magari anche più economica e veloce. Mandiamo i nostri figli in treno. Così, li accoglieremo certamente vivi alla stazione.

Un tempo si chiamava FIAT

Rappresentava la laboriosità e il genio italici. Quando la produzione diminuiva metteva in cassa integrazione i dipendenti perché li pagasse lo stato, cioè i contribuenti. Ne eravamo orgogliosi, seppure costasse a tutti qualche sacrificio. Oggi è quotata in borsa, ha incrementato le vendite e moltiplicato gli utili. Ma, complice l’informatizzazione e il cinismo dei grandi manager, ha decimato i posti di lavoro. La sede legale, un tempo a Torino, ora è a Lussemburgo o chissà dove. Paga le tasse in Inghilterra. Ha persino cambiato nome. Investe e produce in America, senza identità né più orgoglio nazionale. Anzi, è accusata pure di inquinare, come una Volkswagen qualsiasi. Così non si sporca solo il tricolore, ma anche il sudore della gente del sud di cui le prime auto erano impregnate.

La prossima rivoluzione non sarà culturale

Un linguista raffinato come Tullio De Mauro non poteva sopravvivere al massacro continuo del congiuntivo né alla sua minacciata sparizione se il M5S dovesse andare al potere. Il provvedimento più urgente, prim’ancora del reddito di cittadinanza e dell’uscita dall’euro, sarà la riforma della sintassi. Mentre l’Italia è alle prese con l’analfabetismo di ritorno – tutti sanno scrivere e far di conto, ma i due terzi della popolazione non capiscono ciò che leggono – il premier in pectore ha un fatto personale con la consecutio temporum. Ma siccome sembra che si possa governare anche senza, dopo avere consultato il web, verrà abolita. Anzi, sarà sanzionato qualsiasi sfoggio di erudizione.Più facile assecondare l’ignoranza che combatterla.

Più facile criticare che conseguire risultati

I primi, a Roma, sono disastrosi. Non basta cambiare il codice di comportamento e neppure dare sempre la colpa agli altri. Si può chiudere un occhio sulla volgarità del lessico. Ma per realizzare le novità bisogna sapere creare una nuova classe dirigente che, invece, non esiste. Quelli del web scelgono personaggi senza formazione perché gli rassomigliano. Figuriamoci che governo verrebbe fuori. Giovani senza preparazione né cultura ambiscono al premierato e a gestire ministeri. La politica è la scienza più complicata e sofisticata. Dove l'hanno imparata questi bravi ragazzi senza arte né parte e senza neppure studi, che giudicano tutti e pretendono di guidare l'Italia? Non permettiamogli di giocare col futuro – già purtroppo compromesso – dei nostri figli.

Salute e benessere dei cittadini sempre in secondo piano

Mentre il PIL stenta a crescere dello zero virgola, quello del gioco d'azzardo sale al 7%. In crescita esponenziale corruzione e volgarità. Volano pure imbroglio e raggiro. Il virus dell'autodistruzione nasce dal pessimismo sociale e dall'assenza di prospettive future. Anziché godere del proprio reddito, molti italiani sfidano la sorte. Almeno, così credono. Però, la fortuna è impotente non essendoci possibilità di vincere. È tutto truccato. Si avvicina ai cento miliardi la somma che consegniamo ogni anno a chi sfrutta impunemente le nostre debolezze. Mentre diventiamo sempre più poveri e infelici, lo stato si gira dall'altra parte.

Vera onestà sarebbe scusarsi con Pizzarotti

Avendo finalmente capito che i suoi pretendenti premier non sono migliori ma come tutti gli altri, Grillo si è visto costretto a cambiare il codice etico. Non è più necessario dimettersi all'avviso di garanzia. Roma intanto, è ancora bloccata dall'inefficienza di una sindaca non adeguata. Gli stessi 5 stelle le muovono aspre critiche. C'è addirittura chi insinua che sia un'infiltrata per danneggiare il movimento. Capolavoro di volgarità è il messaggio della sorella di una senatrice. Più colorite le espressioni non potrebbero essere. Non c'è un vaffa, ormai termine da educanda. Turpiloquio da borgata h24. È con quel gergo che parte la scalata a Palazzo Chigi.

