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Celiachia, conoscere per prevenire Via a un corso per medici-legali

La celiachia, questa sconosciuta. L’intolleranza al glutine è una malattia sulla quale occorre ancora fare chiarezza. Ed è appunto quanto si propone un progetto avviato oggi a Napoli nella sede della casa editrice Idelson-Gnocchi. Fari puntati sugli aspetti medico-legali della malattia celiaca. Un incontro nel quale si è discusso di terapie e conseguenze di questa patologia, notevolmente diffusa ma ancora non chiara nel suo sviluppo. Quel che è certo è che la Celiachia è una patologia autoimmune che colpisce l’intestino tenue quando si assume il glutine, la proteina principale del grano e del frumento e di altri cereali come orzo o segale. La comparsa si verifica in individui di tutte le età seppure geneticamente predisposti. I sintomi sono i più svariati: diarrea cronica, ritardo della crescita nei bambini, stanchezza ed in casi rarissimi linfomi intestinali. È causata da una reazione al glutine presente nel grano e da proteine simili che si trovano in altri cereali comuni, quali orzo e segale. L’unica terapia possibile è la dieta senza glutine.

Gli aspetti medico-legali
“Nel 2005 è stata varata una legge sulle norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia – afferma Claudio Buccelli esperto in medicina legale ed etica medica, responsabile scientifico del corso – si tratta di una legge che ha riconosciuto la celiachia come malattia sociale e ha dato delle direttive precise con misure adatte per l’integrazione sociale dei soggetti affetti da questa malattia”.
Un esempio lampante lo abbiamo con l’obbligatorietà delle mense pubbliche ad avere cibo per celiaci qualora fosse richiesto, oppure con il diritto all’erogazione gratuita di prodotti dieto-terapeutici senza glutine. “Ma il progetto che stiamo portando avanti, patrocinato dalla Regione Campania riguarda l’informazione e la formazione di medici legali” conclude Buccelli.

Campania regione virtuosa
La Campania è una regione virtuosa per quanto riguarda scoperta e diagnosi delle persone celiache. In Italia si stima che per ogni persona affetta da questa malattia ce ne siano altre sette che ancora non sanno di averla. In Campania la percentuale scende sensibilmente e una persona su cinque è stata già dichiarata celiaca. “La celiachia era considerata una malattia infantile fino al 2000 – precisa Carolina Ciacci, esperta in gastroe-enterologia dell’università di Salerno – oggi sappiamo invece che si può diventare celiaci a qualsiasi età. Inoltre si è notato, proprio in questo ultimo decennio, un aumento esponenziale della patologia che non è dovuta solo alle diagnosi più frequenti e più precise, ma soprattutto a fattori ambientali.

La prevenzione
Il glutine, infatti, per le procedure di raffinazione, è sempre più presente nel grano e le persone predisposte geneticamente a questa malattia diventano sempre più sensibili manifestando reazioni infiammatorie acute, Basti pensare che negli anni ’50 in America si contava una persona affetta da celiachia ogni 500. Oggi il rapporto è di uno a 250. In Svezia, invece, si è avuta una vera e propria epidemia di Celiachia tra il 1993 e il 2003 a causa della eliminazione del glutine nella dieta neonatale il che depone per una induzione di tolleranza al glutine in base alla dieta praticata nei primi anni di vita sulla base di unas predisposizione genetica alle malattia autoimmuni in generale e non solo verso il glutine.