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Incendi, da oggi a Torre del Greco tavolo permanente M5S Cooperazione scientifica nel Mediterraneo, a Napoli si presenta Prima Scenari economici e Milano Finanza 22 luglio 2017 LETTERA APERTA A TITO BOERI di Paolo Savona Incendi, domani audizione in Commissione Ambiente Contributi ai Partiti europei: domande entro il 30 settembre Al via Youth4Regions, contest Ue per giornalisti Start up sociali e under 35: 300mila € alle migliori idee Mozzarella surgelata, 56 parlamentari chiedono chiarimenti Metropolitana di Napoli, in parlamento il caso della "compatibilità" di Cascetta Siccità, la pioggia non basta. Solo l'11% "diventa" acqua Mutui, attesa media di 134 giorni. Il caso Campania Mostre, Biennale di San Leucio sceglie il tema "Terra Madre" Da Napoli un sistema che previene i danni da sisma agli edifici Rfi, in Campania nuovi sistemi informativi per i viaggiatori Giffoni Film Festival, Gubitosi: Ora collegamento Metro con Salerno Cooperazione scientifica nel Mediterraneo, a Napoli si presenta Prima Napoli, opposizioni diserteranno seduta consiliare su Bagnoli Tassa sui rifiuti, Napoli e Salerno tra le più esose in Italia System House cerca sede in Campania per i lavoratori ex Gepin Giffoni Film Festival, Gubitosi: Ora collegamento Metro con Salerno Intervista a Vincenzo Schiavo Siccità, danni per 2 miliardi di euro. Tutte le coltivazioni colpite Taxi, Città di Partenope denuncia: da lunedì costi più alti e meno chiarezza Acerra, Comune parte civile in tutti i processi su roghi dolosi Musica, a settembre torna Ethnos Festival Ottaviano, dopo i roghi riprende "Estate Medicea" Giornalisti, sindacato spara a zero contro De Luca Fca, sindacati chiedono attivazione del progetto Premium Università, martedì a Roma l'audizione di Oddati Cgil fa causa alla Nato per dipendenti nelle basi italiane Scuola, in arrivo mezzo miliardo per le paritarie Fs prevede 26 mln di passeggeri per estate 2017. Napoli snodo cruciale ll Sun toglie Napoli dalla lista delle città più pericolose del mondo Napoli, riapre la Funicolare Centrale Giffoni Experience, un festival tra grande cinema e legalità/sicurezza

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Cooperazione scientifica nel Mediterraneo, a Napoli si presenta Prima

 'Il più grande e importante programma mai lanciato per l'area del Mediterraneo, sia in termini di investimento economico sia per numero di Nazioni coinvolte'. Così Carlos Moedas, commissario europeo per la ricerca, la scienza e l'innovazione, ha definito PRIMA - Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area, che ritiene il programma di cooperazione scientifica più importante mai lanciato nel Mediterraneo. PRIMA, che verrà presentato lunedì 24 luglio 2017 al Centro Congressi dell'Università Federico II, mira principalmente a promuovere ricerca di eccellenza, a individuare soluzioni a supporto delle comunità dei consumatori e delle imprese in grado di affrontare le sfide nei settori dell'acqua e delle produzioni alimentari. Con il contributo economico di 19 Paesi e della Comunità Europea, PRIMA lancerà a breve una serie di bandi finalizzati a promuovere la collaborazione tra enti di ricerca, aziende e altri stakeholders per un totale di oltre 500 milioni di Euro. L'interazione sarà basata su principi di condivisione dei benefici : equal footing, co-ownership, common interest, shared benefit. I grandi temi trattati da PRIMA riguardano la gestione delle risorse naturali ed in particolare di quella idrica, la sostenibilità di tutto il sistema agro-alimentare partendo dalla produzione agricola, il valore economico e sociale della catena dell'agri-food nel Mediterraneo. PRIMA sarà anche un programma di riferimento per importanti piani di azione nazionali come quello per la Bioeconomia. Dopo anni di contrattazione, il programma è stato finalmente varato con la recente costituzione della PRIMA Foundation per la gestione delle iniziative progettuali e la nomina a Presidente della stessa del professore Angelo Riccaboni dell'Università di Siena, a conferma del ruolo direttivo e di coordinamento svolto dall'Italia già nella fase di costruzione dell'iniziativa. Il Presidente Riccaboni presenterà il programma PRIMA alla Federico II di Napoli per la prima tappa di un tour del Mediterraneo. All'incontro parteciperanno il Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico, Gaetano Manfredi, i due delegati CRUI per PRIMA, il professore Francesco Capozzi dell'Università di Bologna e il professore Matteo Lorito dell'Università Federico II, autorità locali, esperti delle problematiche ed opportunità associate allo sviluppo dei Paesi del Mediterraneo, esponenti di Aziende che operano nel campo dell'Agrifood in diversi paesi del bacino. L'obiettivo dell'incontro, che si terrà il 24 luglio al Centro congressi federiciano di via Partenope, 36, alle 14.30, è di contribuire a creare iniziative progettuali nell'ambito di PRIMA forti della partecipazione di ricercatori, aziende, attori della politica sociale, culturale ed economica finalizzata a realizzare partenariati importanti e produttivi. Invece di alzare muri, PRIMA getta ponti tra le diverse sponde del Mediterraneo, costruiti sulla ricerca scientifica applicata alla filiera agroalimentare e la tutela dell'ambiente e delle risorse naturali.

