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Il console Usa in visita a Nisida

"Questa mattina, nell'ambito di un programma di attività in collaborazione con lo U.S. Consulate General Naples sul tema delle politiche giovanili, abbiamo promosso una giornata di conoscenza dell'Istituto penale Minorile di Nisida e un tour del Golfo di Napoli sul Santa Rita, imbarcazione confiscata alla criminalità organizzata, affidata all'associazione Asgam Onlus, insieme alla Console Generale, Mary Ellen Countryman". Lo rende noto l'assessore del Comune di Napoli ai Giovani, Alessandra Clemente. "Le politiche giovanili nella città di Napoli - spiega - si muovono su binari importanti quali l'area penale, il riutilizzo dei beni confiscati, percorsi di lavoro per i giovani che vanno dall'artigianato al mare. Un sentito ringraziamento al Console Generale per la bellissima mattinata trascorsa in sua compagnia, all'Ipm di Nisida, nella persona del direttore Gianluca Guida e a Fabio Grasso responsabile del Santa Rita". 

Il nuovo ambasciatore italiano a Londra e gli effetti della Brexit

 

Molti italiani amano l'Inghilterra; l'amano come turisti ma soprattutto come lavoratori desiderosi di riscattarsi , e amano viverci per le possibilita'-favorevoli che si offrono a chi vuole una dimora decente e un luogo ove la propria creativita' non debba essere svilita dalla contingenza o da manodopere a basso costo. In tale contesto l'unico nemico e' la Brexit o meglio il clima di timori he serpeggia tra gli stessi piano alti londinesi, anche perche' la paura e' sempre piu' veloce della voglia di andarsene. Il napoletano a Londra non e' solo un pizzaiolo ma anche un imprenditore dell'agroalimentare, o degli ottimi vini nostrani, della moda trend o delle imprese che hanno storicamente fornito fiducia: Abaco, Ecsor, Prada Group per dirne solo alcuni. Questo e' il palinsesto nel quale si dovra' calare il difficile compito del napoletano che da pochi giorni e' stato insignito del fregio di nuovo Ambasciatore d’Italia a Londra: Raffaele Trombetta , nuovo rappresentante  italiano nel Regno Unito. La nomina è stata come si sa  firmata dal Ministro degli Esteri, Angelino Alfano; mentre Trombetta entrerà in servizio a Febbraio 2018 sostituendo l’attuale capo missione Pasquale Terracciano, in carica dal maggio 2013, e destinato a ricoprire il ruolo di Ambasciatore a Mosca.
Nato a Napoli nel 1960, Raffaele Trombetta si è laureato in Scienze Politiche all’Università di Napoli e ha un Master in Studi Europei presso la London School of Economics: ottime benemerenze capaci di attestare una vita consolare che va avanti dal 1985, lavorando   nella capitale britannica, ove e'  stato Console dal 1990 al 1995.  Il suo curriculum include esperienze all’estero a Bogotà, Bruxelles, Pechino e Brasilia, dove dal 2013 al 2016 ha ricoperto il ruolo di Ambasciatore.  Attualmente è Capo di Gabinetto del Ministro Alfano e svolge il ruolo di rappresentante del Governo Italiano per il G7 e G20. L' attuale Ambasciatore  Pasquale Terracciano , in carica a Londra dal 1º maggio 2013 rimarra’ fino a Febbraio 2018. Questo per il delicato e confusionario momento storico dovuto alla Brexit. L’ottimo lavoro dell’Ambasciatore Terracciano in questi anni a Londra, e’ stato sotto gli occhi di tutti, basti pensare al progetto Primo Approdo voluto da lui stesso e dal console Generale Massimiliano Mazzanti, per aiutare i tanti giovani che sono arrivati a Londra negli ultimi 3 anni.
Ora piu’ che mai in fase Brexit l’Ambasciatore Terracciano deve assicurare agli italiani a Londra un ottimo servizio,  infatti e’ stato istituita una sezione Brexit helpdesk online dove e’ possibile avere notizie.  Terracciano dovra’ passare un testimone pesante al nuovo Ambasciatore, perche’  Trombetta, dovra'  gestire la situazione Brexit  probabilmente nel suo  piu’ alto e delicato momento storico e politico, e soprattutto sara’ l’Ambasciatore che dovra’ supportare gli italiani a Londra nel dopo Brexit.
Trombetta  dovra’ sicuramente avere la capacita’ di gestire una situazione non facile: gli italiani a Londra e in Uk sono circa 600.000 e tutti vogliono essere ascoltati soprattuto in una situazione delicata ed incerta come quella che stiamo vivendo. Una situazione che per molti non cambiera’, per altri invece potrebbe collassare e precipitare nel baratro, e questo significherebbe andare via dalla Gran Bretagna .
Spesso si leggono pagine e pagine sulla Brexit,molte mirate a fare un terrorismo giornalistico, proprio gettando panico dove invece c’e’ solo  poca chiarezza partendo dai vertici politici britannici.
Ecco che  il nuovo Ambasciatore, deve settacciare al meglio la situazione per offrire, come sicuramente fara’, una risposta sincera e vera alle tante domande che gli italiani a Londra giustamente si pongono.
Le relazione tra Ambasciata e Consolotato italiano a Londra e gli italiani, e’ sempre stata forte, con qualche contrasto, critiche e incomprensioni, come in tutte le buone famiglie, ma alla fine quella bandiera tricolore e’ e sara’ sempre quella che  avvolge la comunita’italiana a Londra; una delle piu’ importanti e dinamiche che la Gran Bretagna abbia mai avuto.
Massimo Pedrini, esperto economista, in alcune recenti interviste, ha spiegato che per “valutare adeguatamente gli effetti della Brexit sulla piazza finanziaria bisogna distinguere l’impatto sui mercati azionari e quello sulla valuta, anche se sono inevitabilmente collegate. Se guardiamo al mercato azionario britannico, possiamo notare come abbia subito recuperato, grazie anche all’indebolimento della sterlina, di cui hanno beneficiato le grandi società inglesi. Fondamentalmente possiamo dire che la borsa inglese è tornata in poco tempo sopra i livelli dov’era finita, pertanto le conseguenze della Brexit sono state in questo caso davvero minime”: dopo 3 mesi gli effetti della Brexit sono stati nulli anche perché i tempi sono destinati a essere lunghi. La Brexit dovrebbe diventare effettiva solo dal 2019. Saranno necessari passaggi burocratici graduali.
Bisognerà attendere questi tre anni. Sarà solo allora – nel 2019 – che potremo vedere la sua portata reale. Al momento la Brexit ha funzionato. Gli europeisti hanno subito un duro ko. Senza appello. E il rischio contagio è fortissimo. L’Europa così com’è non va. O si cambia rotta o l’Unione rischia di naufragare.
Intanto e di contro, la libera circolazione dei cittadini Ue nel Regno Unito finirà nel marzo 2019, come avrebbe  detto il portavoce della premier britannica Theresa May. L'annuncio è arrivato dopo una crescente polemica nel governo May che è apparso fortemente diviso su questa materia. Una proposta avanzata in precedenza dal ministro degli Interni, Amber Rudd, prevedeva invece un periodo transitorio di tre anni dopo la conclusione delle trattative sulla Brexit in cui la libera circolazione sarebbe rimasta sostanzialmente in vigore. Ma dopo le forti critiche di un altro ministro, il titolare al Commercio internazionale Liam Fox, che ha pubblicamente affermato di essere stato tenuto allo scuro sulla proposta della Rudd, è arrivata la dichiarazione chiarificatrice di Downing Street. Non c'e' che dire : Trombetta ha un testimone incandescente che rischia di continuare a compromettere la compattezza di un governo intero, diviso dalla Brexit.

