n63

Log in

kimbo shop ildenaro 016

Diario Liberale

Diario Liberale (55)

Il burqa dell’informazione

Ricevo ogni giorno, come tutti, messaggi WhatsApp da amici scandalizzati per notizie false che credono vere. E le trasmettono diventandone garanti, e portatori sani di maldicenza. Altre le leggo con like su Facebook. Tutto coperto da anonimato perché i vigliacchi non hanno il coraggio di andare a viso scoperto. La sorella della Boldrini – invece, deceduta giovanissima di malattia – gestirebbe 350 cooperative di accoglienza emigranti. Mentre la figlia di Elsa Fornero sarebbe andata in pensione a soli 39 anni con 10 mila euro netti al mese. Scoperto il vaccino contro il cancro – chissà perché – non verrebbe prodotto. Se diffondiamo bugie e cattiveria, facciamo il gioco dei mascalzoni.

Ricordo Boncompagni con gratitudine

Non eravamo amici perché su due posizioni opposte. Lui era un protagonista della TV, io critico. Le polemiche tra noi erano frequenti. Ma ci legava una profonda stima. Ne ebbi la prova quando Giorgio Cingoli, Direttore di Paese Sera, mi offrì la corrispondenza da Pechino, una destinazione allora ambita da ogni giornalista. Era un quotidiano diffuso e autorevole negli anni 70, di orientamento comunista. Sempre al di sopra delle parti, seppure a malincuore, dovetti rifiutare. Mi chiedevo, però, come mai  avesse pensato a me. Seppi, poi, che era stato Gianni a consigliare la mia assunzione in una sede così prestigiosa. Non ne parlammo mai. Ma non l’ho dimenticato e gli sono ancora grato.

Lo sceriffo dei terremotati

Anziché accoglierli, caccia i turisti che fanno selfie. Quelle macerie si visitano per ossequiare lui, che decide le regole di comportamento. La Pasquetta poteva essere un’occasione per avvicinare gli italiani più fortunati alle popolazioni e ai territori colpiti dal sisma. Invece qualcuno è stato maltrattato e insultato. Non ci tornerà più. Con la solita mania di protagonismo, le regole le stabilisce Pirozzi. Per di attirare l’attenzione sulla sua pretesa saggezza, è sempre più arrogante. Le TV, che hanno già detto tutto, continuano pedissequamente a riprenderlo. Un tempo era il sindaco di Amatrice. Adesso pover’uomo, si crede Napoleone, il solo uomo al comando. Di una città che purtroppo non c’è più.

 

Gli italiani litigano anche quando festeggiano

Ormai il 25 aprile è motivo di litigio. Meglio sospendere la ricorrenza. Festeggeremo, se ci saremo ancora, la fine della prossima guerra, che non sembra lontana. I pingui discendenti dei partigiani, che decidono pur non avendo combattuto, offendono la comunità ebraica. In Resistenza c’erano le loro brigate, non quelle palestinesi. Furono loro i veri martiri. Definiti delegazione straniera, sono, invece, i cittadini romani più antichi. Per non perdere quei voti, il PD, si dissocia. Ognuno organizza il proprio corteo. Essendo i percorsi diversi non si scontreranno. Il Campidoglio non capisce, è senza posizione. Parteciperà a entrambi e anche a un eventuale terzo. Non è più una festa nazionale.

Speculazioni politiche di piccoli candidati

I terroristi tiferebbero per la Le Pen e, per darle una mano alla vigilia del voto, organizzano in pieno centro, a Parigi, un attentato piuttosto affrettato, che, infatti, gli riesce male. Perché lo affidano a un dilettante, che provoca una sola vittima e un paio di feriti? Per precauzione, se per caso l’ISIS non lo rivendicasse, ha in tasca un messaggio che ne certifica la paternità. Sono queste le situazioni più inquietanti. Difendersi da nemici senza divisa non è facile, ma dai fanatici è addirittura impossibile. Giornali e televisioni amplificano la notizia e diffondono allarmi esagerati. Sangue sulle elezioni! E se fosse il gesto di un delinquente squilibrato, che una maggiore attenzione poteva evitare?

Basta che il sedere aderisca bene alla poltrona

Non essendo più la dignità un requisito necessario, chiunque può fare politica e anche commentarla. Talvolta non si capisce da che parte stia la verità. Ma spesso si altera per mancanza di coraggio. I giudizi sono edulcorati, invece, si dovrebbero esprimere chiaramente. “Dubbi sul referendum in Turchia”. Mentre è evidente che il risultato è stato manipolato. “Due milioni di schede sospette”. In realtà, l’OPEC ha accertato che sono state sfacciatamente aggiunte. “Ora in bilico l’ingresso dei turchi in Europa”. Perché, c’è ancora il timore che entrino? Povera gente, ne subiranno di tutti i colori! Per noi sarà un bene. Così capiremo che cos’è la dittatura. Molti, purtroppo, l’hanno dimenticato.

Quanto ci costa l’infìdo cellulare?

Con pochi euro ci trastulliamo dalla mattina alla sera. Senza pensare al costo, che non è tanto in denaro, quanto In tempo che sottraiamo al dialogo, alla riflessione, allo studio e al lavoro.Talvolta, per leggere o mandare un sms si perde la vita al volante. A scuola, per scambiarsi inutili messaggi, non si seguono le spiegazioni del prof. Quando i presidi li vietarono, ci fu la rivolta dei genitori. Rivendicavano – e lo ottennero – il diritto dei figli di oziare sul web e coltivare l’ignoranza. In ufficio e in fabbrica il rendimento è dimezzato. Non si vive più senza telefonino. Persino i medici parlano mentre visitano. Professionisti seri sono solo i delinquenti. Non usano WhatsApp mentre operano.

