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Londra prepara la visita di Carlo e Camilla a Napoli

 

Mentre Londra e' stata  vittima di un attacco terroristico nei pressi del Parlamento, la diplomazia inglese vuole rafforzare I contatti  con l'Europa, e fa capolino nella nostra citta' per un appuntamento molto atteso:  il sindaco ha ricevuto Jill Morris, ambasciatore del Regno Unito in Italia che, accompagnata dal console generale a Napoli Pierfrancesco Valentini, ha personalmente invitato Luigi de Magistris a partecipare all'incontro con Camilla che si prepara ad Aprile. La Morris ha effettuato una serie di sopralluoghi nei posti  che la duchessa  visiterà durante la sua visita napoletana. Sara' infatti una giornata intensa quella che attende la duchessa di Cornovaglia, senza il marito, a Napoli il primo aprile. Carlo e Camilla, infatti, saranno in Italia nell'ambito di un tour che metterà in evidenza i rapporti tra il Regno Unito e i partner europei nei settori della coesione sociale, degli accordi militari e della lotta al traffico di esseri umani, come si legge nella nota di Clarence House.
Il giro prevede diverse tappe tra cui anche Roma, Amatrice e Firenze. Nel corso di queste viste, Camilla lascerà Carlo per qualche ora e, dalle 10.30 alle 17, sarà a Napoli dove già fervono i preparativi per mostrarle le eccellenze del territorio, tra cui le cravatte di Marinella: la duchessa farà infatti visita alla sede di piazza Vittoria, qui inaugurerà il Museo del Centenario prima di visitare i laboratori della Riviera di Chiaia. " Siamo molto orgogliosi di ricevere la duchessa - ha dichiarato Maurizio Marinella - e stiamo già pensando a un foulard da regalarle. Abbiamo in mente alcune cravatte tra cui farle scegliere quella da regalare al marito".
Dopo una tappa a Villa Campolieto, a Ercolano, Camilla è attesa a La Gloriette, una villa a via Petrarca confiscata a Michele Zaza vent'anni fa e oggi affidata alla cooperativa femminile Orsa Maggiore, presieduta da Angelica Viola, che lavora con ragazzi disabili per la loro integrazione ed inclusione. Qui il referente regionale dell'associazione Libera Geppino Fiorenza ha avuto il compito di mostrarle un compendio di quanto si fa a Napoli per il recupero dei giovani. Sempre nella villa di via Petrarca, Camilla incontrerà anche i rappresentanti della Federazione antiracket italiana e, per concludere, assisterà a un'esibizione dei musicisti di Sanità Ensemble, l'orchestra di ragazzi del quartiere Sanità che ha fatto da apripista in Italia alla pratica di associare lo studio della musica al coinvolgimento dei giovani.  Carlo resterà nelle regioni del Nord Est d'Italia dove prenderà  parte al centenario del dispiegamento delle forze armate britanniche sul fronte austriaco.
Il Governo britannico ha chiesto al Principe di Galles e alla Duchessa di Cornovaglia di visitare l’Europa tra il 29 marzo e il 6 aprile 2017. Il tour avrà inizio in Romania, dove il Principe di Galles visiterà Bucarest e le zone limitrofe tra il 29 e il 31 marzo. Il Principe e la Duchessa si recheranno quindi insieme in Italia e presso la Santa Sede tra il 31 marzo e il 5 aprile, e saranno a Vienna dal 5 al 6 aprile.
Il Principe di Galles ha visitato la Romania ufficialmente una volta. Sua Altezza Reale è stato ufficialmente in Italia 19 volte, mentre la Duchessa una volta. Il Principe è già stato due volte in Vaticano, mentre la Duchessa una volta. Sua Altezza Reale è stato ufficialmente in Austria 3 volte, mentre sarà la prima visita ufficiale per la  Duchessa.
I rapporti tra Regno Unito e Italia sono ben saldi dopo la Brexit e recentemente sono stati oggetto di un processo di valorizzazione e rinnovamento:  a Palazzo Giure Consulti a Milano, alla presenza dell’Ambasciatore britannico in Italia Jill Morris, sono state presentate le novità della campagna Welcome to GREAT Britain, una serie di iniziative promosse dal network delle organizzazioni britanniche in Italia, l'Ambasciata Britannica, il British Council, il Dipartimento per il Commercio Internazionale (DIT), e l’Ente britannico per il turismo - VisitBritain, volte a incoraggiare imprenditori, studenti e turisti italiani a scegliere il Regno Unito per fare affari, specializzarsi e trascorrere le proprie vacanze. 
A due settimane dal discorso che la premier britannica Theresa May ha tenuto a Londra per illustrare la logica e le finalità dei negoziati per l’uscita dall’Unione europea, il Regno Unito rimane aperto al mondo, all’Europa e in particolare all’Italia. Alla presenza delle massime cariche che rappresentano le organizzazione britanniche in Italia – Patricia Yates, Direttore Strategia & Comunicazione di VisitBritain, Ed Pikett, Digital Director del Department for International Trade e Paul Seller, Direttore del British Council Italia ,  l’evento di Palazzo Giure Consulti ha fornito l’occasione per illustrare ai numerosi ospiti le principali novità destinate ad attrarre ancor più imprenditori, turisti e studenti italiani che continueranno a essere i benvenuti nel Regno Unito.
Intervenendo in apertura, l’Ambasciatore britannico in Italia, Jill Morris ha sottolineato: "Il Regno Unito si appresta a lasciare le istituzioni di Bruxelles, ma non l’Europa, continente di cui continuerà a far parte per motivi storici, geografici, culturali ed affettivi. A questi elementi si uniscono indiscutibili interessi economici e commerciali, forti su entrambe le sponde della Manica.
Una nuova piattaforma digitale ideata dal Dipartimento per il Commercio Internazionale (DIT – Department for International Trade) punta a favorire la creazione di opportunità di business per chiunque sia interessato a commerciare o a investire dall’Italia nel Regno Unito, a studiare o a visitare il Paese. Una campagna di marketing territoriale pone l’accento sulla ricchezza dell’offerta turistica britannica, in un Paese che riceve ogni anno quasi 2 milioni di turisti italiani (1 milione e 800 mila nel 2015), e si prepara ad accoglierne ancora di più.
Il Regno Unito ospita 18 tra le 100 migliori università al mondo, e quattro tra le top ten. Ogni anno più di dieci mila italiani scelgono di studiare in un’università o in una scuola britannica, con un trend che ha fatto registrare negli ultimi anni il 10% di crescita. Si tratta del quarto dato più alto tra i paesi dell’Unione e il decimo a livello globale. Si terrà a Milano, tra poche settimane, la nuova edizione di Study in the UK, organizzata dal British Council con oltre 40 atenei britannici pronti a ricevere nuovi studenti dall’Italia.
Ricordando come il Regno Unito sia un Paese: Orgoglioso della propria diversità, caratteristica che ne ha storicamente arricchito il tessuto economico, culturale e sociale”, l’Ambasciatore Morris ha sottolineato che “Il  voto del 23 giugno scorso non cambia l’essenza del nostro Paese: il Regno Unito continuerà ad accogliere quanto di meglio l’Italia e gli altri partner europei vorranno offrire in termini di talenti e idee, in tutti i campi".
"Sono fiduciosa – ha concluso Morris – che le relazioni tra Italia e Regno Unito usciranno rinsaldate da questo pur complesso percorso, in virtù degli interessi comuni e dei legami che da sempre uniscono e avvicinano i nostri due  Paesi".

