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Tassa sui rifiuti, Napoli e Salerno tra le più esose in Italia

 

Tra il 2014 ed il 2017, la Tassa sui Rifiuti e' aumentata mediamente dell'1,1%, mentre nell'ultimo anno si assiste ad una diminuzione pari all'1,8% sul 2016. In valori assoluti, spiega Guglielmo Loy - Segretario Confederale UIL - le famiglie italiane verseranno nel 2017 nelle casse comunali 295 euro medi, a fronte dei 300 euro dello scorso anno e dei 292 euro versati nel 2014. E' quanto calcola la UIL Servizio Politiche Territoriali, elaborando i costi in 100 Citta' capoluogo di provincia, per una famiglia con una casa di 80 mq e 4 componenti, con reddito ISEE di 17.812 euro. In valori assoluti nel 2017, spiega Guglielmo Loy, il costo maggiore si registra ad Agrigento con 474 euro l'anno a famiglia; a Pisa se ne pagano 473 euro; a Benevento 470 euro; a Siracusa 466 euro; a Salerno 462 euro. Si paga meno a Belluno (150 euro medi a famiglia); a Novara (165 euro); a Macerata (175 euro); a Vibo Valentia (178 euro); a Brescia (179 euro). Per quanto riguarda le grandi citta', a Reggio Calabria la tariffa sui rifiuti pesa in media per 461 euro a famiglia; a Cagliari 447 euro; a Napoli 436 euro; a Bari 362 euro; a Venezia 351 euro; a Genova 339 euro.

  • Pubblicato in Cronache

Intervista a Vincenzo Schiavo

Vincenzo Schiavo, imprenditore napoletano, è da 12 anni in Confesercenti: da presidente della sezione di Napoli e della Campania è diventato, di recente, presidente interprovinciale (Napoli, Benevento e Avellino) e interregionale (Campania e Molise) prima di entrare nella Giunta Nazionale di Confesercenti lo scorso 5 luglio. E', altresì, presidente di Cosvig e, dal 2015, anche Console Onorario della Federazione Russa in Napoli. Da amministratore unico di “Partenope Investment” gestisce il “Pareo Park”, ovvero l'ex Magic World rinato lo scorso fine giugno. Con Schiavo l'occasione per approfondire diversi temi legati all'economia della nostra regione.

Viviamo nell’era di internet, un vantaggio straordinario per le aziende più moderne che traggono profitto anche dal sistema on line e un limite significativo per chi non riesce ad essere al passo con i tempi...
«Il web è sicuramente una grande opportunità per tutte le aziende. Va tuttavia gestita la formazione e promossa la conoscenza, consentendo alle nostre imprese di avere i mezzi necessari per preparare i propri dipendenti, in un processo che va condiviso. Con la Confesercenti lavoriamo proprio in questo senso da anni, portando le nostre imprese in una piattaforma comune per promuovere la formazione in modo da utilizzare al meglio le potenzialità e gli strumenti che ci offrono internet»

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Estate tempo di saldi. In Campania la stagione dei prezzi scontati si protrarrà fino al 30 agosto. Come è l’andamento ad oggi?

«Non secondo le aspettative di tutti e specie delle aziende. I consumatori comprano un po' di più con i saldi ma non in quantità interessanti. Acquistano solo ciò che servono tant'è che nasce l'interrogativo: avrebbero comunque acquistato quei prodotti se i saldi non fossero partiti? Domanda legittima perchè i saldi non stanno dando il “plus” sulle vendite che ci saremmo aspettati, anche perchè c'è un buon commercio solo sui prodotti scontati dal 50% in poi. La verità è che i cittadini non hanno soldi in tasca, c'è scarso potere di acquisto. Si spiega anche così la perdita di 10 punti di PIL in 10 anni per i nostri imprenditori».

