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Ue, incubazione delle start up: 3 milioni di euro con Copernicus


La Commissione Ue cerca incubatori per sostenere nuove startup nell'ambito di Copernicus, il programma dell'Unione per l'osservazione e il monitoraggio della Terra.
Il programma è dotato di un budget di oltre 4,2 milioni di euro per il periodo 2014-2020.

Quattro assi
All’interno di Copernicus la Commissione ha sviluppato un Programma di supporto allo start-up di imprese (Copernicus start-up programme) con il quale intende stimolare un uso commerciale delle informazioni e dei dati raccolti attraverso Copernicus. Tale programma è articolato in 4 assi, uno dei quali è il Programma di incubazione Copernicus (gli altri assi sono: i Premi Copernicus, il Copernicus AppCamps/hackathons e il Copernicus Accelerator) che avrà lo scopo di sostenere un certo numero di start-up che fanno uso dei dati raccolti da Copernicus dalla fase di generazione dell’idea di business fino alla completa commercializzazione della stessa.


Chi può partecipare
Per selezionare una struttura che organizzi il Programma di incubazione Copernicus la Commissione europea – Dg Growth ha pubblicato un bando rivolto alle persone fisiche o giuridiche stabilite nei Paesi ammissibili al programma (Ue 28, Norvegia e Islanda).
La struttura selezionata dovrà occuparsi di organizzare tutte le operazioni necessarie per la selezione delle start-up alle quali erogherà i finanziamenti previsti dal programma (destinati a un totale di 20 start-up l’anno per tre anni).


Beneficiari finali
I soggetti che potranno fare richiesta di sostegno al Programma di incubazione Copernicus, una volta attivato, sono imprenditori, start-up, Pmi o studenti che intendono sviluppare un’idea di business basata sui dati e i servizi informativi di Copernicus, che hanno sede o sono cittadini di uno dei Paesi ammissibili al programma e che fanno richiesta congiuntamente con un programma di supporto allo start-up (incubatore, acceleratore), che si impegna a integrare la start-up nei suoi programmi se questa otterrà l’incubazione di Copernicus. Tale programma deve possedere comprovate competenze di business e deve avere precedenti nel lancio di start-up di successo in settori innovativi (non necessariamente relativi allo spazio o ai programmi di osservazione della terra).

Ogni anno saranno selezionate per beneficiare di un’incubazione 20 start-up. Tale beneficio comprende un sostegno finanziario che coprirà fino all’85% dei costi dell’incubazione (per un massimo di 50.000 euro) e un sostegno aggiuntivo da parte del programma di supporto, che coprirà almeno il 15% dei costi. Il supporto dell’incubazione deve essere speso sulle attività direttamente connesse allo sviluppo della propria attività.
La selezione delle startup dovrà restare aperta tutto l’anno, con almeno tre momenti di valutazione delle candidature ricevute; per ognuna di tali sessioni potranno essere selezionate fino a sette start-up fino al raggiungimento del numero massimo per anno.

Risorse in palio
Per il finanziamento delle start-up la struttura selezionata riceverà fino a 3 milioni di euro, mentre per l’attivazione delle attività del programma, e in particolare per la selezione delle start-up, riceverà un massimo di 450mila euro per i tre anni (a copertura dei costi fino all'85 per cento).


Scadenza
Le domande vanno presentate entro le ore 17 del 19 aprile 2017.

SCARICA IL BANDO
http://ec.europa.eu/growth/tools-databases/newsroom/cf/itemdetail.cfm?item_id=9092&lang=en

TABELLA
Risorse complessive
Fino a 3 milioni di euro
Chi può partecipare
Persone fisiche o giuridiche stabilite nei Paesi ammissibili al programma
Beneficiari del programma di incubazione
Imprenditori
Start-up
Pmi
Studenti che vogliono sviluppare un’idea di business basata sui dati Copernicus
Agevolazioni destinate alle start up
Fino all’85% dei costi dell’incubazione (per un massimo di 50.000 euro)
Un sostegno aggiuntivo da parte del programma di supporto che coprirà almeno il 15% dei costi
Scadenza
Ore 17 del 19 aprile 2017