 

Ambasciata del Qatar a caccia di affari in Campania

 

La situazione diplomatica internazionale e le relazioni fra il Qatar e l'Italia sono stati i temi al centro dell'ultimo incontro istituzionale avvenuto nella sede dell'ambasciata del Qatar, fra l'ambasciatore Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki, e il deputato sardo Gian Piero Scanu , membro della commissione Difesa della Camera e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito.
L'ambasciatore ha ringraziato l'Italia per non aver mai interrotto il dialogo con il Qatar e per aver dato seguito alle importanti attività intraprese.
Al centro della conversazione anche i futuri sviluppi e gli ingenti investimenti già effettuati della Qfe in Italia .  "Scanu, padre istituzionale del Mater Olbia, ha voluto condividere con l'ambasciatore il valore politico dell'alleanza internazionale fra il Qatar e I'Italia, composta da numerosi e qualificanti tasselli", è sottolineato in una nota.
Gran parte della conversazione è stata riservata alla situazione di assedio nella quale versa il Qatar da più di un mese. L'ambasciatore ha spiegato a Scanu i passaggi della crisi iniziata il 24 maggio scorso ed ha ribadito la volontà del suo Stato di collaborare con tutte le parti per riaprire il dialogo e gestire la crisi nell'ambito del Consiglio delle Cooperazioni del Golfo.
Scanu ha delineato lo scenario che, già nell'immediato, prevede la definizione di nuove joint venture fra i due Paesi, in continuità con l'intesa avviata negli anni scorsi.
L'ambasciatore e il deputato sardo hanno infine condiviso una riflessione sulla collaudata alleanza, basata "non soltanto sull'impegno economico, ma anche sulla costante attività del Qatar a favore della giustizia sociale, al supporto dei poveri e degli ammalati e allo sviluppo di un sistema industriale sostenibile. Nella visione strategica dei due Paesi, dunque, l'avvio di nuovi scambi bilaterali, portatori di benessere e ricchezza".
L’emirato del Qatar ora detta le norme per la gestione delle coste e chiede vincoli più leggeri, la Regione sarda obbedisce: nella scorsa primavera, Mario Ferraro, l’amministratore delegato di Sardegna Resorts e di Qatar Holding, proprietaria di Porto Cervo e dei blasonatissimi hotel della Costa Smeralda, si è presentato davanti alla commissione urbanistica regionale con in pugno un documento di quattordici cartelle firmate una per una, come si fa nei contratti civili, dove il manager propone un’ampia revisione della legge per l’edilizia, il piano casa del centrosinistra varato nel 2015 tra le proteste delle associazioni ecologiste.
Ferraro mette in chiaro una cosa, suggerendo parole, incisi e parametri: serve più cemento, più cubature vicino al mare, anzi vicinissimo. Persino là, nella fascia dei trecento metri dalla battigia vincolata dal piano paesaggistico di Renato Soru, dove non ha osato neppure l’amministrazione regionale berlusconiana, quella guidata da Ugo Cappellacci. La dettagliatissima proposta qatariota parte da un punto fermo: cari amici sardi, a chiedercelo è il mercato.
I turisti che contano, quelli che hanno le tasche piene, vogliono il frontespiaggia e noi, causa i divieti imposti dal Ppr, giochiamo una partita in perdita. «Le aree interessate da insediamenti turistici — scrive Ferraro — non possono essere considerate alla stessa stregua delle aree incontaminate, meritevoli invece di tutela integrale. Escludere la possibilità di riqualificare ed accrescere la potenzialità delle strutture che insistono in tali aree significa condannare le stesse a divenire inadeguate agli standard internazionali ».
In altri tempi la politica sarda, sempre gelosa della propria autonomia, sarebbe saltata sulla sedia e avrebbe gridato all’intrusione indebita nell’attività legislativa. Niente di tutto questo: i rapporti con il Qatar sono molto collaborativi, specie da quando l’emirato ha deciso di finanziare la realizzazione del mega ospedale Mater Olbia, nella città gallurese, un’incompiuta del San Raffaele per la quale si è speso di persona , così nella legge urbanistica che sta per essere portata in consiglio regionale dalla maggioranza è sparito il vincolo dei trecento metri.
Resort e alberghi potranno allargarsi fino al 25 per cento "anche in deroga agli strumenti urbanistici". Le imprese avranno licenza di costruire nuovi corpi di fabbrica, spa e piscine aggravando un impatto che già oggi preoccupa il mondo ambientalista sardo. Come una città che diventa più grande di un quarto, con tutto il peso dei servizi, degli impianti idrici, delle strade, dell’illuminazione. Un impatto che in Sardegna sarà concentrato tutto nella fascia costiera, l’area più delicata e preziosa.
Un regalo miliardario che Sardegna Resort ha chiesto con forza e che i costruttori dell’isola attendevano da anni, contenuto in un sistema di norme che anziché rafforzare le tutele le riduce, in aperto contrasto con lo spirito del Codice Urbani. Poco male se a leggere il rapporto Ispra del 2016 la Sardegna occupa il quarto posto in Italia per consumo di suolo, dietro Sicilia, Campania e Liguria. L’addio al vincolo di inedificabilità — a sentire la Regione — servirà a semplificare il sistema di norme e a mettere ordine in un settore finora molto confuso. Insomma, un toccasana a base di mattoni e cemento.

