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Confartigianato: Le Pmi italiane pagano l'energia il 29% in più rispetto alla media Ue

L'energia elettrica continua a costare molto cara agli artigiani e alle piccole imprese italiane che, in media, pagano l'elettricità il 29% in più rispetto alla media dell'Unione europea. Un divario destinato a peggiorare visto che, nel terzo trimestre 2017, la bolletta dei piccoli imprenditori è in aumento di 383 euro rispetto al trimestre precedente e porta a 11.478 euro il costo medio annuo dell'energia per una piccola impresa. La denuncia arriva da una rilevazione di Confartigianato nella quale si analizzano squilibri e distorsioni che, nel mercato energetico, penalizzano proprio i piccoli imprenditori. "Le nostre piccole imprese - sottolinea il presidente Giorgio Merletti - pagano di elettricità, in media, 2.572 euro in più all'anno rispetto alle pmi dell'area euro. Il costo dell'energia rappresenta un pesante fardello che compromette la competitività delle nostre aziende e ostacola gli sforzi per agganciare la ripresa". A gonfiare il prezzo dell'energia per le piccole imprese italiane sono soprattutto gli oneri fiscali e parafiscali che pesano per il 39,7% sull'importo finale in bolletta. Nei settori manifatturieri delle piccole imprese il prelievo fiscale sull'energia arriva a 7.679 euro per azienda ed è pari a 1.125 euro per addetto. Anche in questo caso superiamo di gran lunga la media europea di 422 euro per addetto di Francia, Germania e Spagna. Più in generale, in Italia le tasse sui consumi di energia sono le più alte d'Europa: imprese e famiglie pagano infatti 15 miliardi di euro in più rispetto ai cittadini dell'Eurozona. Più tasse, quindi, ma anche mal distribuite tra i diversi consumatori: sulle piccole imprese in bassa tensione che determinano il 27% dei consumi energetici pesa il 45% degli oneri generali di sistema , mentre per le grandi aziende energivore con il 14% dei consumi la quota degli oneri generali di sistema scende all'8%.

Attentato Barcellona, a Napoli rafforzate le misure di sicurezza

Lungomare, imbarchi per le isole del Golfo di Napoli, Via Toledo, i principali percorsi turistici: sono alcune delle zone per le quali l'attenzione delle forze dell'ordine nel capoluogo campano è stata ulteriormente rafforzata dopo i fatti di Barcellona. ''La 'massima attenzione' già caratterizzava da tempo l'attività - spiega all'Ansa il vice prefetto vicario, Demetrio Martino - con la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza, al quale ha partecipato anche il rappresentante militare che coordina 'Strade Sicure', abbiamo avviato un ulteriore monitoraggio della situazione in relazione sia agli eventi in programma nelle prossime settimane, in ogni caso già studiati, sia per una più accurata analisi di dettaglio''. Ci sarà, dunque, fa sapere il rappresentante della Prefettura di Napoli, un rafforzamento delle misure di sicurezza con l'utilizzazione di nuove protezioni 'fisiche' in alcune aree (come sbarramenti al traffico) e con l'utilizzazione di unità già operanti ''in uno scacchiere complessivo che riguarda Napoli e la sua area metropolitana''.

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Estate, 38 mln di italiani in vacanza: tra i souvenir i prodotti tipici del territorio

Al via il primo grande rientro per i 38 milioni di italiani che hanno deciso di andare in vacanza in estate. Una stagione che quest'anno ha registrato un aumento del 9% di partenze rispetto allo scorso anno. E quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe' dalla quale si evidenzia che il cibo di qualità è il souvenir più gettonato da riportare a casa nell' estate 2017. Ben il 78% degli italiani è restato in Italia mentre appena il 2% in Africa, la percentuale piu bassa tra i Paesi extracomunitari. L'abbandono di mete considerate pericolose riguarda in realtà il turismo internazionale nel suo complesso con la Turchia, la Tunisia, l'Egitto in grande sofferenza. Al contrario si registra - continua la Coldiretti - un aumento degli stranieri che scelgono l'Italia come Paese più sicuro rispetto ai problemi legati al terrorismo anche in relazione ad altre destinazioni europee. E se è il mare a fare la parte del leone per 7 italiani su 10 (69%), seguito dalla montagna con il 17%, si assiste al successo di alternative meno affollate con la campagna che è scelta dal 9% dei vacanzieri. La tranquillità garantita dalla campagna è un fattore importante, ma è sempre la qualità dell'alimentazione l'elemento che spinge maggiormente a scegliere l'agriturismo. La questione della sicurezza - continua la Coldiretti - è infatti uno dei fattori che influenza la destinazione della vacanza, ma insieme alla storia, alla cultura e all'ambiente il vero valore aggiunto del soggiorno in Italia è diventato il cibo. Lo dimostra il fatto che più di un italiano su tre (36%) in vacanza acquista prodotti alimentari tipici come souvenir per avere un ricordo gustoso del territorio da donare a se stesso o agli altri, secondo una indagine Coldiretti/Ixe'. La tendenza verso spese utili spinge all'acquisto di prodotti tipici come vino, formaggio, olio di oliva, salumi o conserve piuttosto che gadget, portachiavi, magliette. 

