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Diario Liberale

Diario Liberale (62)

DIARIO LIBERALE di Roberto Tumbarello, settimana di lunedì 7 agosto 2017

Queste riflessioni sono indirizzate soprattutto agli intellettuali, agli artisti, ai professionisti, al ceto produttivo e alle persone probe perché riflettano sul loro ruolo di guida della società cui hanno abdicato. Chi per ambizione o per bramosia di denaro, chi semplicemente per indolenza o perché mal consigliato, si sono tutti aggregati alla massa di questuanti che sostengono il potere e ne mendicano le briciole. Andiamo di male in peggio da quando il ceto medio si è disciolto, lasciando il paese senza esempio né cultura, e neppure coscienza. La borghesia deve riappropriarsi delle prerogative che le sono naturali per restituire dignità e diritti alla povera gente.

L’Europa funzionava quando c’era il cemento della cultura
Temendo che finissero satelliti della Russia, come lo erano stati dell’URSS, qualche anno fa i mediocri di turno a Bruxelles fecero entrare nell’Unione alcuni paesi che non avrebbero mai avuto i requisiti necessari. Nonostante la dedizione dalle vecchie democrazie perché imparassero il rispetto dei diritti dell’uomo, sono ancora lontani dall’essere europei. Godono di contributi che arricchiscono il loro PIL e ci hanno riempito di criminali. Ora che sono padroni, vogliono che la politica controlli la giustizia, come faceva chi un tempo li privava della libertà. I richiami entrano da un orecchio e escono dall’altro. Poi arrivò Macron, che doveva salvare la patria. Ma si scoprì che pensa solo alla sua.

Un risparmio da miserabili
La crisi idrica è preoccupante. Le condutture sono un colabrodo. Continuano a chiudere fabbriche e negozi. Dilaga la corruzione. I giovani muoiono di ecstasy. I deboli uccidono le proprie donne. Incendi dolosi distruggono ogni giorno un po’ di paese. Con l’arrivo delle piogge chissà che cosa succederà. Anziché aggiornare le leggi e renderle funzionali il parlamento dibatte dei vitalizi, come se fosse il problema prioritario di un’Italia allo stadio terminale. Da 5200 euro la pensione di Dalema si ridurrebbe a 3800. È di 1400 € l’entità dello scandalo. Per questo nulla funziona? Vogliamo
affidare il futuro dei nostri figli a una classe politica di accattoni che speculano su miseria e ignoranza degli elettori?

Perché non metterlo nel biglietto da visita?
Ognuno ha i suoi pregiudicati. Ce ne sono persino in parlamento. Eppure il termine non va in disuso. Anzi è di grande moda per denigrare un avversario. In politica è un’arma, non solo una qualifica. Chi ne è vittima dovrebbe ritenersi ingiuriato e poter chiedere un risarcimento. Con tanti personaggi altolocati che lo subiscono, nessuno sa prendere l’iniziativa di metterlo fuori legge. Il fatto è che seppure con 110 e lode o laurea acquistata, non gli è facile formulare una motivazione giuridica. È vero che indica chi è stato condannato. Però ha già pagato il debito alla società. Perché portare il marchio per tutta la vita? Grave, invece, è chi delinque e riesce a farla franca. Oggi purtroppo sono in tanti.
Meno male che la Raggi c’è
La politica è un’arte molto sofisticata e in continua evoluzione. Necessita di cultura, sensibilità, esperienza, umiltà, formazione e visione del futuro. Non basta individuare i problemi per essere capaci di risolverli. Trovare le soluzioni è meno facile. Essere in gamba o avere avuto successo in altri settori non è sufficiente. Non è, quindi, un’attività alla portata di chiunque, come ai nostri giorni sembra possibile. Gli intrusi provocano solo guai. Sono anni che l’Italia paga l’ingenuità di voler provare la novità. E persistiamo nell’errore. Se il M5S non avesse avuto la presunzione di governare Roma con personaggi inadeguati saremmo caduti anche nella loro trappola, questa volta definitiva.

Deve piacere agli italiani per essere un buon presidente?
Abituati da troppo tempo a chi promette solo vantaggi e privilegi, seppure non li meritiamo, i giornalisti italiani si preoccupano che, a poche settimane dall’insediamento all’Eliseo, la popolarità di Macron sia in calo precipitoso. Essendo ormai eletto, perché preoccuparsi di piacere? Penserà al gradimento tra cinque anni. Intanto, attua il suo programma, che presuppone sacrifici e, magari, alla fine, soddisferà i francesi. Noi, in perenne campagna elettorale, tendiamo a compiacere continuamente gli elettori e agire come se a decidere fossero loro, bravissimi nel criticare ma non adeguati a governare. Ecco perché da noi le cose vanno di male in peggio, chiunque, poi, vinca le elezioni.

La promessa di mantenere chi non produce è una truffa
La contestazione politica del vaccino non è soltanto una follia, ma una mascalzonata che, oltre a riesumare malattie già sconfitte, produce pericolosità sociale. Il primo incidente, causato dalla diffusione di tante falsità, è già accaduto a Diamante. Un medico aggredito da un genitore ignorante che lo accusa di avere trasmesso l’autismo al figlio. È un modo subdolo per aumentare l’esasperazione in cui molti cittadini vivono. Non è degno di fare politica chi specula sulla credulità e la dabbenaggine della gente. In un paese civile gli elettori li avrebbero già mandati a casa. In Italia, invece, ci votiamo illudendoci di godere un giorno di un reddito che consentirebbe a tutti di vivere senza lavorare.


Queste riflessioni sono di costume e anche politiche, ma sempre al di sopra delle ideologie e dei partiti. Se ti piacciono – anche se non le condividi – divulgale liberamente, trasmettendole ai tuoi amici o pubblicandole, senza doverne chiedere l’autorizzazione né citare la fonte. Magari, facendocelo sapere per ringraziarti. L’importante è che tutti, di qualsiasi tendenza, siano stimolati a riflettere per evitare di farsi manipolare. Se, invece, non ti interessano o addirittura ti disturbano, non avere l’imbarazzo di farcelo sapere francamente con una email.

Sotto, la copertina del mio nuovo libro, appena uscito in libreria. Se non lo trovaste, chiedete al libraio di prenotarlo. È possibile acquistarlo anche su Internet (da Amazon, IBS, ecc.) a 11€90.

