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Giovane morto al Loreto mare, è bufera nella Sanità campana

E' di nuovo bufera nella Sanità campana dopo la morte del giovane Antonio Scafuri che, ricoverato in codice rosso in pronto soccorso al Loreto Mare, è deceduto dopo aver atteso per ore il trasferimento in un'altra struttura. Oggi il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha disposto l'invio di una task force in Campania per accertare quanto accaduto. In una nota del ministero si precisa che della task force fanno parte esperti dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), Carabinieri del Nas e ispettori del Ministero della Salute.

Il direttore generale della Asl Napoli 1, Mario Forlenza, sulla vicenda aveva in mattinata preso una posizione molto decisa. "Esprimo dolore, sgomento e rabbia per la morte del giovane di 23 anni nel presidio ospedaliero del Loreto Mare, in circostanze che, se confermate, sono inaccettabili e incompatibili in una organizzazione ospedaliera la cui priorità assoluta è salvare vite umane" aveva detto Forlenza esprimendo ''partecipazione umana e sentite condoglianze ai familiari".

"D'intesa anche con la Regione, per l'accertamento delle responsabilità presenterò personalmente denuncia alla Procura - aveva aggiunto - Ho avviato una indagine interna tramite il servizio ispettivo aziendale per accertare eventuali omissioni o mancanze organizzative, ciò anche ai fini di responsabilità disciplinari. Massimo rigore. I familiari e i cittadini sappiano che è interesse primario del direttore generale e degli operatori della Asl, che sulla vicenda si faccia piena chiarezza, fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno".

In Regione scoppia intanto la polemica politica.

"In Campania gravissima emergenza sanità. Non servono ispettori del giorno dopo, ma intervento complessivo Governo a tutela dei cittadini" dice su Twitter il gruppo di Forza Italia del Consiglio regionale della Campania.

Luigi Barone, componente della direzione nazionale di Alternativa Popolare e dirigente campano del partito, e il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Sanità, con due note distinte salutano con favore l'invio della task force da parte del Ministero. "Ritengo indispensabile che si faccia chiarezza su quanto accaduto la notte tra il 16 e il 17 agosto per dare una risposta al padre di Antonio, che chiede giustizia a gran voce, e per punire severamente eventuali inadempienze da parte del personale sanitario" dice quest'ultimo.

Per il consigliere regionale Francesco Moxedano, componente della Commissione Sanità, "la sanità in Campania si può salvare solo se si decide di non guardare in faccia a nessuno rendendola efficiente cacciando i malfattori". Il M5s con la capogruppo Valeria Ciarambino, attacca: "Non è possibile che debbano accadere tragedie come questa per accorgersi che l'assistenza sanitaria è al collasso in Campania".

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Made in Italy, studio di Confartigianato: Protagoniste le piccole imprese

Il buon andamento del made in Italy nel corso del 2017 è caratterizzata dal protagonismo delle piccole imprese, sia per la loro leadership nell’export diretto sia nel dinamismo delle vendite all’estero nei settori dove l’occupazione nelle piccole imprese è predominante. Questi risultati sono resi possibili dalla elevata qualità dei prodotti di eccellenza del made in Italy: tra i 212 settori (classi Ateco 2007) in cui si articola la produzione manifatturiera, in 30 settori l’Italia è il primo esportatore nell’Unione europea nel 2016 con un valore di 79,3 miliardi di euro, pari al 19,0% delle esportazioni totali ed in crescita dello 0,3% in un anno. Nei trenta comparti di eccellenza deteniamo una quota del 25,6% dell’export dell’intera Unione europea. In questi settori le Micro e Piccole imprese con meno di 50 addetti contano 431.275 addetti, il 61,0% dell’occupazione dei settori esaminati. Lo afferma Confartigianato.