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Start up sociali e under 35: 300mila € alle migliori idee



Fino a 300mila euro per le migliori idee imprenditoriali nel Welfare di comunità. C’è tempo fino alle ore 12 del 15 settembre per partecipare a “Welfare, che impresa!”, concorso rivolto a startup sociali under 35 chiamate a presentare progetti innovativi, capaci di favorire la coesione sociale, lo sviluppo e il fare rete. Al concorso, promosso da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Bracco, Fondazione Golinelli e Ubi Banca, possono partecipare le startup sociali i cui componenti abbiano in maggioranza meno di 35 anni e costituite da non più di 5 anni. Quattro gli ambiti di azione: agricoltura sociale, valorizzazione del patrimonio culturale e conservazione del paesaggio, Welfare culturale inclusivo e servizi alla persona e Welfare comunitario.
Le tre migliori idee progettuali per le categorie Nord-Centro Italia e Sud Italia si aggiudicheranno un premio in denaro di 20mila euro, oltre a un finanziamento fino a 50mila euro a tasso zero della linea Ubi Comunità per soggetti non profit, insieme a un conto non profit online gratuito.

SCARICA IL REGOLAMENTO
http://welfarecheimpresa.ideatre60.it/upl/ckuploads/files/Welfare_II_regolamento-dettagli-percorsi-incubazione-accelerazione_DEF2.pdf

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Mozzarella surgelata, 56 parlamentari chiedono chiarimenti


