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Diario Liberale

Diario Liberale (66)

I nostri ottimi rapporti con paesi che proteggono assassini

Se non ce lo restituiscono non è solo con lui che dobbiamo prendercela, ma con i delinquenti che lo proteggono da 37 anni e con chi finora ne ha reclamato debolmente l’estradizione. Prima la Francia, adesso il Brasile sono complici dei suoi crimini ancora impuniti. Anche loro meritano l’ergastolo. È giusto dare ospitalità a chi viene perseguitato per le proprie opinioni o chi fugge dalla tirannia. Ma uccidere quattro innocenti non è un delitto politico. Mitterrand lo sottrasse alla giustizia e tacemmo. Sospendemmo per un anno i rapporti diplomatici con l’Egitto per un contrasto irrisorio, seppure umano. In questo caso assassino non è solo il terrorista, ma il paese che continua a adottarlo.


Come sempre il parlamento sta a guardare

Un tempo i bambini appartenevano ai genitori, come le mogli ai mariti. Purtroppo in alcune civiltà lo sono ancora. Da noi crediamo che non lo sia più. Seppure la società sia prepotente e ignorante, ogni essere umano è titolare di pieni diritti. Però, fino a un certo punto. Oggi la patria potestà consente di decidere sulla loro vita. C’è chi, per motivi religiosi, non autorizza trasfusioni. Chi pratica le mutilazioni genitali. Chi li riempie di botte credendo che si educhino così. In una cultura in cui l’abuso si confonde facilmente con la libertà, c’è chi, senza istruzione né competenza, li priva di protezione vaccinale, talvolta condannandoli a morte. In realtà, il solo diritto degli adolescenti è di subire.

 

Stuprate la Boldrini! E la gente si spella le mani per applaudire

La rivale – anzi, la nemica da sopprimere – è sempre lei. A denigrarla e calunniarla non sono ragazzacci scalmanati ma addirittura un legislatore, per di più graduato, presidente del gruppo leghista al Senato. Ogni giorno ne inventa una. Così fa politica. Ieri la sorella, che non c’è più da diversi anni, era stata nominata in un posto da 50 mila € al mese. Poi un fratello, che non esiste nemmeno, a occupare poltrone inventate con stipendi da capogiro. La teppa è autorizzata a imitarlo. Scoperto, ci ride sopra. Ci chiedevamo chi mettesse continuamente in giro notizie inverosimili come il vaccino del cancro che l’industria farmaceutica cerca di bloccare. Provengono direttamente dal parlamento.

 

Non aspettate il successo per denunciare una violenza sessuale

La bella e giovane moglie ha finalmente un motivo per chiedere il divorzio. Con una liquidazione milionaria avrà ai suoi piedi nugoli di spasimanti più avvenenti del produttore grasso e sporcaccione. Molestava e stuprava tutte le attrici esordienti. Molte le ha rese famose. Si sono svegliate dopo 30 anni e sfilano in tribunale raccontando come, alla maniera di un clandestino qualsiasi sulla spiaggia di Rimini, le attirava nel suo studio, col pretesto di un provino. Durante le trattative del contratto, gli saltava addosso. Respingerlo poteva compromettere la carriera. Essendo le pareti insonorizzate nessuno sentì invocazioni di aiuto. Era difficile resistergli. Però, qualcuna ha saputo dire di no. 

 

Per un’inutile indipendenza si rischia la guerra civile

È un impulso collettivo, passionale e irrazionale. Come mai certe regioni ci tengono a separarsi dalla patria, che non considerano tale? Basta parlare una lingua diversa? O non essere monarchici? È inspiegabile, essendo palese che non conviene sotto alcun punto di vista, sociale, economico, culturale, politico. Meno ancora oggi che, per ampliare i territori, si abbattono le frontiere. Ma fanatismo, presunzione e ambizione di potere prevalgono sul benessere del paese e sul futuro dei figli. Tanti creduloni si aggregano e creano tumulti. C’è chi uccide e chi sa di andare a morire. Per vedere gli spazi rimpiccioliti, le tasse aumentate, create barriere e il peso di un nuovo stato. Ma, ne vale la pena?

Se non ce lo restituiscono non è solo con lui che dobbiamo prendercela, ma con i delinquenti che lo proteggono da 37 anni e con chi finora ne ha reclamato debolmente l’estradizione. Prima la Francia, adesso il Brasile sono complici dei suoi crimini ancora impuniti. Anche loro meritano l’ergastolo. È giusto dare ospitalità a chi viene perseguitato per le proprie opinioni o chi fugge dalla tirannia. Ma uccidere quattro innocenti non è un delitto politico. Mitterrand lo sottrasse alla giustizia e tacemmo. Sospendemmo per un anno i rapporti diplomatici con l’Egitto per un contrasto irrisorio, seppure umano. In questo caso assassino non è solo il terrorista, ma il paese che continua a adottarlo.

Come sempre il parlamento sta a guardare

Un tempo i bambini appartenevano ai genitori, come le mogli ai mariti. Purtroppo in alcune civiltà lo sono ancora. Da noi crediamo che non lo sia più. Seppure la società sia prepotente e ignorante, ogni essere umano è titolare di pieni diritti. Però, fino a un certo punto. Oggi la patria potestà consente di decidere sulla loro vita. C’è chi, per motivi religiosi, non autorizza trasfusioni. Chi pratica le mutilazioni genitali. Chi li riempie di botte credendo che si educhino così. In una cultura in cui l’abuso si confonde facilmente con la libertà, c’è chi, senza istruzione né competenza, li priva di protezione vaccinale, talvolta condannandoli a morte. In realtà, il solo diritto degli adolescenti è di subire.

Stuprate la Boldrini! E la gente si spella le mani per applaudire

La rivale – anzi, la nemica da sopprimere – è sempre lei. A denigrarla e calunniarla non sono ragazzacci scalmanati ma addirittura un legislatore, per di più graduato, presidente del gruppo leghista al Senato. Ogni giorno ne inventa una. Così fa politica. Ieri la sorella, che non c’è più da diversi anni, era stata nominata in un posto da 50 mila al mese. Poi un fratello, che non esiste nemmeno, a occupare poltrone inventate con stipendi da capogiro. La teppa è autorizzata a imitarlo. Scoperto, ci ride sopra. Ci chiedevamo chi mettesse continuamente in giro notizie inverosimili come il vaccino del cancro che l’industria farmaceutica cerca di bloccare. Provengono direttamente dal parlamento.

Non aspettate il successo per denunciare una violenza sessuale

La bella e giovane moglie ha finalmente un motivo per chiedere il divorzio. Con una liquidazione milionaria avrà ai suoi piedi nugoli di spasimanti più avvenenti del produttore grasso e sporcaccione. Molestava e stuprava tutte le attrici esordienti. Molte le ha rese famose. Si sono svegliate dopo 30 anni e sfilano in tribunale raccontando come, alla maniera di un clandestino qualsiasi sulla spiaggia di Rimini, le attirava nel suo studio, col pretesto di un provino. Durante le trattative del contratto, gli saltava addosso. Respingerlo poteva compromettere la carriera. Essendo le pareti insonorizzate nessuno sentì invocazioni di aiuto. Era difficile resistergli. Però, qualcuna ha saputo dire di no.