Se la moda deride la miseria

Pantaloni stracciati è l’ultimo grido. Uomini e donne con le ginocchia scoperte. Nulla di scandaloso, solo un cattivo gusto. Perché non disegnare in rosso anche una falsa sbucciatura? Forse sarà la prossima trovata. Eravamo in molti a portarli così, ragazzi e adulti, nel dopoguerra, quando non se ne potevano comprare nuovi. Sono ancora in uso dove la povertà non consente di meglio. Però, le mamme provvedono amorevolmente a rattopparli perché mariti e figli vestano con maggiore dignità. Oggi gli stilisti prendono ispirazione dalla miseria. Senza immaginazione, un made in Italy indecente vuole diventare eleganza. Anche la moda è stata contagiata dall’assoluta mancanza di idee e talento.

Siamo il fanalino di coda della cultura in Europa

Tra i più ignoranti nel mondo e ci diamo tante arie. Ecco perché la disoccupazione giovanile è così elevata. Con la cultura non si mangia. Questo è stato per diversi anni il messaggio della politica. Perché è più facile manovrare l’elettore. La metà degli italiani non capiscono le clausole contrattuali che sottoscrivono. Chi è tanto stupido da assumerli? Truffe e raggiri aumentano. Molti ragazzi abbandonano addirittura la scuola dell’obbligo. C’è chi non ha voglia di studiare e chi lo ritiene inutile. Vivono alle spalle dei genitori, aspettando il reddito di cittadinanza. Saranno per tutta la vita un peso per la produttività e la dignità del paese. Ma hanno diritto alla protesta e persino al voto.

L’ultimo round di Padoan contro gli italiani

Pover’uomo, non sa più che cosa inventare per far quadrare il bilancio dello stato. Sussidi di qua, 80 euro di là, colpe all’Europa. La lotta non è con la criminalità, ma con i cittadini. Quasi tutti ladri, più dei politici. Chi non è a contatto col denaro ruba ore di lavoro, malmena bambini e disabili, si trastulla col cellulare. Per non apparire fesso perché onesto. Un tempo a delinquere erano solo i mascalzoni. Adesso magistrati, docenti universitari, scienziati. Persino quel sant’uomo del vicino di casa. Se in un supermercato trafuga qualche oggetto chi ha fame o è cleptomane, il bilancio non ne risente. Ma se pure le cassiere e gli impiegati e i sorveglianti rubano, il fallimento è inevitabile.

Quando un calcio in culo è più appropriato della polemica

Zaccagnini, chi? È un fuoriuscito del M5S finito, prima nel SEL, poi scissionista. Per fare parlare di sé indìce, seppure a titolo personale, un convegno alla Camera – poi ridotto a conferenza stampa – sull’opportunità del vaccino. Anziché rimandarlo da dove proviene, il nuovo gruppo di Bersani e D’Alema si limita a dissociarsi. Boldrini se ne lava le mani perché, seppure nominati dai partiti, i parlamentari rappresentano il popolo italiano. Cominciano bene i progressisti. Con tutti i problemi che assillano il paese, non ultimo un ufficiale CC che falsifica – chissà perché e per chi – una prova giudiziaria, la loro prima iniziativa provoca indignazione tra i benpensanti e persino tra gli elettori.

Lui mi era amico, io un suo fan

Lo sapevo malandato, ma, almeno, c’era. Potevo chiedere alle figlie di salutarmelo, ed era come incontrarlo. Adesso le pregherò di portargli un fiore. Non sarà lo stesso. Muore anche l’amore. Sopravvivono i ricordi, ma sono tristi. Quando Carlo mi comunicò che Giuzzi non c’era più provai dolore, ma pure sollievo. Il lungo sonno ridà dignità, che l’età talvolta toglie. L’ho tanto amato e stimato. Mi arricchivo a solo ammirarlo.Che dialogo raffinato e sapiente! Una volta mi precedette in una conferenza in cui diceva in modo più aulico ciò che avevo intenzione di dire io, dopo. Adesso che faccio? Anziché disperare pensai alla fortuna di imbattersi in chi ne sa di più ed è migliore. E lo applaudii. 

Finalmente la guerra!

Wall Street a gonfie vele. Il dow jones sconfigge la disoccupazione. Si risolve, così, il problema del lavoro. Gli svariati miliardi destinati all’armamento non finiranno tutti nelle tasche dei magnati, i cui figli rappresentano il popolo, per conto dei genitori. Qualche spicciolo toccherà pure a loro che, poi, lanceranno i missili che uccidono innocenti. Molti di loro moriranno, ma con la pancia piena. Gli orfani prenderanno il loro posto. Tanto, in miniera ci sarà posto per tutti. Ma invocheranno la pace per poter vivere più a lungo, seppure con un reddito incerto. Per fortuna prima o poi si useranno di nuovo  armi chimiche. Non importa chi. E si ricomincerà a uccidere e morire per il bene della gente.

La legge prevede già la legittima difesa

Non se ne può più con le rapine. La gente ha paura e, chi è armato, spara a vista. Anche la vita dei delinquenti è irripetibile e un peccato spegnerla, se non è in pericolo la propria. Talvolta è la vittima, se incauta, a soccombere, come il barista di Budrio. I tragici eventi vedono protagonisti stranieri, ma anche italiani. Il più delle volte europei che si spostano liberamente col diritto di Schengen. La politica razzista chiede leggi speciali, per uccidere col consenso dello stato chiunque entri in casa. Non si tratta di essere di destra o di sinistra, permissivi o severi. Perché trasformare il paese, già abbastanza violento, in un Far West, come negli Stati Uniti, per raccattare qualche voto?

Non perdiamo occasione per scandalizzarci

È la volta di Trump e dei dazi. In realtà, l’Italia non è affatto penalizzata dal provvedimento. Noi non produciamo, come la Cina e altri paesi del Sud Est asiatico, oggetti a basso costo, che, maggiorati dalla nuova tassa, non sono più concorrenziali con quelli americani. La Vespa, infatti, ha un mercato del 5% in USA. La comprano i fichetti per i quali qualche dollaro in più non influisce sull’acquisto. Così pure il gorgonzola e la San Pellegrino. Sono solo sulle mense dei benestanti, che non se ne privano anche se costeranno il doppio. L’allarme di media e politici serve a distogliere l’attenzione della gente da problemi più seri che dipende da noi risolvere e, purtroppo, non ne siamo capaci.