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Generazione cultura: contributi per i talenti under 27


Un contributo a fondo perduto per sostenere le competenze di giovani talenti e valorizzare il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. E’ quanto prevede il progetto “Generazione Cultura” ideato e sostenuto da Il Gioco del Lotto, in collaborazione con il Mibact insieme ad Ales e la Luiss Business School.
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Chi può partecipare
Il bando è aperto a laureati magistrali in qualsiasi disciplina, o in possesso di un titolo universitario equivalente conseguito presso università estere, con un’età massima di 27 anni, di nazionalità italiana e con una buona conoscenza della lingua inglese (valutata in sede di selezione). Il progetto è rivolto a 100 giovani, 50 per ogni sessione del bando.

Il programma
Il programma è articolato in tre momenti: formazione in aula per un totale di circa 200 ore di lezione sui temi Digital Transformation e Comunicazione, Marketing dell’arte e della cultura, Adventure Lab, Cultural Project Management, Economia e Gestione delle Istituzioni culturali pubbliche italiane; stage retribuito presso istituzioni culturali per una durata complessiva di 6 mesi a cui seguirà un follow-up formativo; tutoring on demand per lo sviluppo di potenziali idee di impresa.

Entità dell’agevolazione
Per partecipare alla prova di selezione occorre effettuare un versamento di 50 euro specificando nella causale il nominativo dello studente e la denominazione del programma indicata come “Generazione Cultura”. Tale quota verrà rimborsata con il pagamento della prima rata della borsa di studio ai candidati che verranno selezionati. L’importo della borsa di studio è pari a 3mila euro da erogare in due tranche: 1.500 euro dopo tre mesi dall’inizio del periodo di stage; 1.500 euro alla fine del periodo di stage.
Sono a carico dei partecipanti le spese di trasferimento, vitto e alloggio per il soggiorno a Roma nelle fasi di formazione in aula, follow up e tutoring on demand e per il soggiorno nella sede di svolgimento dello stage.

Scadenza
Sono due le scadenze previste: per il primo gruppo (50 giovani) le domande vanno inviate entro il prossimo 21 aprile; per il secondo gruppo (altri 50 giovani) le richieste vanno inoltrate dal 2 ottobre 2017 al 1 novembre 2017.

SCARICA IL BANDO
https://www.generazionecultura.it/wp-content/uploads/2017/03/Bando_Lottomatica_Partecipanti_16_03_17.pdf

TABELLA
Risorse in palio
Borse di studio da 3 mila euro
Chi può partecipare
Laureati magistrali con un’età massima di 27 anni
Giovani da selezionare
100:50 per ogni sessione del bando
Le fasi del programma
Formazione in aula
Stage retribuito
Tutoring on demand
Scadenze
21 aprile 2017 per il primo gruppo
1 novembre 2017 per il secondo gruppo

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Regione, D’Amelio con De Luca alla stazione di Lioni: Entusiasmo per il ritorno del treno

“In occasione delle celebrazioni del bicentenario della nascita del nostro grande conterraneo Francesco De Sanctis, acquista un significato simbolico la decisione della Giunta regionale di deliberare il ripristino a scopo turistico della tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta fino proprio alla stazione di Lioni. Ho perciò accolto con favore la scelta dell’amministrazione e della comunità lionese di omaggiare il presidente De Luca”. Lo dichiara la presidente del Consiglio regionale della Campania Rosetta D’Amelio che ha accompagnato in mattinata il governatore a Lioni presso i binari della linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, ferrovia per la cui realizzazione De Sanctis si erano a lungo battuto a fine Ottocento. 

“Quella lionese era una delle poche stazioni dell’Alta Irpinia inserite all’interno del centro abitato e il treno fa parte della storia e della cultura della comunità locale – continua D’Amelio – C’è entusiasmo quindi per la riapertura a fini turistici della tratta, ma la richiesta che viene dai territori è di poterla utilizzare anche per il trasporto merci a servizio delle aree industriali altirpine. Un aspetto sul quale il presidente De Luca si è detto disponibile a compiere ulteriori approfondimenti”.