“Viaggio nella vita” esorta i giovani a non imitare noi genitori e nonni che, trasgredendo le regole più elementari della convivenza civile e assecondando una politica condotta da mediocri, gli abbiamo complicato la vita e compromesso il futuro.
La nuova generazione è l’ultima che può salvare l'Italia, sorvegliando che nessuno si ritenga più furbo di altri. Se no, crolla tutto. Se a corrompere e rubare sono solo i delinquenti – com’era un tempo – la società può ammortizzare il danno. Se, invece, a trasgredire sono tutti, il fallimento è inevitabile, anche per coloro che lo hanno causato.
Il libro trasporta il lettore in una favola nella quale si immedesima, diventandone protagonista felice. Al termine della lettura, tornando alla triste realtà, si rende conto che non si è trattato di un sogno ma della vita che tutti potremmo vivere se ognuno di noi si comportasse un po' meglio.

Ridateci il Puzzone che non c'è

Anziché gioire della libertà, ogni tanto c'è voglia di fascismo. Tranne nei paesi in cui esiste. Talvolta le istituzioni sono gestite da incapaci. Ecco perché si ritiene che la carenza sia nella democrazia. Non essendoci altri, rimpiangiamo chi non c'è più. Dimenticando le leggi razziali e la guerra. Ricordiamo case solide e sicure. Si dormiva con le porte aperte. Ma non c'era nulla da rubare. Assieme ai delatori, pullulavano i mediocri, che si illudevano di essere migliori. Invece, erano complici. Meno male che Erdogan c'è. Per ricordarci che chi dissente finisce in prigione o sulla forca. Non ci sono le toghe rosse, né di altro colore. Vige proprio l'ingiustizia e il sopruso. Ma qualcuno, qui, ne sente il bisogno.

Lo Jus soli è tutt'altra cosa

Lo chiamano cosi anche in parlamento per creare difficoltà a chi fa già fatica a comprendere i concetti più semplici. Se una clandestina all'ottavo mese sbarca a Lampedusa, il neonato non avrà la cittadinanza, come avviene negli USA. Molti italiani non lo capiscono e neppure alcuni leader. È necessario lo status di residenti dei genitori e un lungo percorso di studio perché i figli acquistino il diritto. Sorgono ugualmente polemiche e speculazioni politiche, persino deliranti appelli patriottici. Non c'è alcun incentivo agli sbarchi né il rischio di islamizzazione del paese. E neppure un attentato all'incolumità della nostra cultura. Solo ignoranza fisiologica e un pizzico di razzismo per crederci migliori.

Povero Onorevole, costretto a passare da un partito all'altro

Fanno a gara gli ipocriti osservatori a chi è più indignato per l'indegno spettacolo di parlamentari che si offrono al partito più conveniente. Si guardano bene, però, dal criticare i leader, veri responsabili del degrado, che li inducono a cercare la collocazione migliore. Del resto, non dovendo piacere agli elettori, che dal Porcellum in poi non possono sceglierli, è normale che chi vuole essere rieletto si prostri ai piedi di chi decide della candidatura. Gli italiani, che si fingono vittime, sono in realtà, spettatori compiacenti. Noi biasimiamo solo deputati e senatori la cui unica colpa è sottovalutare il valore della propria dignità cui debbono rinunciare per fare da comparse in un teatrino ormai vuoto.

Prima che si dimettesse da ministro nessuno sapeva dell'esistenza dell'On Costa

Anche se sembrano uomini liberi di dissentire, formare nuovi partiti e persino andare al governo, in realtà sono tutti al guinzaglio. Basta che il padrone schiocchi le dita per tornare a scodinzolare ai suoi piedi. È sempre lui a gestire il gioco, a stabilirne le regole o a cambiarle quando gli conviene. Anche i privilegiati del cerchio magico sono pedine come gli altri. In cambio della libertà, qualcuno diventa parlamentare, altri ministri. Nessuno si rende conto che è lui a vivere in loro, che sono come morti. Non potendo il burattinaio essere eterno c'è chi si illude di ereditarne prima o poi il potere. Ma non ci sono fili a muoverli. È la sua magia a dare la vita a chi non esiste e scomparirà assieme a lui.

Sempre meno tutela malgrado la violenza crescente

Ci sono voluti più di dieci anni per promuovere il reato di incidente stradale e altrettanti per la tortura. È un grosso passo avanti rispetto all'immobilismo giuridico che ci caratterizza. Da troppo tempo la cosiddetta culla del diritto è vuota. Non si partorisce più una legge a protezione del cittadino. Né procedure né pene si evolvono col degrado dei costumi, anche se ormai la crisi è stabile, c’è il pericolo del terrorismo, è sempre più facile evadere di prigione, la criminalità è n continuo aumento. C'è chi tifa per il sisma e chi specula sui migranti, ma è raro che qualcuno finisca in galera. Anzi, è più facile uscirne. Tutto sulla pelle della povera gente, che continua a essere di destra e di sinistra.

È prudente fidarsi di chi vuole comandare da solo?

Non è solo la Lega a non capire. Negli ultimi anni abbiamo affidato la gestione della nostra vita a chi non ha cultura adeguata a fare politica. Nonostante l’esperienza, c’è ancora chi si illude di allearsi coi 5S per governare. Il primo fu Di Pietro, perché cliente della Casaleggio & C. Ingroia lasciò addirittura la magistratura certo di allearsi con i grillini. Poi fu la volta di Bersani, assistito nella figuraccia streaming da Letta. E tanti altri con la stessa illusione. È evidente che al movimento non interessa mantenere le promesse fatte agli elettori. Se no, farebbero alleanze. La politica è l’arte di realizzare certi programmi con chi li condivide. Nessuno si preoccupa che vogliano gestire il potere da soli. 

Per fortuna potrai continuare a firmare autografi

Nessuno ti impedisce di drogarti. Anzi, rintontito, non potrai difendere i tuoi diritti né infastidire il potere. Mettiti pure alla guida di un’auto, anche se ti hanno tolto la patente. Tanto, controlli non ce ne sono, intenti come siamo a contravvenire facili divieti di sosta. Almeno, mentre gusti l’effetto malefico della sostanza che ritieni salvifica, prendi un taxi o va a piedi. Non dico di preoccuparti delle morti che puoi causare. Non è importante la vita degli altri. Evita, però, di finire in prigione. È vero che ci rimarrai poco, non potendo la giustizia interrompere il film che stai interpretando. Ma sono guai, spese, tempo sprecato, figure di merda con i fan. Seppure per qualche giorno appena.

