I corti dell’innovazione

Credito alle Pmi, cresce il Crowdfounding

Il reperimento dei mezzi finanziari rappresenta uno dei principali ostacoli per la trasformazione di un’idea imprenditoriale in un progetto concreto. Trovare i fondi necessari per finanziarie un progetto imprenditoriale non è facile, dal momento che i tradizionali canali di finanziamento, ovvero gli istituti bancari e similari, a fronte della concessione di prestiti richiedono garanzie reali, quasi esclusivamente ipotecarie o personali, che spesso chi vuole “fare impresa” partendo da zero non possiede. Perfino nella patria per eccellenza del venture capital, ovvero gli Stati Uniti, alla fine degli anni 90, alcuni operatori pionieri hanno avvertito l’esigenza di trovare soluzioni alternative per la formazione di capitale da destinare al finanziamento di progetti imprenditoriali, soluzioni che andassero oltre la nozione comune di “ritorno” atteso su un investimento. Nasce così, alla fine degli anni ’90, il crowdfounding, che letteralmente significa finanziamento dalla folla, un sistema collaborativo di raccolta fondi on line, attraverso il quale un gruppo di persone mette a disposizione somme di denaro, sotto forma di piccole libere donazioni da destinare al finanziamento di una qualsiasi tipologia di progetto imprenditoriale, culturale, di beneficenza, etc. Il fenomeno del crowdfounding è esploso negli Usa tra il 2008 ed il 2009 con l’arrivo delle due realtà più attive nel settore, ovvero Kickstarter e Indiegogo ed è stato reso noto oltreoceano da Barack Obama, che ha pagato parte della sua campagna elettorale per la presidenza con i soldi donati dai suoi elettori. Il crowdfounding può essere considerato come una sorta di modello innovativo di finanziamento in risposta alla carenza di capitali che sembra caratterizzare l’economia attuale. L’idea di raccogliere fondi da vari donatori o investitori non è nuova, ovviamente, ma il crowdfounding va oltre, affondando le proprie radici nella micro finanza, ovvero nel concetto secondo cui piccole somme quando aggregate possono muovere ingenti capitali. L’iter da seguire per accedere a questa tipologia di finanziamento è piuttosto semplice: l’utente, sia esso un soggetto fisico o giuridico, si iscrive su una delle piattaforme di crowdfounding reperibili in rete. In una sezione dedicata, una sorta di vetrina on line, l’utente ha la possibilità di illustrare dettagliatamente la propria business idea o il proprio progetto in generale, indicando un budget da raccogliere ed una tempistica di raccolta. I visitatori della piattaforma di crowdfounding, in primis i membri della rete di contatti dell’utente opportunamente sollecitati, avranno la possibilità di visionare i progetti pubblicati, in genere organizzati in categorie, e scegliere di sostenere economicamente, attraverso il versamento on line di una piccola quota, quelli più meritevoli, secondo criteri del tutto soggettivi e personali, come utilità, interesse, originalità. Al momento della scadenza dell’intervallo di tempo per la raccolta, se il budget fissato è stato raggiunto o superato, il progetto viene finanziato e la piattaforma di crowdfounding utilizzata trattiene una piccola commissione che generalmente si attesta intorno al 5 per ceento, in caso contrario il sistema provvederà a restituire ai donatori le somme erogate. Il crowdfounding sfrutta, in sostanza, il potenziale dei social media, tramite i quali si prova a convertire i propri contatti sul web in sostenitori e promotori. In Italia, il fenomeno del crowdfounding è piuttosto recente, la prima piattaforma andata on line nel 2005 è stata produzionidalbasso.com, tuttavia è in forte ascesa, lo conferma la circostanza che una bozza di regolamentazione in materia è stata inserita nel testo di presentazione del Decreto Crescita. Si tratta di un primo ma importante passo nella direzione di tutelare la voglia di partecipazione “dal basso” di investitori non professionali, sulla scia del Jobs statunitense, l’atto con il quale nella scorsa primavera il presidente Obama ha regolamentato il mercato del crowdfounding.


Finanziamento dal basso, ecco la top ten

1. Kickstarter
È la prima nel suo genere ed attualmente la più popolare grazie ad una solida base di utenze.
2. Kapipal
Kapipal è un pò come il gemello nostrano di kickstarter. Il suo ideatore è Alberto Falossi, noto non solo per la sua piattaforma ma anche per aver scritto il Kapipalist, manifesto dove illustra i principi fondamentali del crowdfunding.
3. Ulule
Il punto di forza di questa piattaforma è l’interfaccia pulita e la possibilità di sponsorizzare progetti di tutti i tipi.
4. IndieGoGo
Non pratica il sistema “all or nothing”: se non raggiungete il plafond richiesto per il vostro progetto, potete comunque usare i fondi accumulati.
5. GrowVC
Grazie a questa piattaforma si possono trovare finanziamenti e consigli utili per la vostra startup.
6. SliceThePie
Dedicata ai musicisti di tutto il mondo. Si può caricare il brano, pubblicizzarlo e se ha successo ottenere finanziamenti per l’album.
7. Spot.Us
La piattaforma è solo per giornalisti.
8. Born2Fly
È dedicato per intero a combattere il traffico sessuale dei bambini.
9. My Show Must Go On
Interamente in francese, è dedicato a produttori, cineasti, autori, attori, artisti, insomma a tutti quelli che cercano il modo giusto per essere lanciati.
10. YouCapital
È la risposta italiana a Spot.US. Punti di forza: qualità e trasparenza.

I 10 migliori siti di crowdfunding, il sistema alternativo per ottenere finanziamenti,
pronto a diventare legge anche in Italia sulla scia degli?Stati Uniti

Ilenia Tonello


Giornale numero: 217 - Pagina: 14