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L'ambasciata indiana organizza una missione imprenditoriale rivolta anche alle aziende campane

  •  di Bruno Russo
  • Pubblicato in Vita consolare

Confindustria, in collaborazione con ICE Agenzia e sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero dello Sviluppo Economico, organizza con l'Ambasciatore indiano a Roma, Shri Debabrata Sahara,  una missione imprenditoriale in India, a New Delhi,dal 3 al 5 novembre prossimi, in occasione della manifestazione fieristica “World Food India” che vede l’Italia partecipare in veste di Focus Country.
L’iniziativa, che si inserisce nel quadro delle attività di follow-up a seguito della missione di Sistema di aprile 2017, sarà guidata dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, ed è interamente dedicata alla filiera della produzione e della trasformazione alimentare.
Con un tasso medio di crescita dell’8,8%, il comparto agroalimentare in India costituisce un settore con notevoli opportunità di collaborazione per le imprese italiane operanti soprattutto nella filiera della trasformazione e della meccanizzazione agricola.
Lo sviluppo ed il miglioramento tecnologico del settore rappresenta una priorità del Governo indiano e del programma “Make in India” che punta ad un incremento della produttività ed una riduzione degli enormi sprechi alimentari che si registrano lungo la catena produttore-consumatore.
Obiettivo del Governo Modi è la trasformazione del Paese nel maggiore hub mondiale per il food processing e si stimano investimenti per 33 mld di USD nei prossimi 10 anni
Tra gli strumenti messi in atto vi è la realizzazione, nell’ambito del programma “National Mission on Food Processing”, di 42 “Mega Food Parks”, ciascuno dei quali sarà costituito da 20 unità di food processing, servite da infrastrutture comuni per la protezione ambientale e per il controllo qualità. Notevoli sono anche i programmi per realizzare e modernizzare la catena del freddo che versa in uno stato di profondo arretramento.
L’Italia si configura come primo fornitore di macchine e lo stesso sviluppo dei 42 food park segue in larga parte uno schema mutuato dall’esperienza italiana dei cluster e dei distretti industriali e tecnologici.
“World Food India”, fiera organizzata dal Ministero Indiano per il Food Processing, si profila come una manifestazione di riferimento per le imprese che abbiano interesse ad investire e sviluppare progetti nel Paese.
Il programma provvisorio della Missione -  prevede l’arrivo della delegazione italiana a New Delhi durante la giornata di giovedì 2 novembre. I giorni 3 e 4 novembre e la mattinata del 5 saranno interamente dedicati ai lavori che si terranno presso la sede di “World Food India”. Saranno previsti seminari di approfondimento settoriale, momenti istituzionali ed incontri b2b. Il rientro in Italia si terrà nel pomeriggio/serata del 5 novembre.
Tra le azioni di comunicazione previste per facilitare i contatti con le controparti locali è prevista la realizzazione di un catalogo, in lingua inglese, con una pagina dedicata a ciascuna azienda che prenderà parte alla sessione di incontri bilaterali. Per la redazione del catalogo verranno utilizzate le informazioni riportate nella scheda di adesione come inserite all’atto dell’iscrizione. 
Per l’ingresso dei cittadini italiani in India è necessario il passaporto con validità residua di almeno sei mesi al momento dell’arrivo nel Paese.
E' necessario il visto d’ingresso che può essere unicamente rilasciato dagli uffici diplomatico/consolari del Paese presenti in Italia (Ambasciata dell’India a Roma o Consolato Generale a Milano). Il modulo di richiesta per VISTO BUSINESS va compilato esclusivamente online sul sito http://www.indianvisaonline.gov.in/visa.
Le principali aree geografiche di insediamento delle imprese italiane in India sono i poli industriali di Delhi-Gurgaon-Noida (c.d. Capital Belt) e di Mumbai-Pune (Maharashtra). Il terzo e quarto polo di concentrazione sono rispettivamente attorno alle città di Chennai (Tamil Nadu) e Bangalore (Karnataka). Di rilievo minore Calcutta (Bengala Occidentale), mentre sempre piu’ interessanti risultano altri Stati quali Gujarat e Rajasthan, ove cominciano a registrarsi i primi stabilimenti italiani. Tra i grandi gruppi italiani presenti in India si segnalano: Fiat (oltre alla casa automobilistica, anche New Holland e Magneti Marelli), Carraro, Maschio Gaspardo, Piaggio, Prysmian, Maire Tecnimont, Techint, Luxottica, Danieli, Ansaldo Energia, Saipem,  Brembo, StMicroelectronis, Salini Impregilo, CMC di Ravenna, Bonfiglioli, Mapei, Italcementi, Maccaferri, Ferrero, Bauli, Perfetti Van Melle, Tessitura Monti, Benetton, Gruppo Coin, etc. La presenza di grandi gruppi industriali italiani certamente funge da traino per le nostre PMI. Sono inoltre operative in India numerose case italiane del design d’interni, moda e segmento lusso (tra cui Artemide, Natuzzi, Zegna, Armani, Cavalli, Damiani, ecc.), se pure con un numero di punti vendita ancora limitato.Particolarmente attente al mercato indiano sono le aziende del settore difesa, tra cui certamente il Gruppo Finmeccanica, Beretta, Elettronica, Fincantieri.Quanto al segmento finanziario, oltre al Gruppo Assicurazioni Generali, sono presenti in India con uffici di rappresentanza una dozzina di banche italiane.