Sono 56 i deputati che sottoscrivono un'interpellanza indirizzata al Governo per chiedere conto del nuovo disciplinare di produzione della mozzarella di bufala e capire come l'Esecutivo intende affrontare la questione del prodotto surgelato. Ecco il testo completo dell'intervento.  "Premesso che: Il Mattino di Caserta del 24 aprile 2017 annunciava come il 4 maggio 2017 l'Assemblea del Consorzio per la tutela del formaggio mozzarella di bufala campana DOP, avrebbe deliberato una nuova proposta di modifica al disciplinare della predetta mozzarella, allo scopo, tra l'altro, di prevedere il condizionamento della mozzarella a temperature negative di –18 Co (mozzarella frozen congelata); la novità parrebbe motivata dalla volontà dell'industria casearia di diversificare il prodotto per il canale Ho.Re.Ca. cui destinare un formaggio destinato alla trasformazione; la proposta di modifica del disciplinare prevederebbe anche la realizzazione dei cosiddetti «Filoni» da 1 chilogrammo, che nulla hanno a che vedere con la mozzarella di bufala DOP; la mozzarella di bufala campana Dop è un formaggio prodotto secondo un antico disciplinare, registrato ai sensi del Reg. (CE) n. 103/2008; il regolamento (CE) n. 510/2006 sulla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari intende prioritariamente favorire la diversificazione della produzione agricola per conseguire un migliore equilibrio tra offerta e domanda sul mercato con la promozione di prodotti di qualità; i prodotti a Dop possono rappresentare una carta vincente per il mondo rurale, in particolare nelle zone svantaggiate o periferiche, in quanto garantiscono il miglioramento dei redditi degli agricoltori e favoriscono la permanenza della popolazione rurale nelle zone suddette; si è constatato che i consumatori tendono a privilegiare, nella loro alimentazione, la qualità anziché la quantità. Tale ricerca di prodotti specifici comporta una domanda sempre più consistente di prodotti agricoli e alimentari aventi un'origine geografica determinata; « l'Espresso» del 29 ottobre 2012 pubblicava uno sconcertante articolo che riportava stralci dell'ordinanza del tribunale di Napoli. Vi si chiariva come da parte di alcuni titolari di caseifici della Campania oggetto di indagine da parte della cura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, quasi nessuno ottemperasse alle regole scritte che venivano continuamente violate; la preoccupazione di tutti gli indagati, di fronte ai controlli sempre più stringenti dei Nas, era quella di «uscire dall'illegalità». Ma non certo utilizzando solo latte prodotto nell'area Dop: «bisogna modificare il disciplinare e consentire ai caseifici di utilizzare una percentuale di latte congelato o cagliata congelata – si legge in un'intercettazione – sono 20 anni che lo facciamo tutti quanti. Questa è la posizione. E la stessa posizione l'avrà Assolatte, l'avrà l'Unione industriali, l'avranno tutti quanti»; contestualmente, fu avanzata dal Consorzio di tutela della mozzarella di bufala Dop una proposta di modifica del disciplinare che prevedeva il congelamento del latte e della cagliata della Mozzarella Dop; oggi, la questione si ripropone con l'introduzione della surgelazione della mozzarella fresca; industrializzare questo raro prodotto rurale del Mezzogiorno, oltre a favorire le frodi, lo banalizzerebbe danneggiando soprattutto gli allevatori che producono il latte dell'areale della Dop; se si concretizzasse la suddetta modifica del disciplinare, gli allevatori bufalini correrebbero il pericolo di vedersi applicati prezzi più bassi per il loro latte, già oggi irrisorio, rendendo possibile la pratica d'inaccettabili forzature del normale andamento del mercato del latte bufalino; le innovazioni ipotizzate farebbero perdere al prodotto la sua caratteristica di formaggio fresco tipicamente stagionale volgarizzandone e dequalificandone le specificità originarie –: se il Ministro interrogato sia a conoscenza della proposta di modifica del disciplinare di produzione della mozzarella di bufala campana Dop che prevede il congelamento della mozzarella e, ad ogni modo, quale sia la sua posizione al riguardo; se, al fine di migliorare effettivamente e lealmente le prestazioni ed il reddito degli allevatori di bufale dell'area Dop, non ritenga utile adottare iniziative per l'incentivo della tecnica della destagionalizzazione dei parti.

Da Napoli un sistema che previene i danni da sisma agli edifici

 

Non occorre che un edificio crolli o subisca crepe visibili per risultare inagibile. I danni di una scossa sismica su una struttura possono essere invisibili eppure altrettanto gravi di un cedimento. Una significativa rivoluzione nel campo della sicurezza degli edifici arriva da una società napoletana che ha di recente brevettato un dispositivo in grado di prevenire il danneggiamento degli impianti degli edifici in caso di fenomeni naturali distruttivi. Si tratta della Tecnosistem Spa, azienda specializzata in sistemi di ingegneria avanzata presieduta da Luigi Nicolais. ''Negli edifici strategici ed in alcuni processi industriali legati ai beni primari - spiega Nicolais - le cui funzioni non devono subire interruzioni, risulta necessario assicurare la sicurezza dell'edificio ma anche fornire protezione agli impianti, per poterne garantire l'operatività fin dalle immediate fasi successive al fenomeno tellurico. Risulta quindi evidente l'importanza che assume il dispositivo ideato da Tecnosistem nell'assicurare adeguata protezione agli impianti''. Il brevetto è stato presentato in occasione di un convegno dedicato all'''Innovazione nei processi partecipativi per lo sviluppo delle grandi opere'' tenuto a Napoli presso il Centro Congressi della Federico II per celebrare il 40esimo anniversario dell'azienda partenopea. Al convegno hanno partecipato Ennio Cascetta, presidente della Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, rettore dell'Università di Napoli ''Federico II'' nonché presidente della Crui, Umberto de Gregorio, presidente dell'Ente Autonomo Volturno e, in collegamento video, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. ''Stiamo investendo moltissimo in innovazione - sottolinea Salvatore Rionero, amministratore delegato di Tecnosistem Spa - sia nella ricerca, come dimostra il dispositivo appena brevettato, sia nelle nuove forme di gestione partecipata delle grandi opere pubbliche. Siamo di fronte a un radicale cambiamento di scenario codificato di recente anche dal Nuovo Codice degli Appalti che ha appunto recepito l'esigenza sempre più diffusa di coinvolgere la più ampia parte dei cittadini nelle trasformazioni della città e del territorio''.