Tra i sette principali comparti di eccellenza del made in Italy ben sei appartengono al settore della Moda. Il primo settore è quello delle Calzature con 9.173 milioni di euro, con una quota sul totale UE del 24,0%, seguito da Confezione di altro abbigliamento esterno con 8.273 milioni e una quota del 18,7%, Articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria con 6.276 milioni e una quota del 30,5%, Gioielleria e oreficeria con 5.928 milioni e una quota del 25,1%. Dopo Tubi, condotti, profilati cavi e relativi accessori in acciaio non colato con 5.236 milioni e una quota del 25,0%, ritroviamo altri due comparti della Moda: Tessitura con 4.314 milioni e una quota del 30,3% e Confezione di altri articoli di abbigliamento ed accessori con 4.113 milioni e una quota del 25,2%.

In quindici settori si registra una crescita dell’export e tra questi nove registrano un aumento del made in Italy superiore a quello dell’export del rispettivo comparto dei 28 Paesi Ue: Fabbricazione di generatori di vapore con il 15,2%, in controtendenza rispetto al calo del 6,6% dell’Ue a 28, Fusione di acciaio con l’11,8%, in controtendenza rispetto al calo del 2,1% dell’Ue a 28, Fabbricazione di macchine per la metallurgia con l’8,3%, in controtendenza rispetto al calo del 9,3% dell’Ue a 28, Fabbricazione di piastrelle in ceramica con il 6,9%, meglio del +5,5% dell’Ue a 28, Fabbricazione di altri articoli di maglieria con il 6,2%, meglio del +5,0% dell’Ue a 28, Produzione di condimenti e spezie con il 4,8%, meglio del +1,0% dell’Ue a 28, Produzione di altre bevande fermentate non distillate con il 4,6%, in controtendenza rispetto al calo del 5,8% dell’Ue a 28, Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, di bevande e di tabacco con l’1,6%, meglio del +0,4% dell’Ue a 28 e Tessitura con lo 0,2%, in controtendenza rispetto al calo dell’1,1% dell’Ue a 28.

Meeting di Rimini, Gentiloni: Ancora molto da fare per aiutare le Pmi

Il governo italiano ha già fatto "alcune cose", ma "molto resta da fare" per facilitare l'attività delle piccole e piccolissime imprese. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, rispondendo alla domanda di un ragazzo al Meeting di Cl. Per il premier, in Italia ci sono ancora "limiti per facilitare l'attività delle piccole e piccolissime imprese. La mia valutazione è che alcune si sono fatte", come per esempio "il regime forfettario, la facilitazione degli obblighi dei pagamenti, le facilitazioni per startup e Pmi innovative". Ma "molto resta da fare: il segreto - ha concluso - è nella capacità di iniziativa e di ripresa dei giovani che in prima persona rischiano e intraprendere questa strada".

Meeting di Rimini, il messaggio di Papa Francesco: Guardiamo in avanti fiduciosi

Dopo il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ecco l’annunciato messaggio di papa Francesco. Quattro pagine a firma del segretario di stato vaticano cardinale Pietro Parolin (che sarà al Meeting nella giornata conclusiva di sabato 26 agosto) che si configurano come una lettura del titolo scelto per l’edizione di quest’anno, la frase di Goethe “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. Il messaggio è stato letto dalla presidente della Fondazione Meeting Emilia Guarnieri prima della santa Messa delle 10.45 celebrata dal vescovo di Rimini Francesco Lambiasi nell’Auditorium della Fiera di Rimini e trasmessa in diretta su RaiUno.

Il testo sottolinea che la frase di Goethe "è un invito a riappropriarci delle nostre origini dal di dentro di una storia personale. Per troppo tempo si è pensato che l’eredità dei nostri padri sarebbe rimasta con noi come un tesoro che bastava custodire per mantenerne accesa la fiamma. Non è stato così: quel fuoco che ardeva nel petto di coloro che ci hanno preceduto si è via via affievolito".