Benin, console Gambardella presenta progetto "Acqua Comune"

 

L’Istituto fiorentino entra a  far parte delle scuole Unesco con una iniziativa volta alla ricerca sull’uso consapevole delle risorse idriche. In programma anche una raccolta fondi per la costruzione di un pozzo in Bénin.
Mercoledì 15 marzo, alle ore 16:30, presso i locali dell’Aula Magna dell’Istituto Fiorentino di Battipaglia in provincia di Salerno  si e' tenuto il Convegno di presentazione del progetto “Acqua Bénin Comune”. L’evento, formalizzato  con la stipula di un protocollo di intesa tra l’Istituto scolastico ed il Consolato del Bénin, si avvale della collaborazione dell’Associazione Lions Club International, una Onlus attiva nella tutela del patrimonio ambientale, con una attenzione specifica all’acqua. Bisogna specificare che si tratta di un progetto dalla vocazione internazionale basato sulla realizzazione dell’Agenda 2030 dell’Unesco finalizzata allo sviluppo sostenibile. Non a caso saranno impegnati ben 100 alunni e 20 docenti in un percorso formativo e didattico fino a maggio. " Sono onorato di partecipare a questa iniziativa. In particolare sono felice che il “motore” di questa iniziativa siano dei giovani alunni. In questo modo potranno crescere adulti consapevoli e disposti all’aiuto del prossimo", ha dichiarato il Console del Bénin Giuseppe Gambardella. " Voglio ringraziare – ha continuato il Console - tutti coloro che hanno dato la loro disponibilità a partecipare al congresso; tutte le Istituzioni che ci sono state vicine; l’Associazione Lions e l’Istituto Fiorentino che ci accoglierà per questo prezioso evento". C’è inoltre da dire che l’Istituto Fiorentino, in seguito alla presentazione ed alla relativa approvazione del progetto “Acqua Bénin Comune”, dall’attuale anno scolastico fa parte integrante della Rete Nazionale Asp (Associated Schools Project) Unesco Italia. Ovvero una rete internazionale di scuole associate all’Unesco, nata nel 1953, con l’obiettivo di formare le nuove generazione verso le tematiche dello sviluppo sostenibile, dell’equità sociale, della solidarietà, della tolleranza, della valorizzazione degli scambi culturali e di tutti i valori unescani. Alla conferenza  sono intervenuti diverse personalità, molte delle quali già attive nel campo della solidarietà e delle opere umanitarie. Dunque hanno partecipato al simposio il Dirigente Scolastico, Dott. Dario Palo; il Console della Repubblica del Bénin, Dott. Giuseppe Gambardella; il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Dott. Renato Pagliara; la Prof.ssa Antonella De Paola, referente scolastico del progetto; il Sindaco del Comune di Battipaglia, Dott.ssa Cecilia Francese; il Presidente della Confcommercio di Battipaglia, Arch. Massimo Sorvillo; il Presidente del Distretto Turistico “SeleCoast”, Dott. Vincenzo Consalvo; il Presidente del Consorzio ProLoco, Dott. Pietro D’Aniello; il Presidente del Lions Club Eboli-Battipaglia Host, Dott. Giovanni D’Angelo; il II Vice-Governatore Lions Club International Distretto 108Ya, Dott. Paolo Gattola. Il dibattito e' stato  moderato magistralmente dalla Dott.ssa Angela Luisa De Stefano. 
Tutte le fasi del programma “Acqua Benin Comune” sono state ben identificate e spiegate. Gli alunni saranno impegnati in attività di ricerca sulle problematiche relative alle fonti di acqua potabile, nonché sull’uso e sull’abuso del consumo idrico diretto ed indiretto. Il tutto in sinergia con il Consolato del Bénin e con il progetto Lions “Acqua per la Vita”.  Inoltre è importante precisare che ci sarà una raccolta fondi per la costruzione di un pozzo di acqua potabile per i bambini africani.
Alla fine è previsto un gemellaggio “virtuale” con alunni beninesi, nonché un convegno finale, aperto alla cittadinanza e a chiunque voglia partecipare, incentrato sui risultati ottenuti. Sarà infatti presentato un documentario multimediale inerente a tutto il lavoro svolto; anche con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dello sviluppo ragionevole legato all’acqua. "Spero che questa iniziativa funga da progetto “pilota” per tante altre scuole italiane. Il Consolato che ho l’onore di presiedere ha organizzato numerose iniziative incentrate sul tema dell’acqua; sulla enorme importanza di questo bene primario e di come molti Paesi, tra questi il Bénin, possano soffrirne per una endemica mancanza. Sono consapevole del grande valore che hanno questi progetti. Come ripeto spesso, bisogna insistere sulla costruzione di proficue e virtuose sinergie tra più soggetti possibili. Il tutto con il fine di poter raggiungere dei buoni risultati, sia per aiutare in modo concreto chi ne ha bisogno, sia per sensibilizzare la popolazione verso temi che nel prossimo futuro avranno un impatto globale, come la gestione delle risorse idriche", ha spiegato il Console Gambardella.

