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Bio-Value, la via campana all’energia da biomasse

Sul fronte delle agrobioenergie la Campania vive un paradosso: è un grande utente di biocombustibili ma sono pochissimi quelli prodotti sul territorio. Il progetto Bio-Value punta a invertire questa tendenza e a sfruttare per intero il grandissimo potenziale agrobioenergetico della regione.
 
Avviato ad inizio 2014 per un valore di oltre 6 milioni di euro, il progetto Bio-Value del Distretto ad Alta Tecnologia della Campania per l’energia “Smart Power System” coinvolge tre imprese (Magaldi Power SpA, Graded SpA, Bioenergy Srl), tre università (Università di Napoli "Federico II", Università del Sannio, Università Vanvitelli) e l’Istituto di Ricerche sulla Combustione del Cnr.
 
Obiettivi 
Per agro-energia si intende  la potenzialità energetica che si può ricavare dai processi agricoli e agroalimentari ai fini della produzione di biocarburante (biodiesel, bioetanolo), e biocombustibili (biomasse solide, liquide).
Due, in particolare, gli obiettivi scientifici e tecnologici di Bio-Value. Sul piano della ricerca, Bio-Value mira a validare le potenzialità di una piattaforma integrata basata sul solare a concentrazione e sulla conversione termochimica di biomassa. Sul piano del trasferimento tecnologico, il progetto mira a realizzare una serie di impianti prototipali di cogenerazione di piccola taglia (fino a 200 kWe) basati su processi di pirolisi-gassificazione e di digestione anaerobica di residui biogenici. I dimostratori tecnologici saranno pronti entro il 2018.
 
“Per vocazione territoriale – afferma Pietro Salatino, presidente di Smart Power System – quello delle biomasse potrebbe rappresentare uno degli asset più convenienti nel panorama della produzione energetica campana. Si pensi al potenziale di biometano che potrebbe venire da produzioni animali come gli allevamenti di bufale nel Casertano o ai residui cellulosici che potrebbero essere recuperati nei nostri boschi, ottimizzando così la seconda estensione forestale del Meridione. Le materie prime ci sono – conclude Salatino – vanno perfezionate le tecnologie”.
 
Allo sviluppo di nuove tecnologie mira appunto Bio-Value, puntando su materiali innovativi biobased e sulla loro applicazione mediante un approccio integrato di sintesi biochimica, design molecolare e miglioramento del processo. Il progetto servirà a potenziare entrambe le filiere delle biomasse: quella della biomassa destinata alla produzione di biogas attraverso digestione anaerobica e quella della biomassa lignocellulosica finalizzata alla combustione.
 
Oltre la filiera corta: verso un sistema ibrido per le biomasse
Il limite attuale della valorizzazione energetica delle biomasse è rappresentato dal rapporto tra massa ed energia prodotta. “Spostare un joule di energia – spiega Salatino – significa spostare grandi quantità di residui biogenici, per questo funziona la filiera corta, per cui si consuma laddove si produce”. Bruciare biomasse sul posto attraverso un boiler dà tuttavia rese molto basse per impatti ambientali non sempre brillanti.
Nell’ambito di Bio-Value, Smart Power System testerà sistemi distribuiti di pretrattamento delle biomasse che, convertite “sul posto” (presso fattorie e aziende agricole) in bio-olio ad elevatissima densità energetica, verranno poi inviate a bioraffinerie per i necessari processi di estrazione. Si creerà così un processo ibrido decentralizzato-centralizzato: decentralizzato nella fase di “pre-trattamento” delle biomasse, centralizzato in quella di raffinazione ed estrazione del potenziale energetico. 
Il progetto favorirà inoltre l’individuazione di bacini agro-energetici in coerenza con la tutela di biodiversità, delle produzioni tipiche regionali e della preservazione dei suoli agricoli ad elevata fertilità.
 
