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Dai musei visitabili in volo alla casa a forma di torta. I vincitori di Space Apps Challenge

  •  Bruno Russo
  • Pubblicato in Futura
I partecipanti dopo la premiazione I partecipanti dopo la premiazione

 

Il Console americano Mary Ellen Countryman, il rappresentante NASA Timothy Tawney e il professor Francesco Saverio Marulo, hanno portato a compimento il 'weekend spaziale’ organizzato nel Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. La terza edizione di International Space Apps Challenge, l’hackathon più grande del mondo promosso dalla NASA, si svolge in contemporanea in 200 università nel mondo, ed è stata presentata dal professore Marulo, responsabile della manifestazione napoletana dedicata  a tutti gli appassionati di Spazio: il tema quest’anno è ‘Osservazione della Terra'. L’edizione napoletana è organizzata dal Consolato Generale degli Stati Uniti per il Sud Italia insieme all’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (IREA-CNR) e dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli Federico II. Sono pervenuti nella nuova sede della Federico II oltre 150 ragazzi  con idee e soluzioni innovative e sfide globali per la vita sulla Terra e nello Spazio sul tema, basandosi su un approccio di problem solving collaborativo e open-source. 1300 euro previsti per il team vincente e 1000 e 700 quelli per i successivi progetti selezionati.Sono stati ben tre i team vincitori del terzo NASA Space Apps Challenge nel campus di San Giovanni a Teduccio. Dopo 24 ore all’insegna della creatività e della programmazione 'a supporto del pianeta Terra e oltre', come recita l’attestato che ha proclamato tutti i partecipanti 'risolutori di problemi galattici', la giuria ha espresso le sue preferenze ponendo in cima al podio il team “Pizza Flyers”, composto da Luca Celiento, Pasqua Maria Rita Piscopo, Andrea Tofano, Nicola Lagnena, Marco Finadri, Antonio De Masi e Paolo Patrizio. Sul secondo gradino sale il team “Bee Space” composto da Davide Testa, Davide Mango, Francesco Perrelli, Andrea Raia, Alessandro Martucci, Alessio Ianniello, Daniele Del Guercio, Antonio Minutillo e Armando Mocerino. Sul Terzo gradino i “Flying Mice”, team composto da Marco De Rosa, Matteo De Simone, Marco De Simone, Francesco Marotta, Antonio Totaro e Giovanni Lampitelli.  