A margine della tappa lionese, durante la quale il governatore si è soffermato a conversare con una delegazione di amministratori e alunni del locale istituto comprensivo e dell’IISS “Vanvitelli”, la visita è proseguita in forma strettamente privata presso la casa di reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi.

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Humaniter, un concerto per celebrare i vent'anni della fondazione

Vent'anni di Humaniter a Napoli. La fondazione celebra l'importante appuntamento con un concerto in programma domani alle 16,30 presso l’Auditorium “Salvo D’Acquisto” in Via Morghen 58. Sarà chiamata ad esibirsi la Piccola Orchestra Fantasia Napoletana. Intermezzo musicale della pianista Paola Volpe e della violinista Liliana Bernardi.

"La Fondazione Humaniter, emanazione della Società Umanitaria di Milano, Ente Morale fondato nel 1893 - spiega Marina Melogli, direttrice della sede di Napoli - è sorta a Milano nel 1994 e a Napoli nel 1997, su iniziativa del compianto Presidente Massimo della Campa, e si fonda su due basi sostanziali: l’assenza di scopo di lucro e il volontariato. Queste caratteristiche fanno dell’Humaniter un centro aperto a quanti - giovani e meno giovani – intendono svolgere una serie di attività educative, ricreative e di approfondimento, nel triplice segno della socialità della cultura e del tempo libero.
La Fondazione Humaniter di Napoli conta 1.400 soci, ed è strutturata in 250 corsi tenuti da docenti che operano in regime di volontariato che si svolgono tutti i giorni e coprono i più svariati argomenti. Inoltre, i corsi della Fondazione Humaniter, messi a punto per Napoli, nel ventaglio amplissimo di proposte, ambiscono a fare riemergere il senso di dignità e l’orgoglio di appartenenza a una città e a un territorio che hanno espresso nel passato una forma di civiltà tanto originale quanto capace di affascinare. Ridestare e rivalutare, dunque, conoscenze e competenze particolari legate alla civiltà partenopea, adeguandole in maniera accattivante ai nuovi tempi e alle nuove esigenze, è uno degli obiettivi che ci si prefigge.
Dopo venti anni bisognerebbe fare un bilancio. Ma io credo che, in questo caso, non ce ne sia bisogno, perché la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti: il fattore H ha vinto (e convinto), ha sorpreso, ha coinvolto. Lo vedo tutti i giorni: nei sorrisi dei corsisti (ormai sono migliaia), nella cordialità dei docenti, nella serenità dello staff di segreteria.
Il segreto Humaniter è sotto gli occhi di tutti, nel piacere di partecipare, di imparare, di condividere, nella disponibilità, nella socialità, nell’altruismo.
All’Humaniter si trova l’elisir di lunga vita, che da noi vuol dire la curiosità e il desiderio di un approfondimento continuo, spaziando dall’arte alle lingue, dall’artigianato al teatro, dall’informatica alle tradizioni locali, trasformando il tempo libero in un’occasione unica, irripetibile, che riempie mente, corpo e spirito.
Humaniter ha colto nel segno: non solo nel segno di quella educazione permanente di cui siamo orgogliosamente continuatori, ma anche nel segno della lotta all’isolamento, alla depressione, nel segno di una comunità di persone che si nutre del mutuo soccorso: perché nello stare insieme, nel partecipare assieme, nell’impegnarsi insieme, i nostri soci trovano energie e risorse per sorridere alla vita e tornare a guardare con fiducia al futuro.
Altro che terza età. Come diceva Henry Ford: 'Chiunque smetta di imparare è un vecchio. Chi continua ad imparare, giorno dopo giorno, resta giovane. La cosa migliore da fare nella vita è mantenere la propria mente giovane ed aperta'.
Grazie ai nostri volontari, il fattore H è un plus valore che non delude mai. Provare per credere".

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Pmi, segnali positivi nel Mezzogiorno: ecco il rapporto di Confindustria e Cerved

Redditività, fatturato e margini in aumento, debiti più sostenibili e investimenti crescenti: i segnali che provengono dalle PMI di capitali meridionali sono univoci nel confermare il rafforzamento della ripartenza registrata già lo scorso anno: ma la distanza dai valori pre-crisi, per molti indicatori, resta maggiore di quella rilevata a livello nazionale. E, dunque, l’intensificazione di tale ripartenza diventa la sfida decisiva.