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Cooperazione scientifica nel Mediterraneo, a Napoli si presenta Prima

 

 'Il più grande e importante programma mai lanciato per l'area del Mediterraneo, sia in termini di investimento economico sia per numero di Nazioni coinvolte'. Così Carlos Moedas, commissario europeo per la ricerca, la scienza e l'innovazione, ha definito PRIMA - Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area, che ritiene il programma di cooperazione scientifica più importante mai lanciato nel Mediterraneo. PRIMA, che verrà presentato lunedì 24 luglio 2017 al Centro Congressi dell'Università Federico II, mira principalmente a promuovere ricerca di eccellenza, a individuare soluzioni a supporto delle comunità dei consumatori e delle imprese in grado di affrontare le sfide nei settori dell'acqua e delle produzioni alimentari. Con il contributo economico di 19 Paesi e della Comunità Europea, PRIMA lancerà a breve una serie di bandi finalizzati a promuovere la collaborazione tra enti di ricerca, aziende e altri stakeholders per un totale di oltre 500 milioni di Euro. L'interazione sarà basata su principi di condivisione dei benefici : equal footing, co-ownership, common interest, shared benefit. I grandi temi trattati da PRIMA riguardano la gestione delle risorse naturali ed in particolare di quella idrica, la sostenibilità di tutto il sistema agro-alimentare partendo dalla produzione agricola, il valore economico e sociale della catena dell'agri-food nel Mediterraneo. PRIMA sarà anche un programma di riferimento per importanti piani di azione nazionali come quello per la Bioeconomia. Dopo anni di contrattazione, il programma è stato finalmente varato con la recente costituzione della PRIMA Foundation per la gestione delle iniziative progettuali e la nomina a Presidente della stessa del professore Angelo Riccaboni dell'Università di Siena, a conferma del ruolo direttivo e di coordinamento svolto dall'Italia già nella fase di costruzione dell'iniziativa. Il Presidente Riccaboni presenterà il programma PRIMA alla Federico II di Napoli per la prima tappa di un tour del Mediterraneo. All'incontro parteciperanno il Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico, Gaetano Manfredi, i due delegati CRUI per PRIMA, il professore Francesco Capozzi dell'Università di Bologna e il professore Matteo Lorito dell'Università Federico II, autorità locali, esperti delle problematiche ed opportunità associate allo sviluppo dei Paesi del Mediterraneo, esponenti di Aziende che operano nel campo dell'Agrifood in diversi paesi del bacino. L'obiettivo dell'incontro, che si terrà il 24 luglio al Centro congressi federiciano di via Partenope, 36, alle 14.30, è di contribuire a creare iniziative progettuali nell'ambito di PRIMA forti della partecipazione di ricercatori, aziende, attori della politica sociale, culturale ed economica finalizzata a realizzare partenariati importanti e produttivi. Invece di alzare muri, PRIMA getta ponti tra le diverse sponde del Mediterraneo, costruiti sulla ricerca scientifica applicata alla filiera agroalimentare e la tutela dell'ambiente e delle risorse naturali.

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Tassa sui rifiuti, Napoli e Salerno tra le più esose in Italia

 

