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Fantasmi del passato condizionano la politica italiana

Sebbene ogni italiano si proclami riformista – persino chi si definisce pure conservatore – se Stalin e Mussolini rinascessero avrebbero più seguaci degli attuali politicanti. Purtroppo, forse anche Hitler. Eppure a quel morboso ricordo sono legati eventi tragici – persecuzioni, genocidi, miseria, lutti – di cui ancora oggi si sentono gli strascichi. Fascisti e comunisti non sono la maggioranza del paese, ma sono certamente i più rumorosi e spesso decisivi. Mentre i primi tendono a riunirsi, essendo il loro solo obiettivo far parte del gruppo, gli altri sono affascinati dalla separazione perché ognuno possa contare qualcosa. Ma non si rendono conto del danno che procurano ai loro figli.

Il progresso non si ferma con la violenza

E neppure con la guerriglia urbana. Dispiace che sia la volta dei tassisti. Ma è già capitato ad altri. Purtroppo la serie di vittime non è terminata. Se alcuni politici si schierano con loro è perché li prendono in giro o, peggio, non hanno capito. Nel tentativo di stare meglio, ci siamo affidati in mani inadeguate. Non hanno saputo affrontare una crisi di cui adesso non si può prevedere la fine. Era più saggio accontentarci di come stavamo, che era già tanto. Abbiamo abusato di libertà e democrazia. Ecco com’è cambiata la vita di tutti. Gli sviluppi di tecnologia e informatica, poi, hanno divorato posti di lavoro che non si recupereranno più. Prima di protestare facciamoci un esame di coscienza.

Non si interviene se prima non ci scappa il morto

La carità non c’entra. Ne abbiamo fatto già tanta, forse troppa e inutilmente. Li accogliamo e ospitiamo. Ma era prevedibile che prima o poi si scatenassero. Usano la violenza per non essere rimpatriati. È capitato su un traghetto della Tirrenia, che hanno distrutto. Aggrediti e derubati i passeggeri che simpatizzavano con loro. Si sbagliava chi sperava nella riconoscenza. Prima della solidarietà viene la difesa dei cittadini. Il terrorismo non c’entra. Il pericolo viene dalle rivolte. Furti e stupri. Perché dalla miseria fuggono solo maschi? Sono giovani e forti, soprattutto disperati. Gli consentiamo di ribellarsi. Capiterà ancora, dato che il problema non sembra preoccupare nessuno.

Non si è alzata la voce di un politico

Violentare è talvolta consentito dalla legge. Non sempre la responsabilità è solo di chi delinque. Spesso c’è la grave negligenza di chi giudica. E non di uno solo. Poi si scusano, ma non pareggia il danno. Purtroppo chi dovrebbe vigilare è sempre distratto. Per vent’anni! Che uno stupro rimanga impunito è poca cosa di fronte alla libertà di cui un delinquente ha impropriamente goduto fino alla prescrizione. Il ministro della giustizia (?) manda gli ispettori. Dove? A far che cosa? Qualcuno pagherà? Se è vero che i processi sono troppi, non c’è un ordine di priorità? Se l’arbitro sbaglia succede il finimondo. Ed è solo una partita di calcio. Per lo stupro di una bimba tacciono tutti.

Non tutti hanno diritto di sognare

Non solo i cittadini di Leicester, ma gli sportivi di tutto il mondo gioirono l’anno scorso per la favola vissuta dalla cenerentola del calcio inglese svegliatasi, a fine campionato, in testa alla classifica. Ranieri aveva trasformato come per miracolo una ventina di giovani promettenti in autentici campioni, sovvertendo tutti i pronostici e le previsioni possibili. Ieri mattina, però, il sogno si trasformava in incubo dal quale si è svegliato bruscamente col licenziamento in tronco. Come se i miracoli potessero ripetersi, quando la squadra è tornata alle prestazioni normali, cioè in zona retrocessione, tifosi e dirigenti lo hanno rinnegato, sommergendo di ingratitudine e stupidità lo scudetto e lo sport.

Nasce un’era più dignitosa della Rai

Ridotti finalmente gli scandalosi compensi. Tutti guadagneranno il giusto. Pazienza, se qualche divo se ne andrà. Anche se è improbabile che una trasmissione di cucina altrove valga più di 240 mila euro. Nessuno verserà una lacrima. Anzi, ci saranno volti nuovi, finora bloccati dai vecchi, sempre più tristi e noiosi. Con l’aria fresca arriveranno anche idee moderne, che ispireranno autori più arguti. I programmi non debbono essere necessariamente di successo, legato il più delle volte al cattivo gusto. Che siano divertenti, ma educativi e istruttivi. I telespettatori non si sentiranno più derubati del canone per retribuire cariatidi senza mercato come Murinho. Bravo Campo dall’Orto.

Diario Liberale di Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), attualmente in libreria.