 

Così l'ambasciata italiana segue la missione campana allo Smau di Berlino

 

Nell'ultima  manifestazione internazionale Italy Restarts Up in Berlin, la  Regione Campania, attraverso Sviluppo Campania, ha promosso la partecipazione dell’ecosistema dell’innovazione all’edizione 2017 dell’appuntamento berlinese nel segno delle startup e degli aggregati innovativi.
Qualificata e nutrita la rappresentanza campana, composta dai principali aggregatori di conoscenze e competenze come 012 Factory, iOs Developer Academy di Napoli, Città della Scienza e Giffoni Innovation Hub, e dalle 10 startup innovative campane che – selezionate da SMAU attraverso una call – hanno avuto l’opportunità di proporsi in un contesto particolarmente proficuo per avviare collaborazioni e ottenere visibilità in chiave internazionale.
10 startup innovative campane che operano nei settori strategici dell’economia regionale come l’IT, l’agrifood, le industrie creative, il sistema moda ,  il design,  il turismo, sono state selezionate da SMAU per partecipare a questa tappa. Ad aprire i lavori della tre giorni il networking party presso l’Ambasciata Italiana che ha riunito per tutta la serata l’ecosistema dell’innovazione italiano e tedesco. A dare il benvenuto agli ospiti l’Ambasciatore Pietro Benassi, il quale ha affermato “Sono lieto di riunire per la terza volta in Ambasciata assieme a SMAU i protagonisti di un sistema di innovazione in crescita, che sceglie il digitale per rafforzare ancora di più le eccellenze che ci distinguono, dall’industria creativa, al design, all’agroalimentare al manifatturiero tradizionale. Nel 2016, le start-up innovative italiane hanno dato lavoro a 35.000 persone, con un aumento del 45% rispetto al 2015. A riprova del fatto che il pacchetto di misure regolatorie, finanziarie e fiscali promosso dal Governo italiano sta funzionando: secondo il centro studi ZEW di Mannheim, oggi l’Italia è il primo Paese G7 e secondo in Europa con la migliore attrattività per le imprese digitali. E mi fa piacere presentare questo ecosistema a Berlino, prima città tedesca per numero di start-up, con un 42% di addetti che non è di nazionalità tedesca. Qui la “open innovation” è sempre stata di casa”.
E proprio sul tema dell’Open Innovation Pierantonio Macola sottolinea come in “Italia delle 6.880 startup innovative iscritte al registro Imprese, già il 30% è partecipato da un’azienda. Qui a Berlino portiamo una selezione delle startup che più rappresentano l’eccellenza Made in Italy per fare in modo che la collaborazione tra imprese ed ecosistema dell’innovazione avvenga a livello internazionale. In questo i territori e le Regioni rappresentano un crocevia fondamentale per l’innovazione e la piattaforma di atterraggio degli investimenti internazionali”
E proprio le Regioni sono state tra i protagonisti della serata in ambasciata. Presenti, infatti, il Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, l’assessore alle startup, innovazione e internazionalizzazione della Regione Campania,Valeria Fascione e l'Assessore allo Sviluppo Economico della Liguria Edoardo Rixi.
L’assessore Valeria Fascionein rappresentanza della Giunta De Luca ha affermato: " La Campania è presente all’appuntamento di SMAU Berlino con una forte rappresentanza dell’ecosistema regionale dell’innovazione. Accanto a importanti aggregatori di conoscenze e competenze come 012 Factory, iOs Developer Academy, Campania NewSteel e Giffoni Innovation Hub, la scena sarà tutta dedicata alle 10 startup innovative campane che avranno l’opportunità di proporsi in un contesto particolarmente proficuo per avviare collaborazioni e ottenere visibilità in chiave internazionale. La partecipazione regionale si innesta nella strategia della Giunta De Luca di supporto alla nuova imprenditorialità innovativa anche attraverso la promozione internazionale Scopo della missione, infatti e’ anche stringere accordi per creare un ponte diretto di collaborazione con l’ecosistema delle startup di Berlino e il programma Erasmus per Startup che facilita le esperienze estere dei giovani imprenditori campani che vogliono acquisire competenze per far crescere il proprio progetto".
Il  giorno seguente a Palazzo Italia il dibattito si è focalizzato sull’Industria 4.0, la finanza innovativa e l’innovazione in settori strategici per l’Italia come l’Agrifood, le Industrie Creative e il Fashion&Design.  Sono oltre 500 i protagonisti dell’innovazione che si sono dati appuntamento a Palazzo Italia: innovatori italiani e tedeschi, startup incubatori, acceleratori e imprese. Nel panel dei relatori delle 6 sessioni in programma spiccano realtà come, Apple iOS Developer Academy, Amazon, Aruba, Atlatic Food Labs,  bwcon| Katana, Cisco, Cube, Deutsche Börse Venture Network, etventure Startup Hub, Future Food institute, Intel, il Ministero dello Sviluppo Economico, Redstone Digital, The Creative Plot, SoundCloud, Zalando.
All’incontro con l’ecosistema dell’innovazione tedesca sono stati presenti anche 012 Factory, APSTI, Como Next, Digital Magics, G2, Giffoni Innovation Hub, H-Farm, Invitalia Venture, Italia Startup, Menocarta.net e il Parco Tecnologico Padano.  Presente inoltre una rappresentanza del G20 YEA Berlin Summit, il summit annuale della Young Entrepreneurs Alliance. Protagoniste della giornata le 50 startup  selezionate per presentare i propri prodotti e servizi alle imprese tedesche all’interno della meeting area di Palazzo Italia e all’interno delle sessioni in programma attraverso brevi pitch da 90 secondi.