Forse la legge elettorale non è sufficiente

Per votare non bastano regole sicure, come dice Mattarella. Salvini, sempre più estraneo al paese, non lo riconosce come presidente. Prima di recarsi nuovamente alle urne agli italiani serve soprattutto la serenità che la politica gli ha tolto. Usciamo da una campagna elettorale dai toni esasperati, durata sei mesi, che, anziché porci di fronte alla Costituzione, ci ha messo gli uni contro gli altri. E siamo già entrati in una nuova contesa per la quale non siamo mentalmente né fisicamente pronti. Ecco perché, prima di decidere del futuro dei nostri figli, è necessaria una pausa di riflessione, che, invece, i partiti populisti, il cui unico programma è di esasperare gli animi, contrastano. Anche questo si doveva dire nel pur saggio discorso di fine anno.

Perché una banca non può fallire?

Tanto ce ne sono tante che possono farne le funzioni. Per di più sarebbe un esempio e un monito per tutte le altre. Mentre possono chiudere e mettere sul lastrico migliaia di dipendenti Almaviva e tante aziende, che, seppure in attivo, per guadagnare ancora di più, trasferiscono impunemente la produzione all'estero. Con i 20 miliardi che lo stato – solo per adesso, fra qualche mese ce ne vorranno altri – devolve a MPS si potrebbero risarcire i depositi e retribuire i disoccupati per tutta la vita. Tali elargizioni con i soldi del contribuente sono immorali perché inducono allo spreco gli altri istituti di credito. Tanto, poi, interviene Pantalone, cioè ognuno di noi. E si ricomincia daccapo.

Senza partecipazione non c’è diritto

Fu il centro destra a concedere incautamente il voto agli italiani che vivono all'estero. Credevano che fossero gli stessi emigrati che avevano lasciato l’Italia con valigie di cartone legate con lo spago e nostalgia per il fascismo. Fu proprio grazie a quel voto, invece, che nel 2006 vinse la sinistra, che sul territorio nazionale era stata sconfitta. Ormai le due tendenze si sono equilibrate, quindi la soppressione non danneggerebbe nessuno. La maggior parte sono connazionali per modo di dire, che non pagano le tasse da noi, non seguono le vicende politiche, molti non parlano neppure italiano. Farli votare fu una di quelle furbizie che si è, poi, ritorta contro. Tante spese inutili, operazioni confuse e prive di segretezza, sospetti di manipolazioni, polemiche continue. Meglio abolirle.

Politica e cattivo gusto

Fabrizia era uno dei cervelli in fuga, che non trovano occupazione in Italia e debbono cercarla all'estero. Era una di quelle ragazze di cui, se emigrano – secondo il ministro del Lavoro – non si sente la mancanza. È andata a morire a Berlino, schiacciata dal tir assassino mentre visitava un mercatino di Natale. Tra tutte le falsità e le stupidaggini che gli uomini politici dicono in TV, questa è la più inutile. Perché serve solo a indignare giovani valorosi e meritevoli. Anziché stima e gratitudine per chi lascia la famiglia e affronta il disagio della lontananza, dileggio e insulti. Non era ancora successo. Il prossimo inetto che non riesce a trovare lavoro ai disoccupati, almeno ne abbia rispetto.

Non sapendo fare politica si gioca d’azzardo

Per non essere da meno degli altri, ognuno reclama di andare alle urne subito. Non è stata ancora approvata alcuna legge elettorale, né concordate le coalizioni. Quindi, non si può prevedere chi è favorito. È millantando un vantaggio che nessuno sa di avere e appropriandosi di un risultato referendario che è di tutti, che si pretende di gestire il paese al giorno d’oggi. Si ripetono sempre le stesse promesse – efficienza e onestà – che, poi, nessuno mantiene. Ormai gli elettori lo sanno e non si illudono. Non è neppure detto che alle prossime elezioni ci sia la stessa affluenza del 4 dicembre. Molti hanno interrotto l’assenteismo per correre in soccorso della costituzione, non perché riconciliati con i partiti.

Emigrano soprattutto i migliori

Il ministro si scusa per le sciocchezze che ha detto e che in bocca a un ex comunista appaiono ancora più stonate. Dice che il suo intendimento – espresso in modo infelice – era difendere chi resta. Però, chi parte ha conseguito più titoli di studio, indispensabili per trovare lavoro all'estero. Serve pure un particolare spirito di sacrificio e di adattamento. Sono necessari anche la conoscenza di almeno una lingua straniera e il coraggio di affrontare disagi e rischi. Forse il ministro conosce qualche eccezione, ma i cervelli che emigrano hanno alcune qualità in più. Il paese ha bisogno di giovani in gamba. Anziché giudicarli, cerchiamo di farli tornare.