Di recente è stato nominato nella giunta nazionale di Confesercenti, questo nuovo incarico sicuramente la permetterà di rilanciare con ancora maggiore forza le imprese che insistono sul nostro territorio.
«Senza dubbi, il mio impegno è relativo in particolare all'intero Sud Italia. Essere nei sei membri che prendono le decisioni nella governance di Confesercenti è il risultato delle attività svolte e delle iniziative intraprese sul nostro territorio come presidente di Confesercenti Campania. C'è grande attesa da parte delle aziende sugli indirizzi che verranno presi. Di certo un più agevole accesso al credito bancario e un ulteriore sviluppo del turismo sono temi essenziali per le imprese del nostro mezzogiorno»

Ecco, il turismo: può rappresentare il vero motivo di rilancio economico per il Sud italia?

«Assolutamente sì, è il volano per far ripartire il commercio, un'opportunità unica per l'Italia e per il Sud per dare la vera svolta all'economia del Paese. Dovrà essere a tutti i costi così perchè solo in Italia abbiamo risorse naturali, qualità imprenditoriali, profumi, colori, cultura, paesaggi e gastronomia che ci forniscono potenzialità infinite. Al Sud dovremmo vivere esclusivamente di turismo e in parte già accade»

La lotta al malaffare, all’economia sommersa e all’evasione sono i passi più importanti per far ripartire il meridione ma per questo servono sinergie istituzionali.

«Il malaffare ha vari livelli, si consuma in varie ombre. C'è il delinquente che ricatta il singolo negozio e ci sono quelli che commettono reati indossando vestiti di classe. Di certo il malaffare non paga, ha vita breve e molto spesso non crea opportunità perchè è come se si ripartisse da zero, azzerando ogni sviluppo possibile. Bisogna avere il coraggio di ribellarsi e di stare nella legalità. Tuttavia non servono casi isolati di denuncia o di resistenza: solo restando tutti insieme nella legalità si può ripartire. Le regole vanno rispettate sempre: per noi delinque non solo chi sviluppa mercati illegali paralleli e chi evade, ma anche chi acquista merce contraffatta. In Confesercenti, con lo sportello “Sos Impresa” siamo da anni, in questo senso, al fianco delle imprese».

L’economia è senza dubbio il termometro che misura lo stato di salute di un paese e l’esposizione tributaria in Italia è pesante rispetto ad altri paesi dell’eurozona.

«Non c'è dubbio. Da presidente di Confesercenti invoco da anni la collaborazione del Governo per ridurre la pressione fiscale sulle nostre aziende. Un imprenditore rischia di suo e spesso coinvolge anche la famiglia, lavorando sino a 14-15 ore al giorno. Alla fine si ritrova, però, socio di minoranza, al 40%, rispetto allo Stato che tra tasse regionali, provinciali e nazionali e balzelli vari si porta a casa il 60% pur non rischiando niente. L'imprenditore diventa eroe anche perchè ha costi altissimi: basti pensare che per un dipendente pagato 1000 euro (salario tra l'altro basso e insufficiente) deve sborsare almeno 2000 euro. In questo modo non ce la farà mai. Noi vogliamo pagare le tasse ma lo Stato deve assolutamente intervenire, anche per migliorare gli stipendi dei lavoratori e mettere in circolo l'economia anche da questo verso. Professiamo la sana economia, ma lo Stato deve tagliare i costi altrimenti ogni impresa – specie le medio-piccole - è destinata a fallire».

Nella nostra regione si può parlare di potenzialità economiche inespresse? Quali i settori sui quali puntare principalmente per vivacizzare il sistema produttivo?

