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Federico II, avatar e intelligenza artificiale per abbattere le barriere culturali

  •  Sara Stellabotte
  • Pubblicato in Futura


Secondo dati Onu la grave crisi economica dei Paesi avanzati, la forte disuguaglianza economico-sociale e i conflitti politico-religiosi sono i principali fattori delle attuali migrazioni internazionali; fenomeno che lungi dall’arrestarsi si presenta in continua crescita. Tra i paesi europei, l’Italia ha subito negli ultimi anni ondate immigratorie senza precedenti. L’incontro e la commistione, dunque, di popoli con culture, tradizioni, lingue, modelli comportamentali così diversi tra loro, rende necessaria l’attuazione di politiche mirate di accoglienza e integrazione. La scuola si rivela in tale momento il luogo ideale affinché si possano costruire le basi per una dialogo e una convivenza pacifica. Per fare ciò è necessario che le istituzioni scolastiche offrano ai docenti di ruolo e a quelli in formazione gli strumenti più appropriati per comprendere la complessità delle relazioni interculturali.

Ed è proprio di formazione e strategie di accoglienza che si è discusso stamane presso la Sala Pignatiello di Palazzo San Giacomo con la presentazione del progetto Accord (Attain Cultural integration through COnflict Resolution Development), presentato stamattina venerdì 10 marzo presso Palazzo San Giacomo da Davide Marocco, docente di Psicometria alla Federico II e coordinatore del progetto, Annamaria Palmieri, assessore all'istruzione del Comune di Napoli, Edoardo Massimilla, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II e Giuseppina Mangione, primo ricercatore responsabile area Sud dell'Indire -Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione Ricerca Educativa. 

In questo nuovo progetto la tecnologia sarà al servizio delle formazione: un team di ricercatori creerà, sulla base di sistemi di intelligenza artificiale, una serie di situazioni virtuali che simuleranno i complessi meccanismi alla base dei rapporti interculturali, i docenti potranno interagire attraverso un avatar e migliorare le loro abilità di comunicazione e negoziazione, le cosidette softskills. Attraverso una sorta di gioco i docenti impareranno a gestire i rapporti con studenti e famiglie di culture diverse e a gestirne eventuali conflitti dovuti alla rispettive diversità. Come spiega Davide Marocco, coordinatore Accord: “Agiremo su due piani complementari di ricerca: da un lato elaboreremo dei Mooc, ovvero dei Massive Open Online Course con cui gli insegnanti potranno acquisire conoscenze teoriche sui temi della negoziazione e della gestione dei conflitti; dall’altro svilupperemo dei serious games, in modo da dare agli insegnanti il modo di mettere in pratica le metodiche apprese utilizzando un videogioco appositamente sviluppato, in cui sarà possibile sperimentare diverse situazioni conflittuali in un ambiente protetto e pedagogicamente rilevante”.

Il progetto Accord, delle durata di tre anni, è finanziato all’interno della misura europea Social Inclusione through education, training and youth e vede l’Università di Napoli Federico II come uno dei suoi principali partner seguita da Aidvanced srl, Institute for Learning Innovation dalla Germania, l’Università de Barcelona, l’Università di Vienna in associazione con il Ministero federale per l’educazione austriaco Fondazione Mondo Digitale e il Centre for Migration and Intercultural Studies dell’Università di Anversa in Belgio.

Oggi più che mai – sottolinea l’Assessore alla Scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri – in un mondo che sembra attratto più dal rifiuto che dall’accoglienza, la scuola assume un ruolo fondamentale nella costruzione di incontro e  convivenza tra differenze e storie e per questo progetti come “Accord” sono importanti e vanno sostenuti”.