Console russo di Napoli in missione a Venezia

di Bruno Russo

 

La mattina del  21/07/2017, presso la “Sala del refettorio” della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana,  si è tenuta una cerimonia di nomination volta ad encomiare tutte le aziende del panorama italiano che hanno fattivamente ed alacremente contribuito alla crescita economica del paese. L’evento, organizzato dall’illustre Gran Premio Internazionale di Venezia, ha visto partecipe numerose rappresentanze aziendali, le quali sono state omaggiate di una pergamena onorifica con nomina ufficiale di “Cavaliere del Lavoro” da parte del Comitato dell’Ordine Istituzionale del celebre Premio Veneziano.
Alla cerimonia ha presenziato altresì il Consolato Onorario della Federazione Russa in Napoli, in qualità di ospite del “Gran premio Internazionale di Venezia”, accompagnato da rappresentanti di stimati imprenditori del territorio campano.
“Sono lieto — dichiara Vincenzo Schiavo, Console Onorario della Federazione Russa in Napoli — di aver ricevuto questo graditissimo invito che mi ha portato quest’oggi alla Camera dei Deputati. Ritengo che quello realizzato dal “Gran Premio Internazionale di Venezia” sia un evento meritevole, volto a sottolineare lo spessore del prodotto Made in Italy. In qualità di Console Onorario della Federazione Russa in Napoli, posso fermamente attestare che il nostro meraviglioso paese, in termini di prodotti e professionalità, è molto richiesto sul mercato internazionale. Il know-how di questi meritevoli imprenditori concorre a rendere il prodotto Italia a dir poco ineguagliabile. È alla luce di ciò, che bisogna a mio avviso sempre sostenere l’operato delle nostre realtà imprenditoriali, in un’ottica di crescita nazionale e di maggiore competitività nei confronti dei mercati esteri”. 
In tal senso occorre sottolineare che 
Il volume degli investimenti italiani  diretti in Russia, sia pur aumentato negli ultimi anni, appare ancora inferiore al potenziale offerto dal paese, date le citate complementarietà tra i rispettivi 
sistemi economici e le specifiche specializzazioni produttive. Tra i settori che vantano le più significative presenze imprenditoriali italiane si segnalano il settore agro-alimentare (tra cui Inalca-Cremonini, Parmalat, Ferrero, Zuegg, Perfetti, Colussi, De Cecco), quello automobilistico (tra cui 
Fiat-Iveco, Pirelli), gli elettrodomestici (tra cui Indesit, Candy, Ariston, De Longhi), i comparti edilizia-infrastrutture-trasporti (tra cui Mapei, Marazzi, Buzzi Unicem, Astaldi, Rizzani De Eccher, 
Salini, Merloni progetti), i settori energetico (Eni-Saipem, Enel, Coeclerici), metallurgico (Techint,Danieli, Marcegaglia), petrolchimico (Technimont), farmaceutico (Menarini) ma anche aerospaziale-difesa-telecomunicazioni (Finmeccanica-Leonardo Company-Agusta-Ansaldo-Selex, Italtel, Technosystem). 
Dal lato degli investimenti russi in Italia, , la banca dati ICE-Reprint-Politecnico
di Milano censisce 65 imprese che impiegano 16.136 dipendenti e generano un fatturato di 14,2 
miliardi di euro. I principali settori economici del nostro paese che ospitano investimenti russi sono
il siderurgico (tra cui Severstall che ha rilevato il Gruppo Radaelli Tecna e il Gruppo Lucchini, il colosso dell’alluminio RusAl che ha acquisito Eurallumina, il gruppo Evraz che controlla l’azienda friulana produttrice di lamiere in acciaio Palini & Bertoli, il gruppo Novolipetsk che ha creato con l’italiana Duferco una joint venture per il controllo di Verona Steel), l’energetico (Lukoil controlla ISAB Raffinerie Mediterranee, polo di raffinazione di Siracusa), e le telecomunicazioni (VimpelCom ha acquisito nel 2011 Wind Italia) ma investimenti russi sono anche presenti nel settore agro-alimentare (il gruppo Russkij Standard ha acquisito recentemente la storica azienda 
vinicola Fratelli Gancia), immobiliare, della nautica e dei beni di consumo. 
In materia di opportunità economiche per le imprese italiane , il mercato russo riveste sicuramente un’importanza prioritaria sotto il profilo della proiezione
commerciale internazionale delle imprese italiane. Russia e Italia presentano infatti una forte 
complementarietà nei rispettivi modelli di specializzazione internazionale, in quanto l’Italia importa
prevalentemente materie prime mentre esporta prodotti manufatti che la Russia acquisisce per la maggior parte dall’estero. La recente crescita economica registrata dal paese ha, da un lato, favorito un sensibile incremento del reddito disponibile che si è tradotto in un’espansione dei consumi 
voluttuari anche da parte delle classi sociali appartenenti al ceto medio. Dall’altro lato, l’esigenza improrogabile di avviare un processo di modernizzazione e ristrutturazione industriale ha alimentato il fabbisogno di accrescere la dotazione tecnologica, aprendo spazi importanti per la 
penetrazione dei beni strumentali. L’ingresso del paese nella WTO inoltre fornisce un’occasione importante di ampliamento dello spettro delle opportunità di mercato, associate ai necessari processi di  liberalizzazione e di riduzione delle barriere tariffarie e non tariffarie. 
Vincenzo Schiavo già presidente Confesercenti Campania e Molise e' entrato  a far parte, dopo la nomina avvenuta a Roma, della Giunta Nazionale Confesercenti: "Assumo con grande responsabilità questo nuovo incarico", ha dichiarato Schiavo. "Sarò in cabina di regia insieme al presidente De Luise e agli altri membri. Il nuovo ruolo nazionale premia il lavoro di dodici anni in Campania e Molise" . Schiavo fissa poi gli obiettivi: "La riduzione del carico fiscale per le imprese per una vera defiscalizzazione, migliorare il contratto dei lavoratori garantendo maggiori introiti e minori tasse e, infine, l’accesso più facilitato al credito per le imprese". Un auspicio di carattere sociale: "Intorno a me spero di compattare tutto il Sud e le varie sezioni del Meridione. Porterò avanti in modo concreto la convinzione che il Sud possa essere il trampolino di lancio dell’intera economica italiana", ha concluso Schiavo.“

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Ambasciatore del Nicaragua presenta opportunità di investimento a Napoli