È la destra ad alimentare il grillismo

Se non ci fosse il ballottaggio, il M5S non governerebbe neppure un comune. Vincono se in gara col PD, come l’anno scorso a Roma e Torino. È l’odio degli elettori di destra nei confronti della sinistra a farli crescere. Dove invece vanno al secondo turno con la destra perdono. Quelli di sinistra – seppure molti comunisti e alcuni mangiatori di bambini – non si evirano per fare un dispetto alla moglie. Non si recano alle urne. Volevano addirittura istituire alle politiche lo stesso sistema, che avrebbe mandato Grillo e Casaleggio dritti a Palazzo Chigi. Piuttosto che un sindaco, a Trapani meglio il commissario. Nonostante la nostra immaturità abbiamo la sfacciataggine di lamentarci della classe politica.

L’inferno in Italia esiste solo per le vittime

Mancano i braccialetti per controllare i movimenti dei detenuti in libertà provvisoria o agli arresti domiciliari. Per ora l’attore omicida rimane in sospeso, poi lo rilasceranno. Il paradosso ricorda la vecchia storiella del diavolo tedesco che reclamizza il suo  inferno esemplare e attrezzato dei meccanismi più sofisticati per la sofferenza. “Quello italiano non funziona”, avverte. “A causa di scioperi, negligenza, superficialità ogni giorno manca qualcosa”. Da noi, come in nessun altro paese al mondo, la realtà può essere una barzellette. Altrove, con l’aumento dei delitti, si costruiscono prigioni e si assumono altri operatori di giustizia. Qui si mettono in libertà i criminali. Conviene delinquere in Italia.

Anche la proprietà dei partiti passa da padre in figlio

Un tempo Casaleggio era jr. Adesso è lui il proprietario del movimento creato dal padre. Giornali e TG lo intervistano legittimandone il ruolo. Nessuno gli chiede: “Scusi, ma lei che c’entra?”. Come un dio, rimette i debiti alla Raggi e la conferma nella carica. I parlamentari scodinzolano. Anche loro sperano nella sua compiacenza. Neppure agli elettori importa la democrazia. Sperano solo in un vitalizio che contestano ai politici. Chissà se il padrone glielo darà davvero o li raggira anche lui. È incredibile, ma sono destra e sinistra a lavorare per il movimento. Chi lo aiuta a governare gli enti locali e chi esaspera la gente con anomalie e ingiustizie continue. Sembrano complici, invece sono inadeguati.

Se falliscono anche i ricchi, per i poveri non c’è speranza

C’era una volta il banchiere miliardario. Come Zio Paperone nuotava in una piscina piena di soldi. Adesso, in una società alla deriva, le banche falliscono. Com’è possibile? È forte il sospetto che i bilanci siano manipolati. Ma per evitare il blocco dell’economia lo stato è costretto a intervenire. Senza un’inchiesta, né un’indagine e nemmeno una riforma. Eppure è risaputo che dove c’è denaro c’è imbroglio. Monte dei Paschi è comunista e ne ha diritto. E le altre? Vengono rimborsati tutti, i risparmiatori e gli speculatori. Chi controlla la competenza e l’onestà dei gestori? Troppi debitori insolventi. Certo, persone che contano. Infatti, alla povera gente viene subito sequestra la casa.

I meriti dimenticati del povero Juan Carlos

Lo chiamano emerito per rispetto alla corona che ha portato. Ma è un pensionato qualsiasi, scomparso dalla scena pubblica. Il popolo, sebbene in gran parte repubblicano, riconosce in lui un suo sovrano. Eppure il parlamento non lo invita alle celebrazioni per il 40° anniversario della Democrazia, che esiste grazie a lui, che gestì il difficile travaglio della Spagna dalla dittatura alla libertà, senza uno sparo né sangue versato. Un miracolo che si dovrebbe enfatizzare maggiormente perché i giovani sappiano. Comincia male il regno di Filippo VI. Fare il re non è facile come si crede. Non dobbiamo sorprenderci se i regnanti sono tanto attaccati al trono. Non si fidano del successore, e fanno bene.

“Probabile voto in primavera, ma non escludo elezioni anticipate”

Caro Presidente, questa è una sua recente dichiarazione che appare sulla prima pagina di un quotidiano altolocato. Le sembra una notizia perspicace? Certamente, no. Dato che l’ovvia previsione non è sua, ma del mediocre che ha traslitterato le sue dichiarazioni. Purtroppo la brutta figura la fa lei e anche il paese che rappresenta. Ammetta che la Sfinge era più scaltra e dignitosa nel predire ciò che sarebbe accaduto. Non poteva rischiare di sbagliare e giocarsi la credibilità. Ma a lei chi glielo fa fare a parlare con chi, poi, la fa apparire banale? Il suo portavoce scelga i migliori per diffondere il suo pensiero. Si cominci finalmente, una buona volta, almeno dal Quirinale, a valorizzare il merito!

Basta che siano ricchi o potenti

Fingiamo di scandalizzarci se un miserabile bacia la mano di un boss. Come se genuflettersi alle persone potenti o danarose o celebri non fosse un’ usanza diffusa nella società civile. È anche un modo per fare carriera. Anzi, non essendo più la dignità un valore da difendere, c’è invidia per chi ne ha la possibilità. Del resto, ai livelli culturali così degradati a chi ci si può prostrare un poveraccio se non a un criminale? La gravità dei reati è secondaria. Se si fa una graduatoria dei comportamenti e qualcuno viene considerato meno biasimevole di altri, si legalizza il principio. Non importa se delinquenti o incensurati. Tutti ormai hanno il diritto di leccare qualsiasi parte del corpo a chiunque.

