n63

Log in

kimbo shop ildenaro 016

Senza partecipazione non c’è diritto

Fu il centro destra a concedere incautamente il voto agli italiani che vivono all'estero. Credevano che fossero gli stessi emigrati che avevano lasciato l’Italia con valigie di cartone legate con lo spago e nostalgia per il fascismo. Fu proprio grazie a quel voto, invece, che nel 2006 vinse la sinistra, che sul territorio nazionale era stata sconfitta. Ormai le due tendenze si sono equilibrate, quindi la soppressione non danneggerebbe nessuno. La maggior parte sono connazionali per modo di dire, che non pagano le tasse da noi, non seguono le vicende politiche, molti non parlano neppure italiano. Farli votare fu una di quelle furbizie che si è, poi, ritorta contro. Tante spese inutili, operazioni confuse e prive di segretezza, sospetti di manipolazioni, polemiche continue. Meglio abolirle.

Politica e cattivo gusto

Fabrizia era uno dei cervelli in fuga, che non trovano occupazione in Italia e debbono cercarla all'estero. Era una di quelle ragazze di cui, se emigrano – secondo il ministro del Lavoro – non si sente la mancanza. È andata a morire a Berlino, schiacciata dal tir assassino mentre visitava un mercatino di Natale. Tra tutte le falsità e le stupidaggini che gli uomini politici dicono in TV, questa è la più inutile. Perché serve solo a indignare giovani valorosi e meritevoli. Anziché stima e gratitudine per chi lascia la famiglia e affronta il disagio della lontananza, dileggio e insulti. Non era ancora successo. Il prossimo inetto che non riesce a trovare lavoro ai disoccupati, almeno ne abbia rispetto.

Non sapendo fare politica si gioca d’azzardo

Per non essere da meno degli altri, ognuno reclama di andare alle urne subito. Non è stata ancora approvata alcuna legge elettorale, né concordate le coalizioni. Quindi, non si può prevedere chi è favorito. È millantando un vantaggio che nessuno sa di avere e appropriandosi di un risultato referendario che è di tutti, che si pretende di gestire il paese al giorno d’oggi. Si ripetono sempre le stesse promesse – efficienza e onestà – che, poi, nessuno mantiene. Ormai gli elettori lo sanno e non si illudono. Non è neppure detto che alle prossime elezioni ci sia la stessa affluenza del 4 dicembre. Molti hanno interrotto l’assenteismo per correre in soccorso della costituzione, non perché riconciliati con i partiti.

Emigrano soprattutto i migliori

Il ministro si scusa per le sciocchezze che ha detto e che in bocca a un ex comunista appaiono ancora più stonate. Dice che il suo intendimento – espresso in modo infelice – era difendere chi resta. Però, chi parte ha conseguito più titoli di studio, indispensabili per trovare lavoro all'estero. Serve pure un particolare spirito di sacrificio e di adattamento. Sono necessari anche la conoscenza di almeno una lingua straniera e il coraggio di affrontare disagi e rischi. Forse il ministro conosce qualche eccezione, ma i cervelli che emigrano hanno alcune qualità in più. Il paese ha bisogno di giovani in gamba. Anziché giudicarli, cerchiamo di farli tornare.

Non c’è più che sentire

I farmacisti comunali rubano medicinali per venderli al mercato nero. Non c’è asta pubblica che non sia truccata. Le prigioni sono congestionate di funzionari e amministratori. Indagato il carabiniere più alto in grado. Gli atleti sono dopati e le partite di calcio truccate. Negli ospedali sparisce tutto. Un sacerdote fa prostituire l’amante in canonica. I politici mentono. Il terrorismo all'uscio di casa. Ci stiamo abituando a tutto, con l’anestetico del grattevinci e della TV spazzatura. Soprattutto con l’obiettivo di fare quattrini, magari rubando il futuro ai propri figli. Più grave, però, è che ci illudiamo di vivere in democrazia. Infatti, tutti reclamano elezioni anticipate, sperando di eleggere altri che sappiamo sin d’ora si comporteranno allo stesso modo.

Il rantolo dell'informazione

È previsto che entro 10 anni non escano più giornali stampati. Li leggeremo on line e perderanno potere. Autorevolezza e prestigio li hanno già persi da tempo. L'agonia è cominciata quando, per adescare i lettori, le notizie sono solo sensazionali, quindi alterate. Oltre tutto non esistono più testate indipendenti, tutte aggregate senza dignità a una coalizione politica. La macchina del fango è una conseguenza naturale, purtroppo oggi sempre più diffusa. Nessuno si intromette né interviene. Invece, è urgente una riforma perché l'informazione sopravviva. Se non su carta, almeno sul web, sulle piattaforme sociali o con i segnali di fumo. Gli spot trasmettono solo bugie. Ecco perché ci siamo ridotti così.

Diario Liberale di Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), attualmente in libreria.