Per un’inutile indipendenza si rischia la guerra civile

È un impulso collettivo, passionale e irrazionale. Come mai certe regioni ci tengono a separarsi dalla patria, che non considerano tale? Basta parlare una lingua diversa? O non essere monarchici? È inspiegabile, essendo palese che non conviene sotto alcun punto di vista, sociale, economico, culturale, politico. Meno ancora oggi che, per ampliare i territori, si abbattono le frontiere. Ma fanatismo, presunzione e ambizione di potere prevalgono sul benessere del paese e sul futuro dei figli. Tanti creduloni si aggregano e creano tumulti. C’è chi uccide e chi sa di andare a morire. Per vedere gli spazi rimpiccioliti, le tasse aumentate, create barriere e il peso di un nuovo stato. Ma, ne vale la pena?

Da quando è stato abolito l’apprendistato

Troppi morti sul lavoro. Altri sono costretti su una sedia a rotelle. I più fortunati rimangono storpi. C’erano meno incidenti quando mezzo secolo fa non esistevano le protezioni di oggi. Che, però, non si usano. Se n’è lamentato il capo dello stato, preoccupato dall’incremento. Tutti si rammaricano, come se fosse un castigo di Dio. Nessuno cerca le cause né soluzioni. Siamo rassegnati. Si risolve la disoccupazione giovanile saltando l’apprendistato. Un tempo era l’azienda a fare scuola e, durante un periodo di paga ridotta, insegnava a prevedere i rischi. Anziché detassare le assunzioni lo stato dovrebbe pagare la formazione. Ma ormai si vuole guadagnare subito, anche se, poi, si muore.

 

Su FB circola un video che, se falso, le autorità debbono subito smentire

Si dice che due ricercatori precari dell’Università di Urbino (con nomi e cognomi) avrebbero scoperto una sostanza naturale che induce le cellule cancerogene al suicidio. Seppure fanalino di coda d’Europa, l’Italia potrebbe produrre il vaccino che debelli la malattia del secolo. La potente industria farmaceutica, però, cercherebbe di bloccare la scienza. Infatti, rendono di più le cure non sempre efficaci attualmente in commercio che un antidoto risolutivo. Ecco perché i media non pubblicano la notizia che viene diffusa clandestinamente. Io credo si tratti della calunnia di detrattori. Se no, vorrebbe dire che lo stato non ci protegge da assassini che, per denaro, decidono della vita di tutti.

 

Picchia tua moglie quando rincasi, lei sa perché

È un antico detto cinese, che, seppure apparentemente maschilista, non va preso alla lettera. Per esempio, da noi si adegua ai politici. Se dopo l’istruttoria il giudice assolve, le garanzie costituzionali funzionano. Nonostante l’errore dell’accusa la sentenza ristabilisce la verità dal punto di vista penale. Quelli di parte, invece, protestano. Vorrebbero i propri beniamini innocenti. Colpevoli sono solo gli avversari. Qualcuno grida addirittura al complotto. Però, anche se non hanno commesso reati, spesso dal punto di vista morale il loro comportamento è biasimevole. Meno male che qualcuno li inquisisce. In sostanza, è il partito che dovrebbe condannarli. La magistratura ne fa solo le veci.

 

Un popolo senza curiosità né interessi si annoia

Non basta più il trastullo del cellulare. Qualcuno si è assuefatto e per vincere la noia inventa altri svaghi. Mentre il paese si didatte tra gravi problemi sociali, economici e persino esistenziali, è di moda in questi giorni il cazzotto in faccia senza motivo allo sconosciuto colto di sorpresa. Poi si scappa, mentre un compare fotografa lo scherzo per divertire altri dementi. A Torino si sparano con una balestra, su passanti a caso, aghi d’acciaio di 10 cm che bucano i vestiti e fanno molto male. Essendo il gioco costoso, si deduce che sia usato da giovani abbienti. I giudici indagano. Ma, seppure individueranno i responsabili, le pene sono così irrisorie che non varrà neppure la pena processarli.

 

Senza voler togliere alcun merito a Biscardi

Mi preme ricordare a Aldo Grasso – lo ha commemorato il 9 ottobre sul Corriere della Sera – che il talk show del Calcio in televisione fu introdotto da Carlo Tumbarello negli anni '80 in "Caccia al 13" e "Forza Italia", programmi di successo che produceva settimanalmente per il circuito di Odeon TV (cui aderivano allora tante reti private che coprivano l'intero territorio nazionale). Ne furono conduttori, nel tempo, fra gli altri, Gianni Rivera, Roberto Bettega e Walter Zenga. Fu Carlo Tumbarello, grande innovatore della comunicazione televisiva, a fare intervenire nei talk show anche le donne, che fino ad allora ricoprivano il ruolo di vallette, conferendogli la dignità di giornaliste sportive.

 

Da quando è stato abolito l’apprendistato

Troppi morti sul lavoro. Altri sono costretti su una sedia a rotelle. I più fortunati rimangono storpi. C’erano meno incidenti quando mezzo secolo fa non esistevano le protezioni di oggi. Che, però, non si usano. Se n’è lamentato il capo dello stato, preoccupato dall’incremento. Tutti si rammaricano, come se fosse un castigo di Dio. Nessuno cerca le cause né soluzioni. Siamo rassegnati. Si risolve la disoccupazione giovanile saltando l’apprendistato. Un tempo era l’azienda a fare scuola e, durante un periodo di paga ridotta, insegnava a prevedere i rischi. Anziché detassare le assunzioni lo stato dovrebbe pagare la formazione. Ma ormai si vuole guadagnare subito, anche se, poi, si muore.

Su FB circola un video che, se falso, le autorità debbono subito smentire

Si dice che due ricercatori precari dell’Università di Urbino (con nomi e cognomi) avrebbero scoperto una sostanza naturale che induce le cellule cancerogene al suicidio. Seppure fanalino di coda d’Europa, l’Italia potrebbe produrre il vaccino che debelli la malattia del secolo. La potente industria farmaceutica, però, cercherebbe di bloccare la scienza. Infatti, rendono di più le cure non sempre efficaci attualmente in commercio che un antidoto risolutivo. Ecco perché i media non pubblicano la notizia che viene diffusa clandestinamente. Io credo si tratti della calunnia di detrattori. Se no, vorrebbe dire che lo stato non ci protegge da assassini che, per denaro, decidono della vita di tutti.

Picchia tua moglie quando rincasi, lei sa perché

È un antico detto cinese, che, seppure apparentemente maschilista, non va preso alla lettera. Per esempio, da noi si adegua ai politici. Se dopo l’istruttoria il giudice assolve, le garanzie costituzionali funzionano. Nonostante l’errore dell’accusa la sentenza ristabilisce la verità dal punto di vista penale. Quelli di parte, invece, protestano. Vorrebbero i propri beniamini innocenti. Colpevoli sono solo gli avversari. Qualcuno grida addirittura al complotto. Però, anche se non hanno commesso reati, spesso dal punto di vista morale il loro comportamento è biasimevole. Meno male che qualcuno li inquisisce. In sostanza, è il partito che dovrebbe condannarli. La magistratura ne fa solo le veci.

Un popolo senza curiosità né interessi si annoia

Non basta più il trastullo del cellulare. Qualcuno si è assuefatto e per vincere la noia inventa altri svaghi. Mentre il paese si didatte tra gravi problemi sociali, economici e persino esistenziali, è di moda in questi giorni il cazzotto in faccia senza motivo allo sconosciuto colto di sorpresa. Poi si scappa, mentre un compare fotografa lo scherzo per divertire altri dementi. A Torino si sparano con una balestra, su passanti a caso, aghi d’acciaio di 10 cm che bucano i vestiti e fanno molto male. Essendo il gioco costoso, si deduce che sia usato da giovani abbienti. I giudici indagano. Ma, seppure individueranno i responsabili, le pene sono così irrisorie che non varrà neppure la pena processarli.