SMART POWER SYSTEM, RETE CAMPANA PER L’ENERGIA
Integrare conoscenze, sviluppare tecnologie e ampliare i mercati delle imprese campane interessate al settore energetico: è questo l’obiettivo di Smart Power System Scarl, il Distretto ad Alta Tecnologia per l’Energia della Regione Campania.
Nato nel 2013, Smart Power System mette a sistema 25 imprese, tra cui due big player come Getra Group e Magaldi Power, 4 Università (Federico II, Università di Salerno, Università Vanvitelli e Università Bicocca di Milano) e 2 Enti Pubblici di Ricerca (Cnr ed Enea) allo scopo di consolidare la competitività del network regionale dell’energia in quattro ambiti specifici: sviluppo di reti e micro-reti intelligenti (smart grid), valorizzazione di biomasse, produzione di tecnologie abilitanti per le fonti rinnovabili e, infine, misurazione e certificazione di sistemi prototipali di generazione e distribuzione di energia.
Su queste linee di ricerca Smart Power System ha investito circa 29 milioni di euro destinati ai progetti Meter (METrologia per l’Energia e le Reti), Ferge (Fonti Energetiche Rinnovabili verso la Green Economy), Micca (Microgrid Ibride in Corrente Continua e Corrente Alternata) e Biovalue (Sistemi ibridi di generazione e cogenerazione da fonti energetiche rinnovabili).
 
“Il nostro obiettivo – spiega Piero Salatino, Presidente del Distretto Smart Power System – è quello di conferire alla Campania un ruolo propositivo nel mercato sempre più diversificato dell’energia. Come Regione abbiamo già raggiunto la quota di burden sharing, ovvero la percentuale di consumo da rinnovabili rispetto al consumo complessivo di energia assegnata dall’Unione Europea. Tuttavia essere dei consumatori sostenibili non basta, non possiamo rassegnarci a una visione passiva del mercato energetico”.
“La  Campania – continua il presidente del Distretto – è la quarta regione in Italia per numero di Dipartimenti universitari coinvolti nei settori della green economy, disponiamo di know-how con competenze trasversali ai fabbisogni tecnologici dei settori industriali, possiamo e dobbiamo essere ambiziosi, non solo pensare ad assicurare i nostri fabbisogni energetici ma prepararci per essere anche fornitori. Ci sono tutte le condizioni per creare occupazione e vendere le nostre tecnologie a livello globale”.    
 
ENERGIA CAMPANA NEL MONDO: ACCORDI IN QATAR, CINA ED EMIRATI 
Per potenziare la capacità delle imprese del distretto di penetrare nei mercati esteri, Smart Power System ha avviato una serie di accordi quadro negli Emirati Arabi Uniti (Dubai, Abu Dhabi), in Qatar (Doha). “Il Distretto è impegnato – spiega Massimo de Falco, coordinatore di Smart Power System – nella ricerca e valutazione delle tecnologie innovative che caratterizzeranno il futuro del settore energetico-ambientale al fine di individuare gli scenari evolutivi del mercato a livello internazionale”.
 
Sono stati sottoscritti, in particolare, due importanti Memorandum of Understanding rispettivamente con la “Beijing Technology Exchange and Promotion Center – Btec”, agenzia cinese leader nel settore dello sviluppo e del trasferimento tecnologico in ambito energetico, e con il “Masdar Institute of Science and Tecnology”, università università di Abu Dhabi specializzata nella ricerca sulle energie alternative e parte integrante del Masdar City, mega-programma di sviluppo tecnologico svolto in collaborazione con il MIT - Massachusetts Institute of Technology (USA), che fornirà consulenza e supporto scientifico.
 
Molti i centri di ricerca con cui sono state avviate forme di collaborazione.
 
In Qatar: Science & Technology Park, Kahramaa(Qatar General Electricity and Water Corporation), Qatar Electricity& Water Company,Qatar Environment and Energy ResearchInstitute, Qatar  Green Building Council, Al Emadi Solar,  Qatar Solar Technologies, Green GulfInc,  KBF Trading &Contracting& Co Wll.
 
In Dubai: Emaar; Genavco  (General Navigation& Commerce); Haji Commercial Co. LLC; Nakheel; Pt Solar.
 
In Abu Dhabi: il Masdar Institute.