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Stop al virus del vandalismo: informazione Vs. imbrattatori

In nome della subcultira dei graffiti nelle grandi e piccole città si assiste quasi indifferenti alla deturpazione per mano dei “writers”. Come difendersi?

Il Bazar delle Follie è invaso dagli imbrattatori. Gli scarabocchi che deturpano l’estetica delle città sono una di tante “finestre rotte” del Bazar. Come ripararla? Tutti all’opera per ripulire facciate, colonne, monumenti? Mobilitati i cittadini e organizzati i momenti di collaborazione, cosa resta da fare? Il da farsi nell’immediato futuro ha un tema conduttore: informare. Per accelerare il passo lunga la marcia d’avvicinamento dei cittadini all’etica del bene collettivo, i Sindaci sono chiamati a un compito di trasparenza. È ancora sfocata, come se fosse coperta dal “velo di Maya”, la realtà dei fatti riconducibili alla deturpazione delle città per mano degli imbrattatori. Ecco, allora, alcune domande da rivolgere ai primi cittadini. Quanti programmi di prevenzione della subcultura dei graffiti sono stati avviati nelle scuole, e con quali risultati? Se e come sono stati coinvolti anche gli addetti ai negozi che vendono colori e altri materiali che possono essere utilizzati per fare scarabocchi? Il dipartimento dei lavori pubblici della municipalità ha organizzato corsi di formazione per i volontari a contrasto dell’imbrattamento? E quanti i partecipanti? Nel campo degli interventi di pulitura e ripristino, quanto peso il Comune ha dato alle più moderne tecnologie protettive delle aree attaccate dagli scarabocchi? Per combattere i vandali, non basta l’educazione civica che si propone di sensibilizzare i cittadini, soprattutto i giovani, circa i danni recati dagli imbrattamenti. Bisogna sapere quanti e chi siano gli imbrattatori. Dispone il Comune di una banca dati per risalire agli autori di vandalismi? Quanto la banca si è arricchita di dati nel tempo? Come i cittadini possono contribuirvi e consultarla? Informare bene per deliberare meglio: è questo il compito dell’autorità comunale decisa ad accendere la fiamma che fa salire in alto la mongolfiera della collaborazione civica per città più vivibili perché più belle. Mobilitare i cittadini è un buon proposito che non si scioglierà come neve al sole di maggio solo se emergeranno i fatti nudi e crudi. Sono i fatti che danno alla comunità cittadina tanta forza da riuscire ad aggredire il virus del vandalismo.

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