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Basta che siano ricchi o potenti

Fingiamo di scandalizzarci se un miserabile bacia la mano di un boss. Come se genuflettersi alle persone potenti o danarose o celebri non fosse un’ usanza diffusa nella società civile. È anche un modo per fare carriera. Anzi, non essendo più la dignità un valore da difendere, c’è invidia per chi ne ha la possibilità. Del resto, ai livelli culturali così degradati a chi ci si può prostrare un poveraccio se non a un criminale? La gravità dei reati è secondaria. Se si fa una graduatoria dei comportamenti e qualcuno viene considerato meno biasimevole di altri, si legalizza il principio. Non importa se delinquenti o incensurati. Tutti ormai hanno il diritto di leccare qualsiasi parte del corpo a chiunque.

Strano che l’ISIS non rivendichi il massacro di Torino

Imbecilli e ignoranti sono i nuovi combattenti inconsapevoli ma altrettanto crudeli dell’Islam deviato. Anzi, sono i più benemeriti perché non si fanno esplodere con le loro vittime, né vengono individuati dalla polizia. Rimangono illesi e anche impuniti. Millecinquecento feriti, alcuni gravi. Altro che Bataclan e Arena di Manchester! Il terrorista non può essere più efficace di un idiota, seppure senza organizzazione. A lui basta un petardo per creare il panico. Ora dovremo difenderci anche da chi, per stupidità e incoscienza, si arruola nell’esercito del male. Purtroppo dalle nostre parti proliferano. C’è ancora chi è convinto che la crisi che attraversiamo sia economica. Invece, è morale.

Le nostre sentenze sono sempre le migliori

Non ha diritto a una morte serena nel proprio letto, chi l’ha negata alle sue vittime. Ma, tenerlo senza cure adeguate al 41 bis, equivale a una condanna a morte, che da noi è bandita. Il giudizio del popolo è definitivo e insindacabile. Molto più autorevole di quello di magistrati corrotti dal buonismo e drogati dalla morale cristiana. È ancora lui il capo. Nessuna misericordia né perdono. Deve morire soffrendo, anche se così ci mettiamo al suo stesso livello di barbarie. Occhio per occhio. Ora siamo noi a uccidere. Assaporiamo finalmente  il piacere della vendetta. Tutti contro uno. Che importa se anziano e malato. Questa volta le pietre le scagliamo noi che siamo senza peccato.

È proprio vero che il potere dà alla testa

A che servivano alla May elezioni anticipate? La maggioranza in parlamento ce l’aveva già. Tanto da poter governare indisturbata. Ma la voleva più ampia e con maggiore potere. Ha finito col perderla, com’era prevedibile. Dopo il referendum gli inglesi si erano pentiti della Brexit. Bastava chiedere a un bimbo. È l’effetto del comando, che offusca le menti più raffinate. Arroganza e presunzione riducono notevolmente qualsiasi intelligenza. Come pure Cameron. I consiglieri si guardano bene dal contraddire il capo. L’esperienza purtroppo non serve agli altri. Si perpetrano ovunque gli stessi errori, con i medesimi risultati. L’ambizione prevale sempre, inesorabile, a discapito del paese.

Terrorismo, politica, comunicazione e stupidità

Seppure figlio di un marocchino, era italiano uno dei tre terroristi del London Bridge. La notizia non ci inorgoglisce ma ci rassicura. Vuol dire che non siamo noi il bersaglio dell’ISIS. Se no, Youssef sarebbe stato utilizzato a Bologna, città che conosceva bene e in cui poteva operare agevolmente. Ci si recava spesso per vedere la madre. Il suo sogno era andare a combattere in Siria o ovunque ci fosse da compiere attentati. Non ce n’erano in programma in Italia. E ci auguriamo che non ce ne siano mai. Perché solo in Francia e in Inghilterra? I media non giochino a diffondere falso allarmismo. La politica non ci coinvolga in situazioni che ci sono estranee. Abbiamo tanta saggezza e buonsenso?

La democrazia adattata ai giorni nostri

Conviene a tutti impedire all’elettore di scegliere i parlamentari, che, così, debbono compiacere chi li designa. Ora sono alla pari: destra, sinistra e populisti. Complice la Consulta che consente i nominati. Nessuno può più accusare gli altri. Sono tutti d’accordo nel privare il cittadino dei propri diritti. Si degrada sempre più la classe dirigente, ormai costituita da questuanti. Se lo facessero a posta ad allontanare la gente dalla politica, non gli riuscirebbe altrettanto bene. Si cercano accordi che, però, non reggono. Nessuno pensa al paese. Si lavora in proprio o per la coalizione. La politica va da una parte e il popolo dall’altra. Nessuno si preoccupa, né si chiede quanto può durare questo andazzo.

Diario Liberale di Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), attualmente in libreria.