Strano che l’ISIS non rivendichi il massacro di Torino

Imbecilli e ignoranti sono i nuovi combattenti inconsapevoli ma altrettanto crudeli dell’Islam deviato. Anzi, sono i più benemeriti perché non si fanno esplodere con le loro vittime, né vengono individuati dalla polizia. Rimangono illesi e anche impuniti. Millecinquecento feriti, alcuni gravi. Altro che Bataclan e Arena di Manchester! Il terrorista non può essere più efficace di un idiota, seppure senza organizzazione. A lui basta un petardo per creare il panico. Ora dovremo difenderci anche da chi, per stupidità e incoscienza, si arruola nell’esercito del male. Purtroppo dalle nostre parti proliferano. C’è ancora chi è convinto che la crisi che attraversiamo sia economica. Invece, è morale.

Le nostre sentenze sono sempre le migliori

Non ha diritto a una morte serena nel proprio letto, chi l’ha negata alle sue vittime. Ma, tenerlo senza cure adeguate al 41 bis, equivale a una condanna a morte, che da noi è bandita. Il giudizio del popolo è definitivo e insindacabile. Molto più autorevole di quello di magistrati corrotti dal buonismo e drogati dalla morale cristiana. È ancora lui il capo. Nessuna misericordia né perdono. Deve morire soffrendo, anche se così ci mettiamo al suo stesso livello di barbarie. Occhio per occhio. Ora siamo noi a uccidere. Assaporiamo finalmente  il piacere della vendetta. Tutti contro uno. Che importa se anziano e malato. Questa volta le pietre le scagliamo noi che siamo senza peccato.

È proprio vero che il potere dà alla testa

A che servivano alla May elezioni anticipate? La maggioranza in parlamento ce l’aveva già. Tanto da poter governare indisturbata. Ma la voleva più ampia e con maggiore potere. Ha finito col perderla, com’era prevedibile. Dopo il referendum gli inglesi si erano pentiti della Brexit. Bastava chiedere a un bimbo. È l’effetto del comando, che offusca le menti più raffinate. Arroganza e presunzione riducono notevolmente qualsiasi intelligenza. Come pure Cameron. I consiglieri si guardano bene dal contraddire il capo. L’esperienza purtroppo non serve agli altri. Si perpetrano ovunque gli stessi errori, con i medesimi risultati. L’ambizione prevale sempre, inesorabile, a discapito del paese.

Terrorismo, politica, comunicazione e stupidità

Seppure figlio di un marocchino, era italiano uno dei tre terroristi del London Bridge. La notizia non ci inorgoglisce ma ci rassicura. Vuol dire che non siamo noi il bersaglio dell’ISIS. Se no, Youssef sarebbe stato utilizzato a Bologna, città che conosceva bene e in cui poteva operare agevolmente. Ci si recava spesso per vedere la madre. Il suo sogno era andare a combattere in Siria o ovunque ci fosse da compiere attentati. Non ce n’erano in programma in Italia. E ci auguriamo che non ce ne siano mai. Perché solo in Francia e in Inghilterra? I media non giochino a diffondere falso allarmismo. La politica non ci coinvolga in situazioni che ci sono estranee. Abbiamo tanta saggezza e buonsenso?

La democrazia adattata ai giorni nostri

Conviene a tutti impedire all’elettore di scegliere i parlamentari, che, così, debbono compiacere chi li designa. Ora sono alla pari: destra, sinistra e populisti. Complice la Consulta che consente i nominati. Nessuno può più accusare gli altri. Sono tutti d’accordo nel privare il cittadino dei propri diritti. Si degrada sempre più la classe dirigente, ormai costituita da questuanti. Se lo facessero a posta ad allontanare la gente dalla politica, non gli riuscirebbe altrettanto bene. Si cercano accordi che, però, non reggono. Nessuno pensa al paese. Si lavora in proprio o per la coalizione. La politica va da una parte e il popolo dall’altra. Nessuno si preoccupa, né si chiede quanto può durare questo andazzo.

Questa volta non è la politica a uccidere

Dov’erano i nonni mentre il nipotino moriva per una banale otite che l’antibiotico guarisce in poche ore? Adesso denunciano il medico. Anche i genitori sono responsabili, ma stanno già espiando la pena che meritano soffrendo. Chi investe un pedone non è più in grado di guidare. Chi uccide un bimbo può continuare a curare? Dopo il rifiuto dei vaccini ci mancava l’omeopatia. Ora, se non ci sfugge qualcosa, siamo al completo, di stupidità e ignoranza. L’8% della popolazione ci crede. Vorrebbe togliere il Nobel a Fleming e a tutti gli scienziati cui dobbiamo la salute e la vita. E loro meritano la patria potestà? Un tempo affidavamo i nostri figli al dittatore. Adesso direttamente alla morte.

Troppo giovani per vivere a lungo

C’è chi abbandona il neonato per la strada e chi lo butta nel cassonetto. Qualcuno lo lascia in auto, a disidratarsi sotto il sole. Altri a un rally si posizionano in curva. Così, se un bolide sbanda investe in pieno il figlioletto. C’è chi, per una fede sbagliata, non consente le trasfusioni, condannando il bimbo a morire dissanguato. Ci sono anche i medici pazzi o esaltati, che nessuno controlla, finché non ci scappa il morto, quasi sempre minore. Non c’è tutela perché mancano le regole. Si denunciamo i responsabili, che raramente sono condannati, essendo le procedure interminabili. Le vittime, però, non tornano in vita. Basterebbe essere un po’ più vigili. Ma, tanto, sono solo bambini.

La campagna elettorale è una droga

Nei paesi democratici è una necessità periodica. Importante è il risultato, da cui dipende la formazione del governo. Da noi, invece, conta solo la vigilia, quando la vittoria è di tutti e ci si illude di gestire l’Italia. Come alla roulette. Si gode mentre la pallina gira sul cilindro. Quando esce il numero, vincente o perdente, si pensa già alla puntata successiva. In una corsa all’ippodromo o in un incontro di calcio l’eccitazione maggiore avviene nel momento in cui si scommette e si immagina la vittoria del proprio favorito. Così per noi italiani le elezioni. Vogliamo andare sempre alle urne. Tutti, continuamente. Eppure, a qualcuno converrebbe la scadenza naturale. Per esempio, al cittadino.