Che figura di merda!

Per un pugno di euro. Anzi, appena due banconote da 50, perché il derubato non se ne accorgesse. Un consigliere comunale di Alessandria le ha sfilate dal portafogli di un conoscente. Non doveva essere il primo furto a danno dei clienti in quella palestra, avendo chiesto il gestore ai carabinieri di installare una telecamera nascosta. Alla prima occasione il ladruncolo si è esibito in una modesta impresa criminale, tanto per fare pratica, ma gli è andata male. È stato condannato a sette mesi di reclusione. Non si sa come abbiano reagito i suoi elettori. Chissà se alle prossime votazioni, l’11 giugno, i cittadini gli rinnoveranno la fiducia o, delusi dal fallimento, eleggeranno qualcuno più abile!

L’umanità è uccisa soprattutto dall’indifferenza

Le armi letali sembrano il gas e i kamikaze. A uccidere, invece, è chi rimane illeso e si gira dall’altra parte. Per non dovere intervenire, perché non possiamo farci nulla. Quelle chimiche sterminano gli inermi. Il terrorismo sfoga la rabbia repressa contro gli innocenti. Hitler e Stalin erano dilettanti. Assassinavano con armi convenzionali. La società è anche vigliacca, sia i criminali che le vittime. Crede di sopravvivere, senza cuore né cervello e neppure l’anima. C’è una finta solidarietà, e false giustificazioni. Si riuniscono inutili enti presieduti da uomini minuscoli che crediamo grandi. Purtroppo il motore del mondo ormai è l’odio. Ad alimentarlo è ognuno di noi, seppure moribondo.

Litighiamo anche quando dovremmo essere d’accordo

Più saggi sono i grillini. Propongono un sistema proporzionale, senza premio di maggioranza né capilista bloccati. È la legge che stranamente conviene a tutti, persino agli elettori – di solito negletti – che, così, potrebbero scegliere i propri parlamentari. È il modo più saggio per riavvicinare il paese alla politica e soprattutto per non rischiare derive autoritarie. Si potrebbe approvare in pochi minuti. Ma c’è chi, ingordo – dice: per non tornare a 30 anni fa, quando, però, eravamo un grande paese – vuole il premio di maggioranza, pur essendo incerto l’esito del voto. C’è il pericolo che a governare siano avversari inadeguati. Poi, con la corruzione dilagante è meglio che nessuno comandi da solo.

Forse la Raggi non è la peggiore

Minzolini se ne va per sua stessa decisione. Dando una lezione di dignità agli avversari. Ha rassegnato le dimissioni per non tradire lo spirito della Severino. Però, un ringraziamento i grillini lo meritano. Perché è a loro che deve la possibilità di sbattere la porta, anziché essere cacciato, come meritava. Non conoscendo le regole più elementari della politica, arte molto difficile e sofisticata, sconsigliata ai minori, il M5S chiese due espulsioni. Lotti dal governo e l’ex direttore del TG1 dal Senato. Appartenendo le vittime designate a opposte coalizioni, è stato naturale trovare l’accordo per salvarsi entrambi. Se i neofiti del parlamento si fossero limitati a una richiesta, l’avrebbero ottenuta.

Se la May non arriva all’UE dice che è amara

Come la volpe e l’uva. Meglio per noi. Cosa mai si è visto di europeo nella politica inglese? Non ancora spezzato quel cordone ombelicale con gli Stati Uniti, spesso le decisioni sbagliate degli USA, che Downing Street ha avallato, sono ricadute su di noi. Se Blair non avesse approvato il disegno di Bush di invadere l’Iraq, oggi Saddam sarebbe ancora vivo a difendere la nostra sicurezza, l’Isis non sarebbe nata e la società vivrebbe senza l’incubo del terrorismo. Tra Dover e Calais non ci sono 34 km. La distanza è infinita. Il nazionalismo è antistorico, superato dalla globalizzazione. Da soli non si può. Ma l’Euro non piace. La Russia è lontana, potremmo allearci con la Tunisia e adottare il dinaro.

Volevano trafugare la salma di Enzo Ferrari

Ero a Ginevra quando appresi che dal cimitero di Vevey, una cittadina dall’altra parte del lago, era scomparso il sarcofago di Charlie Chaplin per chiedere un riscatto. Un’ora dopo bussai timidamente alla villa di famiglia. Temevo di rinnovare il dolore della moglie Oona e della numerosa figliolanza. Invece, erano in salotto sdraiati su vari divani che si sbellicavano dal ridere. Come il grande genitore, che trovava sempre il lato comico anche nella tragedia, immaginavano l’imbarazzo dei delinquenti, con una bara non facile da nascondere, maledire il momento in cui avevano pensato di far soldi. Ma per delinquere ci vuole intelligenza. Solo in politica c’è spazio per i mediocri.

Quando si vuole premiare il genio

Laurea ad honorem a Totò, come a Vissani, perché cucina al gusto di D’Alema. Come a tanti che la politica decide impropriamente di gratificare. Se ne dovrebbe ideare uno più adeguato per un artista che non ha pari. Arbore e la Federico II, che gli conferirà il titolo, credono, così, di onorarne la memoria. Invece, continuano a sottovalutarlo anche per i 50 anni dalla scomparsa. Come la società che non ne riconobbe i meriti mentre era in vita. Discipline della Musica e dello Spettacolo è un corso di studi di media cultura. Non si potrebbe creare un premio inedito, che nessuno ha mai ricevuto? Ma ci vorrebbe un altro genio come lui. Chissà se ce ne sarà uno, almeno per il centenario.