Senza voler togliere alcun merito a Biscardi

Mi preme ricordare a Aldo Grasso – lo ha commemorato il 9 ottobre sul Corriere della Sera – che il talk show del Calcio in televisione fu introdotto da Carlo Tumbarello negli anni '80 in "Caccia al 13" e "Forza Italia", programmi di successo che produceva settimanalmente per il circuito di Odeon TV (cui aderivano allora tante reti private che coprivano l'intero territorio nazionale). Ne furono conduttori, nel tempo, fra gli altri, Gianni Rivera, Roberto Bettega e Walter Zenga. Fu Carlo Tumbarello, grande innovatore della comunicazione televisiva, a fare intervenire nei talk show anche le donne, che fino ad allora ricoprivano il ruolo di vallette, conferendogli la dignità di giornaliste sportive.

Ma, allora, a che cosa serve un re?

Ha abdicato troppo presto Juan Carlos, sottovalutando la funzione obsoleta ma talvolta insostituibile del sovrano. Ci vorrebbe uno come lui sul trono per far sentire spagnoli i catalani e risolvere i problemi che mettono a repentaglio l’unità nazionale. Si auspica l’intervento dell’Europa, che, invece, esaspera il fanatismo dei separatisti. È compito del re riunire i cittadini sotto la stessa bandiera. Come nel 1975 quando fu miracoloso il passaggio dalla dittatura alla democrazia. Come pure nel 1981 quando la guardia civil tentò di stravolgere le istituzioni con un golpe che fallì grazie alla personalità del capo dello stato. Oggi non c’è più Juan Carlos a spiegare ai catalani che le divisioni indeboliscono.

L'olio di ricino è un antico purgante, ma anche un mezzo di persuasione
Credo che Di Maio intenda darlo ai sindacalisti per convincerli a riformare l'istituzione. Minaccia, infatti: "Se no, lo faremo noi". Tra le tante cose che non sa questo giovanotto, con la presunzione di gestire il paese, c'è la natura del sindacato. Ritiene erroneamente che sia un organo dello stato e non una libera associazione di cittadini, come i partiti politici, come il suo movimento stesso. È, invece, un interlocutore del datore di lavoro per difendere la parte più debole tra i due contraenti. Insomma, seppure così sprovveduto e privo di esperienza e istruzione, il ragazzo ha le idee chiare. Se fossimo così incoscienti da consentirglielo, è deciso a imporci le sue regole di vita. Se no, ci pensa lui!

Al tempo dei Baroni la cultura progrediva
Non è vero che è sempre stato così. Chi non si è sorpreso delle denunce ai prof non ricorda o non sa. L'Università funzionava un tempo, come pure gli ospedali e le strutture sanitarie. Non si proteggevano parenti e amici ignoranti, né si consentiva l'intromissione della politica nella cultura. Il sapiente si attorniava degli allievi migliori e ne favoriva giustamente le carriere, tutelandoli da pressioni indebite. Allora andava avanti chi meritava ed era degno di stima e fiducia. Tanto che sui biglietti da visita si leggeva "aiuto del primo (o secondo o terzo) assistente del Prof Tal dei Tali". Non è giusto assimilare l'Italia che ci fece risorgere dalle macerie della guerra col marciume e la corruzione di oggi.

Quando le piaghe sociali sono provvidenziali
Peccato che non ci sia la mafia in Catalogna. Non ci sarebbero voglie indipendentiste. O verrebbero subito sedate. La verità è che, seppure biasimata e perseguita, la criminalità organizzata è più moderna e progressista della cosiddetta società civile, conservatrice e involuta. Ha preferito espandersi, precorrendo l'immensità della globalizzazione, piuttosto che limitare le frontiere, che restringono il territorio dello stato e anche le loro attività. Ecco perché sono retrogradi i paesi che ne sono privi. Nell'immediato dopoguerra un movimento separatista voleva staccare la Sicilia dall'Italia. Fu la mafia a stroncare l'iniziativa. Che prospettive di sviluppo avrebbe avuto nei ristretti confini dell'isola?

È crollata anche l’ultima frontiera
L’argine era la cultura. Ci ha traditi anche lei. Non è più colpa della sinistra né della destra per cui ci combattiamo da anni (è la guerra tra poveri). È tutto il paese bacato da un’immoralità in continua espansione. Oggi è arrivata persino all’università. Sono corrotti pure i docenti, che credevamo un punto di riferimento fermo. Ha ceduto anche questo baluardo. Per illuderci che la colpa sia degli altri ce la prendiamo con i migranti, con i gay, con gli assenteisti, persino con l’Euro. Invece, il marcio è in ognuno di noi, che, per inseguire ricchezza, potere, sesso e visibilità vendiamo onore e dignità, rubando il futuro ai figli, che fingiamo di amare. Sono loro le vittime della nostra disonestà e stupidità.

Il fascino della corruzione corre sul web

Ormai viviamo in un mondo informatizzato. Tutti felici col cellulare in mano. Ha sconfitto la noia e la timidezza. Ma ci ha creato mille problemi, non solo economici. C’è più spazio per pochi tecnici e ingegneri ma non per i manovali. Abbiamo esteso il sistema ai nostri conti in banca e ora stupidamente anche alle elezioni. Credendo di guadagnare tempo e denaro, apriamo le porte agli hacker. Se il progresso non si può fermare, almeno limitiamone i danni. Se no a gestire i nostri risparmi ed eleggere chi ci governi, non sarà il popolo ma la criminalità, che è più all’avanguardia di noi. Tra le truffe e le trappole che ogni mattina troviamo sul computer ci sarà anche il nome del nuovo Presidente.

Piccoli uomini non crescono
Da come va in bicicletta non sembra un esperto cui affidare la guida del paese. Anche sui pedali è incerto come in politica. Sembra un bambino che segue le indicazioni dei genitori. Guarda avanti per non perdere l’equilibrio! Non si cura degli elettori che dovrebbe affascinare con un’andatura spedita e disinvolta. È, invece, un ragazzo maldestro che solo da qualche giorno sta sul sellino. Anche per saper pedalare ci vuole esperienza e capacità. Sedicente emulo di Pertini, ha finalmente trovato un punto in comune col grande presidente. Neppure lui andava in bicicletta. Anni di studio per conseguire due lauree, poi la guerra e la lotta al regine, non trovò il tempo di imparare. Come Di Maio.

Così è, purtroppo, la dittatura
Cari Signori Regeni, non biasimo il vostro legittimo accanimento contro la dittatura. Anzi, è ammirevole la tenacia con cui cercate di far sopravvivere Giulio reclamando una giustizia che non può esservi data. Perché, se nel paese esistesse questo principio, il vostro figliolo sarebbe ancora vivo. Forse, però, è esagerato pretendere che l’Italia si isoli da un paese con cui ha interessi storici, sociali e umani, oltre che economici. Sarebbe più utile alla memoria di tante vittime, non cercare la verità, ma, anzi, evidenziare l’impossibilità che emerga dove impera istituzionalmente la violenza. Così, altri giovani saranno più prudenti nel muoversi nei luoghi come l’Egitto o, magari, non ci andranno.