Così il Rapporto PMI Mezzogiorno 2017, curato da Confindustria e Cerved con la collaborazione di SRM–Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, fotografa la realtà delle piccole e medie imprese di capitali del Sud alla fine del 2016. Il documento è stato presentato questa mattina all'Unione Industriali di Napoli.

I dati del Rapporto certificano un apprezzabile miglioramento della fiducia nelle prospettive dell’economia meridionale: 18mila nuove imprese di capitali sono nate al Sud solo nei primi 6 mesi dell’anno, ma in gran parte si è trattato di piccolissime imprese, con meno di 5mila euro di capitale versato. La voglia di fare impresa, al Sud, resta dunque molto alta, ma le imprese nuove nate non hanno dimensioni tali da sostituire la capacità produttiva andata distrutta con la crisi. In tal modo si consolidano le caratteristiche tipiche del tessuto produttivo meridionale, e in particolare la sua frammentazione.

Per le circa 25mila imprese di capitali che rispettano i requisiti europei di PMI (10-250 dipendenti e fatturato compreso tra 2 e 50 milioni di euro) e che sono rimaste sul mercato dopo la crisi, cresce il fatturato (+3,9% tra il 2014 e il 2015) anche oltre la media nazionale; aumenta il valore aggiunto che supera per la prima volta i valori pre-crisi (+4,9%); tornano a crescere gli investimenti (7,4% in rapporto alle immobilizzazioni, contro il 5,1% dell’anno precedente e oltre il 7,2% del 2009) e i margini operativi lordi (+5,7%), che proseguono la risalita dopo anni di difficoltà. Ancora troppo poco però per compensare la pesante caduta dei profitti degli anni precedenti: nonostante la ripartenza, infatti, i margini lordi delle PMI meridionali rimangono del 33% più bassi di quelli del 2007. Un gap profondo che richiederà anni per essere colmato. I debiti finanziari tornano a salire dopo un periodo di contrazione, segnale che la morsa del credit crunch si è ormai attenuata, ma sono più sostenibili rispetto al passato.

Il processo di selezione favorito dalla crisi sembra, dunque, avere completato la propria azione. Si riduce, quindi, sensibilmente il numero delle PMI che hanno avviato procedure di chiusura: le imprese fallite nel Mezzogiorno, nel 2015, sono state, infatti, il 20,7% in meno rispetto all’anno precedente. Ma in calo sensibile sono anche le chiusure volontarie, che si avvicinano ai livelli pre-crisi, segno chiaro di un miglioramento delle aspettative degli imprenditori.

La ripartenza interessa, con livelli di intensità differenziati, le PMI di tutte le regioni meridionali, trainate dalla Basilicata e Campania, che presentano incrementi di fatturato superiori alla media del Mezzogiorno e a quella nazionale. Più lento è il miglioramento nelle altre regioni, in particolare con riferimento all’accesso al credito e alle abitudini di pagamento.

A uscire dal mercato sono state in particolare le imprese con un grado di rischio economico finanziario elevato già nel 2007 (la presenza di imprese con un bilancio classificato come rischioso si è infatti ridotta dal 27,5% al 20,4%). Questo fenomeno è stato accompagnato da un aumento, sia in termini relativi sia in termini assoluti, del numero di PMI con un bilancio classificato come “solvibile”: la ristrutturazione ha prodotto al Sud sistemi di PMI meno numerosi, ma più solidi. Lo confermano la dinamica dei tassi di ingresso in sofferenza, in calo, e quella dei pagamenti, che migliora, anche se la lentezza della riduzione mostra che permangono significative differenze col resto del Paese (quasi 9 giorni in più).

Imprese più solide, dunque, anche se non abbastanza per eliminare la maggiore rischiosità del sistema produttivo meridionale rispetto a quello nazionale: la quota di imprese del Sud in area di solvibilità è infatti più bassa del 6,5%, mentre per quelle in area di rischio la percentuale è più alta di 2,2 punti percentuali. Resta elevato, in particolare, il rischio di default per le PMI meridionali che dipendono fortemente dal credito bancario.

