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Federico II lancia progetto di bioeconomia

 

Giovedì 11 maggio 2017, alle 9, nell’Aula magna del Centro Congressi di via Partenope dell’Università degli Studi di Napoli Federico II si parlerà di “BioPoliS: un progetto per la bioeconomia e il territorio”, il primo progetto dell’aggregazione pubblico-privata BioChamp. L’incontro, evento conclusivo del progetto BioPoliS, verrà aperto dalla Professoressa Vincenza Faraco, Responsabile Scientifico del Progetto, e proseguirà con i saluti istituzionali del Prorettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Arturo De Vivo, e del Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche, Rosa Lanzetta, e con la descrizione dell’ATS BioChamp del Direttore Centro “Raffaele d’Ambrosio” (L.U.P.T.), delegato del Magnifico Rettore per il progetto, Guglielmo Trupiano, e del Responsabile Scientifico del Corso di Formazione, dottor Mario Malinconico. BioPoliS è il progetto di ricerca Industriale di “Sviluppo di tecnologie verdi per la produzione di BIOchemicals per la sintesi e l'applicazione industriale di materiali POLImerici a partire da biomasse agricole ottenute da sistemi colturali Sostenibili nella Regione Campania” PON03PE_00107_01 (MIUR, PON R&C 2007-2013 D. D. Prot. N. 713/Ric. 29/10/2010).
BioChamp opera nell’ambito della chimica verde ed è costituita da sette imprese, ARCA 2010 società cooperativa a r.l., BST S.P.A., BIOCHEMTEX S.p.A. (del gruppo Mossi & Ghisolfi), CONSORZIO SANNIO TECH, NOVAMONT S.p.A., SAPA SRL, SOCRATIS S.c.ar.l., e tre enti pubblici di ricerca, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Consiglio Nazionale delle ricerche e l’Università della Campania "Luigi Vanvitelli". La mission di BioChamp è sviluppare una piattaforma tecnologica sostenibile che realizzi la completa valorizzazione delle biomasse rinnovabili e la produzione 'green' sia di biochemicals che biocarburanti. Grazie a una stretta collaborazione tra le sette aziende private e i tre enti pubblici di ricerca coinvolti nel progetto, tra cui l’Università degli Studi di Napoli Federico II rappresenta il soggetto capofila, e tramite l’integrazione di numerose competenze multidisciplinari legate alla ricerca agronomica, chimica, biotecnologica e industriale, il progetto ha generato come risultato finale un prototipo di filiera agroindustriale per la produzione integrata di biochemicals, che porta benefici ambientali ed economici per la regione Campania, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente. Le tecnologie verdi di BioPoliS possono valorizzare i terreni degradati o inquinati della regione Campania, non utilizzabili per l'agricoltura, e trasformare le biomasse in biomateriali d’interesse industriale, rivitalizzando la chimica in chiave ambientale nel nostro paese. Parte integrante del progetto BIOPOLIS ricerca è stato il corso di formazione in “Esperto nella gestione di bioraffinerie: allestimento di sistemi colturali sostenibili, bioconversione di biomasse in biochemicals, loro polimerizzazione e successiva trasformazione dei polimeri in materiali per l’industria”, coordinato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca “R. d’Ambrosio” LUPT della Federico II. Con il progetto BioPoliS, infatti, si è dimostrata la fattibilità di processi 'green' per la produzione di biosuccinato da fonti rinnovabili non appartenenti alla catena alimentare da destinare all'industria chimica e di bioplastiche in sostituzione di equivalenti da fonti fossili. Il progetto BioPoliS ha sviluppato tecnologie abilitanti chiave (KET) nel settore delle biotecnologie industriali - reazioni catalizzate da nuovi enzimi/biocatalizzatori per la conversione sostenibile di biomasse in zuccheri e fermentazioni con microorganismi in grado di convertire con alte rese gli zuccheri così ottenuti in green chemicals- e in quello dei materiali - nuove tecnologie per l'ottenimento di biomateriali per svariate applicazioni quali film, prodotti stampati, adesivi e schiume.