Il Piano 2020 dell'Oman e l'assenza di un consolato a Napoli

Attraverso il piano di sviluppo 2020 volto a diversificare l’industria e sostenere lo sviluppo dell’economia locale grazie alla  strategia di  “In Country Value”, l’Oman si candida a diventare una vera e propria piattaforma “dinamica” tra Medio Oriente e Asia. Questo, in sintesi, quanto emerso durante il “ Business Forum 2017 Oman & Italy” che si è tenuto  a partire dall'8 Marzo a  Mascate, in Oman, alla presenza di importanti rappresentanti delle autorità omanite e italiane e di più di 80 aziende del nostro Paese e di circa 300 societa' dell ' Oman.
E' la prima missione commerciale italiana in Oman. Una tematica messa in chiaro dall'Ambasciata , coorganizzatrice dell'evento e dagli altri partner,  e' che il petrolio non e' l'unico meandro ove cooperare dal punto di vista imprenditoriale; esistono tanti altri ambiti ove il rapporto con il nostro Paese puo' e deve crescere, come il turismo, la pesca, le energie pulite, il design,  l'innovazione e l'agroalimentare. In direzione ad esempio della Blu Energy del mercato ittico marino e terrestre, l'Ambasciatore dell'Oman a Roma, Ahmed Salem Mohammed Baomar, ha in cantiere molti appuntamenti tra Ottobre e Dicembre 2017.
In  una nota iniziale del ministero dello Sviluppo economico si enunciava la partecipazione di  oltre ottanta imprese, fra le quali molte pmi,  insieme a Confindustria, Sace, Simest e Ice Agenzia. La missione e' guidata dal Sottosegretario al Commercio Internazionale e Attrazione Investimenti presso il Ministero dello Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto:   "Le nostre esportazioni nell'Oman" ha dichiarato il sottosegretario Scalfarotto "si sono triplicate in dieci anni-  Si tratta di un Paese il cui Governo ha varato un piano di investimenti infrastrutturali da oltre 100 miliardi di dollari.  Sono convinto che l'ingegneria italiana, che è un'eccellenza del made in Italy al pari dell'eleganza e del cibo, possa recitare un ruolo da protagonista in quest'area, costruendo sviluppo economico congiunto e migliorando scambi ed investimenti".
L’evento è stato ufficialmente aperto da Ali bin Masoud al Sunady, Ministro del Commercio e dell’Industria omanita, e ha visto la partecipazione anche di  Licia Mattioli, Vice Presidente Confindustria, Giorgio Visetti, Ambasciatore Italiano a Mascate, Ahmed Al Jahdhami, AD di Orpic, e Fabrizio Di Amato e Pierroberto Folgiero, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Maire Tecnimont. Al Business Forum hanno, inoltre, partecipato Salim bin Nasser Al Aufi, Sottosegretario del Ministero dell’Oil and Gas, e Talal Al Rahbi, Vice Segretario Generale del Consiglio Supremo per la Pianificazione, oltre a rappresentanti di SACE e SIMEST e altri esponenti di associazioni di categoria omanite e italiane.
L’Oman presenta numerose opportunità. Oltre all’industria petrolifera, principale risorsa del Paese, di rilievo per l’Italia il piano di sviluppo infrastrutturale e il comparto dei macchinari. Altri settori di interesse crescente: turismo, energia, ambiente, trasporti marittimi, acquicoltura, pesca, sicurezza alimentare, sanita’. L’Oman sta inoltre investendo considerevolmente nelle PMI, altro possibile settore di cooperazione bilaterale. Le prospettive di crescita per i prodotti del Made in Italy si presentano in particolare nell’arredamento, parallelamente allo sviluppo del settore residenziale e turistico.
Gli omaniti puntano anche sulla realizzazione di zone economiche speciali, a vocazione commerciale e manifatturiera. L’investimento maggiore e’ quello di Duqm, una zona strategica, sia per la presenza del porto prospiciente l’Iran, l’India e il Pakistan, dell’aeroporto e della futura ferrovia, in un’area di 1.777 km quadri e 80 chilometri di costa lungo il mare arabico (con un’estensione maggiore di quella di Singapore) situata a metà strada tra Mascate e Salalah. La Zona Economica Speciale di Duqm e’ destinata alla produzione industriale ed alla logistica, in particolare nei settori petrolchimico, materiali da costruzione, minerali e fertilizzanti, pesca e acquacultura, produzione alimentare, energia pulita, servizi medici e impianti turistici. E’ amministrata da un ente autonomo con il compito di attrarre e promuovere gli investimenti nazionali ed internazionali. Il progetto e’ volto a  diventare, per dimensioni, la maggiore Zona Economica Speciale del Medio Oriente.
L’Italia ha esportato in Oman Euro 568 milioni e importato dal Paese merci per Euro 65 milioni. Circa il 46% del nostro export è costituito da macchinari e apparecchi, seguono metalli di base e prodotti in metallo (quota del 19%), mezzi di trasporto (9%) e apparecchi elettrici (7%). Il valore , importazioni italiane dall’Oman sono cresciute del 86%. L’Italia ha registrato per la prima volta la fornitura di prodotti pretroliferi dall’Oman, che nei primi 11 mesi del 2015 sono risultati la seconda piu’ importante voce di import con una quota del 16% sul totale, preceduta da metalli di base e prodotti in metallo con una quota del 63%.
Tenuto conto della volonta’ del Governo omanita di diversificare la propria economia e gli ingenti investimenti a tale scopo, sarebbe auspicabile una maggiore presenza d’imprese italiane nel settore industriale. Nel Sultanato sono presenti diverse Free Zone che offrono importanti agevolazioni alle imprese estere  interessate ad investire in questo Paese.
La normativa fiscale sulle societa’ e’ particolarmente vantaggiosa (12% sugli utili eccedenti i 60.000 euro circa l’anno). E’ possibile costituire societa’ a capitale misto con quota minima omanita pari al 30% e capitale sociale minimo pari a circa 300.000 euro. Non e’ presente ne’ l’imposta sul valore aggiunto ne’ sulle persone fisiche.  I diritti di dogana sono, per la quasi totalita’, pari al 5%. L’Oman e’ membro dell’unione doganale del Golfo GCC. Una grande azienda italiana, la Maire Tecnimont, aveva già fatto da apripista nel 2015, aggiudicandosi  un maxi-appalto da circa 900 milioni di dollari. Uno degli indirizzi utili per fare business in Oman, al riguardo e' :Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Indipendentemente dalle premesse, 
la prima missione economica italiana in Oman, e' stata incentrata sul progetto EPC Liwa Plastics Industries Complex (LPIC) di Orpic relativo ad alcune unità di produzione polimeri del valore di USD 895 milioni che Maire Tecnimont sta realizzando nella zona di Suhar, 150 km a nord di Mascate, per Orpic, società di Stato attiva nei settori della raffinazione e del petrolchimico.
Durante i lavori, le aziende dei due Paesi hanno avuto l’opportunità di fare rete al fine di favorire le relazioni tra i rispettivi sistemi imprenditoriali. Il Forum costituisce una conferma del ruolo che la filiera dell’Oil&Gas può giocare quale driver per aumentare la competitività del tessuto imprenditoriale locale. Inoltre, nella cornice della missione economica italiana è stata ufficialmente lanciata la Omani-Italian Friendship Association.
Domani, Orpic e Maire Tecnimont guideranno la delegazione italiana del Forum all‘interno del complesso di Orpic a Suhar e nel cantiere di Tecnimont.
Fabrizio Di Amato, Presidente di Maire Tecnimont, ha commentato: “Questa è un’iniziativa chiave per favorire le relazioni economiche tra l’Oman e l’Italia. La catena del valore italiana technology-driven, costituisce, infatti, una combinazione perfetta per le dinamiche industriali dell’Oman, focalizzate sullo sviluppo del potenziale di crescita nel settore della raffinazione degli idrocarburi”.
Maire Tecnimont S.p.A.,  società quotata alla Borsa di Milano, è a capo di un gruppo industriale (Gruppo Maire Tecnimont) leader in ambito internazionale nei settori dell’Engineering & Construction (E&C), Technology & Licensing e Energy Business Development & Ventures con competenze specifiche nell’impiantistica in particolare nel settore degli idrocarburi (Oil & Gas, Petrolchimico, Fertilizzanti) oltre che nel Power Generation e nelle Infrastrutture. Il Gruppo Maire Tecnimont è presente in circa 30 paesi, conta circa 45 società operative e un organico di circa 4.900 dipendenti, di cui oltre la metà all’estero.