Tra il 2014 ed il 2017, la Tassa sui Rifiuti e' aumentata mediamente dell'1,1%, mentre nell'ultimo anno si assiste ad una diminuzione pari all'1,8% sul 2016. In valori assoluti, spiega Guglielmo Loy - Segretario Confederale UIL - le famiglie italiane verseranno nel 2017 nelle casse comunali 295 euro medi, a fronte dei 300 euro dello scorso anno e dei 292 euro versati nel 2014. E' quanto calcola la UIL Servizio Politiche Territoriali, elaborando i costi in 100 Citta' capoluogo di provincia, per una famiglia con una casa di 80 mq e 4 componenti, con reddito ISEE di 17.812 euro. In valori assoluti nel 2017, spiega Guglielmo Loy, il costo maggiore si registra ad Agrigento con 474 euro l'anno a famiglia; a Pisa se ne pagano 473 euro; a Benevento 470 euro; a Siracusa 466 euro; a Salerno 462 euro. Si paga meno a Belluno (150 euro medi a famiglia); a Novara (165 euro); a Macerata (175 euro); a Vibo Valentia (178 euro); a Brescia (179 euro). Per quanto riguarda le grandi citta', a Reggio Calabria la tariffa sui rifiuti pesa in media per 461 euro a famiglia; a Cagliari 447 euro; a Napoli 436 euro; a Bari 362 euro; a Venezia 351 euro; a Genova 339 euro.

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Intervista a Vincenzo Schiavo

Vincenzo Schiavo, imprenditore napoletano, è da 12 anni in Confesercenti: da presidente della sezione di Napoli e della Campania è diventato, di recente, presidente interprovinciale (Napoli, Benevento e Avellino) e interregionale (Campania e Molise) prima di entrare nella Giunta Nazionale di Confesercenti lo scorso 5 luglio. E', altresì, presidente di Cosvig e, dal 2015, anche Console Onorario della Federazione Russa in Napoli. Da amministratore unico di “Partenope Investment” gestisce il “Pareo Park”, ovvero l'ex Magic World rinato lo scorso fine giugno. Con Schiavo l'occasione per approfondire diversi temi legati all'economia della nostra regione.

Viviamo nell’era di internet, un vantaggio straordinario per le aziende più moderne che traggono profitto anche dal sistema on line e un limite significativo per chi non riesce ad essere al passo con i tempi...
«Il web è sicuramente una grande opportunità per tutte le aziende. Va tuttavia gestita la formazione e promossa la conoscenza, consentendo alle nostre imprese di avere i mezzi necessari per preparare i propri dipendenti, in un processo che va condiviso. Con la Confesercenti lavoriamo proprio in questo senso da anni, portando le nostre imprese in una piattaforma comune per promuovere la formazione in modo da utilizzare al meglio le potenzialità e gli strumenti che ci offrono internet»

consolato russia 4

 

Estate tempo di saldi. In Campania la stagione dei prezzi scontati si protrarrà fino al 30 agosto. Come è l’andamento ad oggi?

«Non secondo le aspettative di tutti e specie delle aziende. I consumatori comprano un po' di più con i saldi ma non in quantità interessanti. Acquistano solo ciò che servono tant'è che nasce l'interrogativo: avrebbero comunque acquistato quei prodotti se i saldi non fossero partiti? Domanda legittima perchè i saldi non stanno dando il “plus” sulle vendite che ci saremmo aspettati, anche perchè c'è un buon commercio solo sui prodotti scontati dal 50% in poi. La verità è che i cittadini non hanno soldi in tasca, c'è scarso potere di acquisto. Si spiega anche così la perdita di 10 punti di PIL in 10 anni per i nostri imprenditori».

Di recente è stato nominato nella giunta nazionale di Confesercenti, questo nuovo incarico sicuramente la permetterà di rilanciare con ancora maggiore forza le imprese che insistono sul nostro territorio.
«Senza dubbi, il mio impegno è relativo in particolare all'intero Sud Italia. Essere nei sei membri che prendono le decisioni nella governance di Confesercenti è il risultato delle attività svolte e delle iniziative intraprese sul nostro territorio come presidente di Confesercenti Campania. C'è grande attesa da parte delle aziende sugli indirizzi che verranno presi. Di certo un più agevole accesso al credito bancario e un ulteriore sviluppo del turismo sono temi essenziali per le imprese del nostro mezzogiorno»

Ecco, il turismo: può rappresentare il vero motivo di rilancio economico per il Sud italia?

«Assolutamente sì, è il volano per far ripartire il commercio, un'opportunità unica per l'Italia e per il Sud per dare la vera svolta all'economia del Paese. Dovrà essere a tutti i costi così perchè solo in Italia abbiamo risorse naturali, qualità imprenditoriali, profumi, colori, cultura, paesaggi e gastronomia che ci forniscono potenzialità infinite. Al Sud dovremmo vivere esclusivamente di turismo e in parte già accade»

La lotta al malaffare, all’economia sommersa e all’evasione sono i passi più importanti per far ripartire il meridione ma per questo servono sinergie istituzionali.