La nostra società, scrive papa Francesco, caratterizzata da "poca memoria", ha il limite "di liquidare come un fardello inutile e pesante ciò che ci ha preceduto". Ma non si può "edificare il futuro senza prendere posizione riguardo alla storia che ha generato il nostro presente". Nessuna nostalgia del passato, quindi. "Come cristiani non coltiviamo alcun ripiegamento nostalgico su un passato che non c’è più. Guardiamo piuttosto in avanti fiduciosi". Non si gioca in difesa: "Non abbiamo spazi da difendere perché l’amore di Cristo non conosce frontiere invalicabili. Viviamo in un tempo favorevole per una Chiesa in uscita, ma una Chiesa ricca di memoria, tutta sospinta dal vento dello Spirito ad andare all’incontro con l’uomo che cerca una ragione per vivere".

Sono moltissimi i punti toccati dal Papa, in un messaggio caratterizzato da un tono generale di speranza e fiducia. È vero, "c’è una malattia che può colpire i battezzati e che il Santo Padre chiama 'alzheimer spirituale' (…) se diventiamo 'smemorati' del nostro incontro con il Signore, non siamo più sicuri di niente; allora ci assale la paura che blocca ogni nostro movimento". Come quindi evitare questo “alzheimer spirituale”? "C’è una sola strada", è la risposta di Francesco: "attualizzare gli inizi, il “primo Amore”, che non è un discorso o un pensiero astratto, ma una Persona. La memoria grata di questo inizio assicura lo slancio necessario per affrontare le sfide sempre nuove che esigono risposte altrettanto nuove, rimanendo sempre aperti alle sorprese dello Spirito che soffia dove vuole".

Un nuovo inizio che a noi arriva "attraverso la vita della Chiesa, attraverso una moltitudine di testimoni che da duemila anni rinnovano l’annuncio dell’avvenimento del Dio-con-noi". Per questo bisogna "tornare lì, a quel punto incandescente in cui la Grazia di Dio mi ha toccato all’inizio del cammino. [...], quando Gesù è passato sulla mia strada, mi ha guardato con misericordia, mi ha chiesto di seguirlo; [...] recuperare la memoria di quel momento in cui i suoi occhi si sono incrociati con i miei".

Insomma anche oggi ognuno di noi può rivivere l’esperienza capitata a Zaccheo, così descritta da sant’Agostino: "Fu guardato e allora vide». «Ecco ciò che abbiamo ereditato» annota Francesco, «il tesoro prezioso che dobbiamo riscoprire ogni giorno, se vogliamo che sia nostro". E riprende una metafora molto cara a don Giussani, quella dello zaino, che all’inizio si porta sulle spalle e ci viene riempito dai genitori e dagli educatori, ma a un certo punto occorre "prendere e metterselo davanti agli occhi", per scoprire cosa c’è dentro, in modo che "diventi problema quello che gli altri ci hanno detto, paragonando quel che vede dentro, con i desideri del proprio cuore".

"Dopo il messaggio del presidente Mattarella, le parole del Papa ci fanno fare un passo ulteriore. Ci aiutano non solo a comprendere il titolo del Meeting di quest’anno, ma a capire noi stessi, il tempo storico che viviamo, il compito che ci è stato affidato", commenta la presidente della Fondazione Meeting Emilia Guarnieri. «Questo guardare in avanti per noi significa riscoprire il dna del Meeting, un’apertura che porta a incontrare tutti, cercando sempre il dialogo, la valorizzazione di ciò che è buono, lo spunto positivo: quelle che il papa definisce 'le tracce della presenza di Dio lungo la storia del mondo'".
Alle 15.00 l’evento inaugurale del Meeting con l’incontro con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sul tema “L’eredità e il futuro dell’Italia”. Il presidente è intervenuto in Auditorium Intesa Sanpaolo B3 dopo le introduzioni di Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. In apertura Nassir Abdulaziz Al-Nasser, alto rappresentante dell’Onu per l’Alleanza delle Civiltà, ha dato lettura del messaggio di saluto del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Meeting di Rimini, oggi l'apertura col messaggio del presidente Mattarella

