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La Fed spinge in alto borse e euro

 

Il punto. Tutto come nelle attese, ma non troppo. La Fed aumenta i tassi, il Giappone li lascia invariati, l’Olanda frena la corsa dei populisti. Le principali borse europee hanno aperto la seduta in rialzo e si muovono in territorio decisamente positivo. A Milano il Ftse Mib segna +1.61%, il Dax30 di Francoforte guadagna l'1%, il Cac40 di Parigi lo 0.85%, l’Ibex35 di Madrid l’1.49%, il Ftse100 di Londra lo 0.85%. Non particolarmente euforica la piazza di Tokyo dove il Mikkei 225 ha chiuso con un modestissimo +0,07%.

Ma procediamo per ordine. La Federal Reserve ieri sera ha portato i tassi di interesse allo 0,75-1%, livello abbandonato a ottobre 2008, alzandoli di 25 punti base a conclusione del Federal Open Market Committee (Fomc).  Il rialzo è il primo del 2017 e il terzo dal giugno 2016 (tutti rialzi dello 0,25%). La Fed prevede di intervenire ancora 2 volte nel 2017 e altre 3 volte nel 2018. 

E, tuttavia, nei commenti degli economisti è proprio questo il punto debole intravisto nell’azione della Fed: una chiara, determinata regola che agganci le politiche monetarie ai target inflazionistici e non alle contingenze politiche come sembrerebbe. Sta di fatto che, alla pubblicazione del comunicato Fed, la valuta americana ha perso oltre una figura, ovvero ben 126 pips nei confronti del dollaro, salendo da 1.0620 fino a 1.0745. Andamento che è stato replicato un po’ con tutte le altre monete di riferimento. Al momento, la coppia quota in aria 1.0711. Insomma, i numerosi traders che erano posizionati short fin dal mattino hanno dovuto ricredersi.

Nella notte, invece, si è detto, la Bank of Japan (BoJ) non ha modificato le sue politiche monetarie, lasciando invariati i tassi d'interesse in negativo. La BoJ ha confermato i tassi d'interesse al -0,10% dopo averli introdotti a sorpresa – si ricorderà – con una mossa senza precedenti nel Sol Levante, nel meeting del gennaio 2016. Il board dell'istituto centrale nipponico, ancora con sette voti favorevoli e due contrari, ha anche mantenuto il piano di espansione della base monetaria, portato a 80.000 miliardi di yen l'anno (circa 658 miliardi di euro al cambio attuale) nell'ottobre del 2014.

Infine, il voto in Olanda con la vittoria dei liberali.

In conclusione, sul mercato valutario le decisioni della Fed indeboliscono leggermente il dollaro, rafforzando la valuta europea. Risale nettamente il prezzo del petrolio  sui mercati grazie ai dati sulle scorte Usa in calo per la prima volta quest'anno. I contratti sul greggio Wti con scadenza ad aprile recuperano 34 centesimi a 49,20 dollari al barile. Il Brent guadagna 40 centesimi a 52,21 dollari. Vola anche la il prezzo dell'oro: il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.227 dollari l'oncia  con il massimo rialzo da sei mesi.

In questo scenario le borse europee si muovono positive, con lo spread in netto calo. Il differenziale Btp/Bund, infatti, che ieri aveva chiuso a 187 punti, in mattinata si attesta intorno a 182 punti, con il rendimento del decennale italiano al 2,2%.

BORSE ASIATICHE

Andamento misto sulle piazze finanziarie asiatiche condizionate probabilmente da un marginale declino del dollaro: il Bloomberg Dollar Spot Index, infatti, è declinato di circa lo 0,10% dopo avere perso l'1,30 mercoledì nella peggiore performance intraday dal 17 gennaio scorso.

A Tokyo, con uno yen in modesto progresso sul dollaro, il Nikkei 225 ha limitato la crescita allo 0,07%.

Decisamente migliore la seduta di Seoul, con il Kospi in progresso dello 0,80% in chiusura.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio continua a guadagnare circa lo 0,60% dopo il balzo del 2,40% segnato mercoledì (primo progresso in otto sedute), in scia al declino delle scorte Usa. 
In deciso recupero anche l'oro, che pure aveva guadagnato l'1,70% nella precedente sessione.