L'acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza in rapido sviluppo favorita - sottolinea la Coldiretti - dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verifica nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, aziende e mercati degli agricoltori di Campagna Amica, feste e sagre di ogni tipo. L'Italia - continua la Coldiretti - ha conquistato la leadership mondiale nel turismo enogastronomico grazie a 291 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario, ma che ha conquistato anche il primato green con quasi 60mila aziende agricole biologiche in Europa e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni ogm a tutela del patrimonio di biodiversità senza dimenticare gli oltre ventiduemila agriturismi, i circa diecimila mercati e fattorie dove acquistare a chilometri zero direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica, le centinaia di città dell'olio, del vino, del pane e i numerosi percorsi enogastronomici, feste e sagre di ogni tipo. Tutte occasioni per acquistare prodotti alimentari tipici come ricordi dei luoghi di vacanza da consumare al ritorno a casa con parenti e amici e rendere meno duro il rientro. Dalla mozzarella di bufala in Campania al formaggio Asiago in Veneto, dal pecorino della Sardegna al prosciutto San Daniele nelle montagne del Friuli, dal vino Barolo del Piemonte alla Fontina in Valle d'Aosta, dal limoncello campano al Caciocavallo del Molise - continua la Coldiretti - sono alcuni dei più comuni souvenir richiesti dai turisti per portare un ricordo "appetitoso" dei luoghi di vacanza, ma molti altri sono i "tesori" custoditi gelosamente nelle campagne.

Il 75% degli italiani in vacanza durante l'estate 2017 ha visitato frantoi, malghe, cantine, aziende, sagre, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori e ottimizzare il rapporto prezzo/qualità ma - sottolinea la Coldiretti - anche per conoscere la storia, la cultura e le tradizione che racchiude il prodotto. In molti casi la vendita - precisa la Coldiretti - è accompagnata anche dalla possibilità di assaggi e degustazioni "guidate", che consentono di fare una scelta consapevole difficilmente possibile altrove, ma anche di verificare personalmente i processi produttivi in un ambiente naturale tipico della campagna. Di fronte ad una offerta così variegata è nata l'App Coldiretti "Farmersforyou" per mettere in connessione gli imprenditori agricoli italiani con i nostri connazionali e con i cittadini di tutto il mondo che si recano in Italia ed intendono acquistare prodotti o dormire nelle aziende agricole. È possibile scegliere i mercati di Campagna Amica, le fattorie, e le botteghe dove poter acquistare il vero Made in Italy agroalimentare, ma anche i ristoranti che offrono menù con prodotti acquistati direttamente dagli agricoltori di Coldiretti.