BRUNO RUSSO

Al Banco di Napoli il Forum Italia-Russia

Si e' svolto il 15 Marzo presso la sede del Banco di Napoli il forum Italia- Russia, per fare il punto sugli accordi esistenti in una amicizia tra due Paesi, che vuole decollare sempre di piu', alla presenza dell'Ambasciatore Sergey Razov accompagnato come sempre, in queste occasioni, dal Console Vincenzo Schiavo nella sua visita a Napoli,  le cui parole evidenziano l'orgoglio e la soddisfazione di un legame crescente : " Ho avuto l'onore di trascorrere una piacevolissima giornata con l' Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov e la gentile consorte Ljudmila Razova. L'ambasciatore, riconosciuto amante della nostra splendida città, è giunto quest'oggi a Napoli in occasione del forum italo-russo tenutosi presso la sede del Banco di Napoli. Sua Eccellenza ha sottolineato l'importanza rivestita dai proficui rapporti bilaterali tra la Repubblica Italiana e la Federazione Russa ed ha elogiato l'operato del Consolato Onorario in Campania, volto allo sviluppo di reali opportunità tra la realtà imprenditoriale italiana e quella russa. Con l'ambasciatore abbiamo incontrato numerose autorità cittadine, responsabili di istituti bancari, imprenditori e rappresentanti della classe ecclesiastica, il tutto per pianificare a breve due grandi opportunità di partnership che vedranno la Regione Campania e la città di Napoli , con annessa la classe imprenditoriale, come referenti preferenziali tra la Russia e l'Italia sul territorio nazionale ". La Russia ha sempre guardato in direzione del Vesuvio, e oggi più di ieri per un’inversione di tendenza,  i punti di interesse sono l’innovazione, il turismo e la moda. Non a caso l’export campano di tessile e abbigliamento segna un +26% verso la Russia. È iniziato presso la sede del Banco di Napoli di via Toledo, il seminario “Italia-Russia, l’arte dell’innovazione” destinato ad approfondire gli aspetti più interessanti dell’asse economico tra Mosca e quella che fu la capitale del Regno delle due Sicilie e rimane centro pulsante del Mediterraneo. Si tratta del terzo incontro promosso sotto l’egida dell’associazione Conoscere eurasia e vede tra i relatori l’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov, il presidente di Conoscere Eurasia e di Intesa Russia Antonio Fallico.
Napoli grazie alle impennate di tessile e abbigliamento nell’interscambio Russia-Italia, rappresenta una quota di mercato del 62,5% delle esportazioni in Russia dell’intera regione. A sua volta la Campania si conferma caposaldo nel Meridione dei rapporti commerciali con Mosca, con quasi il 29,2% di tutto il Sud.
“Voglio ricordare che 240 anni fa il Regno di Napoli, primo su questa penisola, stabilì i rapporti diplomatici con l’Impero russo” ha dichiarato Razov, all’inizio del suo intervento. Successivamente Fallico, riagganciandosi alla storia dei rapporti diplomatici tra il nostro Paese e Mosca, ha ricordato che il primo ambasciatore alla corte degli zar a San Pietroburgo nel 1776 fu Muzio di Gaeta, duca di San Nicola, che poi nel 1783 fu sostituito da Antonino Maresca Donnorso.
In giornata è prevista una colazione con il capo missione russo, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e lo stesso Fallico. Razov ha anche dichiarato che la visita del ministro Angelino Alfano in Russia è ormai decisa e si stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli. Insieme con Conoscere Eurasia, per la parte russa l’organizzatore è Roscongress e il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.

BRUNO  RUSSO

La visita d'affari dell'ambasciatore tedesco

Grandi occasioni di incontro diplomatico si sono avute in questi giorni , che hanno sancito il legame tra Italia e Germania , soprattutto per cio' che riguarda la cultura, il turismo,  il campo scientifico e l'energia alternativa: e' stata assegnata, per volontà del presidente Federale Joachim Gauck, alla rettrice dell'Università degli studi di Napoli "L'Orientale" Elda Morlicchio, la prestigiosa onorificenza del Cavalierato dell'ordine al merito della Repubblica federale della Germania.
"La professoressa Morlicchio si adopera intensamente da molti anni per lo scambio scientifico tra Italia e Germania e spinge i suoi studenti a un ampio e approfondito confronto con la lingua e la cultura tedesca". È questa una delle motivazioni del riconoscimento che le e' stato consegnato dall'Ambasciatore tedesco in Italia e a San Marino,  Susanne Wasum-Rainer.
Lo stesso ambasciatore, mercoledì 1 marzo alle 12.30 a palazzo Mediterraneo, in via Marina, ha incontrato  gli studenti dell'Orientale per parlare di "Cosa ti aspetti dall'Europa?".
L'Ordine al merito di Germania è un'onorificenza istituita nel 1951 dall'allora presidente della Germania occidentale Theodor Heuss per commemorare il secondo anno della costituzione della Repubblica e premiare quanti si fossero distinti per meriti acquisiti nel servizio del paese e della collettività, in ambito economico, sociale o culturale.
Dopo la visita a Napoli e l'incontro con le istituzioni , l'Ambasciatore tedesco per sancire le basi su cui si muove il forte legame tra le due nazioni, si e' spostata in Basilicata: " Sono molto felice per l’accoglienza ricevuta e per aver conosciuto una regione con un forte e radicato spirito europeo”. Con queste parole, scritte sul libro d’onore della Regione, l’ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia e a San Marino, Susanne Marianne Wasum-Rainer, ha salutato il presidente della Regione, Marcello Pittella, al termine di un incontro durato una trentina di minuti.

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In un clima di massima cordialità, l’ambasciatore , accompagnata dal console onorario di Germania a Napoli, Giovanni Caffarelli,  e il presidente Pittella si sono confrontati sulle opportunità di collaborazione fra la Germania e   la Basilicata soffermandosi, in particolare, su due temi: la crescita del sistema produttivo lucano, con particolare riferimento all’innovazione tecnologica e all’osservazione della terra, e la cultura con i progetti riguardanti Matera2019.
“Ho avuto modo di verificare – ha detto Susanne Marianne Wasum-Rainer – le positive opportunità che potrebbero nascere e svilupparsi con una ampia collaborazione fra le due istituzioni. L’Italia e la Germania condividono aspirazioni e progetti per rendere più forte l’Europa. Siamo molto interessati, in particolare, a offrire il nostro contributo sui temi della energia alternativa e su quelli della cultura. Per noi l’Italia è un partner importante, ospiterà il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma ed entrambi i Paesi sono alla guida di istituzioni importanti come il G7 e il G20. E inoltre insieme svolgiamo un ruolo importante nella gestione dei fenomeni migratori”.
Si e' parlato quindi di obiettivi in vista del 2019, di processi di sviluppo, di infrastrutture, ma soprattutto di cultura e turismo, il  2 marzo, al Comune di Matera fra il sindaco Raffaello De Ruggieri e l’Ambasciatrice di Germania in Italia, il   colloquio si è sviluppato su temi quanto mai attuali che hanno particolarmente interessato l’Ambasciatrice soprattutto per la particolarità rivestita dalla città di Matera che rappresenta un unicum nel panorama italiano. Il confronto si è poi caratterizzato sulle potenzialità legate al settore digitale e  allo sviluppo di giovani professionisti da coinvolgere in questa importante fase della città. Tra gli aspetti evidenziati dal sindaco, soprattutto quelli legati ai Parchi della storia dell’Uomo e al progetto relativo alla realizzazione di un planetario e di un osservatorio nel Centro di Geodesia Spaziale  “Colombo"  che si trova alle porte della città. L' Ambasciatore Susanne Wasum-Rainer ha visitato il parco eolico Siemens di Melfi: un esempio di tecnologia tedesca per l'approvvigionamento di energia pulita. Poi alla e-geos di Matera ha visto come si osserva la Terra dal satellite: un perfetto esempio di cooperazione internazionale!  Suggestivo il messaggio che l’ospite ha scritto sul librone dei convenuti prima di lasciare il Comune: “Con l’augurio che la forza di Matera arricchisca ancora l’Europa”. All’Ambasciatrice Wasum-Rainer, il sindaco,   ha donato un tipico cucù in terracotta  prodotto dell’artigianato  locale.