È stato un errore abolire il servizio militare?

Attraversiamo un brutto periodo storico. La crisi non c’entra. Troppa violenza, da parte dei deboli. Un tempo era la criminalità a usarla. Come pure la corruzione. Oggi rubano gli onesti. Si uccide senza motivo. Solo per crederci vivi. Se no, ci sentiamo inutili. Vigliacchi di gruppo si avventano con spranghe e odio contro un ragazzo solo e inerme. E noi trattiamo l'assassinio del ventenne di Alatri come fatto di cronaca nera. Non è un caso isolato, ma un fenomeno sociale. Dovremmo analizzarne le cause che sono alla base del degrado in cui il paese è precipitato. I giovani non hanno più interessi, né fiducia nel futuro. Si annoiano e uccidono. Se con la cultura non si mangia, senza si muore.

Adesso anche gli sportivi si dichiarano prigionieri politici

C’è tanta sporcizia nel Calcio, perché i soldi che circolano sono troppi. La procura federale vuol fare pulizia. Si temono infiltrazioni criminali, attraverso le tifoserie, da un po’ di tempo troppo vicine alla dirigenza. Se si parla di scommesse truccate, ci sono complicità interne. Anche la commissione antimafia guarda ai campi di gioco e al giro di denaro con attenzione. Le squadre dovrebbero essere le prime a gioire per l’indagine promossa dalla giustizia sportiva. Fare luce sul campionato lo renderebbe più attraente. Si comincia dalla Juve. Ma Agnelli non ci sta. “Vogliono infangarci”, sostiene. Come avviene in politica, dove al primo avviso di garanzia si grida al complotto.

 

Sposate una ragazza dell’est! È la moglie ideale

Non brontola, è sempre sexy anche dopo avere partorito, è sottomessa al marito, lo perdona anche se la tradisce. Non sono solo questi i pregi delle donne che Parliamone sabato ha esaltato. Ce ne sono tanti altri che le italiane non hanno. Se n’è discusso per tutto un pomeriggio in un programma del servizio pubblico. Le prime reazioni indignate sono subito apparse sul web. Per la verità, 24 ore dopo sono arrivate le sincere scuse del Consigliere delegato, presidente e direttori. Il CdA non le ritiene sufficienti. Com’è possibile che un tale argomento abbia eluso i controlli? La trasmissione è stata sospesa. Ma – non disperate – gli autori diffonderanno nei prossimi dibattiti la loro volgarità.

 

Bambini da marciapiede

Sono in vendita. Si accontentano di 10 o 20 euro. Se sono i genitori a fare il prezzo, si arriva fino a 100. Dipende dall’età. Si parte da 8 anni. “La mamma lo sa che vado con le persone”, si giustificano. Cioè, “Non sto facendo nulla di male”. Lo hanno scoperto a Bari le Iene, che, con Striscia la notizia, sono ormai i confidenti degli italiani. È a loro che si ricorre per denunciare un problema. L’Autorità non è affidabile. Le indagini sono lunghe come i processi. La TV è più immediata. Non c’è fine al degrado in cui siamo precipitati. Sono per lo più Rom, ma i clienti sono imprenditori e professionisti altolocati. Poveri piccoli innocenti già vittime dell’avidità e del vizio. Per loro l’Orco esiste davvero.

 

Maledetti voucher, ma qualcuno sarà licenziato

Finalmente soppressi. Lo ha preteso il sindacato. Gli imprenditori non chiedevano di meglio. Ora potranno più facilmente pagare in nero ed evadere fisco e obblighi sociali. Bene, però, fece il governo a ritirarli, anche se era un utile strumento per i lavoratori precari e saltuari. Ha evitato, così, un altro referendum, certamente perdente. Ormai noi italiani non votiamo sulla validità delle leggi, ma secondo l’orientamento politico. Siamo sempre gli uni contro gli altri. Ogni dibattito è un’occasione per litigare. C’è troppa istigazione all’odio, una guerra civile. Ecco perché non si possono recuperare posti di lavoro né far risalire l’economia. Vogliamo che tutto vada male per poterci lamentare.

 

Sciacallaggio e populismo, due termini di gran moda

Da qualche mese sono entrati nell’equivoco lessico politico. Ovviamente chi li usa non ne conosce il significato. Le versioni sono molteplici e spesso discordanti. Fanno parte soprattutto della terminologia grillina. Se qualcuno si assenta dal Campidoglio proprio nel giorno in cui si commemora l’eccidio delle Ardeatine, perché stanco e bisognoso di riposo, c’è giustamente chi lo fa notare. Allora se il carbone è bagnato si accusa di sciacallaggio. Chi, invece, fa credere all’elettore che i problemi degli italiani derivino dall’Euro, è accusato di populismo. Mentre lui se ne vanta, ritenendo che significhi vicino al popolo. Non, piuttosto, che lo prende in giro sfruttandone la credulità.

 

Chi ha il pane non ha i denti

La Raggi ha perso l’occasione della sua vita per dimostrare che – seppure neofiti della politica – gli italiani hanno una marcia in più degli altri. La tedesca di Germania si è rivolta alla prima cittadina, che, accanto al premier Gentiloni, indossava, appunto, la fascia tricolore, dicendole “Lei è la sindaca, presumo”. La risposta adeguata sarebbe stata: “No, sono la sarta o la farmacista del Campidoglio”. Ma la ragazza non ha ancora esperienza, né dimestichezza con chi usa la supponenza per imporre la propria superiorità. Questa è la leader che, per ora, guida un’Europa a diverse velocità. Sottintendendo che la sua è la più veloce. Probabilmente lo è davvero. Ma soltanto perché ha più soldi. 