A proposito di Egitto, Venezuela e certe nostalgie di destra o di sinistra
La libertà è un bene primario per gli intellettuali, i pensatori e le persone di buonsenso. Per tutti gli altri è molto più importante il lavoro, un tetto, la pancia piena. Questo promette – e talvolta mantiene – il dittatore, che ottiene, così, milioni di consensi. Che gliene importa a tanti cittadini di ottenere un passaporto, poter contestare chi è al potere, esprimere il proprio voto? Prima viene la salute dei figli e la loro crescita sana. Il resto sembra superfluo. Ma non lo è. Prima o poi capita che una ragazzina venga violentata da un arrogante che conta. Anche se individuato, il bruto non è colpevole, perché la vittima è figlia di un dissidente. Allora molti si pentono. Ormai, però, è troppo tardi.

Una famiglia disperata può bloccare le attività dello stato
Più di un anno senza ambasciatore al Cairo. Per giusta protesta. Ma non basta. Doveva esserci tensione a oltranza, magari la guerra. I Regeni sono indignati. In modo esagerato. Solo in Italia ne hanno diritto. Si ostinano a chiedere giustizia, ingenuamente, inutilmente, a una dittatura militare. Paralizzano, così, l’attività dello stato che deve avere rapporti diplomatici anche con i paesi che non sono democratici, i due terzi del mondo. Sono affranti da un dolore che, purtroppo, il tempo non lenisce. Issano sul balcone la bandiera a mezz’asta. Il Premier si scusa per l’armistizio con l’Egitto. Un gesto cortese, ma non molto virile. Anziché raccomandare ai giovani prudenza dove non c’è libertà.

Il fascino della corruzione corre sul web

Ormai viviamo in un mondo informatizzato. Tutti felici col cellulare in mano. Ha sconfitto la noia e la timidezza. Ma ci ha creato mille problemi, non solo economici. C’è più spazio per pochi tecnici e ingegneri ma non per i manovali. Abbiamo esteso il sistema ai nostri conti in banca e ora stupidamente anche alle elezioni. Credendo di guadagnare tempo e denaro, apriamo le porte agli hacker. Se il progresso non si può fermare, almeno limitiamone i danni. Se no a gestire i nostri risparmi ed eleggere chi ci governi, non sarà il popolo ma la criminalità, che è più all’avanguardia di noi. Tra le truffe e le trappole che ogni mattina troviamo sul computer ci sarà anche il nome del nuovo Presidente.

 

Piccoli uomini non crescono

Da come va in bicicletta non sembra un esperto cui affidare la guida del paese. Anche sui pedali è incerto come in politica. Sembra un bambino che segue le indicazioni dei genitori. Guarda avanti per non perdere l’equilibrio! Non si cura degli elettori che dovrebbe affascinare con un’andatura spedita e disinvolta. È, invece, un ragazzo maldestro che solo da qualche giorno sta sul sellino. Anche per saper pedalare ci vuole esperienza e capacità. Sedicente emulo di Pertini, ha finalmente trovato un punto in comune col grande presidente. Neppure lui andava in bicicletta. Anni di studio per conseguire due lauree, poi la guerra e la lotta al regine, non trovò il tempo di imparare. Come Di Maio.

 

Così è, purtroppo, la dittatura

Cari Signori Regeni, non biasimo il vostro legittimo accanimento contro la dittatura. Anzi, è ammirevole la tenacia con cui cercate di far sopravvivere Giulio reclamando una giustizia che non può esservi data. Perché, se nel paese esistesse questo principio, il vostro figliolo sarebbe ancora vivo. Forse, però, è esagerato pretendere che l’Italia si isoli da un paese con cui ha interessi storici, sociali e umani, oltre che economici. Sarebbe più utile alla memoria di tante vittime, non cercare la verità, ma, anzi, evidenziare l’impossibilità che emerga dove impera istituzionalmente la violenza. Così, altri giovani saranno più prudenti nel muoversi nei luoghi come l’Egitto o, magari, non ci andranno.

 

A proposito di Egitto, Venezuela e certe nostalgie di destra o di sinistra

La libertà è un bene primario per gli intellettuali, i pensatori e le persone di buonsenso. Per tutti gli altri è molto più importante il lavoro, un tetto, la pancia piena. Questo promette – e talvolta mantiene – il dittatore, che ottiene, così, milioni di consensi. Che gliene importa a tanti cittadini di ottenere un passaporto, poter contestare chi è al potere, esprimere il proprio voto? Prima viene la salute dei figli e la loro crescita sana. Il resto sembra superfluo. Ma non lo è. Prima o poi capita che una ragazzina venga violentata da un arrogante che conta. Anche se individuato, il bruto non è colpevole, perché la vittima è figlia di un dissidente. Allora molti si pentono. Ormai, però, è troppo tardi.

 

Una famiglia disperata può bloccare le attività dello stato

Più di un anno senza ambasciatore al Cairo. Per giusta protesta. Ma non basta. Doveva esserci tensione a oltranza, magari la guerra. I Regeni sono indignati. In modo esagerato. Solo in Italia ne hanno diritto. Si ostinano a chiedere giustizia, ingenuamente, inutilmente, a una dittatura militare. Paralizzano, così, l’attività dello stato che deve avere rapporti diplomatici anche con i paesi che non sono democratici, i due terzi del mondo. Sono affranti da un dolore che, purtroppo, il tempo non lenisce. Issano sul balcone la bandiera a mezz’asta. Il Premier si scusa per l’armistizio con l’Egitto. Un gesto cortese, ma non molto virile. Anziché raccomandare ai giovani prudenza dove non c’è libertà.

 

DIARIO LIBERALE di Roberto Tumbarello, settimana di lunedì 7 agosto 2017

Queste riflessioni sono indirizzate soprattutto agli intellettuali, agli artisti, ai professionisti, al ceto produttivo e alle persone probe perché riflettano sul loro ruolo di guida della società cui hanno abdicato. Chi per ambizione o per bramosia di denaro, chi semplicemente per indolenza o perché mal consigliato, si sono tutti aggregati alla massa di questuanti che sostengono il potere e ne mendicano le briciole. Andiamo di male in peggio da quando il ceto medio si è disciolto, lasciando il paese senza esempio né cultura, e neppure coscienza. La borghesia deve riappropriarsi delle prerogative che le sono naturali per restituire dignità e diritti alla povera gente.

L’Europa funzionava quando c’era il cemento della cultura
Temendo che finissero satelliti della Russia, come lo erano stati dell’URSS, qualche anno fa i mediocri di turno a Bruxelles fecero entrare nell’Unione alcuni paesi che non avrebbero mai avuto i requisiti necessari. Nonostante la dedizione dalle vecchie democrazie perché imparassero il rispetto dei diritti dell’uomo, sono ancora lontani dall’essere europei. Godono di contributi che arricchiscono il loro PIL e ci hanno riempito di criminali. Ora che sono padroni, vogliono che la politica controlli la giustizia, come faceva chi un tempo li privava della libertà. I richiami entrano da un orecchio e escono dall’altro. Poi arrivò Macron, che doveva salvare la patria. Ma si scoprì che pensa solo alla sua.

Un risparmio da miserabili
La crisi idrica è preoccupante. Le condutture sono un colabrodo. Continuano a chiudere fabbriche e negozi. Dilaga la corruzione. I giovani muoiono di ecstasy. I deboli uccidono le proprie donne. Incendi dolosi distruggono ogni giorno un po’ di paese. Con l’arrivo delle piogge chissà che cosa succederà. Anziché aggiornare le leggi e renderle funzionali il parlamento dibatte dei vitalizi, come se fosse il problema prioritario di un’Italia allo stadio terminale. Da 5200 euro la pensione di Dalema si ridurrebbe a 3800. È di 1400 € l’entità dello scandalo. Per questo nulla funziona? Vogliamo
affidare il futuro dei nostri figli a una classe politica di accattoni che speculano su miseria e ignoranza degli elettori?

