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Business Italiano in Israele, il focus di Srm: ecco i principali asset di sviluppo

 
Srm (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) ha pubblicato il suo nuovo Rapporto intitolato “Il business Italiano in Israele”; esso si inserisce all’interno della collana di pubblicazioni dedicata al Progetto Business che, dal 2012, rappresenta la principale linea di ricerca portata avanti dall’Osservatorio sulle relazioni economiche tra l’Italia e il Mediterraneo di Srm. Della stessa serie di pubblicazioni fanno parte i Report su Turchia, Tunisia, Marocco, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.
Il Report, elaborato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, innovativo per i contenuti e l’approccio di indagine, si regge su tre pilastri fondamentali che ne rappresentano gli elementi di analisi: il primo è rappresentato dai rapporti di import-export tra Israele e Italia, e gli altri due da settori strategici per l’economia del Paese quali l’Agritech ed il comparto dei trasporti marittimi e della logistica portuale.
Israele è un mercato molto interessante e ricco di opportunità, con un Pil pro-capite superiore a quello dell’Italia. La giovane età media della popolazione (l’incidenza degli under 15 è doppia rispetto all’Italia) e l’alto tasso di fertilità, ne fanno un Paese dinamico e dalle interessanti prospettive di crescita, fattori che attirano capitali e investimenti da tutto il mondo: gli Investimenti Diretti Esteri hanno superato i 100 miliardi di dollari e incidono per oltre il 36% sul Pil.
La caratteristica principale di Israele è il forte orientamento alla ricerca e all’innovazione, due aspetti che fanno ormai parte del DNA della nazione. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo superano, infatti, il 4% del Pil - la quota più alta al mondo - e l’incidenza dei laureati sulla popolazione 25-64 anni sfiora il 50%. Sono presenti nel Paese, inoltre, circa 4.000 Startup tecnologiche e quasi 300 Centri di Ricerca di Multinazionali.
Israele è uno dei leader mondiali nell’ambito delle tecnologie agricole. Il fatturato esportato del settore è stimato in circa 4 miliardi di dollari all’anno. Negli anni scorsi, sono stati investiti circa 90-100 milioni ogni anno di dollari in attività di Ricerca e Sviluppo, rendendo Israele leader mondiale nell’allocazione di fondi in questo particolare settore.
Il settore dei trasporti e della logistica è un asset fondamentale del Paese; si pensi che l’80% dell’import export in valore avviene via mare. Il comparto incide per circa il 12% sull’intera economia (circa 157 miliardi di euro), una percentuale maggiore che in Italia, e tre porti di rilevanza strategica, due dei quali (Haifa e Ashdod) interessati dalla Via della Seta marittima ed oggetto di importanti investimenti cinesi in infrastrutture.
Massimo Deandreis, direttore generale di SRM: "Israele è un Paese che sta sempre più affermandosi nel Mediterraneo e nello scenario economico globale. Il valore degli investimenti diretti esteri che supera i 100 miliardi di dollari, l’interesse della Cina che sta investendo nei principali porti e l’elevatissima capacità di innovazione nel settore agrifood sono driver che ne fanno un territorio ricco di opportunità per chi vuole incrementare le relazioni di business con questo Paese. SRM con questo Report vuole fornire un contributo a chiunque voglia comprendere quali sono i principali asset di questo importante Paese e le potenzialità per le imprese italiane.”
 
Sintesi del Rapporto
 
Israele: un Paese in crescita con una popolazione giovane
Israele è un Paese di dimensioni piccole – con una popolazione appena superiore agli 8 milioni di abitanti – ma giovane (gli under 15 incidono per oltre il 28% sul totale della popolazione) e un alto tasso di fertilità (3,1 figli per donna).
Il Pil pro-capite di Israele (circa 36.500 dollari) è superiore a quello dell’Italia e il tasso di crescita del Pil è stato del 2,8% nel 2016.
 
Ricerca e Innovazione due elementi fondamentali e due caratteristiche distintive del sistema economico israeliano
Gli investimenti in R&S incidono per oltre il 4% del Pil di Israele, rispetto all’1,3% dell’Italia.
La quota di laureati nella fascia d’età 25-64 anni è del 48,8%, contro il 17,5% in Italia.
In Israele ci sono 17,4 ricercatori ogni mille abitanti rispetto a 4,9 in Italia.
L’incidenza dei prodotti ICT sul totale delle esportazioni di beni è pari all’11,2% in Israele e ad appena l’1,7% in Italia.
 
Apertura internazionale ed esportazioni
Il Paese ha una elevata apertura internazionale (l’incidenza della somma di esportazioni e importazioni sul Pil è pari al 43,9%), seppur minore rispetto all’Italia (48,1%).
La crescita media annua delle esportazioni nell’arco dell’ultimo ventennio è del +6,8% (Italia +4,1%).
 