A Sydney i titoli del settore sono andati in rally, mentre proseguono gli acquisti sui titoli minerari. L'S&P ASX 200 ha segnato un progresso dello 0,20% in chiusura.

Migliore la performance, invece,  delle piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno guadagnato lo 0,84% e lo 0,52% rispettivamente. Bene anche lo Shenzhen Composite, apprezzatosi dello 0,96% in chiusura.

L'andamento migliore, nella regione, è però quello di Hong Kong: l'Hang Seng a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni si muoveva su un incremento dell'1,80%.

BORSA USA

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,54%, l'S&P 500 guadagnano lo 0,84% e il Nasdaq Composite lo 0,74%. 
Sul fronte societario rimbalza il comparto energetico. Il petrolio è tornato a salire dopo sette cali consecutivi.

I DATI MACRO

USA: Tassi Fed all'1% come da attese

Il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, il FOMC, ha alzato di 25 punti base i tassi di interesse di riferimento portandoli allo 0,75% -1%. La decisione è in linea con le attese degli operatori.
Fed: Kashkari unico contrario a rialzo tassi

Il presidente della Fed di Minneapolis, Kashkari, è stato l'unico membro del FOMC a non condividere la decisione di rialzare i tassi.

USA: l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1%

Nel mese di febbraio l'indice grezzo dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% rispetto a gennaio. Su base annuale l'indice ha registrato un incremento del 2,7%. L'indice Core (esclusi energetici ed alimentari) ha mostrato una variazione positiva pari allo 0,2% rispetto al mese precedente (dal+0,3% di gennaio). Su base annuale l'indice e' salito del 2,2% dal 2,2% precedente.

Le vendite al dettaglio hanno evidenziato nel mese di febbraio un incremento dello 0,2% m/m, dopo la crescita dello 0,6% del mese precedente. L'indice escluso il comparto auto è cresciuto dello 0,2% su base mensile a fronte di una variazione dell'1,2% a dicembre (rivisto da +0,8%).

USA: Indice Empire State Manufactoring +16,40%

L'indice Empire State Manufactoring (che misura l'andamento dell'attività manifatturiera di New York) si attesta nel mese di marzo a +16,40 punti dai +18,70 punti di febbraio risultando superiore alle attese degli analisti fissate su un indice pari a +15 punti. Un valore al di sopra dello zero indica che l'economia del settore manifatturiero dello stato di New York è in fase di espansione.

USA: scorte delle imprese +0,3%

Le Scorte delle imprese sono cresciute dello 0,3% nel mese di gennaio, risultando in linea con le attese degli analisti ma in lieve calo rispetto alla lettura precedente (+0,4%).

USA: Indice del Mercato Immobiliare NAHB a 71 punti

L'Indice del Mercato Immobiliare NAHB si è attestato nel mese di marzo a 71 punti (consensus 65 punti), dai 65 punti della rilevazione precedente.

Australia: tasso di disoccupazione sale al 5,9% in febbraio

Secondo quanto comunicato dal Bureau of Statistics di Canberra, il tasso di disoccupazione in Australia è cresciuto in febbraio al 5,9% rettificato stagionalmente dal 5,7% di gennaio (5,8% in dicembre) che era anche il valore atteso dagli economisti.

Giappone: BoJ conferma piano di stimolo e tassi al -0,10%

La Bank of Japan (BoJ) ha confermato i tassi d’interesse allo 0,10% in negativo dopo averli introdotti a sorpresa, con una mossa senza precedenti nel Sol Levante, nel meeting del gennaio 2016. Il board dell’istituto centrale nipponico, ancora con sette voti favorevoli e due contrari, ha anche mantenuto il piano di espansione della base monetaria, portato a 80.000 miliardi di yen l’anno (circa 658 miliardi di euro al cambio attuale) nell’ottobre del 2014.

IL CALENDARIO DI OGGI
Giovedì 16 Marzo 2017

GIA Riunione BoJ;
GIA Conferenza stampa Kuroda (governatore BoJ);
11:00 EUR Inflazione finale feb;
13:00 GB Riunione BoE e pubblicazione verbali riunione precedente;
13:30 USA Indice Philadelphia Fed mar;
13:30 USA Nuovi cantieri residenziali feb;
13:30 USA Licenze edilizie feb;
13:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
15:00 USA Indice JOLTS (mercato del lavoro) gen.