«Il turismo è la potenzialità principe, ma non l'unica. Penso all'enogastronomia, all'artigianato, alla moda, ai beni culturali. Sono tutti punti di forza della Campania e come Confesercenti sosteniamo e tuteliamo le imprese impegnate in questi settori. Venerdì, in qualità di Console onorario della Federazione Russa in Napoli, sono stato tra gli ospiti d'onore di una importante iniziativa, tenutasi presso la “Sala del refettorio” della Camera dei Deputati, a Roma, volta ad encomiare tutte le aziende del panorama italiano che hanno fattivamente ed alacremente contribuito alla crescita economica del paese. Sei aziende campane, tra cui “La Fattoria”, “Solopaca”, “Leopoldo” e “Furore”, sono state elogiate. L’evento, organizzato dall’illustre Gran Premio Internazionale di Venezia, ha messo in evidena come lo Stato debba ringraziare le imprese che da 30 anni tengono in piedi realtà economiche che danno lavoro a centinaia di dipendenti nonostante la pressione fiscale. Ecco perchè lo Stato dovrebbe sostenere questo tipo di aziende in modo fattivo»

Gli anni del buio pesto della crisi sono ormai superati o siamo ancora in un periodo di transizione. Quando ci sarà una rinascita tangibile e quanto questa è collegata al credito alle imprese e al sostegno alle start up?

«In verità la crisi non è passata. Il discorso è diverso: stiamo dentro la crisi, ci siamo abituati a stare nella difficoltà. Anche la aziende hanno ridotto al minimo gli sprechi e stringono la cinghia per sopravvivere. Non vedo la possibilità di uscire dalla crisi nei prossimi 5 anni. Le “start up” vanno sostenute e avviate ma l'Italia sembra che non voglia farlo. Non esiste una legge che prevede che le banche diano finanziamenti alle start up, dal momento che le uniche aziende che hanno accesso al credito devono avere 2-3 anni di storia. In Italia non si finanzia l'idea, a differenza di quanto accade all'estero, dove le banche supportano economicamente le idee valide, talvolta diventando soci d'impresa delle start up. In Italia, ripeto, non accade e lo si deve dire in modo chiaro, facendo comunicazione corretta, in modo che si sappia»