La sicurezza fai da te

Certo, non bisogna istigare crudelmente a sparare chi possiede un’arma , né a usarla impropriamente. Però è giunto ormai il momento di modificare la legge sulla legittima difesa. Non ce ne sarebbe neppure bisogno se gli stessi giudici applicassero l’aggiornamento di coscienza. Dal tempo in cui il legislatore la concepì, il tessuto sociale è cambiato, come pure la pericolosità. La gente non ne può più di essere aggredita e derubata. Non c’è bisogno di festeggiare la morte di un delinquente. È sempre una vita umana, sacra e irripetibile, che si spegne. Bisogna capire e giustificare, però, chi spara in casa. La gente ha paura e si difende da sé, visto che a proteggerla non è più lo stato.

Non mettete al mondo figli dopo una certa età

Correte il rischio che la magistratura ve li tolga. Al giorno d’oggi si riconosce la paternità a chiunque, anche a coppie di gay e di donne, ma non a chi ha partorito una figlia davvero. Anzi, verrete torturati, impedendovi persino di vedere la bambina, affidata a un’altra famiglia. Non è la crudeltà né l’errore di un solo giudice. La congiura è molto estesa. Da sette anni tutti i tribunali e le corti d’appello, nonostante le correzioni suggerite dalla Cassazione, hanno emesso la stessa sentenza, senza un vero motivo. Come possono i genitori adottivi fondare la propria felicità sull’angoscia di chi si è visto rapire la figlia? Poveri vecchi impotenti, il cui destino è affidato a una giustizia malvagia.

Non cadere nella trappola della falsa fede

C'è chi è fiero, altri si scandalizzano ogni volta che qualcuno fa il saluto fascista. Come se la nostalgia possa concretizzarsi o l’apologia contenga una premonizione di dittatura. In realtà, è la simulazione di un delinquente in cerca del gruppo. Spesso i poco-di-buono millantano una fede che non posseggono per chiedere la solidarietà di chi è discriminato come loro, ma per motivi ideologici non criminali. Si dichiarano prigionieri politici per non essere soli davanti al giudizio del paese. Ma chi in quel saluto – seppure non prodigo di libertà – crede, non deve abboccare alla falsa solidarietà. L’appartenenza a una fede può non essere conveniente né condivisa. Mai, però, sporcarla.

Cercano di mettere paura, ma sono solo ragazzi

I grillini pretendono di fare politica senza conoscerne i meccanismi. Quindi, non sono un pericolo. Anzi, dovremmo apprezzarne l’ignoranza. Se questi neofiti dei regolamenti parlamentari non avessero presentato mozione di sfiducia contro Lotti, oggi Minzolini sarebbe stato espulso dal senato, come speravano. Hanno dato, così, l’occasione al PD di accordarsi con gli avversari per neutralizzare entrambe le accuse. La difesa reciproca è una prassi normale. Ma loro gridano allo scandalo. Invece, bisogna fare le scelte giuste. Non avendo alcuna esperienza, non sanno prevedere le conseguenze di un’iniziativa. Pare che a breve la Boldrini (anche lei esordiente) istituirà corsi serali per principianti.

Nulla di personale

Anche se adesso è molto più di un semplice giornalista, rimane immutata la solidarietà per un collega incappato in un infortunio giudiziario. Seppure si fosse trattato di errore, c’è una sentenza e anche una regola violate. Secondo la legge non è degno di stare in parlamento, già pieno di indagati e prosciolti per prescrizione. Il senato ha respinto la richiesta di espulsione votata dalla commissione di vigilanza. È la prima volta che accade. L’amicizia non c’entra. I primi a dovere rispettare la Severino sono proprio coloro che l’hanno concepita. Che interesse c’è, anche per il suo stesso partito, ad avere un pregiudicato tra i legislatori? Poi ci chiediamo perché i populisti sono in continua ascesa.

Garante o despota?

Le votazioni sul web per le comunarie di Genova lo hanno deluso. Non ha vinto il suo preferito, e vengono annullate. Fidatevi di me, dice senza dare spiegazioni. Milioni di cittadini ci cascano, come ipnotizzati. Nessuno protesta dinanzi a un’evidente impostura. L’odio, che ha saputo inculcare contro una classe dirigente che con tutti i suoi difetti ci consente, però, di protestare, è aberrante. Con una tale forza politica che incalza, il futuro è incerto. Non tanto per l’incapacità dei leader quanto per l’acquiescenza degli elettori. Cominciano a sgretolarsi le garanzie democratiche. La Storia ci insegna – ma non lo ricordiamo – che è con la nostra complicità che arriva chi ci priva, poi, della libertà.

Fantasmi del passato condizionano la politica italiana

Sebbene ogni italiano si proclami riformista – persino chi si definisce pure conservatore – se Stalin e Mussolini rinascessero avrebbero più seguaci degli attuali politicanti. Purtroppo, forse anche Hitler. Eppure a quel morboso ricordo sono legati eventi tragici – persecuzioni, genocidi, miseria, lutti – di cui ancora oggi si sentono gli strascichi. Fascisti e comunisti non sono la maggioranza del paese, ma sono certamente i più rumorosi e spesso decisivi. Mentre i primi tendono a riunirsi, essendo il loro solo obiettivo far parte del gruppo, gli altri sono affascinati dalla separazione perché ognuno possa contare qualcosa. Ma non si rendono conto del danno che procurano ai loro figli.

Il progresso non si ferma con la violenza

E neppure con la guerriglia urbana. Dispiace che sia la volta dei tassisti. Ma è già capitato ad altri. Purtroppo la serie di vittime non è terminata. Se alcuni politici si schierano con loro è perché li prendono in giro o, peggio, non hanno capito. Nel tentativo di stare meglio, ci siamo affidati in mani inadeguate. Non hanno saputo affrontare una crisi di cui adesso non si può prevedere la fine. Era più saggio accontentarci di come stavamo, che era già tanto. Abbiamo abusato di libertà e democrazia. Ecco com’è cambiata la vita di tutti. Gli sviluppi di tecnologia e informatica, poi, hanno divorato posti di lavoro che non si recupereranno più. Prima di protestare facciamoci un esame di coscienza.