Nel miglioramento del clima economico meridionale timidi ma significativi segnali vengono dall’innovazione e dall’industria, i due elementi chiave della rivoluzione 4.0. Attraverso un’analisi condotta sulle partecipazioni degli investitori specializzati in innovazione e una ricerca sui siti internet di startup e PMI italiane sono state identificate più di 3mila società che producono innovazione, in molti casi non iscritte ai registri ufficiali. Questo insieme di imprese impiega oltre 23mila addetti e produce ricavi per 3miliardi di euro. Ancora poche, se paragonate con il resto d’Italia, ma posizionate in cluster dalle grandi potenzialità come il biotech, il software e internet of things, il settore mobile e quello dell’ecosostenibilità. Dal canto loro, le PMI industriali, sebbene meno presenti al Sud rispetto al resto del Paese, costituiscono un insieme altrettanto dinamico. Il loro fatturato cresce, infatti, più della media nazionale, ma con una accelerazione doppia rispetto all’anno precedente (+3,2%). I loro margini sono più contenuti, al contempo, gli oneri finanziari sono più sostenibili e la loro rischiosità è minore.

Il Rapporto restituisce dunque una fotografia di un sistema in cui prevalgono i segnali positivi che dovrebbero confermarsi anche nelle previsioni per i prossimi anni: secondo Confindustria e Cerved, infatti, nel 2017 e nel 2018 le prospettive delle imprese meridionali dovrebbero migliorare ancora, con fatturato e valore aggiunto che cresceranno a buoni ritmi e a tassi superiori rispetto a quelli del resto del Paese. Più contenuto il miglioramento del rapporto tra i debiti finanziari e il capitale netto, che è previsto attestarsi su valori sostanzialmente stabili ma di gran lunga ancora maggiori di quelli medi italiani nel loro complesso, un indicatore che conferma quanto sia decisiva, anche negli anni a venire, la partita finanziaria.

Credito, investimenti, innovazione sono le 3 parole chiave per consolidare questo scenario ma soprattutto per irrobustire un tessuto imprenditoriale vitale ma ancora troppo frammentato.

La differenziazione dei canali di finanziamento, la diffusione degli strumenti di garanzia e di capitale di rischio, il sostegno alla patrimonializzazione, la maturazione di una cultura finanziaria nelle PMI attraverso iniziative come il Progetto Elite, sono alcune delle possibili risposte al nodo del credito che, nonostante i miglioramenti registrati, resta una delle principali questioni di policy da affrontare.

L’avvio rapido del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno e dei bandi regionali e nazionali dei fondi strutturali mette finalmente a disposizione delle imprese meridionali un set completo, e dotato di risorse ingenti, per spingere gli investimenti.

L’implementazione del piano Industria 4.0, con la creazione di una rete di Digital Innovation Hub capace di portare tutte le imprese a contatto con le opportunità legate alla digitalizzazione della propria attività di impresa rappresenta, infine, una grande occasione per far fare al sistema produttivo meridionale un salto decisivo verso l’innovazione, un salto che deve essere guidato dalle imprese industriali.

Ci sono tutti gli ingredienti, dunque, per un grande sforzo di innovazione dell’economia del Mezzogiorno, che sarà tanto più efficace quanto più saprà riguardare, non solo le imprese, ma tutto l’ecosistema in cui esse operano, a partire dal funzionamento della Pubblica Amministrazione meridionale.

 

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Borse, prove di recupero dopo il dietrofront di Trump

 

Prove di rimbalzo sui mercati, dopo la delusione per l’insabbiamento del progetto economico e politico del presidente Usa, Donald Trump.

Stamani l’intonazione delle piazze finanziarie appare complessivamente positivo. Im mercato azionario giapponese è in recupero con il Nikkei 225 che è terminato a +1,14%: mentre le borse cinesi invece appaiono incerte: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -0,24%, l'indice Hang Seng della borsa di Hong Kong al momento segna +0,4% circa. Così come, non proprio brillante è stata la piazza americana con le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street indecisa sulla direzione: S&P 500 -0,10%, Nasdaq Composite +0,20%, Dow Jones Industrial -0,22%.