Lavoro, dati Cgia: nell'ultima parte dell'anno 123 mila nuovi posti

Sulla base dei dati previsionali Istat e Prometeia, l'Ufficio studi della Cgia stima che nell'ultima parte dell'anno potremo contare su 123mila nuovi occupati e 36mila disoccupati in meno. Nonostante le previsioni siano positive, nel confronto con il secondo semestre del 2016, il gap, rispetto al 2007 (anno pre-crisi), rimane ancora molto importante. Rispetto a 10 anni fa, infatti, lo stock medio degli occupati nel secondo semestre di quest'anno sarà inferiore di 142.000 unità mentre i disoccupati saranno 1.447.000 in più. Se, ad esempio, nel 2007 il tasso di disoccupazione era al 6,1%, quest'anno si attesterà all'11,4%: una quota quasi doppia al dato pre-crisi. Trainata da una congiuntura internazionale favorevole, la ripresa economica in atto comincia a dare qualche segnale positivo anche sul fronte del mercato del lavoro, benché all'orizzonte si addensano delle nubi minacciose. Nonostante nell'ultima parte dell'anno il mercato del lavoro darà luogo ad alcuni effetti positivi, dalla Cgia ricordano che a giugno 2017 erano circa 145 i tavoli di crisi aperti presso il ministero dell'Economia e dello Sviluppo Economico: 26 interessavano l'industria pesante, 14 il settore delle telecomunicazioni/software, 11 la componentistica elettrica/elettronica e altrettanti nel tessile-abbigliamento-calzature e arredo. A livello regionale, invece, gli stabilimenti (non le aziende) in stato di crisi erano 37 in Lombardia, 29 nel Lazio e sia in Campania che in Veneto 24. Dei 145 tavoli, 9 riguardano aziende presenti sull'intero territorio nazionale.

Jihad, la centrale del terrore s’è spostata nel nord Africa

È stata una settimana infernale. E non solo per il caldo torrido che si è trascinato dietro l’anticiclone Lucifero. Con le correnti d’afa provenienti dall’Africa è arrivato infatti anche il terrore. Di nuovo. E stavolta non si tratta di lupi solitari, concordano investigatori ed analisti. A insanguinare la Rambla di Barcellona, giovedì scorso, e, nella successiva notte, il lungomare di Cabrils, è stata una cellula terroristica di quelle ben organizzate. Una cellula maghrebina proveniente dal Sahel, area sub Sahariana da sempre in guerra, incubatrice di numerose formazioni jihadiste. Secondo fonti di intelligence marocchine, è qui che si stanno riorganizzando le milizie dei foreign fighters in fuga dai rovesci dello Stato Islamico in Siria, con Raqqa ormai nelle mani dei curdi e il centro del Paese presidiato dalle forze di Assad. Ma non solo. Oltre al Sahel c’è anche una base di terroristi che fa stanza nelle zone del deserto della Libia, dove, dopo la sconfitta subita dalle truppe del generale Haftar, si starebbero riorganizzando invece le milizie in fuga da Sirte. “E nordafricano è pure Mohamed Ben Salem al-Ayouni, in arte Jalaluddin al-Tunisi, indicato come il nuovo capo dello Stato Islamico”, ha annotato il direttore de Linkiesta.it, Francesco Cancellato, il quale – mettendo, evidentemente, insieme gli ultimi eventi – “prefigura lo scenario per noi più pericoloso: quello che sposta il fronte dal Medio oriente verso il nord Africa e verso il Vecchio Continente”. 

Insomma, il collegamento con gli sbarchi di immigrati provenienti dalla Libia, fortemente ridimensionati dal protocollo imposto alle Ong dal ministro dell’Interno Marco Minniti, e con il giallo dell’omicidio di Giulio Regeni riproposto pesantemente all’attenzione dell’opinione pubblica da un articolo del New York Times (e, dunque, i rapporti tra Italia e Egitto passando, al solito, per gli Usa e tutti gli interessi politico-economici recentemente emersi con l’attivismo di Francia e Inghilterra) il collegamento – si diceva – è addirittura ovvio. Invero, la “questione nord africana” dovrebbe essere “affare” non nazionale, ma dell’Unione Europea nel suo complesso. Ma stendiamo un velo pietoso.

Riguardo agli immigrati, invece, è indubbio che la “cura Minniti” sembra funzionare. A luglio, rispetto a un anno fa, gli sbarchi di migranti provenienti dalla Libia si sono dimezzati (11.459 sbarcati contro 23.552). Ad agosto, il calo è stato ancor più vertiginoso. Nell' ultima settimana si contano 544 salvataggi contro 1750 dell' analogo periodo. Nella prima metà di agosto sono approdati in Italia in 2245; nello stesso mese di un anno fa erano stati 21.294.

Ma la linea Minniti non piace a tutti. “Il nuovo piano d' azione europeo e il codice di condotta dell'Italia per le Ong – hanno accusato il relatore Onu per i diritti dei migranti, il cileno Felipe Gonzalez Morales, e quello contro la tortura, lo svizzero Nils Melzer – stanno spostando le frontiere europee in Libia, contravvenendo al diritto internazionale. La Libia – hanno aggiunto – non può essere vista come un luogo sicuro per sbarcare i richiedenti asilo”.