Non si interviene se prima non ci scappa il morto

La carità non c’entra. Ne abbiamo fatto già tanta, forse troppa e inutilmente. Li accogliamo e ospitiamo. Ma era prevedibile che prima o poi si scatenassero. Usano la violenza per non essere rimpatriati. È capitato su un traghetto della Tirrenia, che hanno distrutto. Aggrediti e derubati i passeggeri che simpatizzavano con loro. Si sbagliava chi sperava nella riconoscenza. Prima della solidarietà viene la difesa dei cittadini. Il terrorismo non c’entra. Il pericolo viene dalle rivolte. Furti e stupri. Perché dalla miseria fuggono solo maschi? Sono giovani e forti, soprattutto disperati. Gli consentiamo di ribellarsi. Capiterà ancora, dato che il problema non sembra preoccupare nessuno.

Non si è alzata la voce di un politico

Violentare è talvolta consentito dalla legge. Non sempre la responsabilità è solo di chi delinque. Spesso c’è la grave negligenza di chi giudica. E non di uno solo. Poi si scusano, ma non pareggia il danno. Purtroppo chi dovrebbe vigilare è sempre distratto. Per vent’anni! Che uno stupro rimanga impunito è poca cosa di fronte alla libertà di cui un delinquente ha impropriamente goduto fino alla prescrizione. Il ministro della giustizia (?) manda gli ispettori. Dove? A far che cosa? Qualcuno pagherà? Se è vero che i processi sono troppi, non c’è un ordine di priorità? Se l’arbitro sbaglia succede il finimondo. Ed è solo una partita di calcio. Per lo stupro di una bimba tacciono tutti.

Non tutti hanno diritto di sognare

Non solo i cittadini di Leicester, ma gli sportivi di tutto il mondo gioirono l’anno scorso per la favola vissuta dalla cenerentola del calcio inglese svegliatasi, a fine campionato, in testa alla classifica. Ranieri aveva trasformato come per miracolo una ventina di giovani promettenti in autentici campioni, sovvertendo tutti i pronostici e le previsioni possibili. Ieri mattina, però, il sogno si trasformava in incubo dal quale si è svegliato bruscamente col licenziamento in tronco. Come se i miracoli potessero ripetersi, quando la squadra è tornata alle prestazioni normali, cioè in zona retrocessione, tifosi e dirigenti lo hanno rinnegato, sommergendo di ingratitudine e stupidità lo scudetto e lo sport.

Nasce un’era più dignitosa della Rai

Ridotti finalmente gli scandalosi compensi. Tutti guadagneranno il giusto. Pazienza, se qualche divo se ne andrà. Anche se è improbabile che una trasmissione di cucina altrove valga più di 240 mila euro. Nessuno verserà una lacrima. Anzi, ci saranno volti nuovi, finora bloccati dai vecchi, sempre più tristi e noiosi. Con l’aria fresca arriveranno anche idee moderne, che ispireranno autori più arguti. I programmi non debbono essere necessariamente di successo, legato il più delle volte al cattivo gusto. Che siano divertenti, ma educativi e istruttivi. I telespettatori non si sentiranno più derubati del canone per retribuire cariatidi senza mercato come Murinho. Bravo Campo dall’Orto.

Siamo talmente mediocri da rendercene conto

Ecco perché andiamo continuamente alla ricerca dell’eroe. Ne vediamo ovunque, anche se sono solo persone che fanno il proprio dovere. Quello che in una società normale fanno tutti e che ognuno di noi dovrebbe fare, sentendosi eroe a sua volta. Nelle ultime settimane ricordiamo – ma ce ne sono stati certamente altri – gli agenti che hanno ucciso il terrorista, i vigili che hanno estratto dal ghiaccio i bambini del Rigopiano, il professore ungherese che ha aiutato gli studenti a scappare dal rogo del pullman. Ma nessuno di noi cerca, poi, di emularli. È troppo faticoso rinunciare alla propria indolenza. Che siano gli altri a compiere atti di eroismo. Noi, quando ci è possibile, continuiamo a rubare.

L’Italia è la patria di truffe e abusi

Ormai, si acquista tutto sul web. Ma il cittadino non è protetto da chi vende. Anzi, sembra che le istituzioni siano d’accordo con i profittatori. In caso di contenzioso non sappiamo a chi rivolgerci. In qualsiasi paese gli imbroglioni vengono subito placcati. Basta rivolgersi alla polizia per ottenere immediatamente l’indennizzo o il rimborso, e l’inadempiente una multa. Da noi nessuno ti dà retta perché sa che, tanto, non gli succede nulla. Premi uno, premi due….. Quando riesci a parlare con un operatore, cade la linea. Hanno già riscosso, perché in possesso della tua carta di credito. Compagnie aeree e telefoniche vanno a gonfie vele. Solo Alitalia e le banche sono in crisi. Lo stato non c’è mai. E se c’è, si gira dall’altra parte.

Anche Fiorello un tempo era Charlie Hebdo

C’è chi reagisce elegantemente con la stessa arma e chi con insulti e volgarità. Questa la differenza tra chi capisce e chi no. La satira è un messaggio culturalmente molto sottile e – non avendo il linguaggio populista – non accessibile a tutti. Gli ignoranti la ritengono erroneamente irriverente. Lo stesso accadde nello scorso agosto quando i francesi spiegavano perché le nostre case crollano alla prima scossa di terremoto. Oggi la morte sugli sci, cerca di arrivare prima degli aiuti. La satira italiana risponde con altrettanta sagacia aggiungendo alla vignetta un soccorritore che la supera in corsa. Non è del tutto vero, dato che i morti sono tanti, troppi. Ma è una risposta civile.