Patetica conclusione di un ammutinamento

Non ce l’ha fatta senza protezione, anche se non è il solo a non possedere le qualità necessarie. Va plaudito, però, il tentativo naufragato  di togliersi il guinzaglio che lo riporta adesso alla cuccia in cui è stato allevato. Nonostante la boria, non ha il quid, come gli fu predetto quando da cucciolo ambiva già al comando. Però, tentò ugualmente la fuga, con tante pulci aggrappate addosso. Dopo una lunga illusione a spese degli italiani ingenui, adesso non arriva neppure al 5%. Dovrà ricominciare a scodinzolare davanti al padrone per meritarne le carezze e continuare a fare politica. Sarà di monito a chi ritiene di emanare luce propria. Invece, basta staccargli la spina perché si spenga.

Quest’anno il 2 giugno si celebra con la cultura

Finalmente una festa della Repubblicacon manifestazioni adeguate alla nostra civiltà. Non ha compiuto 71 anni, è il primo di una nuova era. Niente più parate militari inutili e ridicole, che simulano una potenza che non abbiamo e trasmettono voglia di guerra e di morti. Le armi ce le hanno tutti. Basta comprarle. Qual è il vanto di esibirle? Il nostro patrimonio artistico, invece, è unico al mondo e ce lo invidiano anche i grandi. Molto meglio le mostre che abbiamo organizzato nelle pinacoteche, i cicli di conferenze negli istituti d’arte, fiere di libri, concerti, iniziative che premiano i migliori! Tornano i cervelli in fuga. Si raddoppia il turismo e il lavoro. Non svegliatemi se sto sognando.

Una politica basata sul PIL, non sul lavoro

I conti dell’Italia migliorano a vista d’occhio, più di quanto il governo avesse previsto. Finalmente la crisi è arrivata al capolinea. Evviva. Tutti ne gioiamo e ci complimentiamo. Bisogna farlo capire, però, ai dipendenti in esubero (Ilva e Alitalia) e a tutti coloro che in tante altre aziende in difficoltà verranno licenziati. È come capita a quei combattenti che hanno la sfortuna di morire qualche minuto prima che terminino le ostilità. Sarebbe più umano non esultare mentre tanta povera gente si dibatte nelle difficoltà. I problemi del paese sembrano legati al bilancio delle famiglie che beneficiano della ricchezza. Invece, si risolvono se a tutti spetta un lavoro perché i figli possano crescere liberi.

E noi che volevamo querelarlo al tempo del terremoto

Se si trattasse di un italiano sarebbe scoppiata una rivolta. Invece, Macron ha accettato con un sorriso la satira di Charlie Hebdo. I francesi non sono permalosi come noi, né un giorno a favore del giornale e l’indomani contro. Nel numero uscito alla vigilia dell’insediamento del nuovo presidente all’Eliseo, coniugando la definizione con cui l’Europa lo ha battezzato – l’uomo del miracolo – con la veneranda età della moglie, il disegno di copertina vede il giovane marito mettere incinta con la bacchetta magica l’anziana sposa. In Italia sarebbero insorti i sindacati, le femministe, i ginecologi e ovviamente la Boldrini. Magari, quel giovane, poi, il miracolo è capace di farlo davvero!

Non avendo peccati, scagliamo pure la prima pietra

Poveri lettori, costretti ormai a leggere libri inutili e noiosi che contengono rivelazioni, spesso improbabili o fasulle. Anche la letteratura, come qualsiasi prodotto di questa società degradata, dipende dalle comparse di una politica mediocre. A mettere alla gogna i poteri forti non è la critica né la giustizia, ma chi ne ha fatto parte finora e che, una volta in pensione, si accorge di non esistere più. Allora, si ricomincia a tramare e prevaricare, come quando si era in attività. Ragazzi, appena svezzati, raccomandano per telefono la virtù ai genitori, in modo da apparire comunque migliori. Dopo la festa della madre e del padre, per fare largo ai giovani, ci manca solo di  celebrare quella del figlio.

Sono sempre i poveracci a sostenere gli altri

Siamo così stupidi che anziché gioire che il nostro è un paese longevo, ci lamentiamo di essere il più vecchio. Per noi vivere a lungo non è un privilegio, ma una piaga sociale. Con la carenza di nascite la politica non c’entra. Si, è vero, le donne vengono spesso licenziate appena incinte. Tante, però, non lavorano nemmeno, eppure sono quelle che si riproducono di meno. Anzi, sono proprio le famiglie più abbienti ad avere solo un figlio. Giusto per assicurarsi la discendenza. La gravidanza è lunga e faticosa. Lui, intanto, può innamorarsi di un’altra. Il parto è doloroso. Crescere una creatura molto difficile e viene subito affidata alla nurse. È la povera gente a fare più figli e pure a occuparsene.

Lo sgambetto in dirittura d’arrivo

Non concordo con le scelte politiche di Tonino d’Alì, né apprezzo le sue frequentazioni, e meno ancora ne stimo i referenti. Ma non si può disconoscere che se Trapani è diventata una città, il merito è solo suo. Proprio nei giorni scorsi gli predissi che ne sarebbe diventato certamente sindaco. Qualifica più gratificante di senatore, perché scelto dal popolo, non designato dal padrone. Non avevo previsto – né potevo, essendo stato assolto dall’essere in odore di mafia per l’ennesima volta giusto pochi mesi fa – un nuovo intervento giudiziario. Non era più elegante aspettare l’esito del voto per denunciarne la pericolosità sociale? Ma il nostro, purtroppo, è un paese volgare.

Anche tu, On. Quoque, brutto figlio mio

Per secoli si è creduto che i miliardari non avessero bisogno di rubare. Ci si poteva fidare. Qualcuno fu incaricato addirittura di guidare il paese. Chi sospettava che molti lo sono appropriandosi di ciò che non gli appartiene? C’è tra loro chi in buona fede crede naturale sfruttare i poveri, che, abituati alle privazioni, non ne soffrono più. Mentre, a chi spetta l’agiatezza, senza non potrebbe vivere. Sua Santità è inviso a molti perché esalta la miseria. Invece, i ricchi non si toccano. Quando qualche giorno fa a Trapani cominciarono ad arrestarne fu uno shock. Pochi capirono che l’avidità è proprio la caratteristica di chi ha tanti quattrini. Ma la maggioranza li crede esemplari e li venera ancora.