BRUNO RUSSO

L'ambasciatore del Benin a Napoli per cercare investitori

L' ambasciatore del Benin in Italia  e' venuto in questi giorni a Napoli ed ha presenziato ad una riunione alla Camera di Commercio di Napoli , ove si e' parlato di sviluppo del Paese africano attraverso il turismo, l'agricoltura, il marmo e la cultura sportiva. Il nuovo Ambasciatore della Repubblica del Bénin, Sua Eccellenza Evelyne Togbe Olory,  ha incontrato imprenditori napoletani interessati ad investire in Terra africana. 
La diplomatica,  insediata il primo dicembre a Roma, è stata a Napoli il 5 ed il 6 marzo per una visita ufficiale, accompagnata dal Console del Bénin Dott. Giuseppe Gambardella e dal Primo Segretario dell’Ambasciata Joel Agossou per promuovere l’economia beninese , cercando imprenditori intenzionati ad investire nella “terra del sole”. 
L’ agenda è stata fitta. Il 5 marzo i tre diplomatici hanno incontrato la comunità beninese napoletana presso la Sala Congressi delle “Stufe di Nerone”, noto complesso termale dei Campi Flegrei rappresentata dalla Famiglia Colutta. Il 6 marzo hanno ricevuto una calorosa accoglienza presso il Comune di Napoli, dal Vice-Sindaco, Dott. Raffaele Del Giudice e dal Presidente del Consiglio Comunale, Dott. Alessandro Fucito grande amico del Bénin e sostenitore dei numerosi progetti umanitari intrapresi dal Consolato sia a Napoli che all’estero.
In via del tutto eccezionale, l’intera Giunta e il Consiglio Comunale occasionalmente riunito, ha ricevuto gli alti funzionari che sono stati piacevolmente colpiti e entusiasti nel vedere maggioranza e opposizione uniti, e le parole del Console Giuseppe Gambardella evidenziano tale entusiasmo : " Ancora una volta, la città di Napoli magistralmente rappresentata dal Sindaco Luigi De Magistris, si dimostra aperta alle diplomazie degli altri Paesi e favorevole allo sviluppo dell’incoming come segno di arricchimento reciproco di due comunità ". 
Inoltre, molto interessante si è rivelato l’incontro, presso la sede storica della Camera di Commercio di Napoli,  con il presidente Girolamo Pettrone e con alcuni imprenditori campani interessati ad investire in Bénin.  Il tutto, come detto in precedenza, per favorire lo sviluppo economico della Repubblica beninese attraverso quattro settori cardine: turismo; agricoltura; marmo e sport. Tali ambiti sono stati stabiliti di concentro con il Presidente della Repubblica del Bénin, Sua Eccellenza Patrice Talon, in base ai piani di crescita fissati nel medio-lungo periodo. Entrando nel merito del potenziamento dell’economia in Bénin, ogni ambito ha una sua “ratio” .  Partiamo dal turismo. Il Bénin è un Paese ricco di bellezze naturali; storico-artistiche e paesaggistiche. Punta di diamante dell’Africa Subsahariana è infatti, il Parco Nazionale della Pendjari, popolato da numerose specie animali, alcune delle quali rare. Da non dimenticare, inoltre, sono la Città Storica di Ouidah con la sua Porta del Non Ritorno, dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco; i palazzi reali di Abomey, la Città lacustre di Ganvié denominata la Venezia del Bénin e non ultima la Capitale Porto-Novo, ricca di attrazioni storico-culturali.
Bisogna ricordare, inoltre, che il Bénin in epoca coloniale era considerato il quartiere latino dell’Africa occidentale, per la sua vocazione intellettuale e per la forte tradizione culturale, l’apertura al confronto e al dibattito. L' obiettivo è quello di pubblicizzare e far conoscere le virtù di questa terra ad un pubblico più vasto possibile; nonché potenziare e creare nuove  infrastrutture ricettive per accogliere i visitatori. 
Per quanto riguarda l’agricoltura, i beninesi sono dei consumatori abituali dei pomodori. Tale alimento è presente in quasi tutte le pietanze. In questo caso servirebbero investimenti volti ad un miglioramento dell’intera filiera produttiva. Settore del marmo: in Bénin ci sono grossi giacimenti di questo materiale. La finalità sarebbe quella di utilizzare al meglio questa roccia per creare posti di lavoro, nonché abbellire delle abitazioni locali oltre che quelle estere, rendendole in armonia con il paesaggio naturale.  Infine lo Sport, in particolare il calcio; il Judo; la Boxe e l’Atletica leggera. In Bénin non esistono numerosi impianti sportivi, sebbene lo sport sia spesso considerato un mezzo per migliorare l’aggregazione, la disciplina e il rispetto reciproco e delle regole. In questo caso lo scopo sarebbe, appunto, costruire apposite strutture atte allo svolgimento di queste discipline sportive; nonché formare del personale addetto ad insegnare la corretta pratica di tali attività. Inoltre c’è da dire che l’Ambasciatore ha proposto un viaggio in Bénin agli imprenditori interessati per permettere loro di constatare di persona le potenzialità del territorio e le condizioni di partenza su cui investire.
Gli incontri e l’arrivo dei diplomatici a Napoli sono stati organizzati dallo staff consolare, in particolare dalla Dott.ssa Lucrezia Botta, dal Prof. Issaka Fataou Touré e dalla Dott.ssa Carmen Illiano.  " Appena ricevuto l’incarico l’Ambasciatore si è mostrata operativa e disponibile. Sono stato colpito dalla sua nobiltà d’animo e allo stesso tempo dalle sua capacità manageriali e da tutte le sue azioni che, in sinergia con i consolati, sono state subito indirizzate al miglioramento delle condizioni di vita del nostro popolo. Infatti anche durante la riunione con la comunità beninese a Napoli ha cercato di comprendere a pieno i problemi dei nostri connazionali in Italia e si è subito attivata per risolverli il prima possibile. Sono felice che l’Ambasciatore abbia trovato una comunità compatta e soddisfatta del lavoro svolto dal Consolato. Per me e per tutto il mio staff è una grande soddisfazione. Tuttavia non possiamo assolutamente adagiarci su quanto è stato già fatto, ma dobbiamo sempre cercare di lavorare per migliorare la qualità della vita dei nostri “fratelli” beninesi e soprattutto dar seguito agli incontri che sono stati fatti. Voglio, inoltre sottolineare che sono onorato di poter lavorare in sinergia con l’Ambasciatore. Insieme potremo dare un aiuto concreto ai beninesi: sia a quelli che vivono in Italia che a coloro che risiedono nella loro Patria. Questo non è altro che il punto di partenza ";  ha dichiarato il Console del Bénin a Napoli, Dott.  Giuseppe Gambardella.