«Il malaffare ha vari livelli, si consuma in varie ombre. C'è il delinquente che ricatta il singolo negozio e ci sono quelli che commettono reati indossando vestiti di classe. Di certo il malaffare non paga, ha vita breve e molto spesso non crea opportunità perchè è come se si ripartisse da zero, azzerando ogni sviluppo possibile. Bisogna avere il coraggio di ribellarsi e di stare nella legalità. Tuttavia non servono casi isolati di denuncia o di resistenza: solo restando tutti insieme nella legalità si può ripartire. Le regole vanno rispettate sempre: per noi delinque non solo chi sviluppa mercati illegali paralleli e chi evade, ma anche chi acquista merce contraffatta. In Confesercenti, con lo sportello “Sos Impresa” siamo da anni, in questo senso, al fianco delle imprese».

L’economia è senza dubbio il termometro che misura lo stato di salute di un paese e l’esposizione tributaria in Italia è pesante rispetto ad altri paesi dell’eurozona.

«Non c'è dubbio. Da presidente di Confesercenti invoco da anni la collaborazione del Governo per ridurre la pressione fiscale sulle nostre aziende. Un imprenditore rischia di suo e spesso coinvolge anche la famiglia, lavorando sino a 14-15 ore al giorno. Alla fine si ritrova, però, socio di minoranza, al 40%, rispetto allo Stato che tra tasse regionali, provinciali e nazionali e balzelli vari si porta a casa il 60% pur non rischiando niente. L'imprenditore diventa eroe anche perchè ha costi altissimi: basti pensare che per un dipendente pagato 1000 euro (salario tra l'altro basso e insufficiente) deve sborsare almeno 2000 euro. In questo modo non ce la farà mai. Noi vogliamo pagare le tasse ma lo Stato deve assolutamente intervenire, anche per migliorare gli stipendi dei lavoratori e mettere in circolo l'economia anche da questo verso. Professiamo la sana economia, ma lo Stato deve tagliare i costi altrimenti ogni impresa – specie le medio-piccole - è destinata a fallire».

Nella nostra regione si può parlare di potenzialità economiche inespresse? Quali i settori sui quali puntare principalmente per vivacizzare il sistema produttivo?

«Il turismo è la potenzialità principe, ma non l'unica. Penso all'enogastronomia, all'artigianato, alla moda, ai beni culturali. Sono tutti punti di forza della Campania e come Confesercenti sosteniamo e tuteliamo le imprese impegnate in questi settori. Venerdì, in qualità di Console onorario della Federazione Russa in Napoli, sono stato tra gli ospiti d'onore di una importante iniziativa, tenutasi presso la “Sala del refettorio” della Camera dei Deputati, a Roma, volta ad encomiare tutte le aziende del panorama italiano che hanno fattivamente ed alacremente contribuito alla crescita economica del paese. Sei aziende campane, tra cui “La Fattoria”, “Solopaca”, “Leopoldo” e “Furore”, sono state elogiate. L’evento, organizzato dall’illustre Gran Premio Internazionale di Venezia, ha messo in evidena come lo Stato debba ringraziare le imprese che da 30 anni tengono in piedi realtà economiche che danno lavoro a centinaia di dipendenti nonostante la pressione fiscale. Ecco perchè lo Stato dovrebbe sostenere questo tipo di aziende in modo fattivo»

Gli anni del buio pesto della crisi sono ormai superati o siamo ancora in un periodo di transizione. Quando ci sarà una rinascita tangibile e quanto questa è collegata al credito alle imprese e al sostegno alle start up?

«In verità la crisi non è passata. Il discorso è diverso: stiamo dentro la crisi, ci siamo abituati a stare nella difficoltà. Anche la aziende hanno ridotto al minimo gli sprechi e stringono la cinghia per sopravvivere. Non vedo la possibilità di uscire dalla crisi nei prossimi 5 anni. Le “start up” vanno sostenute e avviate ma l'Italia sembra che non voglia farlo. Non esiste una legge che prevede che le banche diano finanziamenti alle start up, dal momento che le uniche aziende che hanno accesso al credito devono avere 2-3 anni di storia. In Italia non si finanzia l'idea, a differenza di quanto accade all'estero, dove le banche supportano economicamente le idee valide, talvolta diventando soci d'impresa delle start up. In Italia, ripeto, non accade e lo si deve dire in modo chiaro, facendo comunicazione corretta, in modo che si sappia»

