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La sicurezza fai da te

Certo, non bisogna istigare crudelmente a sparare chi possiede un’arma , né a usarla impropriamente. Però è giunto ormai il momento di modificare la legge sulla legittima difesa. Non ce ne sarebbe neppure bisogno se gli stessi giudici applicassero l’aggiornamento di coscienza. Dal tempo in cui il legislatore la concepì, il tessuto sociale è cambiato, come pure la pericolosità. La gente non ne può più di essere aggredita e derubata. Non c’è bisogno di festeggiare la morte di un delinquente. È sempre una vita umana, sacra e irripetibile, che si spegne. Bisogna capire e giustificare, però, chi spara in casa. La gente ha paura e si difende da sé, visto che a proteggerla non è più lo stato.

Non mettete al mondo figli dopo una certa età

Correte il rischio che la magistratura ve li tolga. Al giorno d’oggi si riconosce la paternità a chiunque, anche a coppie di gay e di donne, ma non a chi ha partorito una figlia davvero. Anzi, verrete torturati, impedendovi persino di vedere la bambina, affidata a un’altra famiglia. Non è la crudeltà né l’errore di un solo giudice. La congiura è molto estesa. Da sette anni tutti i tribunali e le corti d’appello, nonostante le correzioni suggerite dalla Cassazione, hanno emesso la stessa sentenza, senza un vero motivo. Come possono i genitori adottivi fondare la propria felicità sull’angoscia di chi si è visto rapire la figlia? Poveri vecchi impotenti, il cui destino è affidato a una giustizia malvagia.

Non cadere nella trappola della falsa fede

C'è chi è fiero, altri si scandalizzano ogni volta che qualcuno fa il saluto fascista. Come se la nostalgia possa concretizzarsi o l’apologia contenga una premonizione di dittatura. In realtà, è la simulazione di un delinquente in cerca del gruppo. Spesso i poco-di-buono millantano una fede che non posseggono per chiedere la solidarietà di chi è discriminato come loro, ma per motivi ideologici non criminali. Si dichiarano prigionieri politici per non essere soli davanti al giudizio del paese. Ma chi in quel saluto – seppure non prodigo di libertà – crede, non deve abboccare alla falsa solidarietà. L’appartenenza a una fede può non essere conveniente né condivisa. Mai, però, sporcarla.

Cercano di mettere paura, ma sono solo ragazzi

I grillini pretendono di fare politica senza conoscerne i meccanismi. Quindi, non sono un pericolo. Anzi, dovremmo apprezzarne l’ignoranza. Se questi neofiti dei regolamenti parlamentari non avessero presentato mozione di sfiducia contro Lotti, oggi Minzolini sarebbe stato espulso dal senato, come speravano. Hanno dato, così, l’occasione al PD di accordarsi con gli avversari per neutralizzare entrambe le accuse. La difesa reciproca è una prassi normale. Ma loro gridano allo scandalo. Invece, bisogna fare le scelte giuste. Non avendo alcuna esperienza, non sanno prevedere le conseguenze di un’iniziativa. Pare che a breve la Boldrini (anche lei esordiente) istituirà corsi serali per principianti.

Nulla di personale

Anche se adesso è molto più di un semplice giornalista, rimane immutata la solidarietà per un collega incappato in un infortunio giudiziario. Seppure si fosse trattato di errore, c’è una sentenza e anche una regola violate. Secondo la legge non è degno di stare in parlamento, già pieno di indagati e prosciolti per prescrizione. Il senato ha respinto la richiesta di espulsione votata dalla commissione di vigilanza. È la prima volta che accade. L’amicizia non c’entra. I primi a dovere rispettare la Severino sono proprio coloro che l’hanno concepita. Che interesse c’è, anche per il suo stesso partito, ad avere un pregiudicato tra i legislatori? Poi ci chiediamo perché i populisti sono in continua ascesa.

Garante o despota?

Le votazioni sul web per le comunarie di Genova lo hanno deluso. Non ha vinto il suo preferito, e vengono annullate. Fidatevi di me, dice senza dare spiegazioni. Milioni di cittadini ci cascano, come ipnotizzati. Nessuno protesta dinanzi a un’evidente impostura. L’odio, che ha saputo inculcare contro una classe dirigente che con tutti i suoi difetti ci consente, però, di protestare, è aberrante. Con una tale forza politica che incalza, il futuro è incerto. Non tanto per l’incapacità dei leader quanto per l’acquiescenza degli elettori. Cominciano a sgretolarsi le garanzie democratiche. La Storia ci insegna – ma non lo ricordiamo – che è con la nostra complicità che arriva chi ci priva, poi, della libertà.

Diario Liberale di Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), attualmente in libreria.