In apertura del XXXVIII Meeting per l’amicizia fra i popoli, che si svolgerà nella Fiera di Rimini da oggi a sabato 26 agosto, giunge un’autorevole e penetrante lettura del titolo scelto per l’edizione di quest’anno, la frase tratta dal Faust di Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. C’è un’eredità da riguadagnare: ma come? La risposta giunge da un messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in attesa del messaggio che papa Francesco sta facendo pervenire attraverso il Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin e che verrà letto oggi all’inizio della santa Messa delle 10.45 (trasmessa in diretta RaiUno) che sarà celebrata nell’Auditorium della Fiera dal vescovo di Rimini Francesco Lambiasi.

Il presidente Mattarella interpretando la frase di Goethe mette l’accento sulle responsabilità nel passaggio generazionale. "Responsabilità degli adulti, che non possono consumare in sovrappiù beni e opportunità sottraendoli ai propri figli. Responsabilità anche dei giovani, che sono chiamati a far proprie le storie e le cose per dare ad esse un futuro e divenire di questo protagonisti".
Il mondo globalizzato e ipertecnologico "mette in discussione l’autonomia stessa della persona» (al Meeting per inciso si rifletterà a fondo sull’intelligenza artificiale con alcuni tra i maggiori esperti del tema). Ma anche qui, nessun ripiegamento: "L’idea di libertà, il senso di comunità, l’ambizione di fare storia, richiedono di essere continuamente riformulati, vissuti nel presente". Un lavoro che spetta primariamente ai giovani e alle "forze vive lungimiranti: tenere sempre viva l’attenzione sulle conseguenze delle scelte di oggi e contrastare il campo corto di chi rinuncia ad alzare lo sguardo e progettare il futuro".
Le parole chiave indicate dal presidente sono responsabilità (soprattutto «verso chi viene dopo di noi») e solidarietà, da esplicitare in chiave sussidiaria, coinvolgendo una molteplicità di soggetti: "La politica, le istituzioni, i soggetti economici, i corpi sociali, hanno tutti un peso nel determinare gli esiti dei cambiamenti in atto". Complessità e interdipendenza quindi "non sono alibi per un disimpegno". E qui Mattarella punta l’attenzione su un tema che attraverserà trasversalmente tutto il Meeting di quest’anno. "L’attenzione verso i giovani deve tradursi in occasioni concrete e innovazioni, che aprano le porte a una mobilità sociale vera e a una piena cittadinanza, a partire dal diritto al lavoro e alla istruzione, che sta alle radici della libertà delle persone e della società. Così, investendo sul futuro, una collettività ritrova fiducia e raddoppia la propria forza".
"Avremo tutta la settimana del Meeting non tanto per riprendere, ma per lasciarci leggere e mettere in questione dal messaggio del presidente, in attesa di quello del Papa", commenta la presidente della Fondazione Meeting Emilia Guarnieri. "Un anno fa scegliemmo la frase di Goethe perché ci sembrava utile per l’oggi, una chiave di lettura del presente. Ora capiamo di più il perché di quella scelta. Siamo grati al presidente Mattarella che guarda al Meeting come un luogo in cui si può rilanciare un messaggio di ripresa e di speranza per tutti, un’esperienza che si mette accanto ad altre al servizio della comunità civile".
Intanto oggi alle 15.00 l’evento inaugurale del Meeting sarà l’incontro con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sul tema “L’eredità e il futuro dell’Italia”. Il presidente interverrà in Auditorium Intesa Sanpaolo B3 dopo le introduzioni di Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. In apertura Nassir Abdulaziz Al-Nasser, alto rappresentante dell’Onu per l’Alleanza delle Civiltà, darà lettura del messaggio di saluto del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Confartigianato: Le Pmi italiane pagano l'energia il 29% in più rispetto alla media Ue