  • Pubblicato in Carriere

Siccità, danni per 2 miliardi di euro. Tutte le coltivazioni colpite

 Salgono a oltre 2 miliardi le perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamenti da un andamento climatico del 2017 del tutto anomalo che lo classifica tra i primi posti dei piu' caldi e siccitosi da oltre 200 anni, come dimostra lo stato di difficoltà di fiumi e laghi. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che il Lago di Garda e appena al 34,4% di riempimento del volume mentre il fiume Po al Ponte della Becca a Pavia e circa 3,5 metri sotto lo zero idrometrico. Lo stato del piu' grande fiume italiano è rappresentativo dello stato idrico sul territorio nazionale dove circa i 2/3 dei campi coltivati lungo tutta la Penisola sono senz'acqua e per gli agricoltori - sottolinea la Coldiretti - è sempre piu' difficile ricorrere all'irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro da industria, ma anche i vigneti e gli uliveti e il fieno per l'alimentazione degli animali per la produzione di latte che è crollata di circa il 15% anche per il grande caldo. L'allarme fieno riguarda anche gli alpeggi in montagna dove secondo un monitoraggio della Coldiretti in Lombardia sui pascoli di montagna si registra in media un calo del 20% di erba a disposizione del bestiame. Le perdite provocate dalla Siccità in Lombardia ammontano a circa 90 milioni di euro, i due terzi dei quali legate a perdite produttive su mais e frumento mentre il resto - riferisce la Coldiretti - è diviso tra il calo nella produzione di latte, a causa delle alte temperature, e l'aumento dei costi energetici per le irrigazioni e per la ventilazione e il raffrescamento nelle stalle. In Piemonte a soffrire sono soprattutto le province di Cuneo, Asti e Alessandria dove il forte caldo di questi giorni, oltretutto, sta aggravando la situazione idrica degli alpeggi. La campagna cerealicola sta facendo registrare rese inferiori del 30%, per le coltivazioni foraggiere è andato a compimento solo il primo taglio con danni almeno del 50%.
Forti timori per la raccolta - continua la Coldiretti - di frutta, uva e nocciole. Vivono con il terrore degli incendi, considerata la conformazione del territorio, gli agricoltori della Liguria che risentono della Siccità soprattutto per gli oliveti dell’Imperiese soggetti alla cascola dei frutti e nelle zone irrigue di Andora ed Albenga dove soffre anche la coltivazione del pregiato basilico genovese. Dal mese di aprile, la Regione Veneto ha emesso tre ordinanze sullo stato di crisi per Siccità allo scopo di contingentare l’acqua. Gli agricoltori, secondo la Coldiretti, sono costretti a bagnare la soia, il mais, barbabietola, tabacco oltre a tutte le orticole, comprese le frutticole già in emergenza ma anche i prati stabili con conseguente aggravio dei costi di produzione. Preoccupa anche il cuneo salino che interessa una zona del Polesine di circa 62mila ettari pari al 10% della superficie regionale particolarmente vocata tra l’altro agli ortaggi. 
In Trentino Alto Adige la produzione del primo taglio di fieno è stata falcidiata del 30%, ma la Siccità - continua la Coldiretti - ha fatto ulteriori danni dopo quelli, gravissimi, provocati dalle gelate con perdite anche del 100% in alcune aziende frutticole della Val di Non, della Val di Sole e della Valsugana. Lo stato di “sofferenza idrica” è stato sancito dalla Regione in Friuli Venezia Giulia, mentre la dichiarazione dello stato di emergenza riguarda le zone di Parma e Piacenza in Emilia Romagna dove si registrano danni, soprattutto a pomodoro da industria, cereali, frutta, ortaggi, barbabietole e soia, per oltre 100 milioni di euro secondo la Coldiretti ai quali se ne aggiungono altri 50 per i nubifragi, le grandinate e il vento forte. Oltre 200 milioni di euro è la stima dei danni da Siccità all’agricoltura stimati dalla Coldiretti in Toscana dove la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza. Solo la perdita di prodotto per grano tenero e duro è valutata in circa 50 milioni di euro; altri 35 milioni sono i danni al mais, altre foraggere e girasole, ma guasti da quantificare sono destinati a riguardare anche i vigneti e gli oliveti. Nelle Marche, dove la Coldiretti stima un danno di circa 30 milioni di euro a soffrire sono un po’ tutte le colture a partire dai foraggi per l’alimentazione degli animali, con crolli di produzione stimati fino al 50%. Situazione difficile pure per il mais e il girasole, con cali previsti intorno al 30%, ma è emergenza pure nelle stalle con le mucche che a causa dello stress da caldo stanno producendo fino al 20% di latte in meno. 