A proposito del caso del giovane ricercatore torturato e ucciso in Egitto, invece, è evidente che tra Casa Bianca e Palazzo Chigi qualcuno mente sapendo di mentire. Il caso Regeni è diventato inopinatamente la carta moschicida di inconfessabili ragioni di Stato e di interessi economici. Invece è soltanto una sordida storia di spie. Qualche mese fa – era aprile – nel presentare il suo libro “Servizi e Segreti, introduzione allo studio dell’Intelligence” nella sala conferenza del Belvedere di San Leucio, il generale in pensione Mario Mori lo disse chiaramente: “Io proverei a chiedere spiegazioni ai servizi inglesi, che spesso utilizzano inconsapevoli studenti per le proprie missioni”. La tesi è riemersa in questi giorni: Regeni operava come inconsapevole pedina nelle mani della professoressa di origine egiziana Maha Abdelrahman dell’Università di Cambrige, vicina alla fratellanza musulmana, che lo avrebbe usato per raccogliere informazioni per conto dei servizi segreti inglesi. E il cerchio chiude.

Ma parliamo, finalmente, anche di cose positive. L’Istat ha certificato il buon andamento economico del Paese: il Pil è previsto a +0,4% sul trimestre precedente e dell’1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. Insomma, “i risultati arrivano, il tempo è davvero galantuomo”, ha commentato l’ex premier Matteo Renzi. E poco importa se nel frattempo l’inflazione non si schioda dall’1,2%. Peraltro, è appena il caso di notare che il tasso di crescita italiano è pari alla metà di quello spagnolo e a due terzi di quello tedesco. Ma non stiamo a spaccare il pelo in quattro.

Meeting di Rimini, tutte le cifre dell'edizione 2017

Domenica parte il Meeting di CL a Rimini. Eccolo raccontato con tutte le cifre dell'edizione 2017.

Programma
Sono 118 gli incontri previsti dalla 38ma edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli (“Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”, 20 – 26 agosto, Fiera di Rimini), 17 le esposizioni (sommando le 7 mostre del Meeting e le 10 proposte di “Esperienze e percorsi”, comprese le tre allestite nell’area “Villaggio dei ragazzi”), 14 gli spettacoli, 31 le manifestazioni sportive. Tre le proposte inserite nel nuovo format “Spazi” (“Una presenza originale” con parte di un’esposizione realizzata per il Meeting di Lisbona, “Muri” a cura di Monica Maggioni e Paolo Magri, “What? Macchine che imparano”). Sono 327 i relatori che interverranno agli incontri.

Luoghi e spazi occupati
Gli ampi spazi della Fiera di Rimini, trasformati dal lavoro e dalla creatività di migliaia di volontari, ospiteranno le molteplici proposte della manifestazione: anche quest’anno sono 130mila i metri quadrati occupati dal Meeting, distribuiti diversamente rispetto alle precedenti edizioni, dato che la manifestazione 2017 utilizza anche i nuovi spazi coperti di collegamento tra i padiglioni, costruiti dalla Fiera. Fuori dal grande contenitore fieristico verranno proposti tre spettacoli, al Teatro Ermete Novelli di Rimini, e alcune manifestazioni sportive.

Sale incontri e spettacoli
Alla Fiera di Rimini sono 8 le sale destinate agli incontri del Meeting 2017: l’Auditorium Intesa Sanpaolo B3 (che può contenere 6.000 persone), il Salone Intesa Sanpaolo B3 (da 3.000 persone), la Sala Illumia C3 (1.500 persone), la Sala Neri (800 persone), la Sala Poste Italiane A4 (400 persone), la sala Tiglio (200 persone). Alle sei sale citate si aggiungono poi due salette (nei padiglioni A2 e B1) utilizzate per due cicli di incontri sui temi della salute e del lavoro e gli spazi incontri allestiti presso diversi stand di realtà e aziende presenti al Meeting. Tra i contenitori degli spettacoli, segnaliamo l’Arena UnipolSai D3 (da 1.700 posti). Nell’area Piscine Ovest, ritornano, in seconda serata, spettacoli di gruppi musicali offerti gratuitamente al pubblico.