BRUNO RUSSO

Il console Usa annuncia nuove joint venture con la Campania

 

Il Console Generale degli Stati Uniti a Napoli, Mrs. Mary Ellen Countryman ha relazionato i soci e gli ospiti del Rotary Club Napoli sul “Il ruolo del Consolato Americano a Napoli come volano di sviluppo del territorio: opportunità e criticità di investimento, fiscalità, joint-venture tra società americane ed italiane”. "Il nostro rapporto è - e rimarrà – speciale: gli Stati Uniti e l’Italia sono amici, alleati e partner in tante sfere. Lavoriamo bene insieme da tanti, tanti anni", ha detto la Console Generale Mary Ellen Countryman durante l'incontro. A fare gli onori di casa hanno provveduto il Presidente Attilio Leonardo e il Segretario del Club Antonio Ascione. L’accento dell’intervento è stato posto sulle opportunità che il Consolato Americano può offrire alle imprese del territorio: "Noi possiamo aiutare gli imprenditori del Sud a diventare partner commerciali di aziende americane in Italia se vogliono portare un prodotto, un marchio, una tecnologia o un modello".
Un concetto nuovo che regola le facility per questo tipo di attachment e' il Limited  Luability Company: 
Ente societario di origine statunitense, creato dalla legislazione societaria e fiscale degli Stati Uniti al fine di agevolare la gestione delle joint ventures  internazionali. Si tratta di una sorta di modello societario ibrido, perciò molto flessibile, che presenta contemporaneamente caratteristiche proprie delle società di persone e di quelle di capitali e che, avendo una diversa qualificazione giuridica nell’ambito delle norme fiscali italiane e statunitensi, permette ai soci residenti in tali Paesi di ottenere trattamenti fiscali particolarmente vantaggiosi nell’ambito della cooperazione internazionale fra imprese. Infatti, prima del riconoscimento normativo di questa figura, le imprese italiane e quelle statunitensi che intendevano costituire una joint venture tra loro , non avevano a disposizione un adeguato strumento per poterla gestire e dovevano ricorrere a vari meccanismi, di carattere contrattuale e societario, che si rivelavano particolarmente complessi e poco funzionali ed omogenei. Fra le caratteristiche più importanti del modello, appare particolarmente rilevante il fatto che i soci possano beneficiare della responsabilità limitata per i debiti societari, oltre al fatto che l’ente, salvo alcune eccezioni, gode di un regime fiscale trasparente con conseguente tassazione diretta in capo ai soci (tipico delle società personali), ferma la piena capacità giuridica dell’ente che può essere titolare di rapporti giuridici.
La limited liability company deve essere costituita da almeno due persone (con l’eccezione di alcuni Stati), deve contenere nella propria denominazione l’indicazione “Limited Liability Company” oppure la forma abbreviata LLC, Limited, Ltd., Company ed è vietato aggiungere alla denominazione le parole Bank, Insurance, Trust, Trustee, Incorporated e Corporation. Salvo diversa disposizione dello statuto, normalmente è vietata la cessione della partecipazione sociale a soggetti terzi senza il consenso preventivo di tutti i soci (clausola che diventa particolarmente restrittiva in caso di joint ventures). La società, salvo diversa disposizione dello statuto, viene posta automaticamente in liquidazione in caso di fallimento, recesso, morte o liquidazione anche di un solo socio. Per quanto concerne l’amministrazione, questa può esser affidata ad uno o più soggetti, anche non soci, i quali possono delegare anche a non soci una o più funzioni amministrative (officers, o managers), ferma restando la facoltà di tutti soci di partecipare all’amministrazione, differenziandosi in ciò dalla nostra figura di soci accomandanti. Lo statuto può essere modificato con le maggioranze ivi richieste o, in mancanza di indicazioni esplicite, all’unanimità.
La diversa ed anzi opposta qualificazione giuridica di questo ibrido istituto nell’ambito dell’ordinamento italiano e di quello statunitense, soprattutto in tema di disciplina fiscale, ne rende particolarmente conveniente l’utilizzo permettendo di superare, fra l’altro, la doppia imposizione che colpisce il reddito prodotto da una società di capitali operante negli USA, sottoposta a prelievo sia nel momento in cui produce il reddito sia in sede di dividendi percepiti dal singolo azionista (i soci americani di una joint venture operante negli USA, mediate la costituzione di una LLC manterrebbero la responsabilità limitata evitando la doppia imposizione). In realtà, anche altri strumenti previsti dall’ordinamento statunitense offrono un regime fiscale trasparente ma, tuttavia, gli stessi non si rivelano adatti alla gestione di una joint venture internazionale. Ci riferiamo alle partnerships (società di persone), le quali però non proteggono i soci dalla responsabilità illimitata e personale per i debiti societari; alle S Corporations le quali, per espresso divieto di legge, non possono avere fra i soci dei soggetti esteri, sotto pena della perdita del regime di tassazione trasparente.
Alla luce di quanto sopra, solo la limited liability company si presenta come lo strumento ideale per le esigenze create dalla gestione delle joint ventures internazionali. Peraltro, anche i soci italiani di una joint venture statunitense possono trarre vantaggio dalla fattispecie collettiva in esame in quanto la loro partecipazione alla stessa sembrerebbe qualificata, dalla legge fiscale italiana, come una partecipazione in una società di capitali. Ciò, come noto, si tradurrebbe in una conseguente tassazione degli utili, in capo al socio italiano, solo al momento dell’effettiva percezione degli stessi, beneficiando, nel contempo e quasi sempre, di una totale esenzione d’imposta ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive o Irap  parziale ma sostanziale esenzione di imposta ai fini IRES. Sotto il profilo fiscale statunitense, invece, la detenzione di una partecipazione in una limited da parte di un socio italiano viene considerata come una semplice gestione di affari negli Stati Uniti tramite una branch. Sebbene i profitti realizzati da questa siano normalmente assoggettati ad una trattenuta del 30% (c.d. branch profit), questa non si applica al socio italiano in virtù della disciplina contenuta nel trattato sulle doppie imposizioni fra Italia e Stati Uniti. Tali norme, emanate il 31.7.1997 ed entrate in vigore il 1.1.1998 stabiliscono che le aliquote ridotte in base alle convenzioni contro la doppia imposizione non si applicano ai redditi corrisposti da un ente ibrido ad un socio estero qualora tali redditi siano soggetti a tassazione nel paese estero ovvero qualora il percettore non ne sia l’effettivo beneficiario ma un semplice conduit. Pertanto, in virtù del regime fiscale trasparente, i redditi delle limited sono assoggettati ad imposta solo nel momento in cui si trasmettono in capo ai soci ed in tal caso, i soci italiani possono scegliere di essere trattati come residenti americani ai soli fini dei redditi conseguiti dalla limited, oppure la stessa sarà tenuta a pagare in anticipo, ogni trimestre, i redditi stimati su base annua. In definitiva, lo strumento in esame appare sicuramente vantaggioso nell’ambito di joint ventures italo-americane in quanto, per i soci statunitensi, il regime fiscale trasparente permette loro di evitare la doppia imposizione sugli utili mentre per i soci italiani è possibile ottenere un importante differimento dell’imposta, dato che, nel nostro ordinamento, gli utili della joint venture condotta con il meccanismo della limited non verranno tassati se non in sede di distribuzione ed è anche possibile ottenere una significativa ma parziale esenzione ai fini IRES e totale ai fini IRAP. Per i soci italiani i redditi non vengono assoggettati a ritenuta alla fonte negli Stati Uniti all’atto di distribuzione degli utili ma vengono sottoposti all’imposta progressiva sul reddito con un’aliquota molto inferiore a quella che sarebbe applicabile in Italia a parità di reddito. La normativa fiscale introdotta con il trattato contro la doppia tassazione, inoltre, può avere rilevanza anche per le joint ventures italo-americane che, in forma di limited liability companies operano in Italia. Infatti, consente ai soci americani di beneficiare del regime fiscale trasparente anche in sede di cessione della partecipazione, in quanto i profitti della joint aumentano il costo fiscale della partecipazione, con la conseguente riduzione della plusvalenza e del capital gains all’atto della cessione della partecipazione.
In definitiva, i vantaggi correlati all’uso di una limited liability company sono molteplici sia sotto il profilo civile sia sotto quello fiscale. Dal punto di vista civilistico i soci, siano essi italiani o statunitensi, godono della responsabilità limitata per i debiti sociali. Le strutture societarie e le regole amministrative sono più congeniali alla gestione di una joint ventures internazionale. Inoltre, tutti i soci possono partecipare all’amministrazione non essendovi le esclusioni che solitamente accompagnano i soci accomandanti nelle strutture societarie dei sistemi civil law. Infine, in tema di bilancio, i risultati della limited possono essere inclusi nel bilancio consolidato del gruppo. Per quanto concerne i vantaggi di ordine fiscale, negli Stati Uniti, i soci beneficiano del sistema fiscale trasparente ed evitano il regime della doppia imposizione proprio della società americane a responsabilità limitata. In alcuni casi, i soci italiani che partecipano ad una limited americana possono avvantaggiarsi del sistema statunitense dei trattati contro le doppie imposizioni, a meno che non vi sia una clausola negli stessi che applica i benefici solo all’effettivo beneficiario del reddito. Comunque i soci italiani di una limited americana possono ottenere un differimento di imposta in quanto, se ai fini fiscali italiani i redditi non si considerano realizzati fino a quando non vengono percepiti, ai fini fiscali americani, in virtù del regime di trasparenza, sono attribuiti immediatamente ai soci esteri e quindi i redditi percepiti da un socio italiano possono godere di un’esenzione del 60% ai fini IRES e del 100 ai fini IRAP. Peraltro, multinazionali americane possono costituire una specifica limited americana per operare in Italia in forma di branch, avvantaggiandosi del regime fiscale e ottenendo la limitazione di responsabilità. Stesso discorso per la costituzione di una s.r.l. italiana che, ai fini fiscali americani, viene equiparata ad una limited, con il vantaggio che il socio americano della s.r.l. italiana può vantare un credito d’imposta indiretto per le imposte pagate in Italia dalla s.r.l. senza bisogno che gli utili vengano distribuiti al socio americano e vengano assoggettati alla convenzionale ritenuta. Allo stesso modo, un socio americano può utilizzare una limited come una holding company senza che essa dia luogo all’applicazione di complesse discipline fiscali note come “Subpart F Income”. Tramite una limited, i soci italiani possono donare e conferire immobili statunitensi minimizzando l’imposta federale sulle donazioni. I soci italiani, d’altra parte, possono conservare il pieno controllo dei loro investimenti d’oltre oceano detenuti tramite una limited, minimizzando in tal modo la loro esposizione alle imposte americane sulle successioni.
Lo stesso concetto cooperativo si e'  chiarito nell'incontro avuto successivamente con il Prefetto di Potenza, Giovanna Cagliostro, che ha incontrato in questi giorni il Console Generale Countryman, accompagnata dal console per gli affari Politici, Economici e Commerciali, Dana Murray , e dall’assistente agli affari pubblici, Chiara Di Mizio.
Il colloquio, che si è svolto in prefettura in un clima di grande cordialità, è stato l’occasione per affrontare temi di interesse comune sotto il profilo economico e culturale.
Il console generale Countryman ha manifestato apprezzamento per la Basilicata e per il territorio provinciale, per la sua ricchezza di bellezze naturali, storiche ed architettoniche. Countryman ha manifestato interesse in materia di accoglienza, per la quale il prefetto ha fornito dati ed elementi riferiti al livello di ospitalità e di integrazione nella provincia.
Cagliostro ha poi illustrato le potenzialità industriali della realtà provinciale, particolarmente sviluppata in un’area ben definita del territorio. L'incontro è terminato con il rituale scambio di doni.