A Milano il Ftse Mib segna +0,33%, il Ftse Italia All-Share +0,31%, il Ftse Italia Mid Cap +0,36%, il Ftse Italia Small Cap +0.59, il Ftse Italia Star +0,45%. Più caute, invece, appaiono le altre piazze europee: il Dax30 di Francoforte lo 0.51%, il Cac40 di Parigi -0.07% e il Ftse100 di Londra lo 0.04%.

Sempre a Milano, bancari positivi in avvio con l'indice Ftse Italia Banche a +1%. In verde UBI Banca (+2,3%), Banco BPM (+2%), Bper Banca (+2%), UniCredit (+0,9%). Danièle Nouy, presidente del consiglio di vigilanza della BCE, ieri ha detto che Banca MPS è solvibile e quindi è pronta per la ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato. Per BP Vicenza e Veneto Banca, ha aggiunto Nouy, si attende una decisione della Commissione Europea, ma l'ipotesi di fusione potrebbe essere una soluzione. In verde Intesa Sanpaolo (+0,7%): oggi è previsto un cda in cui potrebbe essere trattato il dossier relativo alla dismissione di crediti deteriorati per ben 15 miliardi di euro.

Dunque, Wall Street ha aperto la nuova ottava come aveva chiuso la precedente, anche se il sell-off innescato dalla pesante sconfitta incassata da Donald Trump (costretto a fare dietrofront sui suoi piani di smantellamento dell'Obamacare non essendo riuscito a trovare i voti sufficienti al Congresso Usa) ha iniziato a perdere d'intensità, con il dollaro in moderata ripresa dopo avere toccato i minimi di quattro mesi e mezzo lunedì. E alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata di deciso recupero.

Lo yen guadagna ancora marginalmente sulla divisa Usa ma in overnight aveva segnato il primo declino in undici sedute e questo ha contribuito alla positiva giornata di Tokyo.

Il clima positivo viene confermato dal guadagno intorno allo 0,60% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. 
Sul fronte delle materie prime, l'oro è poco mosso dopo essersi apprezzato dello 0,90% lunedì. Guadagna invece circa mezzo punto percentuale il petrolio. 
A Sydney i titoli minerari recuperano terreno, con performance sostanzialmente allineate al guadagno dell'1,30% segnato in chiusura dall'S&P ASX 200. 

IL CALENDARIO DI OGGI
Martedì 28 Marzo 2017

00:30 USA Intervento Kaplan (FOMC, Fed);
08:45 FRA Consumi privati feb;
11:00 ITA Fatturato industriale gen;
11:00 ITA Ordini all'industria gen;
14:30 USA Bilancia commerciale preliminare feb;
14:30 USA Scorte all'ingrosso preliminare feb;
15:00 USA Indice S&P-Case/Shiller (prezzi abitazioni) gen;
16:00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) mar;
19:00 USA Intervento Kaplan (FOMC, Fed).

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Regione, 10 mln di euro per favorire il percorso lavorativo delle donne


E' stata pubblicata sul Burc di oggi la graduatoria relativa agli "accordi territoriali di genere". Saranno finanziati piu' di cinquanta progetti, per un valore di dieci milioni di euro, che si inseriscono nell'ambito delle attivita' portate avanti dalla Regione Campania per favorire il percorso lavorativo delle donne attraverso gli strumenti della conciliazione. Sono progetti, chiarisce l'Assessore Chiara Marciani, che faciliteranno l'occupazione femminile contribuendo anche al miglioramento delle condizioni di vita di donne e uomini attraverso la promozione di strumenti che, con un approccio integrato e articolato sul territorio, siano in grado di dare risposte concrete alla gestione dei tempi di lavoro, di cura familiare e del tempo libero. I progetti, infatti, della durata almeno di due anni, prevedono il raccordo tra soggetti istituzionali e attori sociali per la realizzazione di interventi di conciliazione offrendo, ad esempio, servizi per i bambini (asili nido, campi estivi, ludoteche) e per gli anziani, persone la cui tutela non deve pesare solo sulle donne. Viene inoltre incentivata, tramite i "concilia point" l'attivazione di accordi sugli orari e sull'organizzazione del lavoro con forme di gestione flessibile come banca delle ore, part time, lavoro a domicilio o sperimentazione del telelavoro, partendo dal presupposto che per favorire l'ingresso e la permanenza delle donne a lavoro, per garantire loro le stesse chance di carriera a parita' di competenze con i colleghi, e' necessario investire con determinazione sulle politiche di conciliazione, ma anche sul sostegno all'occupazione femminile. Non e' piu' tollerabile il fatto che anche una sola donna sia posta di fronte all'alternativa drammatica tra la professione e la maternita' o la cura dei figli. Una donna fuori dal mercato del lavoro e' una sconfitta per tutti. "La compatibilita' tra l'occupazione delle donne e la cura della famiglia - dice il presidente Vincenzo De Luca - e' un obiettivo cruciale delle politiche di pari opportunita' della Regione Campania ed in particolare degli Accordi Territoriali di Genere. Questa iniziativa mirata per favorire l'inserimento delle donne nel mondo del lavoro riconferma che le politiche per l'occupazione sono la priorita' della nostra azione amministrativa".