Volontari
Sono 2.259 le persone che, durante la settimana del Meeting, impegneranno gratuitamente energie, competenze e anche ferie per consentire lo svolgimento della manifestazione e garantirle quel particolare clima che la caratterizza. Provengono da ogni parte d’Italia e anche dall’estero (un centinaio): Russia, Ucraina, Bielorussia, Spagna, Brasile, Canada, Gran Bretagna, Indonesia, Lituania, Madagascar, Olanda, Paraguay, Perù, Polonia e da altri paesi. Il lavoro dei volontari è articolato in 15 dipartimenti; quelli numericamente più consistenti sono il dipartimento Servizi generali (532 persone) e il dipartimento Ristorazione (423 volontari). Per completare il quadro, bisogna ricordare e aggiungere le altre 400 persone (in maggioranza universitari) che, durante il “pre-Meeting” (dal 12 al 19 agosto), hanno lavorato per l’allestimento della Fiera. Sommando i dati, sono 2.659 i “costruttori”, sotto il segno della gratuità, del 38mo Meeting.

La parola al Direttore
"Il Meeting di Rimini - esordisce il direttore Sandro Ricci - si è dimostrato in questi anni un’esperienza positivamente ‘contagiosa’, nel senso che, in diversi paesi e continenti, sono nati spontaneamente e sono cresciuti d’importanza i Meeting nel mondo, manifestazioni che, in vario modo, prendono ispirazione dal nostro raduno. Quest’anno, nella Hall centrale della Fiera vicino all’International Meeting Point, allestiremo una parete con foto, video e informazioni relative a 13 di questi Meeting: dall’America Latina a New York, dal Messico alla Bielorussia, da Lisbona a Madrid, a Londra... Organizzatori di queste manifestazioni si troveranno a Rimini per scambiarsi esperienze, proposte, contatti. Con alcuni è iniziata una collaborazione per una progettualità europea collegata ai bandi dell’Unione, collaborazione che coinvolge anche il Meeting del Reno ed il più giovane, quello di Brno, nella Repubblica Ceca".
Ricci segnala anche una crescente attenzione del Meeting di Rimini a quelli che definisce gli 'incontri diffusi', che favoriscono una maggiore immediatezza nel rapporto tra pubblico e protagonisti degli incontri, persone al centro di varie problematiche di attualità. "Nell’area delle due mostre sul lavoro e sulle ‘nuove generazioni’ - spiega il direttore - ci saranno diversi incontri al giorno. Le arene predisposte potranno accogliere un centinaio di persone e gli incontri prevedono il dialogo del pubblico con i relatori. La stessa cosa avverrà anche negli Spazi ‘What’ e ‘Muri’".

Bilancio e sponsor
I costi preventivati del Meeting 2017 sono di 5 milioni 490mila euro. Le voci relative alle entrate prevedono, in ordine decrescente: servizi di comunicazione per le aziende (3 milioni 500mila euro), introiti dalla ristorazione (1 milione 135mila), attività commerciali, biglietti delle manifestazioni a pagamento e contributi da privati (legati al fundraising). Sono 3 i main partners del Meeting 2017 - Enel, Intesa Sanpaolo, Wind - 9 gli official partners. Nel complesso, oltre 130 aziende ed enti partecipano, a vario titolo, alla manifestazione e utilizzano il Meeting per la loro comunicazione al grande pubblico.

Ristorazione
Sono 21mila i metri quadrati occupati dalle varie proposte di ristorazione del Meeting, spazio cucine compreso. Valorizzano le tradizioni gastronomiche di qualità di alcune regioni italiane e insieme tengono in attenta considerazione l’esigenza delle famiglie di poter pranzare a prezzi accessibili. A un’articolata linea “Fast food” (piadina e pizza comprese) si aggiungono, quindi, le diverse proposte dei ristoranti tipici: romagnolo (“Azdora”), pugliese (“Corte San Nicola” e “Sagra pugliese”, con le orecchiette, fritti, riso e cozze) ed anche un ristorante vegetariano (“Benessere Orogel”).
Agli spazi della Ristorazione Meeting vanno aggiunti quelli del Self-service “Le Palme” operante in Fiera. Nel complesso, è assicurato un potenziale di 28.000 pasti al giorno, durante la settimana della manifestazione. Un’offerta per tutti i gusti e per tutte le esigenze.