Il capro espiatorio è di prammatica

I sopravvissuti hanno ricordi confusi e i familiari esasperati accusano chiunque. Si chiedono perché siano morti i loro figli. La magistratura indaga su eventuali responsabilità. Chi non ha risposto alla richiesta di aiuti? L’albergo era costruito a norma di legge? Se lo spazzaneve arrivava due ore prima si sarebbero salvate più vite umane? Intanto, mandiamo l’avviso di garanzia alla slavina che è certamente colpevole. Purtroppo ad andarci di mezzo sarà, come sempre, l’ultima ruota del carro. Una telefonista precaria – 900 euro al mese – o un operaio stagionale cui verranno attribuite tutte le colpe. Le intemperie non si possono rinviare a giudizio. Per placare gli animi bisogna trovare qualcun altro, anche se innocente.

I cecchini di Facebook

Adoro questa piattaforma sociale perché mi consente di capire con molto anticipo dove vanno l’Italia e il mondo. Mi illudo anche di dare un contributo alla società stimolando chi mi legge a riflettere sul proprio destino. Le persone civili rivelano la vera identità. La gentaglia e i vigliacchi usano pseudonimi. C’è chi è banalmente fiero della propria immagine o confessa ingenuamente gioie e dolori a sedicenti “amici”. Nessuno sospetta – finché non ne diventa vittima – che in ascolto c’è tanta volgarità e violenza. Nemica dell’evoluzione e del progresso è l’ignoranza. Ecco perché, senza una riforma che abolisca l’anonimato e individui eventuali responsabilità, questa stupenda iniziativa è destinata purtroppo a fallire.

Mentre si rafforza la nostra amicizia con Putin

Chi intende picchiare moglie e figli può trasferirsi momentaneamente in Russia, dove è stata depenalizzata la violenza domestica. La Duma – il parlamento di Mosca – ha stabilito che, se non producono danni fisici, le percosse sono considerate un illecito amministrativo. Cioè, in caso di denuncia si pagherà una multa, non più il carcere. Sono appena 36 mila ogni anno le mogli malmenate dai mariti. Solo in 12 mila perdono la vita. Secondo il legislatore il provvedimento intende rafforzare la famiglia. La prossima riforma potrebbe riguardare l’adulterio. Le donne saranno perseguitate, ma dotate per legge di mattarello in modo da regolare la questione tra le mura domestiche. 

Non giochiamo col futuro dei nostri figli

Votate per chi volete, ma scongiurate i vostri leader, se intenzionati a tornare alla Lira, di non abbandonare l’assicurazione dell’Euro. Se siamo stati penalizzati la colpa non è dalla moneta unica, ma dei governi che non hanno vigilato, consentendo che il commercio ne falsasse il valore. Ci ha salvato, però, dall’inflazione che toccava punte del 15/20%. Al giorno d’oggi, con la corruzione dilagante e il riciclaggio di denaro sporco, con l’economia ancora in crisi e la disoccupazione che non accenna a regredire, sarebbe ancora più elevata, fagocitando redditi e risparmi. Grazie all’Europa e all’Euro, ammortizziamo con gli altri 18 paesi la nostra crescente disonestà.

Piove, governo ladro
È un antico, ma superato, detto che dava sempre la colpa – qualunque cosa accadesse – a chi era al potere. per assurdo, anche per gli eventi atmosferici. Oggi la responsabilità si è estesa addirittura ai movimenti tellurici. Ormai ladri lo sono in tanti, quindi non è più un’offesa. L’equazione d’attualità è “Terremoto, governo vai a casa perché inefficiente”. Le accuse, ovviamente, provengono da coloro che non hanno soluzioni da suggerire. Sanno solo criticare. Così, anziché rimboccarsi le maniche e dare una mano, intralciano soccorsi e interventi. Seppure l’Italia sia in ginocchio per scosse di intensità e durata senza precedenti, per di più sotto la morsa di un freddo insolito, gli sciacalli continuano senza pietà né vergogna a fare politica distruttiva, sfruttando le disgrazie.

Neutralizzare al più presto le varie Cirinnà
Ognuno agisce come crede. Non si prevedono le conseguenze di un’iniziativa, caratteristica di questa nobile arte, divenuta ormai un mestiere che chiunque crede di potere svolgere. Non ci si rivolge mai alla magistratura, ma agli elettori. Perché non sempre ciò che è sconveniente per la morale è reato. Il contratto che il M5S impone ai suoi aderenti è nullo – specula sulla dabbenaggine di chi accetta qualsiasi clausola perché non ha nulla da perdere – ma non perseguibile penalmente. Ecco come la sentenza negativa rivitalizza, poi, l’avversario. Ma questo non è facile da capire per chi, senza esperienza né formazione, crede di fare politica, mentre è soltanto in cerca di visibilità e danneggia il partito.

Sciacalli double face
Non possiamo lamentarci per la carenza dei soccorsi e, al tempo stesso, criticare la vignetta di Charlie Hebdo che muove le stesse accuse. Qualcuno confonde la satira con la barzelletta. Altri approfittano dell’ignoranza e del dolore per adescare un lettore o carpire un voto. C’è chi esulta per la salvezza di un bimbo e chi per il ritardo di uno spazzaneve. Non siamo più uomini che lottano – e spesso soccombono – contro le forze della natura. Ma soggetti politici contro altri. La vita che si spegne non è una perdita irreparabile, ma l’occasione per indicare l’errore del rivale. Anzi, del nemico. Purtroppo sono ancora in molti a credere che la crisi sia economica.

Autostrade assassine
Basta con le gite in pullman. Lasciamo il trasporto su strada alle merci di cui gli autisti sembrano avere maggiore cura e che sono assicurate. Le vite umane non hanno prezzo. Ne muoiono di tutte le età, continuamente. Ma i giovani fanno più impressione. Sembra che gli incidenti capitino solo a loro. Alla guida c’è chi è stanco e cade dal sonno. Chi si distrae e non ha i riflessi pronti. Chi parla o manda messaggi col cellulare. Anche chi ha bevuto o sniffato. Gli automezzi sono spesso vecchi, la manutenzione trascurata, i controlli superficiali, i guasti frequenti. Non è più sicura la ferrovia? E magari anche più economica e veloce. Mandiamo i nostri figli in treno. Così, li accoglieremo certamente vivi alla stazione.