Non bastava l’ignoranza

Tutti hanno diritto all’istruzione, anche i figli di chi è contrario alla vaccinazione. La salute, invece, passa in secondo piano. E i bambini, senza protezione, nelle mani di esaltati, ne fanno le spese. L’obbligo riguarda solo le iscrizioni all’asilo e alla scuola materna. Dalle elementari in poi, chi non è in regola e non troverà cavilli pagherà soltanto una sanzione. La polio era stata debellata. Ora purtroppo torneremo a vedere ragazzi malformati perché genitori arrabbiati ce l’hanno con chi si arricchisce producendo i vaccini ma non calcolano i tanti quattrini investiti nella ricerca. Il governo non prende posizione e si volta dall’altra parte. Come di solito fa chi è senza attributi o assente.

Non ci si può più fidare di nessuno

Neppure di un’icona dell’informazione? È considerato tra i pochi che celebrano la verità. Ma pur di vendere qualche libro in più se la prende anche lui col papà di una fanciulla dal sorriso che non può essere mendace. Come un grillino qualsiasi, promuove banchiere un pover’uomo, che, sfruttando il potere della figlia, avrebbe tentato di vendere un’attività che non vale nulla. Non c’è reato, ma un’occasione per creare scandalo. Dobbiamo abituarci a convivere col letame, non solo quello che sommerge Roma. Perché tanto accanimento? Sono ragazzi ambiziosi e forse anche inadeguati, cui consentiamo noi, però, come agli altri, di giocare alla politica, essendo gli adulti incapaci e ladri.

Meglio se stuprata da un concittadino

Se la pagassero per ogni parola che dice, capirei anche qualche stupidaggine. Ma non la pagano. Allora, non sarebbe più intelligente tacere? Ma c’è chi non vuole sentire ragione e, pur di parlare, anticipa addirittura la Lega. “Più grave lo stupro se da parte di un richiedente asilo”. Sottintende, quindi, che se lo fa uno di noi…. È pure riprovevole. Ma molto meno. Solo Salvini è autorizzato a dire certe bestialità, soprattutto in tema di migranti. Cosa vuole che facciano tanti maschi giovani in un paese libero? Sarebbe sorprendente la castità. Fate sbarcare le coppie, magari andate a prenderle in aereo. Per proteggere le nostre donne dalla violenza e la Serracchiani dal dire sciocchezze.

Meno male che, almeno questa volta, Silvio c’è !

Mi chiedo spesso che cos’hanno in quella testa, che sembra pensante, i nostri politici. Vogliono tutti il maggioritario, con l’evidente rischio di favorire gli avversari, soprattutto dopo una scissione non certo indolore. Per fortuna, Forza Italia, senza il cui accordo non passa alcuna legge elettorale, è per il proporzionale. Non perché siano più perspicaci di altri. La convenienza è talmente evidente da sospettare che il progetto sia perdere le elezioni, non vincerle. Perché un terzo dei cittadini dovrebbe decidere le sorti del paese? E poi, abbiamo dimenticato che, quando c’erano le coalizioni e sceglievamo noi i parlamentari, l’Italia era ii quarto paese più ricco del mondo. Ora è al 67° posto.

Risolto a Roma il problema delle buche

Ora non si può più dire che la Raggi è come se non ci fosse. Le strade sono avvallamenti continui. Gli autobus ancora nuovi scricchiolano come carrette. Si circola a spese di balestre, ammortizzatori e pneumatici. Marino cominciò ad asfaltare. Ma – prima per la Panda rossa parcheggiata male, poi per gli scontrini, infine sconfessato dal Papa, perché si era recato a Filadelfia senza invito – fu defenestrato. Dopo un anno di riflessione la sindaca grillina ha trovato la soluzione. Ha messo il limite di velocità a 30 km/h in Via Salaria e sulla Cristoforo Colombo. Andando piano le auto, è possibile vedere le buche ed evitarle. Si attende analogo provvedimento per la monnezza che sommerge la capitale.

Il flop dell’elettronica

Gli hackers stanno paralizzando la tecnologia. Adesso bisogna correre ai ripari. Come quando tenevamo le candele a portata di mano nel caso andasse via la luce. C’è già lo scudo spaziale che protegge Washington, Los Angeles, New York e Chicago da eventuali aggressioni nucleari, ma non il sistema informatico. Fino a qualche mese fa penetrare nel cervello delle grandi banche era impossibile. Oggi un bambino con la passione per il computer può svaligiarla. È più prudente tornare al cartaceo. Il voto era sicuro con la vecchia scheda elettorale e lo scrutinio manuale, come pure l’assegno circolare e il contante. Non si può mettere in pericolo la democrazia con tanti virus in circolazione. 

Il burqa dell’informazione

Ricevo ogni giorno, come tutti, messaggi WhatsApp da amici scandalizzati per notizie false che credono vere. E le trasmettono diventandone garanti, e portatori sani di maldicenza. Altre le leggo con like su Facebook. Tutto coperto da anonimato perché i vigliacchi non hanno il coraggio di andare a viso scoperto. La sorella della Boldrini – invece, deceduta giovanissima di malattia – gestirebbe 350 cooperative di accoglienza emigranti. Mentre la figlia di Elsa Fornero sarebbe andata in pensione a soli 39 anni con 10 mila euro netti al mese. Scoperto il vaccino contro il cancro – chissà perché – non verrebbe prodotto. Se diffondiamo bugie e cattiveria, facciamo il gioco dei mascalzoni.

Ricordo Boncompagni con gratitudine

Non eravamo amici perché su due posizioni opposte. Lui era un protagonista della TV, io critico. Le polemiche tra noi erano frequenti. Ma ci legava una profonda stima. Ne ebbi la prova quando Giorgio Cingoli, Direttore di Paese Sera, mi offrì la corrispondenza da Pechino, una destinazione allora ambita da ogni giornalista. Era un quotidiano diffuso e autorevole negli anni 70, di orientamento comunista. Sempre al di sopra delle parti, seppure a malincuore, dovetti rifiutare. Mi chiedevo, però, come mai  avesse pensato a me. Seppi, poi, che era stato Gianni a consigliare la mia assunzione in una sede così prestigiosa. Non ne parlammo mai. Ma non l’ho dimenticato e gli sono ancora grato.