Azerbaigian, visita dell’ambasciatore in città

Martedì 28 febbraio è stato in visita a Napoli per una serie d’incontri e iniziative l’ambasciatore in Italia della Repubblica dell’Azerbaigian S.E. Mammad Ahmadzada.

La visita è stata organizzata in collaborazione con l’associazione Napoli-Baku, presieduta da Giuseppe Caniglia, che ha sede a Napoli e che da anni promuove le relazioni politiche, culturali, economiche e turistiche tra l’Italia, e in particolare la Campania, e l’Azerbaigian e tra le città gemellate di Napoli e Baku e i loro popoli anche attraverso la sede della capitale del Paese caucasico, con i responsabili e gli associati azeri. Per l’occasione, proveniente direttamente da Baku, anche per incontrare i responsabili dell’associazione, ha partecipato all’evento la parlamentare azera Ganira Pashayeva, membro della delegazione della Repubblica dell’Azerbaigian all’Assemblea Parlamentare al Consiglio d’Europa e il responsabile dell’associazione in Azerbaigian Elnur Jamalkhanov.

La giornata napoletana dell’ambasciatore, della parlamentare e della delegazione azera, accompagnati dal presidente Caniglia, è iniziata incontrando il sindaco di Napoli Luigi De Magistris presso la sede del Comune, ed è proseguita con una breve visita della città e altri incontri anche istituzionali. Durante la visita si è ricordato il gemellaggio di oltre quarant’anni che unisce le città di Napoli e Baku, legame che le lega, non solo attraverso l’accordo siglato, ma con una reale intesa sia culturale sia istituzionale, che si spera vedrà nel prossimo futuro altre iniziative. Nel pomeriggio gli incontri si sono svolti in un hotel della città, cui hanno partecipato, tra gli altri imprenditori, rappresentanti di categorie e associazioni imprenditoriali, culturali e istituzionali. Si è parlato di cultura ma anche di economia e scambi commerciali tra l’Italia, in particolare la Campania, e l’Azerbaigian.

A seguire l’evento “Remember Khojaly” durante il quale è stato proiettato un filmato, in commemorazione del massacro di Khojaly, in cui furono uccisi centinaia di civili azeri nel 1992 durante la guerra del Nagorno-Karabakh, e rappresenta il più grave evento nel pur drammatico conflitto, e il cui anniversario cade in questi giorni.
Molto apprezzata è stata la presenza di delegati del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, tra cui la consigliera regionale Antonella Ciaramella e l’assessore alle Attività Produttive Amedeo Lepore, con cui si sono intrattenuti a discutere futuri progetti di collaborazione l’Ambasciatore Ahmadzada e il presidente dell’Associazione Caniglia. Gli esponenti regionali sono anche intervenuti durante l’evento, parlando alla folta platea presente, confermando l’amicizia tra i due popoli e la volontà di sviluppare iniziative imprenditoriali e culturali nel prossimo futuro.

