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Hundredrooms, itinerario tra i luoghi simbolo della Resistenza: c'è Napoli con piazza Quattro Giornate

Sono passati 72 anni da quando gli italiani hanno riconquistato la libertà negata da anni di guerra, invasioni e persecuzioni, chiudendo così una delle pagine più brutte della Storia del mondo. Il 25 aprile 1945 segna uno spartiacque importante tra morte e vita, oppressione e democrazia, declino e rinascita. 
Una data da ricordare non soltanto per onorare gli eroi del passato, partigiani e antifascisti che hanno combattuto con coraggio contro gli occupanti tedeschi, ma anche e soprattutto per tramandare alle generazioni future una lezione che non ci faccia ripiombare nei vecchi oscurantismi. Hundredrooms, comparatore online di alloggi turistici, suggerisce per questo un itinerario storico, fatto di tappe, eventi e luoghi simbolo della Resistenza italiana che i turisti potrebbero visitare, magari con i figli al seguito, per educarli sin da piccoli ai valori della pace e del mutuo rispetto tra i popoli.
 
Piazza Quattro Giornate, Napoli - così chiamata in ricordo delle insurrezioni scoppiate nel capoluogo campano tra il 27 e il 30 settembre 1943, passate alla storia con il nome di Quattro Giornate di Napoli. L’episodio rivoluzionario valse alla popolazione la Medaglia d’Oro al valor militare, poiché l’insurrezione consentì alle forze Alleate di trovare al loro arrivo, avvenuto l’1 ottobre del ‘43, una città già libera dall’occupazione tedesca grazie al coraggio degli abitanti. 
 
Sacrario delle Fosse Ardeatine, Roma - anche il Lazio ha il suo luogo di memoria fortemente simbolico, creato in ricordo del crudele massacro, perpetrato dai nazisti a Roma il 24 marzo 1944 nelle cave di pozzolana della via Ardeatina. Pur nella sua semplicità, l’opera trasmette sentimenti di sgomento e indignazione. Nel suo complesso, il sacrario comprende le grotte in cui fu consumato l’eccidio, il mausoleo in cui riposano le salme e un gruppo di sculture che simboleggia i 335 martiri. 
 
Cassibile, Sicilia - la piccola frazione di Siracusa è famosa per la firma dello storico armistizio siglato segretamente il 3 settembre del 1943, con il quale il Regno d’Italia poneva fine alle ostilità nei confronti degli Alleati. Nel luogo esatto della firma fu subito apposta la “Pietra della Pace”, successivamente trafugata. Oggi, grazie all’impegno dell’associazione Lamba Doria, una nuova lapide è stata riposizionata in ricordo di questa importante pagina storica, seppure non esattamente nel luogo della firma, dove adesso sorge un resort. 
 
Musei storici in Veneto - la regione veneta offre diversi musei per gli appassionati dell’ultimo secolo di Storia. Il Museo dedicato ad Agostino Piol, Medaglia d’Oro alla Resistenza, si trova nel comune di Limana e contiene un ricco repertorio fotografico. Da non perdere anche il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza e il Museo Nazionale dell'Internamento, con sede a Padova, in cui si racconta attraverso immagini e materiale storico la lacerante esperienza delle deportazioni nei lager nazisti. 
 
Alassio, Liguria - un turista che sia curioso di vivere l’autentico spirito della Resistenza potrebbe recarsi in questo comune in provincia di Savona, che ospita ogni anno la Festa Popolare di Resistenza, all’insegna di buona musica, stand e animazione per i più piccoli. La ricorrenza qui è così sentita che, quattro anni fa, il Commissario che amministrava il comune notificò all’Anpi il non gradimento di “Fischia il Vento”, canzone simbolo della Resistenza italiana, per il suo carattere “troppo divisivo”, mettendola al bando. L’episodio scatenò un’accesa polemica e si concluse con l’accordo che sarebbe stata la scuola media di Alassio a decidere che brani suonare. 
 
Monumento-Ossario ai partigiani caduti, Bologna - inaugurato il 31 ottobre 1959, fu voluto dal sindaco Giuseppe Dozza, che diede l'incarico a Piero Bottoni, esponente di spicco del Razionalismo in Italia e vicino alle posizioni di Le Corbusier. Il monumento, di forma circolare, è stato costruito in modo che chi lo guarda possa andare “sottoterra con i morti”, per usare le parole di Bottoni. Quei morti che hanno combattuto per la libertà riposano ora in loculi piazzati lungo le mura interne dell’opera, che al centro presenta una vasca contenente acqua e cinque figure simboliche che si proiettano, appunto, dal basso verso l'alto.