Log in
NEWS
Accordi di Programma Quadro, oggi la firma per Campania e Calabria Unisa, accordo con l'Antimafia: da Salerno software innovativi contro la criminalità Napoli, approvato in Giunta l'assestamento di bilancio: da Imu e Consip maggiori entrate per 11 mln Evasione fiscale, Campania e Calabria regine del sommerso Marina d'Atechi crocevia della flotta mediterranea dei maxi yacht Histos, InSymbio e SpineSolution: tre startup campane in finale per il Premio Marzotto Rbd, nuovo cda per completare il piano di risanamento Lungo “i percorsi dell’anima” con l’Accademia Musicale Napoletana Povertà, in Campania e Puglia più del 45% delle famiglie a rischio esclusione Agenzia Cooperazione allo sviluppo: 4,8 mln per nuove idee imprenditoriali Bagnoli, nuova convocazione per la Cabina di regia: riunione il 4 agosto Torre Annunziata, nominata la nuova Giunta: vicesindaco Gaetano Veltro San Giovanni Bosco, nuova denuncia dei Verdi: pronto soccorso infestato dalle blatte Nuovo look per il Teatro Bracco: cult della tradizione e pièce nazionali Tra siccità e rete "colabrodo": la mappa dell'emergenza idrica in Campania Federterme, vertice a Roma per il rilancio di Castellamare di Stabia Camera di Commercio di Salerno, presentato il piano Trasparenza e Anticorruzione Ctp, via libera a ricapitalizzazione da 12 mln Alberghi, record di strutture all'asta. In Campania sono 13 Credito alle Pmi, Liverini: Benevento tra le prime provincie in Italia Bagnoli, la cabina di regia potrebbe slittare ad agosto Trenitalia lancia la card per visitare i musei Project managment, 5mila € alle migliori tesi di laurea Trasporti, Di Scala convoca in Commissione regionale le Compagnie di navigazione Umberto Vitiello nuovo presidente del Gruppo Giovani Acen Alberghi all'asta: impennata al Nord, in Campania cessioni dimezzate Giovani ricercatori, premi fino a 10mila € Opere incompiute, sprint della Campania Cise, battesimo ufficiale. Campania è Hub dello sviluppo Accordi di programma, domani la firma tra Governo e Campania Consiglio regionale approva documento di bilancio Confindustria, nasce “Campania digital Innovation Hub" Medici, c'è tempo fino al 28 luglio per recuperare Irap non dovuta Musica popolare, torna a Vallo della Lucania FestMed Imprese, +36 mila tra aprile e giugno: il bilancio migliore in Campania (+5.807)

kimbo shop ildenaro 016

Costi di luce e gas per Pmi italiane sono i più alti d'Europa

 