  • Pubblicato in Carriere

Siccità, danni per 2 miliardi di euro. Tutte le coltivazioni colpite

 Salgono a oltre 2 miliardi le perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamenti da un andamento climatico del 2017 del tutto anomalo che lo classifica tra i primi posti dei piu' caldi e siccitosi da oltre 200 anni, come dimostra lo stato di difficoltà di fiumi e laghi. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che il Lago di Garda e appena al 34,4% di riempimento del volume mentre il fiume Po al Ponte della Becca a Pavia e circa 3,5 metri sotto lo zero idrometrico. Lo stato del piu' grande fiume italiano è rappresentativo dello stato idrico sul territorio nazionale dove circa i 2/3 dei campi coltivati lungo tutta la Penisola sono senz'acqua e per gli agricoltori - sottolinea la Coldiretti - è sempre piu' difficile ricorrere all'irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro da industria, ma anche i vigneti e gli uliveti e il fieno per l'alimentazione degli animali per la produzione di latte che è crollata di circa il 15% anche per il grande caldo. L'allarme fieno riguarda anche gli alpeggi in montagna dove secondo un monitoraggio della Coldiretti in Lombardia sui pascoli di montagna si registra in media un calo del 20% di erba a disposizione del bestiame. Le perdite provocate dalla Siccità in Lombardia ammontano a circa 90 milioni di euro, i due terzi dei quali legate a perdite produttive su mais e frumento mentre il resto - riferisce la Coldiretti - è diviso tra il calo nella produzione di latte, a causa delle alte temperature, e l'aumento dei costi energetici per le irrigazioni e per la ventilazione e il raffrescamento nelle stalle. In Piemonte a soffrire sono soprattutto le province di Cuneo, Asti e Alessandria dove il forte caldo di questi giorni, oltretutto, sta aggravando la situazione idrica degli alpeggi. La campagna cerealicola sta facendo registrare rese inferiori del 30%, per le coltivazioni foraggiere è andato a compimento solo il primo taglio con danni almeno del 50%.
Forti timori per la raccolta - continua la Coldiretti - di frutta, uva e nocciole. Vivono con il terrore degli incendi, considerata la conformazione del territorio, gli agricoltori della Liguria che risentono della Siccità soprattutto per gli oliveti dell’Imperiese soggetti alla cascola dei frutti e nelle zone irrigue di Andora ed Albenga dove soffre anche la coltivazione del pregiato basilico genovese. Dal mese di aprile, la Regione Veneto ha emesso tre ordinanze sullo stato di crisi per Siccità allo scopo di contingentare l’acqua. Gli agricoltori, secondo la Coldiretti, sono costretti a bagnare la soia, il mais, barbabietola, tabacco oltre a tutte le orticole, comprese le frutticole già in emergenza ma anche i prati stabili con conseguente aggravio dei costi di produzione. Preoccupa anche il cuneo salino che interessa una zona del Polesine di circa 62mila ettari pari al 10% della superficie regionale particolarmente vocata tra l’altro agli ortaggi. 
In Trentino Alto Adige la produzione del primo taglio di fieno è stata falcidiata del 30%, ma la Siccità - continua la Coldiretti - ha fatto ulteriori danni dopo quelli, gravissimi, provocati dalle gelate con perdite anche del 100% in alcune aziende frutticole della Val di Non, della Val di Sole e della Valsugana. Lo stato di “sofferenza idrica” è stato sancito dalla Regione in Friuli Venezia Giulia, mentre la dichiarazione dello stato di emergenza riguarda le zone di Parma e Piacenza in Emilia Romagna dove si registrano danni, soprattutto a pomodoro da industria, cereali, frutta, ortaggi, barbabietole e soia, per oltre 100 milioni di euro secondo la Coldiretti ai quali se ne aggiungono altri 50 per i nubifragi, le grandinate e il vento forte. Oltre 200 milioni di euro è la stima dei danni da Siccità all’agricoltura stimati dalla Coldiretti in Toscana dove la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza. Solo la perdita di prodotto per grano tenero e duro è valutata in circa 50 milioni di euro; altri 35 milioni sono i danni al mais, altre foraggere e girasole, ma guasti da quantificare sono destinati a riguardare anche i vigneti e gli oliveti. Nelle Marche, dove la Coldiretti stima un danno di circa 30 milioni di euro a soffrire sono un po’ tutte le colture a partire dai foraggi per l’alimentazione degli animali, con crolli di produzione stimati fino al 50%. Situazione difficile pure per il mais e il girasole, con cali previsti intorno al 30%, ma è emergenza pure nelle stalle con le mucche che a causa dello stress da caldo stanno producendo fino al 20% di latte in meno. 
