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Le borse tirano il fiato dopo il rally di ieri

 

Il punto. Piazza Affari apre debole, dopo il rally messo a segno ieri, mentre tutte le borse europee si concedono una pausa, grazie agli ampi guadagni archiviati la seduta precedente. Pesano alcune prese di beneficio, ma il sentiment è ancora positivo sull'onda dei record di Wall Street e della performance positiva dei mercati asiatici. Intanto, la Fed ha confermato un quadro positivo per l'economia, mentre si attendono le prime mosse concrete del programma annunciato dal Presidente USA Donald Trump.

Dunque, ecco come sono registrate, al momento, le principali Borse europee: il Ftse Mib di Milano segna -0.03%, il Dax30 di Francoforte -0.10%, il Cac40 di Parigi -0.05%, l'Ibex35 di Madrid -0.23%, il Ftse100 di Londra -0.06%.

Sempre sotto controllo invece lospread, da giorni a distanza da quota 200 punti. Il differenziale Btp/Bund si attesta a 184 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,1%.

BORSE ASIATICHE
L’ottimismo di Wall Street – mercoledì per Wall Street è stata una giornata più che positiva (il Dow Jones Industrial Average ha sfondato quota 21.000 punti per la prima volta nella storia) – ha successivamente contagiato l’Asia. 
L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, guadagna circa lo 0,70% (dopo che mercoledì il più ampio Msci World Index ha sfiorato un apprezzamento dell’1% nella migliore performance in quasi tre mesi). A sostenere l’indice sono soprattutto le piazze di Hong Kong e Sydney: l’Hang Seng a circa un’ora dallo stop alle contrattazioni è in progresso intorno allo 0,40% (andamento sostanzialmente uguale anche per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China) dopo avere superato momentaneamente quota 24.000 punti, mentre l’S&P ASX 200 si è apprezzato dell’1,26% toccando in intraday il guadagno più elevato da novembre.
A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso con un progresso dello 0,88% (appena peggio ha fatto l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,75%). 
In positivo anche Seoul, rimasta chiusa mercoledì per la celebrazione del Samiljeol (il Movimento del 1° marzo 1919 che diede di fatto l’avvio dell’indipendenza della Corea dal Giappone), e il Kospi segna un guadagno dello 0,53% al termine delle contrattazioni. 
In controtendenza invece i mercati della Cina continentale: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno infatti perso lo 0,52% e lo 0,67% rispettivamente. In negativo anche lo Shenzhen Composite, deprezzatosi dello 0,56% in chiusura.

BORSA USA
New York ha chiuso la prima seduta del mese in netto rialzo grazie alle parole di Donald Trump. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,46%, l'S&P 500 l'1,37% e il Nasdaq Composite l'1,35%. L'indice delle blue chip ha superato per la prima volta quota 21 mila punti. 
Il capo della Casa Bianca nel suo primo discorso al Congresso ha promesso investimenti in infrastrutture e tagli alle tasse.
Secondo quanto emerge dal Beige Book l’economia Usa continua nella sua ripresa, con tutti i 12 distretti in cui vengono divisi gli Stati Uniti che hanno registrato crescita “da modesta a moderata”. ; ma luci ed ombre non mancano, come sottolineano i dati macroeconomici pubblicati in giornata. 
A gennaio l'indice PCE (prezzi al consumo esclusi alimentari e bevande) è risultato in crescita dello 0,3% su base mensile, in linea c on le attese e alla rilevazione precedente, e dell'1,7% rispetto a un anno fa. La spesa personale è cresciuta dello 0,2% nello stesso periodo mentre i redditi personali sono aumentati dello 0,4%. L'indice Markit PMI manifatturiero a febbraio è diminuito a 54,2 punti da 54,3 del mese precedente. Gli analisti avevano previsto un incremento a 54,4 punti. Sempre a febbraio l'indice ISM manifatturiero febbraio è cresciuto più del previsto a 57,7 punti da 56,0 punti di gennaio e contro i 56,0 punti del consensus. La spesa in costruzioni a gennaio è diminuita dell'1,0% rispetto al mese precedente (dato rivisto a +0,1% da -0,2%). Gli analisti avevano previsto un progresso dello 0,6%. 

VALUTE E MATERIE PRIME

Lo yen è in declino dello 0,30% sul dollaro dopo essersi deprezzato dello 0,90% mercoledì (la flessione in settimana è dell’1,70%).

Apertura debole per l'euro che risente del rafforzamento del dollaro in vista di un possibile rialzo dei tassi. La valuta europea viene scambiata 1,0557 dollari, dopo che ieri aveva chiuso intorno a 1,06.
In calo il prezzo del petrolio dopo il nuovo livello record toccato ieri dalle scorte settimanali di greggio negli Stati Uniti. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cedono di 24 cent a 53,59 dollari e quelli sul Brent perdono 19 cent a 56,17 dollari al barile. 
Flessione anche per l'oro, in calo dello 0,34% a 1245 dollari l'oncia.