L'energia elettrica continua a costare molto cara agli artigiani e alle piccole imprese italiane che, in media, pagano l'elettricità il 29% in più rispetto alla media dell'Unione europea. Un divario destinato a peggiorare visto che, nel terzo trimestre 2017, la bolletta dei piccoli imprenditori è in aumento di 383 euro rispetto al trimestre precedente e porta a 11.478 euro il costo medio annuo dell'energia per una piccola impresa. La denuncia arriva da una rilevazione di Confartigianato nella quale si analizzano squilibri e distorsioni che, nel mercato energetico, penalizzano proprio i piccoli imprenditori. "Le nostre piccole imprese - sottolinea il presidente Giorgio Merletti - pagano di elettricità, in media, 2.572 euro in più all'anno rispetto alle pmi dell'area euro. Il costo dell'energia rappresenta un pesante fardello che compromette la competitività delle nostre aziende e ostacola gli sforzi per agganciare la ripresa". A gonfiare il prezzo dell'energia per le piccole imprese italiane sono soprattutto gli oneri fiscali e parafiscali che pesano per il 39,7% sull'importo finale in bolletta. Nei settori manifatturieri delle piccole imprese il prelievo fiscale sull'energia arriva a 7.679 euro per azienda ed è pari a 1.125 euro per addetto. Anche in questo caso superiamo di gran lunga la media europea di 422 euro per addetto di Francia, Germania e Spagna. Più in generale, in Italia le tasse sui consumi di energia sono le più alte d'Europa: imprese e famiglie pagano infatti 15 miliardi di euro in più rispetto ai cittadini dell'Eurozona. Più tasse, quindi, ma anche mal distribuite tra i diversi consumatori: sulle piccole imprese in bassa tensione che determinano il 27% dei consumi energetici pesa il 45% degli oneri generali di sistema , mentre per le grandi aziende energivore con il 14% dei consumi la quota degli oneri generali di sistema scende all'8%.

Attentato Barcellona, a Napoli rafforzate le misure di sicurezza

Lungomare, imbarchi per le isole del Golfo di Napoli, Via Toledo, i principali percorsi turistici: sono alcune delle zone per le quali l'attenzione delle forze dell'ordine nel capoluogo campano è stata ulteriormente rafforzata dopo i fatti di Barcellona. ''La 'massima attenzione' già caratterizzava da tempo l'attività - spiega all'Ansa il vice prefetto vicario, Demetrio Martino - con la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza, al quale ha partecipato anche il rappresentante militare che coordina 'Strade Sicure', abbiamo avviato un ulteriore monitoraggio della situazione in relazione sia agli eventi in programma nelle prossime settimane, in ogni caso già studiati, sia per una più accurata analisi di dettaglio''. Ci sarà, dunque, fa sapere il rappresentante della Prefettura di Napoli, un rafforzamento delle misure di sicurezza con l'utilizzazione di nuove protezioni 'fisiche' in alcune aree (come sbarramenti al traffico) e con l'utilizzazione di unità già operanti ''in uno scacchiere complessivo che riguarda Napoli e la sua area metropolitana''.

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Estate, 38 mln di italiani in vacanza: tra i souvenir i prodotti tipici del territorio