Non c’è più che sentire

I farmacisti comunali rubano medicinali per venderli al mercato nero. Non c’è asta pubblica che non sia truccata. Le prigioni sono congestionate di funzionari e amministratori. Indagato il carabiniere più alto in grado. Gli atleti sono dopati e le partite di calcio truccate. Negli ospedali sparisce tutto. Un sacerdote fa prostituire l’amante in canonica. I politici mentono. Il terrorismo all'uscio di casa. Ci stiamo abituando a tutto, con l’anestetico del grattevinci e della TV spazzatura. Soprattutto con l’obiettivo di fare quattrini, magari rubando il futuro ai propri figli. Più grave, però, è che ci illudiamo di vivere in democrazia. Infatti, tutti reclamano elezioni anticipate, sperando di eleggere altri che sappiamo sin d’ora si comporteranno allo stesso modo.

Il rantolo dell'informazione

È previsto che entro 10 anni non escano più giornali stampati. Li leggeremo on line e perderanno potere. Autorevolezza e prestigio li hanno già persi da tempo. L'agonia è cominciata quando, per adescare i lettori, le notizie sono solo sensazionali, quindi alterate. Oltre tutto non esistono più testate indipendenti, tutte aggregate senza dignità a una coalizione politica. La macchina del fango è una conseguenza naturale, purtroppo oggi sempre più diffusa. Nessuno si intromette né interviene. Invece, è urgente una riforma perché l'informazione sopravviva. Se non su carta, almeno sul web, sulle piattaforme sociali o con i segnali di fumo. Gli spot trasmettono solo bugie. Ecco perché ci siamo ridotti così.

Tanto, poi, interviene lo stato con soldi del contribuente

Come mai i banchieri sono ricchi e le banche povere, seppure adesso non paghino neppure interessi sui depositi? Per prestare soldi a chi non li restituisce, debbono imbrogliare i clienti, proponendo titoli scadenti o diamanti fasulli. Poi, paghiamo noi. Se no, sarebbero capaci di scassinare le cassette di sicurezza. I CdA sono composti da ignoranti (talvolta anche disonesti) che esercitano il potere col denaro degli altri. La Banca d’Italia che ci sta a fare se non controlla? Se un funzionario perbene mette in pericolo il sistema, lo buttano dalla finestra, simulando, poi, il suicidio. Qualcuno ha mai pensato a una riforma? Ci lamentiamo solo per i costi della politica, per l’evasione fiscale, per la corruzione che inquina l’economia. Anche il sistema bancario ci costa tanto. Ma non si fa mai nulla.

Anziché ammirarla per la riservatezza

Agnese indossa un pullover di Scervino da 730 euro. Molti si chiedono se si può permettere un simile lusso un’insegnante precaria. I miserabili sguazzano sul web, dove non è richiesta dignità per intervenire. Può averlo acquistato in liquidazione o in un outlet. Possono averglielo regalato i genitori o i figli o un gruppo di amici per un suo compleanno o il marito per una loro ricorrenza. Altri, sostenendo la teoria opposta, la biasimano perché indossa troppo spesso lo stesso capo, più adatto alla montagna che a Palazzo Chigi. Eppure, non è una moglie presenzialista. La ricordiamo da Obama – ma solo perché c’era Michelle – qualche giorno fa alle dimissioni e poche altre volte. Il fatto è che non siamo più abituati alla signorilità. Magari bastasse il proporzionale per tornare indietro di 40 anni, alla prima repubblica, quando c’era maggiore rispetto.

Abbiamo perso ma non ce ne vergogniamo

Lo scrive un famoso tifoso del Torino. Al contrario, dovrebbero essere orgogliosi di quel risultato. Due punti di scarto è il minimo handicap che i campioni dovrebbero dare a qualsiasi squadra. Del resto, non c’è un giocatore in Italia che valga la metà di un omologo della Juve. Se no, lo avrebbero già acquistato loro. Non c’è gara per nessuno. Perdono solo quando lo decidono loro, per illudere gli sportivi che non sono imbattibili. Invece, è una squadra in cui anche le riserve sono campioni. Dove si trovano altri Dybala, Higuain, Pjanic, Benatia, Sturaro, Quadrado? Dovrebbero vergognarsi quando esultano e si abbracciano dopo aver segnato una rete al Pescara o al Crotone. Tanto, sono sempre primi, tranne per dignità e buon gusto.