"La Campania rappresenta una realtà imprenditoriale molto interessante a cui stiamo illustrando, attraverso i commercialisti, le opportunità di investimento in Nicaragua con i relativi incentivi fiscali. Ciò è possibile grazie agli ottimi legami di amicizia tra le due popolazioni e anche per la presenza a Napoli di un consolato onorario particolarmente attivo che consente di attivare nuove sinergie". Lo ha detto Monica Robelo Raffone, ambasciatore del Nicaragua in Italia al forum "Nicaragua: la Porta dell'America Latina, opportunità per lo sviluppo locale" che si terrà mercoledì 19 luglio 2017 alle ore 15,00 presso la sala delle conferenze dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo "L'internazionalizzazione delle imprese è uno degli obiettivi strategici da implementare per accedere ai mercati internazionali - ha evidenziato Tuccillo - e sui cui il nostro ordine ha già attivato una serie di focus informativi". "Al termine del workshop - ha sottolineato Gennaro Danesi, Console Onorario del Nicaragua a NAPOLI e in Regione Campania - è stata inaugurata la mostra permanente "Iluminaciones: Ritratti di vita rurale nicaraguense", patrocinata dal Comune di Aversa, dall'Istituto Cervantes di Roma e dalla Repubblica del Nicaragua, è stato celebrato il 38° anniversario della Repubblica Popolare Sandinista ed è stato annunciata l'apertura della sede ad Aversa del Centro Studi Sviluppo Relazioni Internazionali del consolato campano che sancisce il collegamento tra Centroamerica e la città normanna". "I generosi incentivi fiscali ed il clima di totale sicurezza - ha spiegato Vincenzo Natale, consigliere tesoriere dell'Odcec di Napoli Nord -, hanno costituito il binomio e la leva per attrarre maggiori investimenti esteri. L'interesse del governo centroamericano è incentivare investimenti che generino un circolo virtuoso nel paese, nelle regioni, nei quartieri e comunità, che siano di stimolo alla micro economia locale". "L'apertura di nuovi scenari internazionali può rappresentare per la nostra città un nuovo impulso per l'attività imprenditoriale - ha rimarcato il sindaco di Aversa, Enrico De Cristofaro -. Esprimo grande soddisfazione per l'iniziativa promossa dall'ordine dei dottori commercialisti di Napoli Nord e condivido il progetto di internazionalizzazione che può dare nuova linfa economica al nostro territorio". "L'iniziativa si inserisce nell'ambito di un progetto più ampio elaborato dalla governance del nostro Ordine - ha sottolineato Francesco Corbello, consigliere segretario dei commercialisti di Napoli Nord - che vuole contribuire concretamente ai processi di internazionalizzazione delle imprese, fornendo ai colleghi competenze e contatti per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale locale". Nel corso del dibattito il moderatore Attilio Pisani ha messo in evidenza che il Nicaragua oltre ad essere bagnato da due oceani, è geograficamente vicino a tre grandi mercati: quelli centro e sud americano e quello statunitense, che dopo un periodo di relativa crisi, è nuovamente in espansione. Proprio per tale motivo, grazie alle politiche di incentivo agli investimenti, il Nicaragua negli ultimi anni è diventato una sorta di 'testa di ponte' per le attività di molte imprese, che hanno installato i propri stabilimenti nelle zone franche nicaraguensi, per poi esportare i propri prodotti nei grandi mercati". All'incontro hanno partecipato anche il vescovo della città normanna Vincenzo Spinillo e il vicepresidente dell'Odcec di Napoli Nord Guido Rossi.

Iran-Italia, summit commerciale all'ambasciata di Roma

 