-Danni stimati approssimativamente in oltre 60 milioni di euro dalla Coldiretti in Umbria dove il calo delle precipitazioni porterà a una diminuzione delle rese di grano e orzo (-30/40% circa, con picchi anche del 60% in alcune zone) e per i foraggi (-50%, con secondo taglio a rischio), ma anche della produzione di girasole, olio e miele (-50%). Nel Lazio le criticità maggiori si registrano a Latina dove sono compromessi fino al 50% i raccolti di mais, ortaggi, meloni, angurie. Complessivamente i danni - tra investimenti sostenuti per le semine, aggravio di spese per gasolio o corrente per irrigare, mancata produzione diretta di foraggio per gli allevamenti e mancato reddito - si attestano tra 90 e i 110 milioni di euro secondo la Coldiretti. La lunga Siccità ha messo a dura prova tutte le province della Campania dove la Regione ha chiesto al Governo di dichiarare lo stato di calamità naturale. La Coldiretti stima che i danni possano ammontare a circa 200 milioni di euro, ma occorrerà attendere la fine dell'estate per comprenderne la reale dimensione. In Abruzzo, nella sola Marsica che contribuisce a generare il 25% del Pil agricolo con 13mila ettari coltivati, si stimano perdite di ricavo, legate alla produzione orticola, all’olivicoltura e alla zootecnia, di circa 200 milioni di euro con conseguenti ripercussioni sull’intera economia regionale. Dighe ai minimi storici in Molise dove numerosi comuni hanno emanato ordinanze “anti spreco” per salvaguardare le risorse idriche. La prolungata Siccità ha già causato la perdita di 140 milioni di euro di grano, pomodori da industria e ortaggi in Puglia secondo la Coldiretti e, se non dovesse piovere ancora per settimane, troverà conferma il calo di oltre il 30% di produzione di olive. Ma soffrono anche gli agrumeti, i vigneti di uva da tavola e da vino. Grossi problemi di Siccità nel Metapontino in Basilicata, con notevoli danni alle colture frutticole, agrumicole e orticole, e nella zona della val d’Agri e del Vulture alla viticoltura e alla orticoltura di fine estate. La Coldiretti chiederà lo stato di calamità. In Calabria in difficoltà l’ulivo con perdite medie del 35/40% e la viticoltura con circa un 15% di grappoli bruciati per eccesso di caldo e Siccità mentre in forte difficoltà sono i pascoli per bovini e i ed ovicaprini con forte diminuzione di produzione di foraggi sui prati permanenti. Aumento del costo delle irrigazioni straordinarie sugli ortaggi in pieno campo, in serra e per la frutticoltura e in diversi territori anche nei vigneti. In totale la stima dei danni tra maggiori costi e minore produzione raggiunge secodno la Coldiretti i 310 milioni di euro in Calabria con la Regione ha avviato le procedure per la richiesta al Ministero delle politiche Agricole il riconoscimento della calamità. In una Sicilia costi triplicati per chi è costretto a irrigare i campi con l’acqua che in alcune zone agricole del catanese non arriva a causa di una rete colabrodo. In Sardegna nel Sulcis-Iglesiente 4 mila aziende agricole sono rimaste praticamente senz'acqua a causa della Siccità e degli incendi e la Coldiretti ha stimato nell’Isola una riduzione del 40% delle produzioni agricole e quantificato in 120 milioni di euro le perdite per tutti i settori agricoli. Gli allevatori sono rimasti senza pascoli, hanno raccolto il 50% del fieno, e subito un drastico calo delle produzioni di latte. La raccolta del grano è stata inferiore del 25%. La Giunta Regionale ha adottato una delibera per chiedere lo stato di calamità naturale per tutto il territorio regionale, comprese le zone irrigue.