Secondo i dati elaborati dall'Ufficio studi della Cgia, per le piccole imprese italiane i costi dell'energia elettrica e del gas sono tra i piu' elevati in Ue. Rispetto alla media dei paesi dell'area euro, infatti, l'energia elettrica ci costa, per ogni 1.000 Kw/ora consumati (Iva esclusa), 155,6 euro: la tariffa piu' elevata tra tutti i 19 paesi messi a confronto che ci costringe a pagare il 27,8 per cento in piu' della media Ue. Va un po' meglio, invece, il risultato che emerge dall'analisi del prezzo del gas: sempre tra i paesi dell'area euro, le Pmi italiane sono al terzo posto (dopo Paesi Bassi e Portogallo) per il costo piu' elevato. Se la nostra tariffa ogni 1.000 Kw/ora (Iva esclusa) consumati e' pari a 55,5 euro, scontiamo un differenziale di prezzo rispetto alla media dei paesi presi in esame del +13,7 per cento. "Grazie soprattutto alle piccole imprese - segnala Paolo Zabeo coordinatore dell'ufficio studi della Cgia - siamo, dopo la Germania, il secondo Paese manifatturiero d'Europa. Nonostante la crisi e le difficolta' che le assillano, le nostre attivita' hanno continuato a conservare la posizione e si sono rafforzate soprattutto nei mercati internazionali, sebbene i costi energetici siano tra i piu' elevati d'Europa". Dalla Cgia ricordano che le piccole imprese, indicativamente quelle con meno di 50 addetti, danno lavoro al 65,3 per cento degli italiani occupati nel settore privato e costituiscono il 99,4 per cento del totale delle imprese presenti nel nostro Paese. "Come e' possibile - prosegue Zabeo - che non si intervenga in maniera decisa per tagliare efficacemente i costi energetici a chi costituisce l'asse portante dell'economia del Paese ? E piu' in generale, come fa la Commissione europea ad accettare che nell'area euro, ad esempio, la piccola impresa paghi l'energia elettrica mediamente il 60 per cento in piu' delle grandi aziende se, anche in questi ultimi 10 anni, la stragrande maggioranza dei nuovi posti di lavoro in Europa sono stati creati dalle Pmi?" Sebbene il Governo Renzi nella primavera del 2014 abbia ridotto la spesa elettrica dei soggetti collegati in media e bassa tensione con una potenza impegnata superiore ai 16,5 Kw, secondo le stime della Cgia, questo provvedimento ha interessato poco piu' di 700.000 aziende: solo il 15 per cento circa del totale delle imprese presenti in Italia. "Negli ultimi anni, tuttavia, il nostro mercato nazionale dell'energia elettrica e del gas ha fatto molti passi in avanti - segnala il Segretario della CgiaRenato Mason - riducendo progressivamente il gap di prezzo con la media europea, anche attraverso i processi di liberalizzazione che sono stati avviati in questi ultimi decenni. Ovviamente, le tariffe continuano a dipendere anche dal costo delle materie prime e dell'andamento della nostra valuta nei confronti delle principali monete internazionali. Inoltre, dal 2016 e' partita, con gradualita', la riforma delle tariffe elettriche: al termine di questo processo, quella per il trasporto di energia e la gestione del contatore e per gli oneri di sistema saranno uguali per ogni livello di consumo, abbandonando cosi' la cosiddetta struttura progressiva, cioe' con prezzi crescenti al crescere dei consumi". La componente fiscale, ovviamente, e' una delle cause che contribuisce a mantenere le tariffe cosi' alte in Italia. Per la bolletta elettrica, ad esempio, ogni 100 euro di costo a carico delle Pmi, 43,5 euro sono ascrivibili a tasse e oneri: la media dell'Area euro, invece, e' del 34,1 per cento. Sul fronte del gas, invece, le cose migliorano: se nel nostro Paese l'incidenza percentuale della tassazione sul costo totale a carico delle aziende e' di 18,6, nell'Area euro si attesta al 13,5 per cento. Gli svantaggi in capo alle nostre Pmi non sono solo nei confronti delle attivita' di pari dimensioni presenti in Ue, ma anche verso le poche grandi imprese rimaste nel nostro territorio. Nel campo dell'energia, ad esempio, se le piccole imprese italiane con un consumo medio annuo compreso tra i 500 e i 2.000 Mw/ora "sopportano" un costo di 155,6 euro ogni 1.000 Kw/ora, le grandi imprese, con consumi tra i 70.000 e i 150.000 Mw/ora, pagano "solo" 95,6 euro: in altre parole, il 62,8 per cento in meno delle piccole imprese. Anche per quanto concerne il gas, infine, il divario di costo e' a vantaggio delle imprese di grande dimensione. Secondo le fasce di consumo annuo, una piccola impresa con consumi inferiori a 26.000 metri cubi (mc) sostiene un costo pari a 55,5 euro ogni 1.000 Kw/ora (Iva esclusa). Se i consumi, invece, sono all'interno del range tra 26.000-263.000 mc, il prezzo scende a 40,4 euro per diminuire a 27,3 euro per coloro che operano nella fascia 263.000-2.627.000 mc. Per le grandi imprese, che registrano dei consumi annui tra i 2.637.000 e i 26.268.000 mc il prezzo e' di 23,2 euro.