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Pompei e Mann, meraviglie nel segno della Grecia


Pompei e Museo Archeologico di Napoli sempre più connessi: parte il 12 aprile alla Palestra Grande degli scavi la mostra "Pompei e la Grecia", 600 reperti e tre installazioni audiovisive "immersive", mentre dal 7 giugno apre al Mann "Amori divini", da Ovidio ai miti di seduzione, da Dafne ad Ermafrodito. Dopo l'Egitto, è infatti dedicata alla Grecia la seconda tappa del progetto espositivo pluriennale su Pompei e le civiltà del Mediterraneo realizzato da due istituzioni storicamente legate e sempre più collaborative, come hanno sottolineato il Sovrintendente Massimo Osanna ("il dialogo con Napoli deve essere sempre strettissimo") e il direttore del Mann Paolo Giulierini ("un onore collaborare con Pompei, i suoi numeri ci spronano") presentando il programma nel museo che da custodisce i tesori vesuviani. Punta ai 4 milioni di visitatori all'anno Pompei (più 15% anche nei primi mesi del 2017), il Mann ha già sfiorato i 500mila nel 2016: è un momento d'oro per il turismo i Campania.
"Questi numeri devono generare risorse - dice Giulierini, che lancia anche un Festival delle Muse dal 19 al 25 aprile - fondi da impiegare per la ricerca oltre che per la valorizzazione", sottolinea annunciando il 12 maggio i nuovi laboratori di restauro. E ancora: il 19 maggio il plastico storico di Pompei diventerà multimediale, il 20 aprirà la sezione epigrafica con un importante contributo ancora da Pompei. Sempre in tema di 'scambi', Osanna ha ricordato il grandissimo successo di pubblico della Venere in Bikini, riportata per un giorno nella sua casa pompeiana. Sullo sfondo il 'Grande progetto Pompei' che portato tra l'altro all'apertura di ben 30 domus restaurate in due anni.
"Ed ora Pompei e la Grecia: la storia antica del Mediterraneo con le sue connessioni ci insegna molto sulla storia presente, sul significato dei contatti culturali", tiene a precisare il Soprintendente del sito vesuviano spiegando come sia attuale il tema trattato dall'esposizione che cura con Carlo Rescigno. Nella Palestra Grande (da aprile fino al 27 novembre) il primo appuntamento (organizzazione Electa, come tutto il progetto): i reperti esposti, provenienti dai maggiori musei italiani e europei sono ceramiche, ornamenti, armi, sculture e raccontano le tante anime di Pompei e soprattutto l'incontro con i Greci, in 13 le sezioni tematiche. L'allestimento è di Bernard Tschumi, le installazioni dei canadesi GeM. Dal 7 giugno al Mann si parlerà invece di amore e di metamorfosi(fino al 16 ottobre), 5 le sezioni per 80 opere di soggetto mitologico, pitture, sculture, oreficeria ma anche capolavori del '500 e del '600. "Un percorso che vogliano attualizzare invitando dei pensatori contemporanei a parlare dell'amore, in tutte le sue forme".

  • Pubblicato in Culture
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