ll Sun toglie Napoli dalla lista delle città più pericolose del mondo

Marcia indietro del Sun. Nella classifica compilata dal quotidiano britannico sulle 10 città più pericolose al mondo, Napoli non risulta più nella lista. L'articolo del tabloid, pubblicato l'11 luglio scorso, è stato aggiornato a ieri sera, ma non si sa cosa abbia portato il Sun a modificarlo. La classifica riguardava i centri urbani ritenuti più a rischio in 10 aree diverse aree geografiche del mondo, scelti per le ragioni più varie: dal terrorismo alla droga, dagli omicidi alla presenza di gang mafiose o criminali, dalla guerra, ai disordini razziali, alla violazione dei diritti umani. Ne era venuta fuori una mappa in cui il capoluogo campano era stato additato come la città più pericolosa dell'Europa occidentale, accanto a luoghi come Mogadiscio (in Somalia, la peggiore in Africa) o addirittura Raqqa (capitale dell'Isis in Siria, indicata per il Medio Oriente). Una scelta, quella del Sun, che aveva provocato violente polemiche e reazioni.

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Napoli, riapre la Funicolare Centrale

"Siamo molto contenti per i cittadini e per i turisti e c'è grande soddisfazione perché dietro questa riapertura c'è tanta fatica, ci sono risorse economiche, c'è tanto lavoro perché non è stata fatta solo una messa in sicurezza, ma è un restyling completo". Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, si è espresso in occasione della riapertura della funicolare centrale, che collega il Vomero con il centro città, al termine dei lavori iniziati il 1 agosto 2016. Stamattina si è svolta la corsa inaugurale alla presenza del sindaco e dei vertici di Anm e alle 12.30 ci sarà la prima corsa per il pubblico. Un taglio del nastro atteso dalla cittadinanza perché - come evidenziato dal sindaco - "si avvertiva l'assenza della Funicolare anche alla luce del momento di difficoltà del trasporto pubblico perché la funicolare aiuta la metropolitana e la mobilità. Oggi - ha proseguito - diamo un messaggio di concretezza per il superamento della crisi". Secondo i dati forniti, la funicolare centrale ha un flusso di 3mila persone l'ora, 28mila la giorno e un bacino di 8 milioni di utenti l'anno. L'intervento di revisione ventennale ha interessato il rinnovo e l'adeguamento tecnico dell'intera struttura ed ha restituito all'utenza una funicolare più accessibile, con maggiore comfort. Oltre alla revisione e ristrutturazione completa delle carrozze e della sala macchine e di quella di controllo e comando, i lavori hanno riguardato anche il recupero integrale delle opere civili con il rinnovo delle sala di attesa, della sala macchine, la sostituzione dell'argano e dei motori, di tutta la componentistica e impiantistica di rete. Inoltre, sono state introdotte tecnologie per la sicurezza, con sistema wireless, per l'informazione alla clientela e per la movimentazione, per il controllo e la gestione dell'impianto. L'esecuzione dei lavori è stata affidata al raggruppamento temporaneo di imprese Leitner (costruttore dell'impianto) e Sacmif, aggiudicatari della gara di appalto del valore di 7.131.483 euro. Con i suoi 1234 metri di tratta, la Funicolare Centrale é uno degli impianti a fune urbano tra i più importanti al mondo per lunghezza, efficienza e capacità di trasporto. "La funicolare è un importantissimo mezzo di trasporto - ha sottolineato l'amministratore Anm, Ciro Maglione - L'azienda vive un momento di grande difficoltà da cui pensiamo di uscire nel mondo migliore possibile e nel tempo più breve possibile". Al giro inaugurale erano presenti, tra gli altri, l'assessore alla mobilità Mario Calabrese ed il presidente della Commissione Mobilità, Nino Simeone.

Diego Guida entra nell'Osservatorio Nazionale del Libro


L’editore Diego Guida è stato designato dalla «Conferenza dei rapporti tra lo Stato e le Regioni» rappresentante esperto in seno all’Osservatorio nazionale del libro e della lettura con decreto del Mibact, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali.
L’Osservatorio del libro e della lettura elabora studi sulla diffusione della lettura in Italia, sull'andamento della produzione e delle vendite di prodotti editoriali, sui comportamenti di acquisto e sul consolidamento e l'incentivazione all'apertura di nuove librerie e biblioteche. Rappresenta un prezioso strumento per la definizione delle politiche editoriali in Italia. 
La partecipazione dei componenti all’Osservatorio non dà titolo a compensi, gettoni di partecipazione, indennità o rimborsi di alcun tipo.
Gli esperti dell’Osservatorio del libro e della lettura sono nove. Due sono nominati con decreto del Mibact; due sono designati dall’Associazione Italiana Editori; uno dall’ISTAT; due dalla Conferenza Stato-Regioni; due esperti dalla Conferenza Stato-Città ed autonomie locali.
L’Osservatorio accoglie solo due rappresentanti delle 21 Regioni d’Italia; insieme a Diego Guida, il MiBACT ha nominato anche l’esperto della Regione Veneto nella persona di Angela Munari.
Così il commento di Guida: «Sono contento per questo risultato non solo e non tanto perché lo trovo un importante riconoscimento personale per le mie attività di editore, ma soprattutto perché si tratta di un considerevole risultato per la nostra Regione. L’impegno sarà quindi di non tradire la fiducia dell’assessore Amedeo Lepore che, su mandato del presidente De Luca, ha voluto che la regione Campania fosse presente ad un tavolo tanto importante per la promozione della lettura in Italia. Sarà fondamentale utilizzare i dati raccolti per la diffusione delle informazioni sulle iniziative comunitarie, nazionali e regionali a favore del libro e dell’editoria e sulle iniziative di formazione professionale promosse in Italia e all’Estero.