Lo sceriffo dei terremotati

Anziché accoglierli, caccia i turisti che fanno selfie. Quelle macerie si visitano per ossequiare lui, che decide le regole di comportamento. La Pasquetta poteva essere un’occasione per avvicinare gli italiani più fortunati alle popolazioni e ai territori colpiti dal sisma. Invece qualcuno è stato maltrattato e insultato. Non ci tornerà più. Con la solita mania di protagonismo, le regole le stabilisce Pirozzi. Per di attirare l’attenzione sulla sua pretesa saggezza, è sempre più arrogante. Le TV, che hanno già detto tutto, continuano pedissequamente a riprenderlo. Un tempo era il sindaco di Amatrice. Adesso pover’uomo, si crede Napoleone, il solo uomo al comando. Di una città che purtroppo non c’è più.

 

Gli italiani litigano anche quando festeggiano

Ormai il 25 aprile è motivo di litigio. Meglio sospendere la ricorrenza. Festeggeremo, se ci saremo ancora, la fine della prossima guerra, che non sembra lontana. I pingui discendenti dei partigiani, che decidono pur non avendo combattuto, offendono la comunità ebraica. In Resistenza c’erano le loro brigate, non quelle palestinesi. Furono loro i veri martiri. Definiti delegazione straniera, sono, invece, i cittadini romani più antichi. Per non perdere quei voti, il PD, si dissocia. Ognuno organizza il proprio corteo. Essendo i percorsi diversi non si scontreranno. Il Campidoglio non capisce, è senza posizione. Parteciperà a entrambi e anche a un eventuale terzo. Non è più una festa nazionale.

Speculazioni politiche di piccoli candidati

I terroristi tiferebbero per la Le Pen e, per darle una mano alla vigilia del voto, organizzano in pieno centro, a Parigi, un attentato piuttosto affrettato, che, infatti, gli riesce male. Perché lo affidano a un dilettante, che provoca una sola vittima e un paio di feriti? Per precauzione, se per caso l’ISIS non lo rivendicasse, ha in tasca un messaggio che ne certifica la paternità. Sono queste le situazioni più inquietanti. Difendersi da nemici senza divisa non è facile, ma dai fanatici è addirittura impossibile. Giornali e televisioni amplificano la notizia e diffondono allarmi esagerati. Sangue sulle elezioni! E se fosse il gesto di un delinquente squilibrato, che una maggiore attenzione poteva evitare?

Basta che il sedere aderisca bene alla poltrona

Non essendo più la dignità un requisito necessario, chiunque può fare politica e anche commentarla. Talvolta non si capisce da che parte stia la verità. Ma spesso si altera per mancanza di coraggio. I giudizi sono edulcorati, invece, si dovrebbero esprimere chiaramente. “Dubbi sul referendum in Turchia”. Mentre è evidente che il risultato è stato manipolato. “Due milioni di schede sospette”. In realtà, l’OPEC ha accertato che sono state sfacciatamente aggiunte. “Ora in bilico l’ingresso dei turchi in Europa”. Perché, c’è ancora il timore che entrino? Povera gente, ne subiranno di tutti i colori! Per noi sarà un bene. Così capiremo che cos’è la dittatura. Molti, purtroppo, l’hanno dimenticato.

Quanto ci costa l’infìdo cellulare?

Con pochi euro ci trastulliamo dalla mattina alla sera. Senza pensare al costo, che non è tanto in denaro, quanto In tempo che sottraiamo al dialogo, alla riflessione, allo studio e al lavoro.Talvolta, per leggere o mandare un sms si perde la vita al volante. A scuola, per scambiarsi inutili messaggi, non si seguono le spiegazioni del prof. Quando i presidi li vietarono, ci fu la rivolta dei genitori. Rivendicavano – e lo ottennero – il diritto dei figli di oziare sul web e coltivare l’ignoranza. In ufficio e in fabbrica il rendimento è dimezzato. Non si vive più senza telefonino. Persino i medici parlano mentre visitano. Professionisti seri sono solo i delinquenti. Non usano WhatsApp mentre operano.

Se la moda deride la miseria

Pantaloni stracciati è l’ultimo grido. Uomini e donne con le ginocchia scoperte. Nulla di scandaloso, solo un cattivo gusto. Perché non disegnare in rosso anche una falsa sbucciatura? Forse sarà la prossima trovata. Eravamo in molti a portarli così, ragazzi e adulti, nel dopoguerra, quando non se ne potevano comprare nuovi. Sono ancora in uso dove la povertà non consente di meglio. Però, le mamme provvedono amorevolmente a rattopparli perché mariti e figli vestano con maggiore dignità. Oggi gli stilisti prendono ispirazione dalla miseria. Senza immaginazione, un made in Italy indecente vuole diventare eleganza. Anche la moda è stata contagiata dall’assoluta mancanza di idee e talento.

Siamo il fanalino di coda della cultura in Europa

Tra i più ignoranti nel mondo e ci diamo tante arie. Ecco perché la disoccupazione giovanile è così elevata. Con la cultura non si mangia. Questo è stato per diversi anni il messaggio della politica. Perché è più facile manovrare l’elettore. La metà degli italiani non capiscono le clausole contrattuali che sottoscrivono. Chi è tanto stupido da assumerli? Truffe e raggiri aumentano. Molti ragazzi abbandonano addirittura la scuola dell’obbligo. C’è chi non ha voglia di studiare e chi lo ritiene inutile. Vivono alle spalle dei genitori, aspettando il reddito di cittadinanza. Saranno per tutta la vita un peso per la produttività e la dignità del paese. Ma hanno diritto alla protesta e persino al voto.

L’ultimo round di Padoan contro gli italiani

Pover’uomo, non sa più che cosa inventare per far quadrare il bilancio dello stato. Sussidi di qua, 80 euro di là, colpe all’Europa. La lotta non è con la criminalità, ma con i cittadini. Quasi tutti ladri, più dei politici. Chi non è a contatto col denaro ruba ore di lavoro, malmena bambini e disabili, si trastulla col cellulare. Per non apparire fesso perché onesto. Un tempo a delinquere erano solo i mascalzoni. Adesso magistrati, docenti universitari, scienziati. Persino quel sant’uomo del vicino di casa. Se in un supermercato trafuga qualche oggetto chi ha fame o è cleptomane, il bilancio non ne risente. Ma se pure le cassiere e gli impiegati e i sorveglianti rubano, il fallimento è inevitabile.