Perché non metterlo nel biglietto da visita?
Ognuno ha i suoi pregiudicati. Ce ne sono persino in parlamento. Eppure il termine non va in disuso. Anzi è di grande moda per denigrare un avversario. In politica è un’arma, non solo una qualifica. Chi ne è vittima dovrebbe ritenersi ingiuriato e poter chiedere un risarcimento. Con tanti personaggi altolocati che lo subiscono, nessuno sa prendere l’iniziativa di metterlo fuori legge. Il fatto è che seppure con 110 e lode o laurea acquistata, non gli è facile formulare una motivazione giuridica. È vero che indica chi è stato condannato. Però ha già pagato il debito alla società. Perché portare il marchio per tutta la vita? Grave, invece, è chi delinque e riesce a farla franca. Oggi purtroppo sono in tanti.
Meno male che la Raggi c’è
La politica è un’arte molto sofisticata e in continua evoluzione. Necessita di cultura, sensibilità, esperienza, umiltà, formazione e visione del futuro. Non basta individuare i problemi per essere capaci di risolverli. Trovare le soluzioni è meno facile. Essere in gamba o avere avuto successo in altri settori non è sufficiente. Non è, quindi, un’attività alla portata di chiunque, come ai nostri giorni sembra possibile. Gli intrusi provocano solo guai. Sono anni che l’Italia paga l’ingenuità di voler provare la novità. E persistiamo nell’errore. Se il M5S non avesse avuto la presunzione di governare Roma con personaggi inadeguati saremmo caduti anche nella loro trappola, questa volta definitiva.

Deve piacere agli italiani per essere un buon presidente?
Abituati da troppo tempo a chi promette solo vantaggi e privilegi, seppure non li meritiamo, i giornalisti italiani si preoccupano che, a poche settimane dall’insediamento all’Eliseo, la popolarità di Macron sia in calo precipitoso. Essendo ormai eletto, perché preoccuparsi di piacere? Penserà al gradimento tra cinque anni. Intanto, attua il suo programma, che presuppone sacrifici e, magari, alla fine, soddisferà i francesi. Noi, in perenne campagna elettorale, tendiamo a compiacere continuamente gli elettori e agire come se a decidere fossero loro, bravissimi nel criticare ma non adeguati a governare. Ecco perché da noi le cose vanno di male in peggio, chiunque, poi, vinca le elezioni.

La promessa di mantenere chi non produce è una truffa
La contestazione politica del vaccino non è soltanto una follia, ma una mascalzonata che, oltre a riesumare malattie già sconfitte, produce pericolosità sociale. Il primo incidente, causato dalla diffusione di tante falsità, è già accaduto a Diamante. Un medico aggredito da un genitore ignorante che lo accusa di avere trasmesso l’autismo al figlio. È un modo subdolo per aumentare l’esasperazione in cui molti cittadini vivono. Non è degno di fare politica chi specula sulla credulità e la dabbenaggine della gente. In un paese civile gli elettori li avrebbero già mandati a casa. In Italia, invece, ci votiamo illudendoci di godere un giorno di un reddito che consentirebbe a tutti di vivere senza lavorare.


Queste riflessioni sono di costume e anche politiche, ma sempre al di sopra delle ideologie e dei partiti. Se ti piacciono – anche se non le condividi – divulgale liberamente, trasmettendole ai tuoi amici o pubblicandole, senza doverne chiedere l’autorizzazione né citare la fonte. Magari, facendocelo sapere per ringraziarti. L’importante è che tutti, di qualsiasi tendenza, siano stimolati a riflettere per evitare di farsi manipolare. Se, invece, non ti interessano o addirittura ti disturbano, non avere l’imbarazzo di farcelo sapere francamente con una email.

Sotto, la copertina del mio nuovo libro, appena uscito in libreria. Se non lo trovaste, chiedete al libraio di prenotarlo. È possibile acquistarlo anche su Internet (da Amazon, IBS, ecc.) a 11€90.

“Viaggio nella vita” esorta i giovani a non imitare noi genitori e nonni che, trasgredendo le regole più elementari della convivenza civile e assecondando una politica condotta da mediocri, gli abbiamo complicato la vita e compromesso il futuro.
La nuova generazione è l’ultima che può salvare l'Italia, sorvegliando che nessuno si ritenga più furbo di altri. Se no, crolla tutto. Se a corrompere e rubare sono solo i delinquenti – com’era un tempo – la società può ammortizzare il danno. Se, invece, a trasgredire sono tutti, il fallimento è inevitabile, anche per coloro che lo hanno causato.
Il libro trasporta il lettore in una favola nella quale si immedesima, diventandone protagonista felice. Al termine della lettura, tornando alla triste realtà, si rende conto che non si è trattato di un sogno ma della vita che tutti potremmo vivere se ognuno di noi si comportasse un po' meglio.

Ridateci il Puzzone che non c'è

Anziché gioire della libertà, ogni tanto c'è voglia di fascismo. Tranne nei paesi in cui esiste. Talvolta le istituzioni sono gestite da incapaci. Ecco perché si ritiene che la carenza sia nella democrazia. Non essendoci altri, rimpiangiamo chi non c'è più. Dimenticando le leggi razziali e la guerra. Ricordiamo case solide e sicure. Si dormiva con le porte aperte. Ma non c'era nulla da rubare. Assieme ai delatori, pullulavano i mediocri, che si illudevano di essere migliori. Invece, erano complici. Meno male che Erdogan c'è. Per ricordarci che chi dissente finisce in prigione o sulla forca. Non ci sono le toghe rosse, né di altro colore. Vige proprio l'ingiustizia e il sopruso. Ma qualcuno, qui, ne sente il bisogno.

Lo Jus soli è tutt'altra cosa

Lo chiamano cosi anche in parlamento per creare difficoltà a chi fa già fatica a comprendere i concetti più semplici. Se una clandestina all'ottavo mese sbarca a Lampedusa, il neonato non avrà la cittadinanza, come avviene negli USA. Molti italiani non lo capiscono e neppure alcuni leader. È necessario lo status di residenti dei genitori e un lungo percorso di studio perché i figli acquistino il diritto. Sorgono ugualmente polemiche e speculazioni politiche, persino deliranti appelli patriottici. Non c'è alcun incentivo agli sbarchi né il rischio di islamizzazione del paese. E neppure un attentato all'incolumità della nostra cultura. Solo ignoranza fisiologica e un pizzico di razzismo per crederci migliori.

Povero Onorevole, costretto a passare da un partito all'altro

Fanno a gara gli ipocriti osservatori a chi è più indignato per l'indegno spettacolo di parlamentari che si offrono al partito più conveniente. Si guardano bene, però, dal criticare i leader, veri responsabili del degrado, che li inducono a cercare la collocazione migliore. Del resto, non dovendo piacere agli elettori, che dal Porcellum in poi non possono sceglierli, è normale che chi vuole essere rieletto si prostri ai piedi di chi decide della candidatura. Gli italiani, che si fingono vittime, sono in realtà, spettatori compiacenti. Noi biasimiamo solo deputati e senatori la cui unica colpa è sottovalutare il valore della propria dignità cui debbono rinunciare per fare da comparse in un teatrino ormai vuoto.