Un tempo si chiamava FIAT

Rappresentava la laboriosità e il genio italici. Quando la produzione diminuiva metteva in cassa integrazione i dipendenti perché li pagasse lo stato, cioè i contribuenti. Ne eravamo orgogliosi, seppure costasse a tutti qualche sacrificio. Oggi è quotata in borsa, ha incrementato le vendite e moltiplicato gli utili. Ma, complice l’informatizzazione e il cinismo dei grandi manager, ha decimato i posti di lavoro. La sede legale, un tempo a Torino, ora è a Lussemburgo o chissà dove. Paga le tasse in Inghilterra. Ha persino cambiato nome. Investe e produce in America, senza identità né più orgoglio nazionale. Anzi, è accusata pure di inquinare, come una Volkswagen qualsiasi. Così non si sporca solo il tricolore, ma anche il sudore della gente del sud di cui le prime auto erano impregnate.

La prossima rivoluzione non sarà culturale

Un linguista raffinato come Tullio De Mauro non poteva sopravvivere al massacro continuo del congiuntivo né alla sua minacciata sparizione se il M5S dovesse andare al potere. Il provvedimento più urgente, prim’ancora del reddito di cittadinanza e dell’uscita dall’euro, sarà la riforma della sintassi. Mentre l’Italia è alle prese con l’analfabetismo di ritorno – tutti sanno scrivere e far di conto, ma i due terzi della popolazione non capiscono ciò che leggono – il premier in pectore ha un fatto personale con la consecutio temporum. Ma siccome sembra che si possa governare anche senza, dopo avere consultato il web, verrà abolita. Anzi, sarà sanzionato qualsiasi sfoggio di erudizione.Più facile assecondare l’ignoranza che combatterla.

Più facile criticare che conseguire risultati

I primi, a Roma, sono disastrosi. Non basta cambiare il codice di comportamento e neppure dare sempre la colpa agli altri. Si può chiudere un occhio sulla volgarità del lessico. Ma per realizzare le novità bisogna sapere creare una nuova classe dirigente che, invece, non esiste. Quelli del web scelgono personaggi senza formazione perché gli rassomigliano. Figuriamoci che governo verrebbe fuori. Giovani senza preparazione né cultura ambiscono al premierato e a gestire ministeri. La politica è la scienza più complicata e sofisticata. Dove l'hanno imparata questi bravi ragazzi senza arte né parte e senza neppure studi, che giudicano tutti e pretendono di guidare l'Italia? Non permettiamogli di giocare col futuro – già purtroppo compromesso – dei nostri figli.

Salute e benessere dei cittadini sempre in secondo piano

Mentre il PIL stenta a crescere dello zero virgola, quello del gioco d'azzardo sale al 7%. In crescita esponenziale corruzione e volgarità. Volano pure imbroglio e raggiro. Il virus dell'autodistruzione nasce dal pessimismo sociale e dall'assenza di prospettive future. Anziché godere del proprio reddito, molti italiani sfidano la sorte. Almeno, così credono. Però, la fortuna è impotente non essendoci possibilità di vincere. È tutto truccato. Si avvicina ai cento miliardi la somma che consegniamo ogni anno a chi sfrutta impunemente le nostre debolezze. Mentre diventiamo sempre più poveri e infelici, lo stato si gira dall'altra parte.

Vera onestà sarebbe scusarsi con Pizzarotti

Avendo finalmente capito che i suoi pretendenti premier non sono migliori ma come tutti gli altri, Grillo si è visto costretto a cambiare il codice etico. Non è più necessario dimettersi all'avviso di garanzia. Roma intanto, è ancora bloccata dall'inefficienza di una sindaca non adeguata. Gli stessi 5 stelle le muovono aspre critiche. C'è addirittura chi insinua che sia un'infiltrata per danneggiare il movimento. Capolavoro di volgarità è il messaggio della sorella di una senatrice. Più colorite le espressioni non potrebbero essere. Non c'è un vaffa, ormai termine da educanda. Turpiloquio da borgata h24. È con quel gergo che parte la scalata a Palazzo Chigi.

Forse la legge elettorale non è sufficiente

Per votare non bastano regole sicure, come dice Mattarella. Salvini, sempre più estraneo al paese, non lo riconosce come presidente. Prima di recarsi nuovamente alle urne agli italiani serve soprattutto la serenità che la politica gli ha tolto. Usciamo da una campagna elettorale dai toni esasperati, durata sei mesi, che, anziché porci di fronte alla Costituzione, ci ha messo gli uni contro gli altri. E siamo già entrati in una nuova contesa per la quale non siamo mentalmente né fisicamente pronti. Ecco perché, prima di decidere del futuro dei nostri figli, è necessaria una pausa di riflessione, che, invece, i partiti populisti, il cui unico programma è di esasperare gli animi, contrastano. Anche questo si doveva dire nel pur saggio discorso di fine anno.

Perché una banca non può fallire?

Tanto ce ne sono tante che possono farne le funzioni. Per di più sarebbe un esempio e un monito per tutte le altre. Mentre possono chiudere e mettere sul lastrico migliaia di dipendenti Almaviva e tante aziende, che, seppure in attivo, per guadagnare ancora di più, trasferiscono impunemente la produzione all'estero. Con i 20 miliardi che lo stato – solo per adesso, fra qualche mese ce ne vorranno altri – devolve a MPS si potrebbero risarcire i depositi e retribuire i disoccupati per tutta la vita. Tali elargizioni con i soldi del contribuente sono immorali perché inducono allo spreco gli altri istituti di credito. Tanto, poi, interviene Pantalone, cioè ognuno di noi. E si ricomincia daccapo.

Sottoscrivi questo feed RSS