Napoli, assessore al Bilancio replica a rilievi della Corte dei Conti

"Nei giorni scorsi il Comune di Napoli e' stato oggetto di un controllo da parte della Corte dei Conti. L'attivita', coordinata dal magistrato istruttore Francesco Sucameli, ha riguardato il Comune di Napoli in quanto ente che e' in procedura di rientro dal debito (l'accesso alla procedura e' dei primi mesi del 2013) e per controllare l'andamento amministrativo e la correttezza della contabilita' dell'ente in seguito all'antrata in vigore del nuovo sistema di contabilita'". Inizia cosi' la lunga nota con cui l'assessore al Bilancio del Comune di Napoli Enrico Panini spiega le controdeduzioni presentate alla Corte dei Conti. "Il magistrato incaricato e i funzionari di supporto - continua Panini - hanno effettuato presso gli uffici del Comune, nella seconda meta' del mese di giugno, una serie di accessi ricevendo costante ed ampia collaborazione da parte di tutti gli uffici comunali a vario titolo coinvolti nell'attivita' di approfondimento portata avanti dalla Sezione, finalizzata a verificare la correttezza di una serie di adempimenti posti in essere dal Comune di Napoli . Al termine dell'attivita' di controllo il magistrato istruttore ha inviato al Comune di Napoli una relazione contenente 5 rilievi ed una conseguente rideterminazione del disavanzo pari a circa 700milioni di euro aggiuntivi".
 "I rilievi della Corte dei conti - fa presente Panini - hanno riguardato i seguenti punti: 1) procedura da seguire per la valutazione della rimodulazione del piano di riequilibrio; 2) verifica sulla possibilita' di mantenere nel conto del bilancio residui attivi afferenti le entrate extratributarie (es. contravvenzioni stradali); 3) residui relativi alle contravvenzioni al Codice della Strada e residui correlati ai fitti attivi; 4) mancata distribuzione al Comune di Napoli di un dividendo incassato da ABC; 5) residui passivi correlati al pagamento di prestazioni gia' rese da Romeo Gestioni alle quali non erano seguite le liquidazioni di spesa da parte del Servizio". "Nella giornata di oggi, alle 10, il Comune di Napoli e' stato convocato per illustrare al Collegio giudicante le proprie controdeduzioni ai rilievi ricevuti - prosegue l'assessore -. L'adunanza ha costituito il punto di arrivo di un percorso iniziato con l'invio alla Sezione stessa della deliberazione di Consiglio Comunale riguardante la rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale a suo tempo approvato dalla stessa Corte dei Conti, Sezioni Riunite. Sui rilievi ricevuti era stata fornita una corposa relazione nella giornata di ieri e durante la discussione odierna altri materiali documentali sono stati forniti".
 "La Corte dei Conti, per bocca del Presidente, si e' riservata una valutazione conclusiva nelle prossime settimane considerata la mole della documentazione presentata. In termini generali, oggetto dell'attenzione della Corte sono una serie di debiti maturati in epoca precedente all'attuale Amministrazione - sottolinea Panini -, le modalita' di compilazione del bilancio relative all'accantonamento per fondo rischi secondo le nuove regole di contabilita' (per es.: gli accantonamenti per crediti di 'dubbia esigibilita'') i cui importi sono comunque neutri rispetto all'attuale amministrazione perche' crediti e debiti sono maturati in epoca antecedente. Ci da' soddisfazione che, durante la discussione, sia stato dato atto al Comune dell'attivita' fatta per modificare, su punti rilevanti, la situazione ereditata. Lascia davvero esterefatti l'impegno di alcuni parlamentari del Pd impegnati ad accendere ceri affinche' si dichiari il Comune di Napoli in dissesto. Non solo perche' non ci sono le ragioni perche' cio' avvenga, salvo che non si voglia mettere in conto uno scontro sociale di dimensioni epocali, ma perche' i debiti che noi dobbiamo pagare sono stati prodotti esattamente da chi ha governato ininterrottamente il Comune per vent'anni. E, nonostante attente ricerche, addirittura alcuni emergono solo ora".
 "Infine, determina in noi imbarazzo - conclude - pensare che l'unica forza che si pone il tema degli enti in difficolta' sia l'opposizione parlamentare, considerato che le crisi dei Comuni riguardano prevalentemente il mezzogiorno visto che il 20% circa della popolazione del mezzogiorno vive in enti che hanno aderito al piano di rientro. Sarebbe utile che invece di 'gufare' chi rappresenta una forza di governo svolgesse il proprio ruolo per avere norme positive nella legislazione nazionale. Che e' esattamente cio' che, invece, emerge nel rapporto che stiamo costruendo su questo versante con il governo".