I DATI MACRO

Kaplan, Fed di Dallas: aumento tassi graduale ma presto

Questa settimana i riflettori sono puntati sui commenti dei rappresentanti della Fed, visto che secondo le nuove regole non potranno rilasciare dichiarazioni in tema di politiche monetarie dal secondo sabato precedente un meeting del Fomc. Il “silenzio stampa”, in questo caso, dovrebbe quindi iniziare il prossimo 4 marzo visto che il Fomc si riunirà il 14 e il 15 del mese.

E, allora, ecco la prima reazione. La Federal Reserve (Fed) dovrebbe alzare i tassi di interesse “il più presto possibile” così da poterlo fare in modo graduale. Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Bank di Dallas Bank Robert Kaplan, che nel 2017 è membro votante del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie). “Dovremmo avviare il processo il prima possibile in modo che possiamo assicurarci che sia graduale e paziente”, ha detto Kaplan nel corso di un evento al Paul Quinn College di Dallas. “Il mio timore è che se si ottiene una situazione in cui l’inflazione comincia a scaldarsi e manchiamo gli obiettivi sull’occupazione, potremmo trovarci in una posizione in cui la Fed debba alzare i tassi in modo drammatico. E la storia ha dimostrato che ciò tenderebbe a creare recessione e causare l’indebolimento della crescita del mercato del lavoro”, ha concluso Kaplan.

Beige Book: si raffredda la fiducia delle imprese in Usa
Secondo quanto emerge dall’edizione del Beige Book diffusa mercoledì dalla Federal Reserve (Fed), che riguarda il periodo fino allo scorso 17 febbraio, l’economia Usa continua nella sua ripresa, con tutti i 12 distretti in cui vengono divisi gli Stati Uniti che hanno registrato crescita “da modesta a moderata”. Tuttavia, la fiducia delle imprese ha dato segnali di raffreddamento tra l’opposizione in arrivo da diversi settori industriali alla proposte in materia di tassazioni all’import da parte del presidente Donald Trump, in particolare nella regione di Dallas. Altrove, invece, emergono timori sulle politiche fiscali in merito alle quali Trump non ha ancora fornito sufficienti dettagli.

Corea del Sud: produzione industriale cresce dell’1,7% annuo
In gennaio la produzione industriale della Corea del Sud ha registrato un progresso del 3,3% su base mensile dopo il declino dello 0,5% di dicembre (e l’incremento del 3,4% di novembre). Il dato, che si confronta lo 0,3% del consensus di Reuters, è il più elevato dal 3,7% registrato nel settembre 2009. Secondo quanto comunicato da Statistics Korea (l’ente statistico di Seoul), su base annuale la lettura è invece per una crescita dell’1,7% nel terzo mese consecutivo di progresso, ma in frenata rispetto a quello del 4,2% di dicembre (e al 4,6% di novembre) e inferiore al 2,6% stimato dagli economisti.
Svizzera: Pil sale dell’1,3% nel 2016 dopo lo 0,8% del 2015
La Svizzera fa peggio delle attese anche nel quarto trimestre. Secondo quanto comunicato dalla Segreteria di Stato dell'econo mia (Seco), il Pil elvetico è infatti cresciuto dello 0,1% sequenziale come nel terzo trimestre (0,6% l’incremento registrato nel secondo), contro lo 0,4% del consensus. Su base annuale la crescita del Pil è scesa allo 0,6% dall’1,4% del terzo trimestre (2,0% nel secondo), rivista dall’1,3% comunicato in precedenza che era anche la stima degli economisti per gli ultimi tre mesi dell’anno. Nell’intero 2016 l’economia della Svizzera è però cresciuta dell’1,3% in accelerazione rispetto allo 0,8% del 2015.
Giappone: base monetaria cresce del 21,4% in febbraio
Secondo i dati diffusi dalla Bank of Japan, la base monetaria del Sol Levante è cresciuta in febbraio del 21,4% a 430.969 miliardi di yen. Progresso in ulteriore rallentamento rispetto al 22,6% di gennaio e al 23,1% di dicembre e che si confronta con l’incremento del 23,2% atteso dagli economisti.

IL CALENDARIO DI OGGI
Giovedì 2 Marzo 2017
08:00 GER Indice prezzi importazioni gen;
09:00 SPA Variazione n° disoccupati feb;
09:00 SPA PIL finale trim4;
10:00 ITA Tasso di disoccupazione gen;
10:30 GB Indice PMI costruzioni feb;
11:00 E UR Inflazione preliminare feb;
11:00 EUR Tasso di disoccupazione gen;
11:00 EUR Indice prezzi alla produzione gen;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione.