Il Governo Monti

Le Pmi: I tecnici??Giudicheremo in base ai fatti

Fiducia, anche tanta, ma con riserva. Gli imprenditori campani ripongono nelle competenze dei neo ministri molte speranze: Ora aspettiamo risultati concreti


Fiducia, anche tanta, ma con riserva. Gli imprenditori campani ripongono nelle competenze dei “tecnici” nominati da Mario Monti molte speranze. “Si tratta di una squadra di tecnici dalle grandi e specifiche professionalità – osserva Paolo Scudieri, presidente di Adler Group, leader mondiale nella produzione di componenti per l’insonorizzazione dei veicoli con sede a Ottaviano – e credo possano dare all’azione di Governo la spinta propulsiva per rispondere alle aspettative dell’Europa”. Ma prima di esprimere un giudizio occorre capire quali saranno le misure concrete. Sono infatti troppe le promesse fatte e non mantenute sul fronte della modernizzazione del mondo del lavoro e in particolare sul rilancio dl sistema economico meridionale. “Il mondo delle imprese – continua il Cavaliere del Lavoro – rappresenta il motore dell’economia del nostro Paese e necessita di riforme operative da subito. Verifico quotidianamente sulla mia pelle di imprenditore con un’impresa presente in 18 Paesi quali e quante siano le difficoltà sul nostro territorio, per questo mi sento di poter dire con cognizione di causa che supportare le aziende vuol dire creare le condizioni per uscire dalla crisi”. Emilio Alfano, presidente di Confapi Campania, indica in modo esplicito i punti da cui partire per creare queste condizioni. “Premesso che da un punto di vista politico si possono giudicare i fatti e non le persone, e quindi non rimane che attendere, le priorità per il Sud si giocano intorno all’efficienza della pubblica amministrazione, cui è collegata la non più sostenibile questione dei ritardi dei pagamenti alle Pmi. Basti pensare che mentre al Nord – spiega Alfano – la media dei ritardi si attesta intorno ai 180 giorni, al Sud si arriva anche a 3 anni”. Il divario con il Nord passa da queste diseconomie e il nuovo Governo non può non tenerne conto. “A queste – conclude – vanno aggiunti problemi noti a tutti come il maggiore costo del denaro e dell’energia, oltre che l’insufficiente sicurezza che minaccia l’attività di piccoli come di grandi attori economici”.
Sull’urgenza di mettere mano alle contraddizioni esistenti tra le due aree del Paese insiste Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio di Napoli. “Auspico che questo esecutivo metta in campo la più ampia e condivisa responsabilità per riattivare tempestivamente il circuito virtuoso tra la disciplina del bilancio pubblico e le scelte riformatrici che puntino alla crescita e allo sviluppo. Serve – continua il numero uno dell’ente camerale – tuttavia un impegno supplementare di tutte le forze politiche e sociali per tentare di uscire dal lungo tunnel della crisi. Questo esecutivo tecnico dovrà mettere al centro delle iniziative la competitività delle regioni meridionali, partendo dal gap infrastrutturale e dalle principali zavorre dello sviluppo, quali l’accesso al credito, l’eccesso di burocrazia e l’illegalità diffusa”.
I rappresentanti dei giovani confindustriali apprezzano il profilo tecnico dell’Esecutivo e, in particolare, la scelta di far convergere deleghe strategiche come Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti. “Economia, infrastrutture e sviluppo economico – dice Carlo Barbagallo, presidente del Gruppo Giovani Confindustria Campania – rappresentano i punti cardine di un’azione di Governo che deve puntare alla crescita. In particolar modo vanno date risposte immediate e concrete alle imprese del Sud”. “Va apprezzato in un momento tanto delicato – ribadisce Vincenzo Caputo, presidente gruppo giovani imprenditori Unindustria Napoli – il coinvolgimento nel Governo di personalità di alto calibro e comprovata esperienza tecnica. Alcune deleghe come l’economia, lo sviluppo economico e le infrastrutture sono senza dubbio materie delicate e un’ azione combinata e coordinata in questi ambiti può influire positivamente sul rilancio del Paese”. Altro aspetto su cui si sofferma Caputo è la nomina di donne con deleghe di “straordinaria importanza e delicatezza”.
Giorgio Fiore, presidente di Confindustria Campania, si sofferma sulla scarsa presenza di uomini e donne del Sud nella compagine governativa, attribuendola tuttavia “alla scarsa capacità del Meridione in questo momento di esprimere forti personalità”. Non va per il sottile Sabino Basso, presidente di Confindustria Avellino, che aldilà dei provvedimenti che dovranno mettere in campo i singoli ministri per risanare le secche in cui rischia di cadere il sistema Italia, chiede iniziative esemplari alla “casta”.
“Per poter chiedere sacrifici alla gente, il nuovo Governo deve mostrare di poter e saper chiedere sacrifici alla politica. Si dimezzassero lo stipendio, riducessero il numero dei parlamentari, eliminassero i mille benefit di cui godono. Ecco- conclude Basso – questo è l’abc. Poi si può parlare e giustamente di patrimoniale e tutto il resto”. Fiducioso Antonio della Gatta, Antonio Della Gatta, presidente di Confindustria Caserta. “La rapidità con cui è stato formato l’Esecutivo è perfettamente aderente all’urgenza della situazione”.

Cristian Fuschetto


Giornale numero: 215 - Pagina: 7