Ricercatori eccellenti, dall’Erc 1,8 miliardi per il 2018


Ammonta a 1,8 miliardi di euro il budget a disposizione dell’European Research Council per il programma di lavoro 2018, preannunciato dallo stesso organismo per dar modo agli interessati di familiarizzare con il documento che sarà adottato ufficialmente dalla Commissione europea il 3 agosto prossimo.

Prime call ad agosto
Data in cui, stando alla bozza del Work Programme, saranno aperte le prime call relative agli Starting Grants (premi del valore massimo di 1,5 milioni di euro destinati a giovani ricercatori di qualsiasi nazionalità purché basati in Europa o comunque intenzionati a svolgere l’attività in uno dei Paesi Ue o associati) che nel 2018 avranno una disponibilità complessiva di 581 milioni (391 i ricercatori che si stima possano essere finanziati) e i Synergy Grants, sperimentati per un breve periodo in passato e reintrodotti dal prossimo anno, che, con una dotazione totale di 250 milioni, sono destinati a team di ricercatori (da 2 a 4) multidisciplinari.

Proof of concept e Consolidator Grants
Il prossimo 6 settembre è la data prevista per la call relativa ai Proof of Concept, premi destinati a chi ha già un finanziamento Erc per garantire un collegamento tra ricerca di base e mercato, con un budget complessivo di 20 milioni che dovrebbe assicurare 130 premi. Il 24 ottobre prossimo, sarà la volta della call per i Consolidator Grants – premi riservati ai migliori talenti di qualsiasi nazionalità con 7-12 anni di esperienza maturata dopo il conseguimento del dottorato di ricerca e un curriculum scientifico molto promettente – a cui il budget 2018 destina in totale 550 milioni.

Advanced Grants
Infine, il 17 maggio 2018 sarà lanciata la chiamata per gli Advanced Grants, che puntano a offrire alle migliori menti – di qualsiasi età e nazionalità purché già di alto livello e che svolgano la loro ricerca in Europa – i mezzi (in media 2,5 milioni di euro per ogni premio) necessari a coltivare le idee più innovative, in grado di ampliare le frontiere della ricerca e potenzialmente in grado di avere un impatto sulla scienza e la società. Il budget totale per questa categoria è di 450 milioni.
Nei suoi primi 10 anni di attività, festeggiati quest’anno, l’Erc ha premiato circa 7.000 ricercatori la gran parte under 40, dando opportunità di carriera a 50.000 membri di team grazie ai finanziamenti per un totale di 12 miliardi di euro in 10 anni. Dei cervelli finanziati 6 sono stati poi premiati con il Nobel; oltre 100mila le pubblicazioni scientifiche.

LA TABELLA DI MARCIA DEI BANDI
3 agosto
Starting Grants
(budget di 581 milioni)
Synergy Grants
(budget di 250 milioni)
6 settembre
Proof of Concept
(budget di 20 milioni)
24 ottobre
Consolidator Grants
(budget di 550 milioni)
17 maggio 2018
Advanced Grants
(budget di 450 milioni)

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