Villaggio ragazzi
Nel padiglione A3, un’intera area del Meeting (4.500 mq compreso il “Family’s Fast Food”) è dedicata ai bambini: ogni giorno, giochi, canti e balli, animazione, laboratori, incontri e spettacoli. Il Villaggio propone anche tre mostre: “Con gli occhi di Marcellino”, “Io, Pinocchio”, “Il presepe... che meraviglia”. Da notare – è solo un esempio – che i 7 incontri, i 7 spettacoli promossi dal Villaggio non sono compresi nel computo delle proposte del Meeting e quindi si aggiungono ai numeri del programma segnalati in apertura.

Parcheggi e navette
Negli spazi esterni di Rimini Fiera, parcheggio gratuito per i visitatori del Meeting: oltre 9.000 i posti auto disponibili. Tre linee della Start Romagna collegheranno il Meeting con Piazza Marvelli, con Viserba (Stazione FS) e con l’Aeroporto Fellini. I biglietti si possono acquistare nei normali punti di vendita e anche presso la Biglietteria del Meeting.

Treni al Meeting
Nella settimana della manifestazione, si fermeranno quotidianamente a Rimini Fiera 6 Frecce (4 Frecciabianca, 2 Frecciarossa) e 10 treni Regionali di Trenitalia. Gli orari su www.meetingrimini.org e sul sito di Trenitalia.

Meeting on-line
Il Meeting non è mai stato così social. Sarà, infatti, possibile seguire tutti gli incontri della manifestazione in diretta streaming sul canale Youtube. #meeting2017 sarà l’hashtag ufficiale XXXVIII edizione, che farà da punto di riferimento per tutti gli aggiornamenti, curiosità, notizie, anticipazioni, contenuti multimediali, interviste, commenti e vita del Meeting in tempo reale, da seguire su 6 social media Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, Flickr e Linkedln.
Nuovo formato per il Quotidiano Meeting, il giornale che viene distribuito in Fiera a tutti i visitatori e sarà disponibile, tutte le mattine, anche online sul sito della manifestazione. Quanto alle cifre dell’ufficio stampa, riportiamo quelle dell’anno scorso. Nel solo mese di agosto 2016, un ufficio stampa di 120 addetti al servizio dei media, 500 articoli usciti sui quotidiani, più di 500 giornalisti accreditati, 339 servizi tv trasmessi compresi Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio Aperto, La7, La7, SkyTg24, Tv2000 e RaiNews, 137 servizi radio trasmessi comprese Radio Uno, Gr Rai, Gr Parlamento, Radio 24, Radio Capital, Radio DeeJay, Radio Montecarlo, 1.538 articoli pubblicati online, 1.141.520 visualizzazioni di pagina, con una durata di sessione media di 4'50" e una frequenza di rimbalzo del 39,3%.

Universiadi Napoli 2019: presentato a Taipei il video ufficiale

Presentato a Taipei il video ufficiale delle Universiadi Napoli 2019. I delegati sportivi di 170 nazioni presenti agli Stati generali della Federazione dello sport universitario internazionale (Fisu) hanno potuto così compiere un viaggio tra sport, arte, cultura e spettacolo. Il video è stato presentato dall'Agenzia Regionale Universiade (Aru). Tra gli interventi, il presidente del Cusi Lorenzo Lentini, che oltre a ringraziare il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, "per avere fermamente voluto la presenza di Napoli e della Campania nel mondo attraverso la vetrina dei Giochi Universitari", assicura che "faremo un'Universiade con impianti sportivi perfettamente adeguati alle richieste della Fisu, contenendo le spese e i costi e valorizzando la grande tradizione della cultura sportiva italiana e di Napoli, esaltando le nostre risorse: l'arte, la musica, un patrimonio naturale storico e artistico unico al mondo presente in tutte le città della Campania". Insieme a Lentini, il direttore Gianluca Basile e la dirigente Annapaola Voto hanno illustrato alla platea dei delegati le attività poste in essere dall'Agenzia Regionale Universiade secondo i tempi e il programma concordato con la Fisu. 