In rappresentanza dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e della rettrice Elda Morlicchio, ha partecipato il professor Prof. Bruno Genito, ordinario di Archeologia e storia dell'arte dell'India e dell'Asia centrale. Durante gli incontri sono stati presenti anche gli addetti economici e culturali dell’Ambasciata oltre ai soci fondatori e responsabili italiani dell’associazione, tra cui v.presidente Emilio Saponara, il prof. Armando Rotondi, Stefano Russo, Francesco Acanfora, Stefano Bouchè, Ornella Colandrea e azeri, tra cui Kemale Alyjeva e Narghiz Alyjeva.

Qatar, Ambasciatore in visita al porto di Napoli

L’Ambasciatore in Italia dello Stato del Qatar,  S. E. Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki è giunto, oggi, in visita nel porto di Napoli. Ad accompagnarlo, il Presidente Italferr,  Riccardo Monti.
L’Ambasciatore è stato ricevuto dal Presidente dell’AdSP, Pietro Spirito, che si è intrattenuto con l’Ambasciatore sulle aree di possibile comune interesse e collaborazione. Sono state esplorate le potenziali rotte commerciali utili per favorire l’interscambio tra i due Paesi. Alla riunione ha preso parte l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania, Amedeo Lepore.
L’Ambasciatore, che ha incontrato anche i rappresentanti di altre Istituzioni della città, ha mostrato interesse ad approfondire i temi dell’economia energetica nel porto di Napoli.
“E’ nostra intenzione- ha precisato il Presidente dell’AdSP- dare seguito all’odierno incontro e per questo valuteremo, d’intesa con Riccardo Monti, le azioni da perseguire, per creare una collaborazione nel settore specifico dell’energia con lo Stato del Qatar.”
Al termine della riunione Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki ha compiuto una visita alla Stazione Marittima e ai terminal contenitori

 

 
 

Da Viareggio alla Campania, la visita dell'ambasciatore del Kuwait

 

La Cittadella del Carnevale di Viareggio, inaugurata il 15 Dicembre di sedici anni fa è il più grande ed importante centro tematico italiano dedicato alle maschere, nonche' un business imprenditoriale a cui molti Consolati e Ambasciate sono legati, per le  attrazioni turistiche tra le prime al mondo.
Ospite di eccezione  del Carnevale di Viareggio e'  l’Ambasciatore del Kuwait in Italia, nella sede di Roma, Sua Eccellenza Sheik Ali Khaled Al Sabah che  ha visitato la Cittadella ed incontrato gli artisti del Carnevale, complimentandosi con i carristi ed esprimendo tale manifestazione come simposio di cultura, turismo e solidarieta' , rivolta soprattutto alla pace e comunanza tra I popoli.
Il Carnevale di Viareggio attrae i grandi media internazionali. Nei giorni scorsi The Guardian ha dedicato l’Eyewitness le due pagine centrali del giornale ad una foto che ritrae lo staff di Edoardo Ceragioli in un momento conviviale nell’hangar durante le fasi di lavorazione del carro, tra maschere e colori. 
Carri allegorici che tendono a ironizzare sui personaggi della politica e dell'economia, sono solo una parte degli elementi che sfileranno tra il tripudio della gente.
Non esistono, per dimensioni, spazi, servizi, altri grandi poli incentrati sul Carnevale.  Qui sono concentrati i laboratori per i costruttori, gli hangar in cui vengono costruiti e conservati i giganteschi carri, due Musei, un Centro documentario storico. Tutto affacciato su una enorme piazza ellettica che in estate si trasforma in arena per grandi spettacoli. Viareggio, la capitale del Carnevale italiano dà appuntamento ai cinque grandi Corsi Mascherati 2017 sui Viali a mare. Per un mese, la città si trasforma nella fabbrica del divertimento tra sfilate di giganti di cartapesta, feste notturne, spettacoli pirotecnici, veglioni, rassegne teatrali, appuntamenti gastronomici e grandi eventi sportivi mondiali
Il triplice colpo di cannone è il segnale inequivocabile che a Viareggio inizia la festa. Sparato dal mare dà, ogni volta, lo start alla sfilata dei carri. Come per magia i giganteschi mascheroni prendono vita tra movimenti, musica e balli. Uno spettacolo sempre nuovo, entusiasmante ed affascinante. Cinque i Grandi Corsi Mascherati, concentrati in un mese unico di grandi festeggiamenti.
Il triplice colpo di cannone quindi ha dato il via, domenica 12 febbraio al primo dei  cinque Grandi Corsi Mascherati che inaugurano il Carnevale di Viareggio 2017, protagoniste sui Viali a Mare le opere allegoriche realizzate dagli artisti della cartapesta che torneranno a sfilare anche il 18, 26, 28 febbraio e 5 marzo.
Prima dell’avvio del corso mascherato appuntamento con l'omaggio a Gilbert Lebigre,  l’indimenticato carrista scomparso lo scorso anno, con il lancio di palloncini di fronte alla costruzione di prima categoria della famiglia Lebigre-Roger che partirà da piazza Mazzini (lato monte).
L’autostrada Salerno Reggio Calabria, o meglio il suo completamento, sarà l’ oggetto  di uno dei carri del Carnevale di Viareggio 2017: rappresenterà proprio la conclusione dei lavori  dopo tanti anni di ritardi, polemiche e disagi da parte degli automobilisti.
Altri temi attuali l’accoglienza dei migranti, la morte di Fidel Castro, lo scioglimento dei ghiacciai.
Spazio particolare viene dato a Virginia Raggi, raffigurata con la lupa capitolina piena di malanni e problemi: il suo carro si intitolerà “Rogna Capitale”.
Non  manca anche il neo Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, rappresentato all’interno di un saloon dei giorni nostri, come se fosse nel Far West, sparando “Bang Bang”.
Matteo Renzi, ex premier, sarà ancora al centro delle prese in giro del Carnevale di Viareggio, ritratto in varie situazioni, specie nelle sue espressioni buffe.
Il Carnevale di Viareggio è anche  un’occasione speciale per dare voce alla solidarietà, grazie anche alla sua straordinaria capacità di comunicare. La prima sfilata è dedicata alla Fondazione Cure2Children che si occupa dei bambini con tumori e malattie del sangue e che quest’anno compie 10 anni. Sarà il cantautore Alessandro Canino il testimonial di Cure2Children. Poco prima dell’inizio della sfilata sul palcoscenico di piazza Mazzini si esibirà e inviterà il pubblico a sostenere la Onlus.
La Fondazione “CURE2CHILDREN” ONLUS nasce per volontà di un medico oncologo, il Dott. Lawrence Faulkner, ed un gruppo di genitori che hanno vissuto, e vivono ogni giorno, il dolore per la perdita del proprio figlio a causa di una malattia onco-ematologica. “CURE2CHILDREN” lavora per portare la cura e la prevenzione direttamente “in loco”. Oltre al sostegno logistico, forma i medici ed il personale sanitario affinché nel tempo riescano autonomamente a prendersi cura dei piccoli pazienti affetti da queste malattie terribili. Con investimenti modesti, fatti direttamente in queste aree, e al contempo preservando gli stessi standard terapeutici dei Paesi occidentali, Cure2Children cura i bambini affetti da tumori e gravi malattie del sangue direttamente nei loro Paesi di nascita.
Sul palcoscenico di piazza Mazzini si esibirà anche la banda “I giovani” proveniente dal Carnevale di Santhià. Ad accompagnarla saranno le maschere ufficiali Stevulin e Majutin che verranno accolte da Burlamacco e Ondina.

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