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Danza, coreografie da star per i 25 anni dell'ensemble Shéhérazade

E così i primi venticinque anni sono andati, con una serie interminabile di soddisfazioni ed una progettualità ancora parecchio lungimirante. E sono state appena spente le prime venticinque candeline! La protagonista di questo lungo viaggio è Carmela Pirozzi, direttrice artistica e madrina dell'ensemble Shéhérazade di Giugliano, nel bel mezzo del confine tra le città di Napoli e Caserta. Due realtà e due anime che si fondono inevitabilmente nel cuore e nella sede di Via Giovanni Ruffini, con Tersicore protagonista nel personaggio novecentesco di Shéhérazade rielaborato coreograficamente da Mikail Fokine nel lontanissimo 1910.

Ma torniamo alla Shéhérazade nostrana, quella che si è appena lasciata alle spalle cinque lustri prima di cominciare un nuovo giro di valzer dal prossimo settembre. Non prima però di aver reso nuovamente onore al repertorio classico, evidentemente la peculiarità dell'ensemble e della sua direttrice artistica Carmela Pirozzi, peraltro danzatrice della fucina di Margherita Veneruso, già prima ballerina del Teatro di San Carlo di Napoli. E la festa per un anniversario così importante non poteva che portare in dote la firma di due coreografi di fama mondiale: Marius Petipa e Leonid Jacobson. Il primo, marsigliese adottato in Russia, è l'autore de "La Bayadere" di questo venticinquennale, antipasto del rivoluzionario coreografo di San Pietroburgo con il titolo sovietico "Spartacus", successivo vessillo di Vladimir Vasiliev e dell'intera storia della danza. Un dittico che ha portato in scena due balletti espressione delle rispettive epoche. Nel 1877 "La Bayadere" era uno squarcio all'Oriente con le bayadere protagoniste di un amore impossibile infranto dalla morte di Nikya e, successivamente, dalla caduta di un tempio raramente inscenato in Occidente.

Nel 1956, invece, l'Unione Sovietica insisteva a cercare nel drambalet la soluzione agli annosi problemi del nuovo repertorio di balletto utile ai fini rivoluzionari scanditi sin dal 1917. E dunque gli schiavi dell'antica Roma seguono a braccetto la schiava Nikya nel programma pensato da Carmela Pirozzi per festeggiare il suo ensemble con uno "Spartacus" raramente rappresentato da queste parti. Un programma che dunque va nel solco già tracciato da venticinque anni, tutti pregni di arte e cultura e che negli anni Novanta hanno arriso a Carmela Pirozzi ed al suo entourage, con risultati strabilianti alle varie kermesse di danza cui hanno partecipato.
Basti pensare a "Danzare è bello", "Premio Etoile" e "DanzaSì", passando per i primi anni del Duemila con altrettanti riconoscimenti nelle manifestazioni quali "Procapoverde", "Maiori Grandi Eventi", "Danza del Mediterraneo", "Festival Città di Salerno", "Poietiké Danza", "Grand Prix Festival Danza" ed al "SEBS" di Napoli. Premi, vincitori, borse di studio, stage e targhe che riempiono le grandi sale di Shèhèrazade e che la stessa direttrice artistica ricorda con commozione: "Sono passati così tanti anni che stento a crederci. E per fortuna in questo lungo viaggio ho incontrato tante bellissime persone che mi hanno accompagnato con stima reciproca ed affetto. Penso ai vari Margarita Trayanova, Ludmilla Volodka, Anna Maria Galeotti e Floriana Centanni e Vittorio Mazzoni nel repertorio classico e nei corsi di formazione professionale; Dino Verga, Mauro Astolfi, Mia Molinari, Mauro Mosconi e Veronica Peparino nella tecnica e repertorio contemporaneo e modern; Massimiliano Balestra ed Ilaria Di Iorio per l'hip hop; Elias e Lily De Cordoba nel flamenco; Ferdinando Arenella per il tip tap; Pietro Pignatelli nella recitazione ed il maestro Giuseppe Schirone per il solfeggio. Un cast evidentemente all'altezza della situazione per proseguire il nostro lungo viaggio tra le sbarre delle nostre sale ed i palcoscenici che ci aspetta calcare in futuro".