Prima che si dimettesse da ministro nessuno sapeva dell'esistenza dell'On Costa

Anche se sembrano uomini liberi di dissentire, formare nuovi partiti e persino andare al governo, in realtà sono tutti al guinzaglio. Basta che il padrone schiocchi le dita per tornare a scodinzolare ai suoi piedi. È sempre lui a gestire il gioco, a stabilirne le regole o a cambiarle quando gli conviene. Anche i privilegiati del cerchio magico sono pedine come gli altri. In cambio della libertà, qualcuno diventa parlamentare, altri ministri. Nessuno si rende conto che è lui a vivere in loro, che sono come morti. Non potendo il burattinaio essere eterno c'è chi si illude di ereditarne prima o poi il potere. Ma non ci sono fili a muoverli. È la sua magia a dare la vita a chi non esiste e scomparirà assieme a lui.

Sempre meno tutela malgrado la violenza crescente

Ci sono voluti più di dieci anni per promuovere il reato di incidente stradale e altrettanti per la tortura. È un grosso passo avanti rispetto all'immobilismo giuridico che ci caratterizza. Da troppo tempo la cosiddetta culla del diritto è vuota. Non si partorisce più una legge a protezione del cittadino. Né procedure né pene si evolvono col degrado dei costumi, anche se ormai la crisi è stabile, c’è il pericolo del terrorismo, è sempre più facile evadere di prigione, la criminalità è n continuo aumento. C'è chi tifa per il sisma e chi specula sui migranti, ma è raro che qualcuno finisca in galera. Anzi, è più facile uscirne. Tutto sulla pelle della povera gente, che continua a essere di destra e di sinistra.

È prudente fidarsi di chi vuole comandare da solo?

Non è solo la Lega a non capire. Negli ultimi anni abbiamo affidato la gestione della nostra vita a chi non ha cultura adeguata a fare politica. Nonostante l’esperienza, c’è ancora chi si illude di allearsi coi 5S per governare. Il primo fu Di Pietro, perché cliente della Casaleggio & C. Ingroia lasciò addirittura la magistratura certo di allearsi con i grillini. Poi fu la volta di Bersani, assistito nella figuraccia streaming da Letta. E tanti altri con la stessa illusione. È evidente che al movimento non interessa mantenere le promesse fatte agli elettori. Se no, farebbero alleanze. La politica è l’arte di realizzare certi programmi con chi li condivide. Nessuno si preoccupa che vogliano gestire il potere da soli. 

Per fortuna potrai continuare a firmare autografi

Nessuno ti impedisce di drogarti. Anzi, rintontito, non potrai difendere i tuoi diritti né infastidire il potere. Mettiti pure alla guida di un’auto, anche se ti hanno tolto la patente. Tanto, controlli non ce ne sono, intenti come siamo a contravvenire facili divieti di sosta. Almeno, mentre gusti l’effetto malefico della sostanza che ritieni salvifica, prendi un taxi o va a piedi. Non dico di preoccuparti delle morti che puoi causare. Non è importante la vita degli altri. Evita, però, di finire in prigione. È vero che ci rimarrai poco, non potendo la giustizia interrompere il film che stai interpretando. Ma sono guai, spese, tempo sprecato, figure di merda con i fan. Seppure per qualche giorno appena.

È la destra ad alimentare il grillismo

Se non ci fosse il ballottaggio, il M5S non governerebbe neppure un comune. Vincono se in gara col PD, come l’anno scorso a Roma e Torino. È l’odio degli elettori di destra nei confronti della sinistra a farli crescere. Dove invece vanno al secondo turno con la destra perdono. Quelli di sinistra – seppure molti comunisti e alcuni mangiatori di bambini – non si evirano per fare un dispetto alla moglie. Non si recano alle urne. Volevano addirittura istituire alle politiche lo stesso sistema, che avrebbe mandato Grillo e Casaleggio dritti a Palazzo Chigi. Piuttosto che un sindaco, a Trapani meglio il commissario. Nonostante la nostra immaturità abbiamo la sfacciataggine di lamentarci della classe politica.

L’inferno in Italia esiste solo per le vittime

Mancano i braccialetti per controllare i movimenti dei detenuti in libertà provvisoria o agli arresti domiciliari. Per ora l’attore omicida rimane in sospeso, poi lo rilasceranno. Il paradosso ricorda la vecchia storiella del diavolo tedesco che reclamizza il suo  inferno esemplare e attrezzato dei meccanismi più sofisticati per la sofferenza. “Quello italiano non funziona”, avverte. “A causa di scioperi, negligenza, superficialità ogni giorno manca qualcosa”. Da noi, come in nessun altro paese al mondo, la realtà può essere una barzellette. Altrove, con l’aumento dei delitti, si costruiscono prigioni e si assumono altri operatori di giustizia. Qui si mettono in libertà i criminali. Conviene delinquere in Italia.

Anche la proprietà dei partiti passa da padre in figlio

Un tempo Casaleggio era jr. Adesso è lui il proprietario del movimento creato dal padre. Giornali e TG lo intervistano legittimandone il ruolo. Nessuno gli chiede: “Scusi, ma lei che c’entra?”. Come un dio, rimette i debiti alla Raggi e la conferma nella carica. I parlamentari scodinzolano. Anche loro sperano nella sua compiacenza. Neppure agli elettori importa la democrazia. Sperano solo in un vitalizio che contestano ai politici. Chissà se il padrone glielo darà davvero o li raggira anche lui. È incredibile, ma sono destra e sinistra a lavorare per il movimento. Chi lo aiuta a governare gli enti locali e chi esaspera la gente con anomalie e ingiustizie continue. Sembrano complici, invece sono inadeguati.

Se falliscono anche i ricchi, per i poveri non c’è speranza

C’era una volta il banchiere miliardario. Come Zio Paperone nuotava in una piscina piena di soldi. Adesso, in una società alla deriva, le banche falliscono. Com’è possibile? È forte il sospetto che i bilanci siano manipolati. Ma per evitare il blocco dell’economia lo stato è costretto a intervenire. Senza un’inchiesta, né un’indagine e nemmeno una riforma. Eppure è risaputo che dove c’è denaro c’è imbroglio. Monte dei Paschi è comunista e ne ha diritto. E le altre? Vengono rimborsati tutti, i risparmiatori e gli speculatori. Chi controlla la competenza e l’onestà dei gestori? Troppi debitori insolventi. Certo, persone che contano. Infatti, alla povera gente viene subito sequestra la casa.

I meriti dimenticati del povero Juan Carlos

Lo chiamano emerito per rispetto alla corona che ha portato. Ma è un pensionato qualsiasi, scomparso dalla scena pubblica. Il popolo, sebbene in gran parte repubblicano, riconosce in lui un suo sovrano. Eppure il parlamento non lo invita alle celebrazioni per il 40° anniversario della Democrazia, che esiste grazie a lui, che gestì il difficile travaglio della Spagna dalla dittatura alla libertà, senza uno sparo né sangue versato. Un miracolo che si dovrebbe enfatizzare maggiormente perché i giovani sappiano. Comincia male il regno di Filippo VI. Fare il re non è facile come si crede. Non dobbiamo sorprenderci se i regnanti sono tanto attaccati al trono. Non si fidano del successore, e fanno bene.