Intanto nel villaggio sportivo di Taipei si prepara la Nazionale italiana di calcio, campione del mondo nell'edizione coreana del 2015, che stasera alle 19,30, affronterà gli Stati Uniti nel primo dei tre incontri di qualificazione; le altre due partite saranno disputate con Russia e Brasile, in un autentico girone di ferro. Al via anche la pallanuoto con gli azzurri impegnati dall'Olanda. Proseguono gli allenamenti di Gregorio Paltrinieri in mare per la sfida che lo attende nella 10 chilometri di fondo.

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Partecipazione delle Pmi alle gare pubbliche: bando Cosme da 350mila euro

L’Agenzia esecutiva per le Pmi (Easme) ha pubblicato un bando per realizzare un corso di formazione destinato alle centrali di acquisto (Cpb) della pubblica amministrazione perché siano in grado di impostare regole e procedure di appalto che assicurino un’ampia partecipazione delle Pmi.

Le centrali d’acquisto
Le Cpb sono acquirenti di grandi dimensioni che operano per la gestione di grandi bandi di gara utilizzati da tutte le autorità pubbliche, a livello nazionale, regionale o settoriale per procurarsi determinati beni o servizi. Aggregare la domanda può significare volumi di fornitura più grandi e in questo modo le Cpb possono, senza volerlo, limitare l'accesso delle piccole e medie imprese ai mercati degli appalti pubblici. Per questo motivo è necessario che le procedure di acquisto delle Cpb siano rese più adattate alle esigenze e caratteristiche delle Pmi. I grandi volumi di acquisto delle Centrali di acquisto inoltre, possono influenzare le Pmi in altri modi, per esempio favorendo lo sviluppo dell'innovazione.

Obiettivi
Obiettivo di questo bando, finanziato dal programma Cosme è di migliorare la capacità del personale che lavora nelle Cpb perché sia in grado di garantire l'accesso delle Pmi a grandi mercati degli appalti pubblici e rafforzare la capacità delle Pmi di fare offerte per grandi bandi di gara attraverso un programma di formazione in cui i docenti siano in parte docenti universitari e in parte funzionari di Cpb. Attraverso la formazione i Cpb saranno inoltre invitati a contribuire attivamente al raggiungimento di altri obiettivi quali l'acquisto di prodotti ecologici, il sostegno alla reintroduzione di lavoratori esclusi dal mercato del lavoro, lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi, pertanto la formazione deve anche affrontare temi quali gli appalti verdi, gli appalti sociali e gli appalti innovativi

Destinatari
La formazione è destinata in particolare alle Cpb nuove o in via di costituzione, oppure che operano in Stati nei quali il sistema degli appalti pubblici è debole, fra i quali l’Italia. La durata andrà da 5 settimane a 2 mesi, anche suddivisa in due periodi.

Chi può partecipare
Soggetti ammissibili a candidarsi alla gestione delle attività sono le Cpb, le organizzazioni internazionali e le università o istituti formativi dei paesi ammissibili al programma Cosme, che dovranno organizzare e gestire il programma di formazione, selezionare i formatori adeguati promuovere il programma di formazione e selezionare i partecipanti, prevedendo anche forme di supporto per i partecipanti selezionati. Qualora le richieste di partecipazione alla formazione superino il numero massimo ammissibile di partecipanti il beneficiario dovrà consultarsi con Easme.Le lezioni dovranno tenersi in inglese e almeno la metà dei docenti deve operare all’interno di una Cpb).

Risorse e contributi
Il budget disponibile per il bando è di 350.000 euro. Il contributo potrà coprire fino al 90 per cento dei costi ammissibili, fino all'ammontare complessivo del budget (sarà finanziato un solo progetto).


Scadenza
Per partecipare al bando c’è tempo fino al 3 ottobre 2017. Le attività dovrebbero avviarsi indicativamente a gennaio 2018.


SCARICA IL BANDO
https://ec.europa.eu/easme/en/cos-tsmfriend-2017-2-01-training-sme-friendly-policies-central-purchasing-bodies-cpbs

IL BANDO IN PILLOLE
Risorse complessive
350mila euro
Contributi
Fino al 90% dei costi ammissibili
Chi può partecipare
Centrali di acquisto della pubblica amministrazione
Organizzazioni internazionali
Università o istituti formativi dei paesi ammissibili al programma Cosme
Durata del progetto
Da 5 settimane a 2 mesi, anche suddivisa in due periodi
Avvio delle attività
Gennaio 2018
Scadenza
3 ottobre 2017

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