Al via il primo grande rientro per i 38 milioni di italiani che hanno deciso di andare in vacanza in estate. Una stagione che quest'anno ha registrato un aumento del 9% di partenze rispetto allo scorso anno. E quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe' dalla quale si evidenzia che il cibo di qualità è il souvenir più gettonato da riportare a casa nell' estate 2017. Ben il 78% degli italiani è restato in Italia mentre appena il 2% in Africa, la percentuale piu bassa tra i Paesi extracomunitari. L'abbandono di mete considerate pericolose riguarda in realtà il turismo internazionale nel suo complesso con la Turchia, la Tunisia, l'Egitto in grande sofferenza. Al contrario si registra - continua la Coldiretti - un aumento degli stranieri che scelgono l'Italia come Paese più sicuro rispetto ai problemi legati al terrorismo anche in relazione ad altre destinazioni europee. E se è il mare a fare la parte del leone per 7 italiani su 10 (69%), seguito dalla montagna con il 17%, si assiste al successo di alternative meno affollate con la campagna che è scelta dal 9% dei vacanzieri. La tranquillità garantita dalla campagna è un fattore importante, ma è sempre la qualità dell'alimentazione l'elemento che spinge maggiormente a scegliere l'agriturismo. La questione della sicurezza - continua la Coldiretti - è infatti uno dei fattori che influenza la destinazione della vacanza, ma insieme alla storia, alla cultura e all'ambiente il vero valore aggiunto del soggiorno in Italia è diventato il cibo. Lo dimostra il fatto che più di un italiano su tre (36%) in vacanza acquista prodotti alimentari tipici come souvenir per avere un ricordo gustoso del territorio da donare a se stesso o agli altri, secondo una indagine Coldiretti/Ixe'. La tendenza verso spese utili spinge all'acquisto di prodotti tipici come vino, formaggio, olio di oliva, salumi o conserve piuttosto che gadget, portachiavi, magliette. 

L'acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza in rapido sviluppo favorita - sottolinea la Coldiretti - dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verifica nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, aziende e mercati degli agricoltori di Campagna Amica, feste e sagre di ogni tipo. L'Italia - continua la Coldiretti - ha conquistato la leadership mondiale nel turismo enogastronomico grazie a 291 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario, ma che ha conquistato anche il primato green con quasi 60mila aziende agricole biologiche in Europa e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni ogm a tutela del patrimonio di biodiversità senza dimenticare gli oltre ventiduemila agriturismi, i circa diecimila mercati e fattorie dove acquistare a chilometri zero direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica, le centinaia di città dell'olio, del vino, del pane e i numerosi percorsi enogastronomici, feste e sagre di ogni tipo. Tutte occasioni per acquistare prodotti alimentari tipici come ricordi dei luoghi di vacanza da consumare al ritorno a casa con parenti e amici e rendere meno duro il rientro. Dalla mozzarella di bufala in Campania al formaggio Asiago in Veneto, dal pecorino della Sardegna al prosciutto San Daniele nelle montagne del Friuli, dal vino Barolo del Piemonte alla Fontina in Valle d'Aosta, dal limoncello campano al Caciocavallo del Molise - continua la Coldiretti - sono alcuni dei più comuni souvenir richiesti dai turisti per portare un ricordo "appetitoso" dei luoghi di vacanza, ma molti altri sono i "tesori" custoditi gelosamente nelle campagne.

Il 75% degli italiani in vacanza durante l'estate 2017 ha visitato frantoi, malghe, cantine, aziende, sagre, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori e ottimizzare il rapporto prezzo/qualità ma - sottolinea la Coldiretti - anche per conoscere la storia, la cultura e le tradizione che racchiude il prodotto. In molti casi la vendita - precisa la Coldiretti - è accompagnata anche dalla possibilità di assaggi e degustazioni "guidate", che consentono di fare una scelta consapevole difficilmente possibile altrove, ma anche di verificare personalmente i processi produttivi in un ambiente naturale tipico della campagna. Di fronte ad una offerta così variegata è nata l'App Coldiretti "Farmersforyou" per mettere in connessione gli imprenditori agricoli italiani con i nostri connazionali e con i cittadini di tutto il mondo che si recano in Italia ed intendono acquistare prodotti o dormire nelle aziende agricole. È possibile scegliere i mercati di Campagna Amica, le fattorie, e le botteghe dove poter acquistare il vero Made in Italy agroalimentare, ma anche i ristoranti che offrono menù con prodotti acquistati direttamente dagli agricoltori di Coldiretti.

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