Quando un calcio in culo è più appropriato della polemica

Zaccagnini, chi? È un fuoriuscito del M5S finito, prima nel SEL, poi scissionista. Per fare parlare di sé indìce, seppure a titolo personale, un convegno alla Camera – poi ridotto a conferenza stampa – sull’opportunità del vaccino. Anziché rimandarlo da dove proviene, il nuovo gruppo di Bersani e D’Alema si limita a dissociarsi. Boldrini se ne lava le mani perché, seppure nominati dai partiti, i parlamentari rappresentano il popolo italiano. Cominciano bene i progressisti. Con tutti i problemi che assillano il paese, non ultimo un ufficiale CC che falsifica – chissà perché e per chi – una prova giudiziaria, la loro prima iniziativa provoca indignazione tra i benpensanti e persino tra gli elettori.

Lui mi era amico, io un suo fan

Lo sapevo malandato, ma, almeno, c’era. Potevo chiedere alle figlie di salutarmelo, ed era come incontrarlo. Adesso le pregherò di portargli un fiore. Non sarà lo stesso. Muore anche l’amore. Sopravvivono i ricordi, ma sono tristi. Quando Carlo mi comunicò che Giuzzi non c’era più provai dolore, ma pure sollievo. Il lungo sonno ridà dignità, che l’età talvolta toglie. L’ho tanto amato e stimato. Mi arricchivo a solo ammirarlo.Che dialogo raffinato e sapiente! Una volta mi precedette in una conferenza in cui diceva in modo più aulico ciò che avevo intenzione di dire io, dopo. Adesso che faccio? Anziché disperare pensai alla fortuna di imbattersi in chi ne sa di più ed è migliore. E lo applaudii. 

Finalmente la guerra!

Wall Street a gonfie vele. Il dow jones sconfigge la disoccupazione. Si risolve, così, il problema del lavoro. Gli svariati miliardi destinati all’armamento non finiranno tutti nelle tasche dei magnati, i cui figli rappresentano il popolo, per conto dei genitori. Qualche spicciolo toccherà pure a loro che, poi, lanceranno i missili che uccidono innocenti. Molti di loro moriranno, ma con la pancia piena. Gli orfani prenderanno il loro posto. Tanto, in miniera ci sarà posto per tutti. Ma invocheranno la pace per poter vivere più a lungo, seppure con un reddito incerto. Per fortuna prima o poi si useranno di nuovo  armi chimiche. Non importa chi. E si ricomincerà a uccidere e morire per il bene della gente.

La legge prevede già la legittima difesa

Non se ne può più con le rapine. La gente ha paura e, chi è armato, spara a vista. Anche la vita dei delinquenti è irripetibile e un peccato spegnerla, se non è in pericolo la propria. Talvolta è la vittima, se incauta, a soccombere, come il barista di Budrio. I tragici eventi vedono protagonisti stranieri, ma anche italiani. Il più delle volte europei che si spostano liberamente col diritto di Schengen. La politica razzista chiede leggi speciali, per uccidere col consenso dello stato chiunque entri in casa. Non si tratta di essere di destra o di sinistra, permissivi o severi. Perché trasformare il paese, già abbastanza violento, in un Far West, come negli Stati Uniti, per raccattare qualche voto?

Non perdiamo occasione per scandalizzarci

È la volta di Trump e dei dazi. In realtà, l’Italia non è affatto penalizzata dal provvedimento. Noi non produciamo, come la Cina e altri paesi del Sud Est asiatico, oggetti a basso costo, che, maggiorati dalla nuova tassa, non sono più concorrenziali con quelli americani. La Vespa, infatti, ha un mercato del 5% in USA. La comprano i fichetti per i quali qualche dollaro in più non influisce sull’acquisto. Così pure il gorgonzola e la San Pellegrino. Sono solo sulle mense dei benestanti, che non se ne privano anche se costeranno il doppio. L’allarme di media e politici serve a distogliere l’attenzione della gente da problemi più seri che dipende da noi risolvere e, purtroppo, non ne siamo capaci.

Che figura di merda!

Per un pugno di euro. Anzi, appena due banconote da 50, perché il derubato non se ne accorgesse. Un consigliere comunale di Alessandria le ha sfilate dal portafogli di un conoscente. Non doveva essere il primo furto a danno dei clienti in quella palestra, avendo chiesto il gestore ai carabinieri di installare una telecamera nascosta. Alla prima occasione il ladruncolo si è esibito in una modesta impresa criminale, tanto per fare pratica, ma gli è andata male. È stato condannato a sette mesi di reclusione. Non si sa come abbiano reagito i suoi elettori. Chissà se alle prossime votazioni, l’11 giugno, i cittadini gli rinnoveranno la fiducia o, delusi dal fallimento, eleggeranno qualcuno più abile!

L’umanità è uccisa soprattutto dall’indifferenza

Le armi letali sembrano il gas e i kamikaze. A uccidere, invece, è chi rimane illeso e si gira dall’altra parte. Per non dovere intervenire, perché non possiamo farci nulla. Quelle chimiche sterminano gli inermi. Il terrorismo sfoga la rabbia repressa contro gli innocenti. Hitler e Stalin erano dilettanti. Assassinavano con armi convenzionali. La società è anche vigliacca, sia i criminali che le vittime. Crede di sopravvivere, senza cuore né cervello e neppure l’anima. C’è una finta solidarietà, e false giustificazioni. Si riuniscono inutili enti presieduti da uomini minuscoli che crediamo grandi. Purtroppo il motore del mondo ormai è l’odio. Ad alimentarlo è ognuno di noi, seppure moribondo.

Litighiamo anche quando dovremmo essere d’accordo

Più saggi sono i grillini. Propongono un sistema proporzionale, senza premio di maggioranza né capilista bloccati. È la legge che stranamente conviene a tutti, persino agli elettori – di solito negletti – che, così, potrebbero scegliere i propri parlamentari. È il modo più saggio per riavvicinare il paese alla politica e soprattutto per non rischiare derive autoritarie. Si potrebbe approvare in pochi minuti. Ma c’è chi, ingordo – dice: per non tornare a 30 anni fa, quando, però, eravamo un grande paese – vuole il premio di maggioranza, pur essendo incerto l’esito del voto. C’è il pericolo che a governare siano avversari inadeguati. Poi, con la corruzione dilagante è meglio che nessuno comandi da solo.

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