“Probabile voto in primavera, ma non escludo elezioni anticipate”

Caro Presidente, questa è una sua recente dichiarazione che appare sulla prima pagina di un quotidiano altolocato. Le sembra una notizia perspicace? Certamente, no. Dato che l’ovvia previsione non è sua, ma del mediocre che ha traslitterato le sue dichiarazioni. Purtroppo la brutta figura la fa lei e anche il paese che rappresenta. Ammetta che la Sfinge era più scaltra e dignitosa nel predire ciò che sarebbe accaduto. Non poteva rischiare di sbagliare e giocarsi la credibilità. Ma a lei chi glielo fa fare a parlare con chi, poi, la fa apparire banale? Il suo portavoce scelga i migliori per diffondere il suo pensiero. Si cominci finalmente, una buona volta, almeno dal Quirinale, a valorizzare il merito!

Basta che siano ricchi o potenti

Fingiamo di scandalizzarci se un miserabile bacia la mano di un boss. Come se genuflettersi alle persone potenti o danarose o celebri non fosse un’ usanza diffusa nella società civile. È anche un modo per fare carriera. Anzi, non essendo più la dignità un valore da difendere, c’è invidia per chi ne ha la possibilità. Del resto, ai livelli culturali così degradati a chi ci si può prostrare un poveraccio se non a un criminale? La gravità dei reati è secondaria. Se si fa una graduatoria dei comportamenti e qualcuno viene considerato meno biasimevole di altri, si legalizza il principio. Non importa se delinquenti o incensurati. Tutti ormai hanno il diritto di leccare qualsiasi parte del corpo a chiunque.

Strano che l’ISIS non rivendichi il massacro di Torino

Imbecilli e ignoranti sono i nuovi combattenti inconsapevoli ma altrettanto crudeli dell’Islam deviato. Anzi, sono i più benemeriti perché non si fanno esplodere con le loro vittime, né vengono individuati dalla polizia. Rimangono illesi e anche impuniti. Millecinquecento feriti, alcuni gravi. Altro che Bataclan e Arena di Manchester! Il terrorista non può essere più efficace di un idiota, seppure senza organizzazione. A lui basta un petardo per creare il panico. Ora dovremo difenderci anche da chi, per stupidità e incoscienza, si arruola nell’esercito del male. Purtroppo dalle nostre parti proliferano. C’è ancora chi è convinto che la crisi che attraversiamo sia economica. Invece, è morale.

Le nostre sentenze sono sempre le migliori

Non ha diritto a una morte serena nel proprio letto, chi l’ha negata alle sue vittime. Ma, tenerlo senza cure adeguate al 41 bis, equivale a una condanna a morte, che da noi è bandita. Il giudizio del popolo è definitivo e insindacabile. Molto più autorevole di quello di magistrati corrotti dal buonismo e drogati dalla morale cristiana. È ancora lui il capo. Nessuna misericordia né perdono. Deve morire soffrendo, anche se così ci mettiamo al suo stesso livello di barbarie. Occhio per occhio. Ora siamo noi a uccidere. Assaporiamo finalmente  il piacere della vendetta. Tutti contro uno. Che importa se anziano e malato. Questa volta le pietre le scagliamo noi che siamo senza peccato.

È proprio vero che il potere dà alla testa

A che servivano alla May elezioni anticipate? La maggioranza in parlamento ce l’aveva già. Tanto da poter governare indisturbata. Ma la voleva più ampia e con maggiore potere. Ha finito col perderla, com’era prevedibile. Dopo il referendum gli inglesi si erano pentiti della Brexit. Bastava chiedere a un bimbo. È l’effetto del comando, che offusca le menti più raffinate. Arroganza e presunzione riducono notevolmente qualsiasi intelligenza. Come pure Cameron. I consiglieri si guardano bene dal contraddire il capo. L’esperienza purtroppo non serve agli altri. Si perpetrano ovunque gli stessi errori, con i medesimi risultati. L’ambizione prevale sempre, inesorabile, a discapito del paese.

Terrorismo, politica, comunicazione e stupidità

Seppure figlio di un marocchino, era italiano uno dei tre terroristi del London Bridge. La notizia non ci inorgoglisce ma ci rassicura. Vuol dire che non siamo noi il bersaglio dell’ISIS. Se no, Youssef sarebbe stato utilizzato a Bologna, città che conosceva bene e in cui poteva operare agevolmente. Ci si recava spesso per vedere la madre. Il suo sogno era andare a combattere in Siria o ovunque ci fosse da compiere attentati. Non ce n’erano in programma in Italia. E ci auguriamo che non ce ne siano mai. Perché solo in Francia e in Inghilterra? I media non giochino a diffondere falso allarmismo. La politica non ci coinvolga in situazioni che ci sono estranee. Abbiamo tanta saggezza e buonsenso?

La democrazia adattata ai giorni nostri

Conviene a tutti impedire all’elettore di scegliere i parlamentari, che, così, debbono compiacere chi li designa. Ora sono alla pari: destra, sinistra e populisti. Complice la Consulta che consente i nominati. Nessuno può più accusare gli altri. Sono tutti d’accordo nel privare il cittadino dei propri diritti. Si degrada sempre più la classe dirigente, ormai costituita da questuanti. Se lo facessero a posta ad allontanare la gente dalla politica, non gli riuscirebbe altrettanto bene. Si cercano accordi che, però, non reggono. Nessuno pensa al paese. Si lavora in proprio o per la coalizione. La politica va da una parte e il popolo dall’altra. Nessuno si preoccupa, né si chiede quanto può durare questo andazzo.

Questa volta non è la politica a uccidere

Dov’erano i nonni mentre il nipotino moriva per una banale otite che l’antibiotico guarisce in poche ore? Adesso denunciano il medico. Anche i genitori sono responsabili, ma stanno già espiando la pena che meritano soffrendo. Chi investe un pedone non è più in grado di guidare. Chi uccide un bimbo può continuare a curare? Dopo il rifiuto dei vaccini ci mancava l’omeopatia. Ora, se non ci sfugge qualcosa, siamo al completo, di stupidità e ignoranza. L’8% della popolazione ci crede. Vorrebbe togliere il Nobel a Fleming e a tutti gli scienziati cui dobbiamo la salute e la vita. E loro meritano la patria potestà? Un tempo affidavamo i nostri figli al dittatore. Adesso direttamente alla morte.

Troppo giovani per vivere a lungo

C’è chi abbandona il neonato per la strada e chi lo butta nel cassonetto. Qualcuno lo lascia in auto, a disidratarsi sotto il sole. Altri a un rally si posizionano in curva. Così, se un bolide sbanda investe in pieno il figlioletto. C’è chi, per una fede sbagliata, non consente le trasfusioni, condannando il bimbo a morire dissanguato. Ci sono anche i medici pazzi o esaltati, che nessuno controlla, finché non ci scappa il morto, quasi sempre minore. Non c’è tutela perché mancano le regole. Si denunciamo i responsabili, che raramente sono condannati, essendo le procedure interminabili. Le vittime, però, non tornano in vita. Basterebbe essere un po’ più vigili. Ma, tanto, sono solo bambini.

La campagna elettorale è una droga

Nei paesi democratici è una necessità periodica. Importante è il risultato, da cui dipende la formazione del governo. Da noi, invece, conta solo la vigilia, quando la vittoria è di tutti e ci si illude di gestire l’Italia. Come alla roulette. Si gode mentre la pallina gira sul cilindro. Quando esce il numero, vincente o perdente, si pensa già alla puntata successiva. In una corsa all’ippodromo o in un incontro di calcio l’eccitazione maggiore avviene nel momento in cui si scommette e si immagina la vittoria del proprio favorito. Così per noi italiani le elezioni. Vogliamo andare sempre alle urne. Tutti, continuamente. Eppure, a qualcuno converrebbe la scadenza naturale. Per esempio, al cittadino.