-Danni stimati approssimativamente in oltre 60 milioni di euro dalla Coldiretti in Umbria dove il calo delle precipitazioni porterà a una diminuzione delle rese di grano e orzo (-30/40% circa, con picchi anche del 60% in alcune zone) e per i foraggi (-50%, con secondo taglio a rischio), ma anche della produzione di girasole, olio e miele (-50%). Nel Lazio le criticità maggiori si registrano a Latina dove sono compromessi fino al 50% i raccolti di mais, ortaggi, meloni, angurie. Complessivamente i danni - tra investimenti sostenuti per le semine, aggravio di spese per gasolio o corrente per irrigare, mancata produzione diretta di foraggio per gli allevamenti e mancato reddito - si attestano tra 90 e i 110 milioni di euro secondo la Coldiretti. La lunga Siccità ha messo a dura prova tutte le province della Campania dove la Regione ha chiesto al Governo di dichiarare lo stato di calamità naturale. La Coldiretti stima che i danni possano ammontare a circa 200 milioni di euro, ma occorrerà attendere la fine dell'estate per comprenderne la reale dimensione. In Abruzzo, nella sola Marsica che contribuisce a generare il 25% del Pil agricolo con 13mila ettari coltivati, si stimano perdite di ricavo, legate alla produzione orticola, all’olivicoltura e alla zootecnia, di circa 200 milioni di euro con conseguenti ripercussioni sull’intera economia regionale. Dighe ai minimi storici in Molise dove numerosi comuni hanno emanato ordinanze “anti spreco” per salvaguardare le risorse idriche. La prolungata Siccità ha già causato la perdita di 140 milioni di euro di grano, pomodori da industria e ortaggi in Puglia secondo la Coldiretti e, se non dovesse piovere ancora per settimane, troverà conferma il calo di oltre il 30% di produzione di olive. Ma soffrono anche gli agrumeti, i vigneti di uva da tavola e da vino. Grossi problemi di Siccità nel Metapontino in Basilicata, con notevoli danni alle colture frutticole, agrumicole e orticole, e nella zona della val d’Agri e del Vulture alla viticoltura e alla orticoltura di fine estate. La Coldiretti chiederà lo stato di calamità. In Calabria in difficoltà l’ulivo con perdite medie del 35/40% e la viticoltura con circa un 15% di grappoli bruciati per eccesso di caldo e Siccità mentre in forte difficoltà sono i pascoli per bovini e i ed ovicaprini con forte diminuzione di produzione di foraggi sui prati permanenti. Aumento del costo delle irrigazioni straordinarie sugli ortaggi in pieno campo, in serra e per la frutticoltura e in diversi territori anche nei vigneti. In totale la stima dei danni tra maggiori costi e minore produzione raggiunge secodno la Coldiretti i 310 milioni di euro in Calabria con la Regione ha avviato le procedure per la richiesta al Ministero delle politiche Agricole il riconoscimento della calamità. In una Sicilia costi triplicati per chi è costretto a irrigare i campi con l’acqua che in alcune zone agricole del catanese non arriva a causa di una rete colabrodo. In Sardegna nel Sulcis-Iglesiente 4 mila aziende agricole sono rimaste praticamente senz'acqua a causa della Siccità e degli incendi e la Coldiretti ha stimato nell’Isola una riduzione del 40% delle produzioni agricole e quantificato in 120 milioni di euro le perdite per tutti i settori agricoli. Gli allevatori sono rimasti senza pascoli, hanno raccolto il 50% del fieno, e subito un drastico calo delle produzioni di latte. La raccolta del grano è stata inferiore del 25%. La Giunta Regionale ha adottato una delibera per chiedere lo stato di calamità naturale per tutto il territorio regionale, comprese le zone irrigue.
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