Si e' svolto  a Roma dall’11 al 13 luglio 2017 presso l’Hotel Quirinale la quinta edizione dell’Iran International Oil, Gas, Energy e Petrochemical Summit 2017, organizzato dall'Ambasciata Iraniana in Italia con sede a Roma e giurisdizione anche per il sud Italia, di cui l'Ambasciatore Jahanbakhsh Mozaffari . Il fitto programma di conferenze, workshop ed appuntamenti da personalizzare è stato reso disponibile sul sito www.iransummit.com, così come la scheda di registrazione ed i relativi costi per partecipare all’evento. L’Italia e la Repubblica Islamica dell’Iran hanno una lunga storia di rapporti culturali e commerciali, in particolare nel settore petrolifero e dell'energia. Il ministro iraniano Bijan Zanganeh ha già negoziato lo sviluppo di progetti nei settori: petrolifero, gas, energia e petrolchimico con le diverse delegazioni italiane che si sono succedute nelle visite istituzionali a Teheran negli ultimi mesi. Il Summit fornisce un'ottima piattaforma per rafforzare il dialogo e la cooperazione tra le aziende europee e italiane con le loro controparti iraniane.
La componente campana gioca un ruolo fondamentale in questo nuovo accolito tra I due Paesi: non a caso " Ricerca e tecnologia", ma soprattutto innovazione a sostegno delle imprese, fu l'obiettivo con il quale due mesi fa parti' a Teheran il primo evento sullo scambio scientifico e tecnologico tra Italia e Iran dopo la riapertura dei canali commerciali. Il 'Forum Iran-Italia della Scienza, della tecnologia e dell'innovazione' è stato inaugurato nella capitale iraniana dalla ministra dell'Istruzione, Università e Ricerca, Valeria Fedeli, e dal ministro iraniano della Scienza, Ricerca e Tecnologia, Mohammad Farhadi, alla presenza dell'ambasciatore italiano Mauro Conciatori.
A evidenziare l'importanza dell'iniziativa fu anche la consistenza della delegazione italiana approdata in Iran: 150 persone in rappresentanza di Istituzioni, Università, Centri di ricerca e imprese innovative, tra cui l'assessore all'Internazionalizzazione della Regione Campania, Valeria Fascione, e l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Guido Fabiani.
"Il Forum ,  organizzato alternativamente in Italia e in Iran, ha rappresentato il momento di punta di un programma basato su una piattaforma stabile di lavoro fondata sullo scambio e sulla cooperazione scientifica e tecnologica tra i due Paesi". In Italia il programma è promosso dal Miur in sinergia con il Maeci ed è coordinato dalla Città della Scienza di Napoli in collaborazione con Cnr, Infn, Crui, Netval e Confindustria.
"Questo evento ha una grande rilevanza politica nel contesto della cooperazione tra i due Paesi - ha continuato Fedeli -, già sottolineata dalla visita del presidente Hassan Rohani a Roma e da quella di Matteo Renzi a Teheran, primo leader mondiale nella Repubblica islamica dopo il superamento delle sanzioni".
Il programma del Forum, secondo la ministra, è dunque "sicuramente all'altezza del grande rilievo politico che l'Italia intende conferire ai rapporti con l'Iran". Ma, oltre all'importanza dell'evento, Fedeli ha tenuto a sottolineare anche "la singolarità" del Forum caratterizzato da "un format in grado di tradurre rapidamente i risultati della ricerca in progetti remunerativi, in particolare nei settori che riguardano ambiente, agricoltura, edilizia, sanità, energia, archeologia e comunicazioni". In questa ottica sono stati avviati oggi circa 400 incontri 'business-to-business'. Un valido suggello all'avvio della collaborazione italo-iraniana su ricerca e impresa.
In materia petrolio il nostro Paese non puo' certo giocare ruoli competitivi con le grandi potenze ma concorrere all'internazionalizzazione delle imprese che concorrono ai grandi progetti in essere. Lo testimonia il fatto che l'attenzione  dell’occidente verso il più grande paese del Medio Oriente, l’Iran, trova una giustificazione, come sempre, nei grandi interessi economici che alcuni Stati riescono a concretizzare con accordi importanti. Nulla da fare, come sempre, è la Francia a spiazzare un po tutti. Le strategie commerciali ed economi che dei francesi battono sempre sul tempo altri paesi del vecchio continente. E’ accaduto in passato con la Libia, la Tunisia, il Marocco. Ora, di nuovo, con l’Iran. A Teheran infatti è stato siglato a Luglio l’accordo tra la Francia e l’Iran che consentirà al colosso petrolifero  Total di sfruttare il giacimento South Pars. Un accordo da quattro virgola otto miliardi di dollari concluso in collaborazione con la cinese Cnpc. L’accordo prevede trenta pozzi e due unità di produzione. Inutile negarlo, la Francia ha puntato tutto sul petrolio,  motore dello sviluppo economico dell’Iran che punta sul rilancio industriale. Lo ha confermato il Ministro dell’Energia iraniano, Bijan Zanganeh, spiegando che il sistema industriale del paese ha bisogno di duecento miliardi di dollari d’investimenti, il settanta per cento dei quali dovrebbero arrivare da investimenti esteri in modo che l’Iran possa portare fino a sei milioni di barili la propria capacità di produzione quotidiana. Insomma, come previsto, l’Iran si apre ad occidente. L’accordo con la Francia decreta anche la fine concreta dell’isolamento internazionale di Teheran. Certo questa apertura di fatto dell’Europa non è vista di buon occhio dall’amministrazione statunitense di Donald Trump che continua ad insistere per aumentare le sanzioni contro la Repubblica Islamica. Intanto, di certo,  c’è la soddisfazione dei francesi. L’amministratore delegato di Totale Patrick Pouyanné si è affrettato a precisare che: “Sin dalla firma dell’accordo sul nucleare iraniano tutte le compagnie europee hanno la possibilità di lavorare in Iran dunque assumiamo un impegno nei confronti dell’Iran e spero che la diplomazia internazionale saprà salvaguardare la nostra capacità di restare qui”. Quasi un modo per rimarcare che i francesi hanno fatto quello che potevano fare tutti ma che nessuno ha fatto.
Gli ha fatto eco anche il Ministro iraniano per l’Energia Bijan Zanganeh: “Firmando questo contratto molti dei dubbi che alcune compagnie straniere avevano circa gli investimenti in Iran si dissolveranno, questo è solo l’inizio del ritorno per quanti intendono investire in Iran, non soltanto nell’industria petrolifera ma anche in altri settori non legati al petrolio”. Dunque il mondo si prepari a fare i conti con un colosso, perché di questo si tratta, l’Iran , ,che determinerà con tali premesse un nuovo assetto economico e commerciale per il pianeta, nel quale l'Italia deve necessariamente concorrere per non restare troppo indietro rispetto ai partner europei.

 

La festa nazionale francese al consolato di Napoli

 

