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Praterie di Posidonia, un ricercatore napoletano scopre i segreti della "Foresta Amazzonica" del Mar Mediterraneo


Scoperti i segreti delle praterie di Posidonia, la 'Foresta Amazzonica' del Mar Mediterraneo, che sono un vero e proprio polmone subacqueo cruciale per la produzione di ossigeno. Ricercatori italiani hanno scoperto che queste piante funzionano in modo diverso a seconda della profondità in cui vivono e questo può aiutare a mettere a punto strumenti su misura per proteggerle. Il risultato, pubblicato su Scientific Reports, si deve al gruppo internazionale guidato da Gabriele Procaccini, della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. I ricercatori hanno studiato i fondali della Baia di Calvi in Corsica e hanno analizzato il funzionamento di una specie di Posidonia che vive lungo tutta la sua fascia costiera del Mediterraneo, la Posidonia oceanica. Questa pianta è minacciata dai cambiamenti climatici da inquinamento e interventi dell'uomo sulle coste. "L'obiettivo è stato scoprire le strategie di adattamento di questa pianta marina per mettere a punto strategie per proteggerla", dice all'Ansa Procaccini. Per esempio, ha aggiunto, la scoperta è importante per i programmi di riforestazione, perché indica che le piante che si sono adattate a vivere vicino alla superficie non possono essere impiantare a 40 metri di profondità e viceversa. La Posidonia è una specie da tutelare, ha rilevato Procaccini, perché svolge importanti funzioni per l'ambiente a partire dalla produzione di ossigeno, che è pari a quella delle foreste tropicali. Inoltre cattura l'anidride carbonica in atmosfera e la immagazzina. Le sue praterie stabilizzano anche i fondali, proteggendo le coste dall'erosione, e ospitano una grande varietà di specie vegetali e animali. Poiché le praterie si estendono dalla superficie del mare fino a 40 metri di profondità, la Posidonia deve adattarsi a diverse condizioni di luce. I ricercatori hanno scoperto che la luce influenza fortemente le attività metaboliche della pianta, cioè di fotosintesi e respirazione. Le piante più vicine alla superficie si attivano prima e più a lungo, quelle che si trovano più in profondità invece, si attivano più tardi, e hanno un metabolismo più lento.