Sul primo gradino il progetto “Sky Tour” del team “Pizza Flyers”: un’applicazione che consente a chi sta volando su un aereo di visualizzare sul proprio smartphone tutti i luoghi di interesse del percorso fino alla meta. Funziona in modalità offline e visualizza musei, montagne, e monumenti. Sul secondo gradino Bee Space con il progetto “H.O.M.E.lab”, un habitat di ricerca modulare ispirato agli alveari delle api che potrebbe essere la base di stazione di ricerca sulla terra o anche nello spazio. L’idea è quella di far lavorare insieme le persone nel modo meno stressante possibile ottimizzando gli spazi, ecosostenibili dal punto di vista energetico , con una particolare attenzione alla scelta dei colori per far sentire le persone meglio nell’ambiente di lavoro. Terzo classificato “Cake House” dei “Flying Mice”, il progetto di una casa a forma di torta fatta con materiali riciclabili, 100% sostenibile, utile per situazioni di disastri ambientali che si può spostare facilmente, chiudendola come un’ombrello.
I tre team vincitori competeranno con gli altri team delle 200 Università sparpagliate nel Mondo che hanno svolto in contemporanea l’hackaton della NASA. Alla fine solo uno risulterà vincitore.
"I ragazzi hanno progettato idee veramente molto belle e innovative", ha detto Riccardo Lanari direttore dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (IREA) che ha fatto parte della giuria dei panel insieme a Francesco Marulo, ordinario dell’Università Federico II; Shawn Baxter, del Consolato degli Stati Uniti in Italia; Francesco Sacerdoti, Apple Academy; Raffaele Savino, Università Federico II e Carlo Noviello dell’IREA-CNR. 
La Console Usa, Mary Ellen Countryman, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento ha ricordato come la Campania sia una terra di eccellenze nell’aerospazio, e i ragazzi napoletani " Uno straordinario patrimonio creativo che APPLE ha capito prima di altri grandi player".  Il consolato Usa, ha proferito la signora Countryman, è impegnato nel sostenere iniziative che consentono la promozione dell’innovazione e delle  opportunità di lavoro e di successo,  per quei giovani dotati d’ingegno e creatività.
Negli ultimi anni i ragazzi della nostra città sono tra quelli che hanno conseguito i risultati più straordinari nelle gare mondiali. Negli scorsi mesi gli studenti dell’istituto A. Righi, vincendo una competizione con centinaia d’istituti tecnici in Europa, hanno gestito in remoto, con il loro software, oggetti in movimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale e i giovani che avevano partecipato alla scorsa edizione napoletana di Space Apps, hanno vinto una competizione internazionale in India, e a fine anno porteranno sulla Luna un oggetto che è la loro soluzione per muoversi sui suoli di altri pianeti.
Il rappresentante della NASA in Europa Timothy Tawney, ha illustrato i progetti dell’agenzia americana e quelli in cooperazione con l’agenzia europea ESA e con l’italiana ASI. L’esponente dell’Agenzia americana ha confermato la determinazione dell’ente americano a perseguire con iniziative di open innovation la ricerca d’idee e dell’ingegno espresso nel mondo dalle nuove generazioni.
Con 169 città iscritte in tutto il mondo, Nasa Space Apps Challenge di quest'anno registra già un record. L'appuntamento per il più grande hackathon mondiale promosso e organizzato dalla National Aeronautics and Space Administration, la prestigiosa agenzia governativa statunitense responsabile del programma spaziale e della ricerca aerospaziale, è avvenuto il 29 e 30 aprile, con il patrocinio della Missione Diplomatica USA e organizzato dal Consolato generale e ospitato per la prima volta negli spazi del Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio, nell'edificio adiacente la iOS Developer Academy creato dalla partnership tra Apple Università Federico II. 
Decine di studenti hanno iscritto il loro nome nella gara, con loro anche  maker, scienziati, designer, imprenditori e appassionati di scienze e tecnologia , per una sfida internazionale che permette di produrre, utilizzando dati messi a disposizione dalla Nasa, soluzioni «open source» per affrontare sfide globali. 
Quest'anno il tema della competizione è stato quindi la Scienza  della Terra, declinato in cinque categorie: The Earth and Us, Planetary Blues, Warning! Danger Ahead!, Our Ecological Neighborhood, Ideate and Create!. Per partecipare all'evento, oltre all'iscrizione gratuita fino ad esaurimento posti sono stare garantite la connessione wifi, le prese per la ricarica di smartphone, tablet e laptop, oltre che la possibilità di connettersi in remoto con le altre sedi dell'hackathon. I partecipanti hanno usufruito  del supporto di mentor, ovvero esperti del settore, oltre che strumenti hardware per la creazione del loro prototipo. Una volta scelto il tema tra quelli proposti dalla Nasa nell'ambito Scienza della Terra, i partecipanti hanno autonomamente formato dei gruppi, cercando di amalgamare differenti conoscenze per la buona riuscita della gara. I primi tre classificati hanno ricevuto dal Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano un premio in denaro e i primi due sono stati ammessi alla selezione globale della Nasa che individuerà (dopo circa un mese) i vincitori mondiali per ciascun challenge. In palio, per i vincitori a livello mondiale, vi è l'opportunità di assistere al lancio di un missile spaziale. 
Due i collettivi napoletani che hanno partecipato  alla Space Challenge , ovvero Sfogliatella To Mars e Space Kangaroos. Significativa la scelta del campus di San Giovanni a Teduccio come location ufficiale di Napoli, che si attesta sempre più come fucina di talenti per giovani scienziati. 
La Nasa Space Apps Challenge, nata nel 2012 per volere del presidente Barack Obama per incentivare le iniziative 'open source', è un hackathon internazionale di 48 ore dedicato alla tecnologia spaziale e alle sue applicazioni terrestri. I partecipanti sono invitati a lavorare a diverse sfide (in diverse città al mondo) proponendo innovative soluzioni e ricevere il titolo di Galactic Problem-Solver. Essendoci numerosi settori di applicazione, possono partecipare tutti coloro che hanno la passione per il pianeta Terra e lo Spazio, ma anche la voglia di lavorare con un team interdisciplinare sulle varie sfide globali. L' hackathon dell'anno scorso ha registrato numeri da record, con più di 15 mila partecipanti nei 6 continenti e gli studenti italiani hanno ricevuto menzioni d'onore e hanno vinto nelle proprie categorie. A Napoli, in particolare, parteciparono 17 squadre e quella vincitrice fu Sfogliatella to Mars, team partenopeo composto da laureati e laureandi in Ingegneria Aerospaziale della Federico II: Armando Mocerino, Lorenzo Pavone, Michele Pernetti, Francesco Perrelli e Dario Pisanti. La loro idea Srs Explorer - Spider Robot Suit Explorer ovvero un robot a forma di ragno in grado di esplorare la superficie di Marte saltando proprio come un aracnide, superando il suolo discontinuo e il terreno sconnesso senza problemi. "La gara è un'occasione importante per mettere in pratica le proprie conoscenze accademiche"- spiega il collettivo - " Ma potrebbe contribuire a cambiare la vita dell'umanità: il gruppo di Torino tra i primi  5 al mondo lo scorso anno ha infatti sviluppato un progetto sui cambiamenti  climatici".