Due pagine di grande giornalismo, purtroppo isolate

Sin dalle prime battute Lucia Annunziata ha messo all’angolo Di Maio. “Non sopporterò per mezz’ora le solite frasi fatte”. E il pretendente al trono si rabboniva come un agnellino. Qualche ora dopo Giovanni Minoli riduceva alla docilità Di Battista con le domande che ognuno dovrebbe porre. Due must per chi vuole imparare l’arte dell’intervista. Gli altri sono compiacenti o incapaci. Hanno obblighi di riconoscenza o temono che un giorno potrebbero averne bisogno. Tutti lasciano che si ripetano errori e falsità. Nessuno corregge, per esempio, chi accusa questo governo di essere il quarto non eletto dal popolo. Ormai, la gente che non sa, lo crede illegittimo. È una bugia, che, ripetuta, finisce per essere verità. Invece, è solo il parlamento a doverlo approvare.

Benedetto Cottone ha compiuto felicemente 99 anni

Vorrei che tanti si unissero ai miei affettuosi auguri. Non solo perché gli voglio bene, ma anche perché personaggi di tale spessore, purtroppo, non si riproducono più. Non è onorevole solo per elezione, ma soprattutto per cultura, onestà, comportamento e per l'esempio che trasmette. Vado a trovarlo quando posso, ma vorrei andarci più spesso perché ogni volta che esco da casa sua mi sento più ricco di sapere e umanità. Lui è sempre lì, seduto in poltrona – il plaid sulle gambe, la Divina Commedia, la Bibbia e i Promessi Sposi a portata di mano – in attesa di chi voglia approfittare della sua esperienza, che forse non è più di moda, essendo più apprezzata al giorno d’oggi la cialtroneria. Comunque, è il suggestivo racconto di una vita spesa bene e di un sogno che ognuno, come lui, potrebbe vivere.

L’onestà come gli incidenti stradali

Riguarda solo gli altri. Siamo liberi di reclamarla e anche di non rispettarla. Possiamo scapicollarci e delinquere. Tanto, non succede nulla. Dobbiamo ammettere che siamo tutti ugualmente disonesti. C’è del marcio in qualsiasi settore e in ogni italiano. Corrotti, ladri, bugiardi e voltagabbana. È sotto gli occhi di tutti che non esiste il partito degli onesti. Non ruba solo chi non può o non ne ha l’occasione. Inutile accusare gli altri. Ripartire, una buona volta, se davvero ce n’è l’intenzione, dipende da ognuno di noi. A scuola e a casa, negli uffici e nelle fabbriche, nel commercio o negli affari, negli ospedali e per la strada dobbiamo vigilare che nessuno rubi. Ne va della sopravvivenza di tutti. Perché un siffatto paese non ne ha per molto. È destinato ad affondare.

A confronto, Giuda era un principiante

Prima era il braccio destro, la persona di fiducia, un alter ego. Nonostante gli avvertimenti dei suoi stessi sodali, continuò a proteggerlo. Improvvisamente è solo un funzionario che verrà sostituito. È bastato che il principale collaboratore cadesse in disgrazia per rinnegarlo. Ecco lo stile che caratterizza la classe dirigente e politica di cui il M5S dispone. Meno male che hanno vinto Roma. Se no, gli avremmo affidato l’intero paese. Ci hanno preso in giro millantando onestà ed efficienza, ma al primo esame sono stati bocciati. Il Campidoglio è fermo al giorno in cui se ne andò il Commissario. Ecco cosa accade non attingendo le risorse dalla formazione ma dal web, dove, nel migliore dei casi, trionfano ignoranza e volgarità.

Raggi sempre meno luminosi

Si sta proprio spegnendo, dimezzata com’è ormai quella povera ragazza che avevano spacciato per “La sindaca che Roma aspettava, perché onesta e capace”. Adesso ch’è in disgrazia, nel tentativo di attribuirsene il merito, alcuni mediocri stanno cercando di affrettarne la caduta per via giudiziaria. Siccome anche loro sono digiuni di politica, non si rendono conto che, così facendo, la rivitalizzerebbero. Il messaggio che arriva dal Campidoglio – per ora ai più perspicaci ma tra qualche mese lo percepiranno tutti – è molto chiaro. I grillini sono come tutti gli altri. Anzi, peggio perché non sono autonomi. Dipendono da Grillo e Casaleggio. Non è vero che uno vale uno. La maggior parte non vale nulla.