In occasione della Festa Nazionale Francese, il Console Generale a Napoli Jean-Paul Seytre, Direttore dell'Institut Francais Napoli, e il Generale di Brigata, Rappresentante militare francese ad interim, presso il Comando delle Forze Alleate a Napoli, Serge Martigny,  hanno invitato amici, rappresentanti delle istituzioni , della cultura e delle sedi diplomatiche, giornalisti e artisti, al consueto ricevimento nei giardini dell'Institut Francais a Via Crispi 86,   il quale quest'anno e' stato preceduto dal concerto spettacolo dell'artista francese Cleo T, eclettica musicista e cantautrice parigina con un nome d'arte costruito tra nome e cognome : Clemence Leaute,  a Napoli per una performance ad ingresso libero che si e' replicata sabato 15 luglio all’Institut français di Napoli (via Crispi 86) dopo le celebrazioni della Festa Nazionale Francese. L'artista rientra nel circuito di eventi de 'La Francia in scena', terza edizione della stagione artistica dell’Institut français Italia e dell’Ambasciata di Francia in Italia giunta alla terza edizione. Il suo spettacolo 'Shine' e' stato apprezzato e coinvolgente per la modernita' delle sue canzoni, per gli effetti realizzati sul palco, dove le immagini sembrano uscire dal suo corpo per scomporsi in filamenti di un universo sconcertante quanto affascinante . Il suo nuovo album si chiama "And Then I Saw A Million Skies Ahead ", ed ha ottenuto gran successo in Europa e Canada, 
mettendo  insieme undici musicisti da tutto il mondo, che mixano gospel e musica balcanica, Neo Soul e cantautorato, pop ed elettronica, jazz e un funk di inusitata fattura.
"Siamo molto orgogliosi di ospitare Cleo T. per la festa nazionale, ha dichiarato il Console generale di Francia a Napoli Jean Paul Seytre – Un’artista eclettica e versatile che con la sua opera musicale riesce ad abbracciare tutte le forme d’arte, dalla pittura alla danza, dalla letteratura al mondo digitale, in una contemporaneità straordinariamente suggestiva. Il suo evento rientra nel progetto dell’Institut français di apertura alla città di Napoli attraverso la residenza di artisti francesi che meglio esprimono la contaminazione e riunificazione delle arti del nostro mondo contemporaneo”.
Creato ogni volta site specific e ospitato nella sala Alexandre Dumas di recente completamente rinnovata, lo spettacolo SHINE ha lo scopo di costruire un ponte tra l’approccio concettuale al mondo dell’arte e l’immediatezza emotiva della musica pop. Un’esperienza interattiva, dove musica, ballo, pittura, strumenti analogici e arti visive si mescolano e seducono l’ascoltatore, fondendosi in un’esperienza artistica e sensoriale a 360 gradi
“La Francia in scena”, stagione artistica dell’Institut français Italia, è realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut français e del Ministère de la Culture et de la Communication, della Fondazione Nuovi Mecenati, della Commissione Europa (Europa Creativa) e del Ministero dell’Istruzione italiano dell’Università e della Ricerca – Afam.
Dopo il concerto gli invitati sono stati accolti nel giardino della residenza consolare francese ove si sono potute gustare molte prelibatezze di stampo francese, come I noti formaggi e I vini corposi e delicati nello stesso tempo. Un momento toccante e' stata l'esecuzione dei due inni nazionali e il ricordo delle vittime della Promenade Anglais di Nizza, proprio in occasione delle celebrazioni della festa nazionale, che si sono avute l'anno scorso.
I discorsi del Console Jean-Paul Seytre e del Generale Serge Martigny hanno sancito tali concetti, nell'orgoglio ribadito da Seytre di essere stati solidali alle vittime delle calamita' naturali che si sono avute in Italia, ma anche nelle ultime vicende degli incendi sul Vesuvio:
" Solidarietà con l'Italia per l'emergenza Vesuvio. La protezione civile francese ha mandato oggi 2 canadair ed un beechcraft per sostenere i colleghi italiani " .
Cosa risuonerebbe meglio dei versi della Marseillaise come introduzione alla festa nazionale francese? Il 14 Luglio 1789, il popolo parigino conquisto' la Bastiglia, carcere destinato ai prigionieri per crimini politici, simbolo dell'oppressione monarchica. Questo evento, che diede il via alla celebre Rivoluzione, e' una ricorrenza ancora oggi estremamente sentita dal popolo francese. Così, ogni anno, tutto il paese è percorso da riti ufficiali e feste popolari che culminano nei festeggiamenti che imperversano per la capitale! In mattinata, sugli Champs-Elysées, si e' svolta la parata militare davanti alle piu' alte cariche dello stato, tra cui il presidente della Repubblica Francese François Hollande, e ad ospiti stranieri. Il corteo sfila dall'Arco di Trionfo in direzione della place de la Concord
La cultura della solidarieta' e dell'amicizia rappresenta sempre di piu il veicolo del legame internazionale che unisce Francia e Italia,  fatto di una storia ricca e polivalente, dove I concetti della liberta', dell'eguaglianza e della fratellanza sono oggi piu'  significativi, come ha ricordato tra gli altri  l'Assessore alla Cultura Gaetano Daniele, e soprattutto quelli della fratellanza con chiaro riferimento all'emergenza profughi che  l'Italia sta vivendo.

 

Ambasciata britannica smentisce Sun: Visitate Napoli tranquillamente

L'ambasciata britannica a Roma smentisce la classifica del Sun, che pone Napoli fra le città più pericolose del mondo, e invita i turisti britannici a continuare a visitarla. "Tre milioni di britannici visitano l'Italia ogni anno e la maggioranza delle visite sono prive di problemi - auspichiamo che molti continuino a godere delle bellezze i Napoli", ha scritto su Twitter Jill Morris, ambasciatore del Regno Unito in Italia. Già l'ambasciata italiana di Londra era intervenuta su Facebook: "Fake news. Napoli non è contenuta in nessun indice globale delle 50 città più pericolose del mondo. Il Sun deve aver avuto un colpo di sole .. ha confuso la fantasia con la realtà quando ha associato la città sotto il Vesuvio a Raqqa e Mogadiscio". E nel suo messaggio, la Morris ha inserito anche il tweet dell'ambasciata italiana che riassume il post di Facebook.

Cina, il piano strategico che chiama in causa la Campania

 

