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Casa di Matteo, oggi l'inaugurazione, esperienza unica al Sud


La casa di Matteo è un progetto speciale che prevede la realizzazione di due case di accoglienza per bambini, in stato di affido o di adozione con gravi disabilità o forme tumorali, che necessitano non solo di cure particolari ma anche e soprattutto di amore familiare oltreché di un accompagnamento sanitario ed umano sino agli ultimi giorni della loro vita.
Le due strutture saranno collocate in  due punti diversi della città: la prima ad inaugurare è quella del Vomero, non troppo distante dall’ospedale Santobono, la seconda, invece, sarà aperta nel 2018 a Bacoli (info: Casa di Matteo - Via Pigna, 92 - Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel – 08119206245).
La casa di Matteo –  spiega il presidente dell’Associazione A Ruota Libera Onlus Luca Trapanese – è stata concepita e realizzata come una vera e propria casa famiglia colorata e piena di vita: una struttura innovativa, la prima in tutto il  centro Sud e la seconda, in Italia, dopo quella di Como.  Dove amore e professionalità si fonderanno insieme per aiutare i piccoli ospiti accompagnandoli, con gioia, nel percorso della loro vita.
Circa duecento metri quadri di spazi suddivisi tra salone, cucina, zona ludica e tre camere di accoglienza dotate di attrezzature medico-sanitarie. Sette i posti letto a disposizione che accoglieranno bambini dai 0 ai 12 anni. A fare da filo diretto sarà il Tribunale dei Minori di Napoli che segnalerà i piccoli da accogliere nella struttura. Bambini che saranno seguiti h24 da personale specializzato.  Sei gli operatori selezionati tra infermieri, educatori e psicologi coadiuvati da un coordinatore e che saranno impegnati in attività di sviluppo sensoriale, musicoterapia ed arte terapia; tutte attività fondamentali per questi bambini speciali. Nella casa, anche un innovativo impianto di telemedicina che prevede una videocamera installata nella comunità ed utilizzabile, direttamente dal letto del bambino assistito, per la visualizzazione in tempo reale della sua condizione di salute per avere, così, il supporto necessario direttamente dall’equipe medica.
“Lo scopo di questa casa famiglia – continua  Luca Trapanese  - è il diritto alla vita, che vogliamo salvaguardare ad ogni costo anche se purtroppo questi bambini sono destinati ad andare incontro alla morte.  Per i bambini con patologie o gravi disabilità poche sono oggi purtroppo le possibilità di adozione perché una coppia che adotta è protesa verso la vita. E tanti sono dunque quelli che vengono lasciati negli ospedali alle cure dei medici perché nessuno può prendersene cura”.
La Casa di Matteo, invece, sarà aperta anche ai volontari napoletani e accoglierà sopratutto i nonni, aiutanti speciali che, con la loro esperienza, sapranno donare amore e saggezza ai piccoli ospiti.
La casa, che sarà operativa dal prossimo mese di settembre, nasce da una storia vera, quella di Matteo, un bambino adottato, desiderato e amato dai suoi genitori che, a circa un anno dall’adozione, scoprirono che quei terribili mal di testa lamentati dal piccolo erano purtroppo l’inizio di un cancro devastante.
Il bambino ha lottato sino alla fine come un guerriero, portando a termine la sua missione di figlio e i suoi genitori lo hanno accompagnato con amore e col sostegno di tutta la famiglia fino al momento dell’epilogo finale.
La casa di Matteo porta il suo nome affinché il grande amore che ha circondato questo bambino piccolo e coraggioso, vissuto per troppo poco tempo, ispiri oggi tutti coloro che lavoreranno in questa struttura speciale. Perché l’amore per i bambini vada ancora, così come per Matteo, oltre il tempo, la genetica e la malattia.