Non buttiamo il bambino con l’acqua sporca

Più della metà di coloro che hanno votato NO non vogliono elezioni anticipate. Hanno bocciato una riforma che ritenevano pericolosa, non la legislatura. Hanno vinto la costituzione e gli italiani, non i grillini né i leghisti, che sono rumorosi ma minoranza. È lei, Signor Presidente, che deve percepire i segnali della maggioranza silenziosa. Elezioni ravvicinate non sarebbero eque in questo clima di bugie populiste. Siamo sempre in campagna elettorale. È necessario che gli animi si tranquillizzino prima di tornare alle urne. C’è troppo odio tra gli elettori, aizzati da chi mira al potere. L’atmosfera è di rabbia e sfida, non di competizione. Prima di votare, è indispensabile ridare all’Italia serenità e buonsenso.

È ancora in tempo per studiare da leader

L’Italia ha bisogno di uomini volitivi e appassionati come lei. Quindi, nonostante la sonora sconfitta, sono certo che ha un brillante futuro davanti a sé. Le manca, però, una solida formazione, senza la quale è inevitabile commettere gli errori iniziali. L’ingenuità nello scommettere troppo sul referendum lo dimostra. Seppure faccia politica sin da ragazzo, non ha avuto la pazienza e la furbizia di mettersi alle costole di un maestro da cui assimilare esperienza e segreti del mestiere. Avendo la vocazione e anche l’attitudine per il comando ha creduto che fare il gregario fosse riduttivo. Invece, è indispensabile. Ha cercato di essere sempre il capo, privandosi, così, dell’umiltà che l’apprendistato insegna per aggregare gli elettori, anziché dividerli. Se più esperto, avrebbe capito che non dipendeva da un voto la legittimazione di cui aveva bisogno, ma da risultati concreti.

Un insulto razzista per cancellare un derby disastroso

Come sostiene Inzaghi, alla Lazio serviva un po’ più di cattiveria in campo. Invece l’hanno usata per dare slealmente gomitate al viso degli avversari e per offendere Rudiger. “Fino a due anni fa vendeva calzini e cinture a Stoccarda, ora fa il fenomeno”. Non dovrebbe giocare in serie A e meno ancora vincere un derby. Nessuno contesta la volgarità né si indigna, perché il difensore della Roma è tedesco, ma nero. Invece, i vigliacchi sono bianchi. Anch’io da giovane ho venduto libri porta a porta. Oggi mi sento onorato di un percorso che mi accomuna al Vucumprà divenuto campione.

Per qualche dollaro in più

Sarà classificato come incidente aereo il crash del charter che riportava a casa la squadra brasiliana. Tanto che agli ingenui ricorda la tragedia di Superga. In realtà, è stata la disgrazia dell’avidità, dell’improvvisazione e dell’incompetenza. Non si debbono solo piangere i morti, ma soprattutto farla pagare ai responsabili. Perché si dia valore alla vita, i controlli siano severi e non accadano più simili catastrofi. Il jet era senza carburante. I piloti se ne sono accorti quando ormai era troppo tardi. Perché, pur di risparmiare, il gasolio è centellinato, l’equipaggio è raffazzonato, chiunque può spacciarsi per esperto e organizzare un trasporto aereo. Gli autisti si drogano e poi si addormentano in autostrada, forse anche in volo.

Presidente, se ci sei, batti almeno un colpo

Sono certi partiti, non gli italiani, a volere elezioni anticipate, sacrificando tanti quattrini che una legislatura interrotta comporta. Ma si impedirà a 400 poveri parlamentari di guadagnarsi il vitalizio, che tanti altri hanno raggiunto, anche loro senza merito. Il nostro unico piacere sembra consistere nel vedere gli altri soffrire. E non siamo neppure comunisti. Sapere persone in difficoltà ci procura gioia. il voto immediato andrebbe solo a vantaggio dei grillini. Ma i mediocri fingono di non temerli. Anzi, sono disposti a sfidarli. È una lotta per il potere. Agli interessi del paese e alle esigenze dei cittadini non pensa nessuno. Dovrebbe intervenire il capo dello stato. Ma, ne ha l’autorevolezza? I leader lo snobbano, mandano alle consultazioni mezze calzette.

Chiediamo una verità che conosciamo già

L’Egitto ha creduto che il ragazzo si intromettesse negli affari interni per informare chissà quale organizzazione clandestina antigovernativa. Nella logica della dittatura militare fu normale per i servizi segreti torturare Regeni e, alla fine, ucciderlo. Sarebbe, invece, più opportuno chiedere a Sua Maestà se, per caso, la democraticissima Università di Cambridge abbia assegnato a un laureando un incarico che non faceva parte della ricerca per cui si trovava al Cairo. A chi servivano quelle notizie? Chi approfittò dell’ingenuità, della diligenza e dell’entusiasmo del giovane? È in quell’ateneo che bisogna indagare. La sporcizia non si nasconde solo nell’immondizia, spesso anche sotto tappeti pregiati.