Made in China 2025, il  piano strategico nazionale cinese che trova origine nel XIII Piano Quinquennale (2016-2020), mira a riorganizzare il sistema industriale con un dichiarato obiettivo, attraverso un lungo processo articolato in tre fasi che terminerà nel 2049, di rendere la Cina il Paese leader nel settore dell’alta tecnologia a livello internazionale. Un obiettivo che trae linfa ovviamente sia nei rapporti con l'Europa che con l'Italia e la Campania in particolare, visto che la ricerca, il turismo e l'agroalimentare sono sul tavolo degli interessi di Pechino che proprio recentemente ha intravisto nella Citta' della Scienza il luogo di partenza per ogni dimensione futura.
Durante l’incontro saranno presentate due recenti pubblicazioni sul tema, il numero 159 della rivista Mondo Cinese Made in China 2025, edita dalla Fondazione Italia Cina e il rapporto China Manufacturing 2025: Putting Industrial Policy Ahead of Market Forces,elaborato dalla European Union Chamber of Commerce in China (EUCCC). L’evento, attraverso i diversi interventi, mira a fornire spunti interessanti per la discussione delle peculiarità e delle sfide che il piano Made in China 2025 rappresenta per l’Europa ed il nostro Paese. 
Interverranno, tra gli altri: Ettore Francesco Sequi, Ambasciatore italiano in Cina (in collegamento da Pechino) ; Margherita Barberis, Direttore Generale Fondazione Italia Cina ; Plinio Innocenzi, Addetto scientifico Ambasciata italiana in Cina ; Massimo Bagnasco, Vice Presidente EUCCC (in collegamento da Pechino); Sara Marchetta, State Representative EUCCC ; Carlo d’Andrea, Vice Presidente nazionale EUCCC e Presidente del Board Shanghai Chapter ; Diego Andreis, Managing Director Fluid-o-Tech e Presidente del Gruppo Metalmeccanici Assolombarda. Modera: Renzo Cavalieri, Of Counsel BonelliErede.
La Cina è pronta ad eseguire un “upgrade” industriale grazie ad un ambizioso programma di sviluppo conosciuto come “Made in China 2025”. Il governo di Pechino e le amministrazioni locali verseranno milioni di dollari per traghettare il paese verso una nuova era industriale, incentrata su produzioni automatizzate ad alto valore aggiunto e tecnologie produttive avanzate.
In questo quadro le imprese europee trarranno benefici sempre minori, specie in quei settori in cui la Cina è intenzionata a colmare il gap tecnologico con l’occidente. L’accesso ai mercati sarà garantito e saranno incoraggiate solo quelle imprese europee che saranno effettivamente in grado di collaborare attivamente con i cinesi, per esempio investendo in progetti di Joint Venture e società partecipate.
L’ambizioso programma industriale vuole dare un nuovo volto alla Cina, da troppi anni conosciuta come “fabbrica del mondo” capace di offrire produzioni a basso costo e basso valore aggiunto. Al contrario, l'intento di Pechino è trasformare radicalmente il sistema produttivo cinese, portando le aziende locali a competere in segmenti tecnologicamente avanzati.
Se prendiamo come riferimento la curva “del sorriso” di Stan Shih ; " Smiling Curve ", si può dire che la Cina abbia ancora molta strada da percorrere prima di raggiungere il traguardo proposto dal programma China Manufacture 2025.
Il settore R&D ha conosciuto uno sviluppo molto modesto in particolare all’interno delle imprese di Stato (SOE’s), dove rappresenta soltanto un 2% degli investimenti. Questo si traduce in una generale scarsa capacità di applicare i risultati della ricerca all’industria, e pertanto in una scarsa capacità ad innovare. Solo le regioni costiere -dove vi è inoltre una minore concentrazione di imprese statali- riescono oggi a dare un contributo maggiore in termini di innovazione. Innovare è però necessario, e diventa di vitale importanza se la Cina non vuole cadere nella “middle income trap” prima che la popolazione abbia raggiunto livelli di reddito medio pro capite sufficientemente elevati. A queste sfide si aggiungono l’invecchiamento della popolazione e la contrazione della forza lavoro disponibile (uomini e donne dai 15 a 59 anni) che minacciano la creazione e la sostenibilità di un sistema pensionistico adeguato.
La Cina sta subendo pressioni su due versanti: da un lato i nuovi paesi emergenti che cercano di sfruttare al massimo i vantaggi provenienti dalle produzioni a basso costo e i vantaggi collegati alle supply chains globali. Dall’altro i paesi occidentali, che sembra siano inclini a riportare le produzioni “a casa” in Europa e USA dove riescono ad offrire percentuali di automazione produttiva molto elevate. Se si volesse paragonare il livello di automazione industriale della Cina con quello di paesi limitrofi avanzati come Giappone e Corea del Sud, si potrebbe dire che il dragone è ancora ben lontano dal colmare il gap tecnologico con i paesi occidentali.
In Europa si parla di Quarta Rivoluzione Industriale, che trasformerà il modo in cui le imprese approcciano il manifatturiero. In futuro si potranno correggere errori in real time ad ogni stadio della catena produttiva. Non solo, si ridurranno gli sprechi, migliorerà l’efficienza e problemi e malfunzionamenti verranno identificati ancora prima che accadano.
La più lungimirante tra le nazioni europee è stata la Germania con il piano “INDUSTRIE 4.0”. L’unione europea si è subito adeguata creando un piano di sviluppo chiamato “Factories for the Future” che prende parte al piano Horizon 2020. Francia e UK hanno seguito immediatamente questo trend con programmi nazionali ad hoc.
Mettiamo allora a confronto i due piani Industrie 4.0 e CM2025 per vedere che si tratta di due approcci piuttosto diversi. L’Europa ha un approccio bottom-up dal basso verso l’alto e punta molto sulle piccole medie imprese. A livello “macro” gli europei puntano alla creazione di istituzioni apposite che promuovano lo sviluppo del nuovo programma tecnologico, sviluppando la coesione e la collaborazione tra imprese e università, difendendo la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e supportando un settore R&D già di per sé avanzato. L’approccio cinese è solitamente TOP-DOWN dall’alto verso il basso, con investimenti governativi spesso molto generosi, ma meno efficienti e destinati in maniera minore alla ricerca rispetto ai paesi occidentali.
Anche se può sembrare che il piano cinese sia ispirato al piano tedesco Industrie 4.0, sono in realtà due cose ben diverse. Industrie 4.0 mira ad un “ammodernamento tecnologico”, mentre CM2025 vuole una “radicale ristrutturazione del tessuto industriale”, laddove l’ammodernamento tecnologico è soltanto uno dei tanti fattori coinvolti. Il presidente cinese Xi Jinping è ben consapevole che la capacità di innovazione -specie quando si parla di innovazione “originale”- è ancora debole. La Cina è ancora molto dipendente da tecnologie straniere in settori industriali strategici ed è questo il punto cardine che si vuole affrontare in via prioritaria con il piano CM2025.
Rafforzare la capacità innovativa richiede coesione di intenti da parte del governo, delle università e delle imprese. Non è ancora ben chiaro a cosa si riferiscano i cinesi quando parlano di “indigenous innovation”, ma dall’analisi di alcuni recenti discorsi governativi si può senz’altro capire che l’aggettivo “indigenous” si riferisce a tutte quelle tecnologie e prodotti sviluppati in Cina per “rafforzare l’innovazione originale attraverso al co-innovazione e la re-invenzione basati su l'assimilazione di tecnologie importate”.
Va ricordato che CM2025 rientra in un piano governativo di sviluppo ben più ampio, che mira a fare della Cina una forza manifatturiera globale avanzata entro il 2049, anno del centenario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.
Gli obiettivi saranno quindi essere meno dipendenti dalle tecnologie straniere in settori chiave e rendere le aziende cinesi competitive sui mercati globali e su settori tecnologicamente avanzati. Infine, sarà prioritaria la necessità di imparare ad innovare.
Sebbene le aziende cinesi stiano ancora operando in modalità “2.0” e il passaggio ai concetti dell' Industria 4.0 non potrà essere accolto in maniera troppo rapida, la Cina è comunque estremamente ricettiva verso questi argomenti. La presenza di aziende cinesi come Baidu, Tencent, Alibaba danno infatti alla Cina competenze e capacità avanzate -talvolta di spicco- nell’analisi dei big data e nel grado di digitalizzazione.

 

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