Patetica conclusione di un ammutinamento

Non ce l’ha fatta senza protezione, anche se non è il solo a non possedere le qualità necessarie. Va plaudito, però, il tentativo naufragato  di togliersi il guinzaglio che lo riporta adesso alla cuccia in cui è stato allevato. Nonostante la boria, non ha il quid, come gli fu predetto quando da cucciolo ambiva già al comando. Però, tentò ugualmente la fuga, con tante pulci aggrappate addosso. Dopo una lunga illusione a spese degli italiani ingenui, adesso non arriva neppure al 5%. Dovrà ricominciare a scodinzolare davanti al padrone per meritarne le carezze e continuare a fare politica. Sarà di monito a chi ritiene di emanare luce propria. Invece, basta staccargli la spina perché si spenga.

Quest’anno il 2 giugno si celebra con la cultura

Finalmente una festa della Repubblicacon manifestazioni adeguate alla nostra civiltà. Non ha compiuto 71 anni, è il primo di una nuova era. Niente più parate militari inutili e ridicole, che simulano una potenza che non abbiamo e trasmettono voglia di guerra e di morti. Le armi ce le hanno tutti. Basta comprarle. Qual è il vanto di esibirle? Il nostro patrimonio artistico, invece, è unico al mondo e ce lo invidiano anche i grandi. Molto meglio le mostre che abbiamo organizzato nelle pinacoteche, i cicli di conferenze negli istituti d’arte, fiere di libri, concerti, iniziative che premiano i migliori! Tornano i cervelli in fuga. Si raddoppia il turismo e il lavoro. Non svegliatemi se sto sognando.

Una politica basata sul PIL, non sul lavoro

I conti dell’Italia migliorano a vista d’occhio, più di quanto il governo avesse previsto. Finalmente la crisi è arrivata al capolinea. Evviva. Tutti ne gioiamo e ci complimentiamo. Bisogna farlo capire, però, ai dipendenti in esubero (Ilva e Alitalia) e a tutti coloro che in tante altre aziende in difficoltà verranno licenziati. È come capita a quei combattenti che hanno la sfortuna di morire qualche minuto prima che terminino le ostilità. Sarebbe più umano non esultare mentre tanta povera gente si dibatte nelle difficoltà. I problemi del paese sembrano legati al bilancio delle famiglie che beneficiano della ricchezza. Invece, si risolvono se a tutti spetta un lavoro perché i figli possano crescere liberi.

E noi che volevamo querelarlo al tempo del terremoto

Se si trattasse di un italiano sarebbe scoppiata una rivolta. Invece, Macron ha accettato con un sorriso la satira di Charlie Hebdo. I francesi non sono permalosi come noi, né un giorno a favore del giornale e l’indomani contro. Nel numero uscito alla vigilia dell’insediamento del nuovo presidente all’Eliseo, coniugando la definizione con cui l’Europa lo ha battezzato – l’uomo del miracolo – con la veneranda età della moglie, il disegno di copertina vede il giovane marito mettere incinta con la bacchetta magica l’anziana sposa. In Italia sarebbero insorti i sindacati, le femministe, i ginecologi e ovviamente la Boldrini. Magari, quel giovane, poi, il miracolo è capace di farlo davvero!

Non avendo peccati, scagliamo pure la prima pietra

Poveri lettori, costretti ormai a leggere libri inutili e noiosi che contengono rivelazioni, spesso improbabili o fasulle. Anche la letteratura, come qualsiasi prodotto di questa società degradata, dipende dalle comparse di una politica mediocre. A mettere alla gogna i poteri forti non è la critica né la giustizia, ma chi ne ha fatto parte finora e che, una volta in pensione, si accorge di non esistere più. Allora, si ricomincia a tramare e prevaricare, come quando si era in attività. Ragazzi, appena svezzati, raccomandano per telefono la virtù ai genitori, in modo da apparire comunque migliori. Dopo la festa della madre e del padre, per fare largo ai giovani, ci manca solo di  celebrare quella del figlio.

Sono sempre i poveracci a sostenere gli altri

Siamo così stupidi che anziché gioire che il nostro è un paese longevo, ci lamentiamo di essere il più vecchio. Per noi vivere a lungo non è un privilegio, ma una piaga sociale. Con la carenza di nascite la politica non c’entra. Si, è vero, le donne vengono spesso licenziate appena incinte. Tante, però, non lavorano nemmeno, eppure sono quelle che si riproducono di meno. Anzi, sono proprio le famiglie più abbienti ad avere solo un figlio. Giusto per assicurarsi la discendenza. La gravidanza è lunga e faticosa. Lui, intanto, può innamorarsi di un’altra. Il parto è doloroso. Crescere una creatura molto difficile e viene subito affidata alla nurse. È la povera gente a fare più figli e pure a occuparsene.

Lo sgambetto in dirittura d’arrivo

Non concordo con le scelte politiche di Tonino d’Alì, né apprezzo le sue frequentazioni, e meno ancora ne stimo i referenti. Ma non si può disconoscere che se Trapani è diventata una città, il merito è solo suo. Proprio nei giorni scorsi gli predissi che ne sarebbe diventato certamente sindaco. Qualifica più gratificante di senatore, perché scelto dal popolo, non designato dal padrone. Non avevo previsto – né potevo, essendo stato assolto dall’essere in odore di mafia per l’ennesima volta giusto pochi mesi fa – un nuovo intervento giudiziario. Non era più elegante aspettare l’esito del voto per denunciarne la pericolosità sociale? Ma il nostro, purtroppo, è un paese volgare.

Anche tu, On. Quoque, brutto figlio mio

Per secoli si è creduto che i miliardari non avessero bisogno di rubare. Ci si poteva fidare. Qualcuno fu incaricato addirittura di guidare il paese. Chi sospettava che molti lo sono appropriandosi di ciò che non gli appartiene? C’è tra loro chi in buona fede crede naturale sfruttare i poveri, che, abituati alle privazioni, non ne soffrono più. Mentre, a chi spetta l’agiatezza, senza non potrebbe vivere. Sua Santità è inviso a molti perché esalta la miseria. Invece, i ricchi non si toccano. Quando qualche giorno fa a Trapani cominciarono ad arrestarne fu uno shock. Pochi capirono che l’avidità è proprio la caratteristica di chi ha tanti quattrini. Ma la maggioranza li crede esemplari e li venera ancora.

Non bastava l’ignoranza

Tutti hanno diritto all’istruzione, anche i figli di chi è contrario alla vaccinazione. La salute, invece, passa in secondo piano. E i bambini, senza protezione, nelle mani di esaltati, ne fanno le spese. L’obbligo riguarda solo le iscrizioni all’asilo e alla scuola materna. Dalle elementari in poi, chi non è in regola e non troverà cavilli pagherà soltanto una sanzione. La polio era stata debellata. Ora purtroppo torneremo a vedere ragazzi malformati perché genitori arrabbiati ce l’hanno con chi si arricchisce producendo i vaccini ma non calcolano i tanti quattrini investiti nella ricerca. Il governo non prende posizione e si volta dall’altra parte. Come di solito fa chi è senza attributi o assente.

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