Un paese troppo marcio per progredire

Alla fine, per la verità, vengono arrestati tutti. Ma dopo avere combinato tanti guai. Troppi. Con l'arresto di un magistrato, colto sul fatto con due suoi complici, siamo arrivati al top. Medico e infermiera sono amanti. E sarebbe quasi normale. Ma non gli basta. Per amarsi più intensamente, uccidono il marito di lei e altri 37 pazienti. Tutti nel loro reparto di ospedale. Nessuno se ne accorge né sospetta, nonostante l'evidente anomalia statistica. Vuol dire che non ci sono controlli, che nessuno guarda a qualche centimetro dalla propria scrivania, che se ne fregano tutti. Sono certo che se convincessimo Gesù Cristo a gestire il paese, usando alcuni dei suoi miracoli, prima di accettare porrebbe certe condizioni. Per esempio, si può invocare onestà solo dopo essere arrivati al potere.

Bravo Hollande!

Finalmente qualcuno che si rende conto della propria inadeguatezza. Si ritira per non creare ulteriori danni, né fare una brutta figura. La Francia è un passo avanti. Un tempo anche da noi chi non si riteneva adeguato si metteva da parte spontaneamente. Non c'era bisogno di discriminarli. Aspettavano che si risolvessero i problemi più grandi delle loro capacità per affacciarsi alla politica. Per non danneggiare il paese e i propri figli al cui futuro anche i mediocri tenevano. Come il minuscolo uomo dell'Eliseo, che, con la rinuncia a duplicare un mandato impossibile, evita anche l'umiliazione di essere bocciato. Non vuole correre il rischio di Sarkozy. Considera già un colpo di fortuna essere stato per cinque anni il primo cittadino. Speriamo che non rimanga un caso di umiltà (e intelligenza) isolato.

Castro non era amico di tre papi

Anzi, se ci andavano tutti, appena eletti, è perché ognuno riteneva che la gente oppressa avesse bisogno di una parola di conforto, che la dittatura nega. Nessun pontefice può essere legato da stima o simpatia a chi priva il popolo della libertà e dei diritti fondamentali, e persino della vita. Falsi rivoluzionari che imbrogliano il popolo che soffre e persino i posteri ingenui o sprovveduti, non meritano un necrologio. Non si festeggia la morte, ma neppure le gesta di chi ha seminato terrore. E continua anche dall’aldilà.

Che peccato, gettare la vita nella pattumiera!

Non mi stanco di ripetere, seppure non creduto, che la felicità non dipende dal denaro che si possiede né dal livello sociale cui si appartiene. Anzi, tanti soldi ci creano problemi esistenziali che spesso ci fanno vivere male. Le disavventure di Lapo ne sono la prova. Ma la presunzione fa credere a ognuno di noi che al suo posto sarebbe diverso. Ecco perché non si arresta la corsa all’arricchimento, anche illecito. Nessuno si rende conto che l’unica vera ricchezza è la vita. Ci conviene tutelarla perché contiene, da sola, gli ingredienti per vivere felici. Povero ragazzo, senza amore né amici, senza compagna né figli, senza famiglia né equilibrio. Cerca la gioia nel sesso e nella droga, nell’alcol e nel vizio. Attorniato da chi cerca di sfruttarne le debolezze. E c’è pure qualche stolto che lo invidia.

Che paese! Si attenta anche alla credibilità del Papa

Ormai è il litigio la nostra linfa vitale. Quando non è possibile prendercela tra chi vota sì o no, tra destra o sinistra, tra laziali o romanisti, troviamo il modo di polemizzare con chi la pensa allo stesso modo e persino tra correligionari. Da un po’ di tempo non potendo litigare con musulmani o ebrei, che non ce ne danno l’occasione, i cattolici sono gli uni contro gli altri. In questo momento il motivo del contendere è il pontefice, troppo buono, caritatevole, vicino ai poveri e a chi soffre. Ma per qualcuno falso, populista e politico. Insomma, non è più infallibile. Un tempo era il punto di riferimento dei fedeli, quello che dava l’indirizzo alla Chiesa, il vicario di Cristo. Oggi qualsiasi ignorante crede di interpretare il Vangelo meglio di lui. Come ci siamo ridotti così?

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