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Non giochiamo col futuro dei nostri figli

Votate per chi volete, ma scongiurate i vostri leader, se intenzionati a tornare alla Lira, di non abbandonare l’assicurazione dell’Euro. Se siamo stati penalizzati la colpa non è dalla moneta unica, ma dei governi che non hanno vigilato, consentendo che il commercio ne falsasse il valore. Ci ha salvato, però, dall’inflazione che toccava punte del 15/20%. Al giorno d’oggi, con la corruzione dilagante e il riciclaggio di denaro sporco, con l’economia ancora in crisi e la disoccupazione che non accenna a regredire, sarebbe ancora più elevata, fagocitando redditi e risparmi. Grazie all’Europa e all’Euro, ammortizziamo con gli altri 18 paesi la nostra crescente disonestà.

Piove, governo ladro
È un antico, ma superato, detto che dava sempre la colpa – qualunque cosa accadesse – a chi era al potere. per assurdo, anche per gli eventi atmosferici. Oggi la responsabilità si è estesa addirittura ai movimenti tellurici. Ormai ladri lo sono in tanti, quindi non è più un’offesa. L’equazione d’attualità è “Terremoto, governo vai a casa perché inefficiente”. Le accuse, ovviamente, provengono da coloro che non hanno soluzioni da suggerire. Sanno solo criticare. Così, anziché rimboccarsi le maniche e dare una mano, intralciano soccorsi e interventi. Seppure l’Italia sia in ginocchio per scosse di intensità e durata senza precedenti, per di più sotto la morsa di un freddo insolito, gli sciacalli continuano senza pietà né vergogna a fare politica distruttiva, sfruttando le disgrazie.

Neutralizzare al più presto le varie Cirinnà
Ognuno agisce come crede. Non si prevedono le conseguenze di un’iniziativa, caratteristica di questa nobile arte, divenuta ormai un mestiere che chiunque crede di potere svolgere. Non ci si rivolge mai alla magistratura, ma agli elettori. Perché non sempre ciò che è sconveniente per la morale è reato. Il contratto che il M5S impone ai suoi aderenti è nullo – specula sulla dabbenaggine di chi accetta qualsiasi clausola perché non ha nulla da perdere – ma non perseguibile penalmente. Ecco come la sentenza negativa rivitalizza, poi, l’avversario. Ma questo non è facile da capire per chi, senza esperienza né formazione, crede di fare politica, mentre è soltanto in cerca di visibilità e danneggia il partito.

Sciacalli double face
Non possiamo lamentarci per la carenza dei soccorsi e, al tempo stesso, criticare la vignetta di Charlie Hebdo che muove le stesse accuse. Qualcuno confonde la satira con la barzelletta. Altri approfittano dell’ignoranza e del dolore per adescare un lettore o carpire un voto. C’è chi esulta per la salvezza di un bimbo e chi per il ritardo di uno spazzaneve. Non siamo più uomini che lottano – e spesso soccombono – contro le forze della natura. Ma soggetti politici contro altri. La vita che si spegne non è una perdita irreparabile, ma l’occasione per indicare l’errore del rivale. Anzi, del nemico. Purtroppo sono ancora in molti a credere che la crisi sia economica.

Autostrade assassine
Basta con le gite in pullman. Lasciamo il trasporto su strada alle merci di cui gli autisti sembrano avere maggiore cura e che sono assicurate. Le vite umane non hanno prezzo. Ne muoiono di tutte le età, continuamente. Ma i giovani fanno più impressione. Sembra che gli incidenti capitino solo a loro. Alla guida c’è chi è stanco e cade dal sonno. Chi si distrae e non ha i riflessi pronti. Chi parla o manda messaggi col cellulare. Anche chi ha bevuto o sniffato. Gli automezzi sono spesso vecchi, la manutenzione trascurata, i controlli superficiali, i guasti frequenti. Non è più sicura la ferrovia? E magari anche più economica e veloce. Mandiamo i nostri figli in treno. Così, li accoglieremo certamente vivi alla stazione.

Diario Liberale di Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), attualmente in libreria.