Interscambio commerciale tra Israele e Italia
Gli scambi commerciali (import + export) tra Italia e Israele sono pari a 3,7 miliardi di dollari; circa il 73% degli scambi è costituito da esportazioni dall’Italia verso Israele (2,7 miliardi).
L’andamento di lungo periodo risulta positivo: negli ultimi 15 anni (tra il 2001 e il 2016), gli scambi commerciali tra Italia e Israele sono cresciuti del 55,3%.
La domanda (importazioni) di prodotti manifatturieri da parte di Israele è elevata (quasi 50 miliardi di dollari) e in crescita.
La manifattura italiana gioca ancora un ruolo importante nel soddisfare la domanda israeliana; le esportazioni italiane incidono per il 5,3% sulle importazioni manifatturiere israeliane. Tra I competitor europei presi in esame, solo la Germania è in una posizione migliore, con una quota di mercato del 7,6%. Negli ultimi 10 anni, la Cina ha più che raddoppiato la propria quota sul mercato israeliano (dal 7% al 16,1%).
L’Italia registra un buon posizionamento nella meccanica, con una quota di mercato del 7%. Le esportazioni italiane incidono per il 6% sull’import israeliano, sia nel metallifero che nei beni intermedi. Negli ultimi 5 anni, Israele ha registrato un tasso di crescita medio delle importazioni del 3,2%. Nel biennio 2017-2018, il tasso di crescita delle importazioni dovrebbe collocarsi secondo le stime intorno al 2,5%.
Il valore delle esportazioni manifatturiere italiane in Israele dovrebbe raggiungere quasi i 3 miliardi di dollari nel 2018, con un aumento del 12,4%.
 
Investimenti Diretti Esteri in Israele
Lo Stato di Israele promuove la crescita degli investimenti nel Paese attraverso l’offerta di incentivi a potenziali investitori locali o stranieri. Il Sistema di incentivi fa riferimento alla “Law for the Encouragement of Capital Investment” recentemente aggiornata.
Nel corso degli ultimi 15 anni, lo stock di IDE (Investimenti Diretti Esteri) in Israele è quintuplicato, superando i 100 miliardi di dollari, una cifra simile a quella registrata in altri paesi della regione MENA, come Egitto (94 miliardi) e Emirati Arabi Uniti (111 miliardi). Secondo stime di SRM, lo stock di IDE in Israele potrebbe raggiungere i 125 miliardi di dollari entro il 2018.
Sebbene l’Italia non sia tra i principali investitori in Israele, gli investimenti italiani sono cresciuti costantemente nel corso degli ultimi 10 anni. Attualmente gli IDE italiani in Israele sono pari a circa 600 milioni di dollari e dovrebbero superare i 700 milioni nel 2018. Lo stock di investimenti tedeschi in Israele è superiore a quello italiano: circa 1,5 miliardi di dollari.
 
Israele: una Startup Nation
Sono presenti nel Paese circa 4.000 Startup tecnologiche e quasi 300 Centri di Ricerca di Multinazionali.
Tel Aviv si posiziona al 3° posto al mondo per disponibilità di Tech talent, alle spalle di Silicon Valley e New York.
Quasi il 50% degli investitori in Startup israeliane è di origine straniera.
Il valore delle acquisizioni di imprese High-Tech in Israele è risultato pari ad oltre 10 miliardi di dollari nel 2016, con oltre 100 affari conclusi nell’anno.
L’accordo intergovernativo Italia-Israele di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica ha generato circa 22 milioni di euro di investimenti a partire dal 2002, co-finanziando oltre 110 progetti di ricerca industriale in partnership.
 
L’Agritech israeliano
Israele è diventato uno dei leader mondiali nell’ambito delle tecnologie agricole. Il fatturato esportato del settore è stimato in circa 4 miliardi di dollari all’anno. Approssimativamente, negli anni recenti, sono stati investiti annualmente circa 90-100 milioni di dollari in attività di Ricerca e Sviluppo, rendendo Israele leader mondiale nell’allocazione di fondi in questo particolare settore.
Produzione di latte e derivati. La produzione di latte per mucca è la più elevata nel mondo. I ricavi da export del settore del latte e derivati in Israele è stimato in circa 100 milioni di dollari annui.
Le serre. Gli agricoltori israeliani producono in media circa 300 tonnellate di pomodori per ettaro a stagione nelle serre. Ciò rappresenta un valore 4 volte più elevato di quanto viene prodotto nei campi aperti.
Acqua e Sistemi di irrigazione. Israele ha incrementato costantemente l’uso dell’acqua “trattata”. Il settore dell’irrigazione in Israele rappresenta infatti in termini di produzione circa il 30% del mercato globale dei sistemi di irrigazione a goccia. Inoltre i desalinizzatori in Israele forniscono circa il 50% dell’acqua potabile del Paese.
Il Post – Raccolto. Si stima che la tecnologia Israeliana applicata ai sistema di conservazione permette, inoltre, il risparmio di oltre 70 milioni di dollari all’anno per gli esportatori locali.
La pollicoltura. Il settore della pollicoltura rappresenta quasi un quinto dell’intera produzione agroalimentare Israeliana
Sementi. Circa il 40% della produzione di pomodori in serre in Europa utilizza sementi a lunga conservazione che sono stati sviluppati e prodotti per primi in Israele.
I fertilizzanti ed I sistemi di protezione della coltivazioni. La Adama (impresa israeliana del settore) è ad esempio una dei leader mondiali nella vendita di prodotti per la protezione delle coltivazioni (pesticidi)
L’acquacultura. Il clima semi arido del Paese ha da tempo incoraggiato l’uso intensivo dei sistemi di acquacultura. Nel 2015 la produzione totale nel settore in Israele è stata di quasi 21.000 tonnellate (in crescita dell’83% rispetto al 1980).
 
L’ecosistema Agritech in Israele
Al 2016 sono attive nel Paese circa 230 aziende agritech.
La ricerca in Agricoltura. Il Volcani Center (Ministero dello Sviluppo Agricolo e Rurale), La facoltà di Agricoltura della Università Ebraica, l’Università di Tel Aviv, l’Università Ben Gurion e l’istituto Weizmann rappresentano i caposaldi della ricerca nel settore.
Gli investimenti nelle imprese agritech israeliane sono aumentati rapidamente negli ultimi anni, raggiungendo i 100 milioni di dollari.
Il Governo. La spesa in Ricerca e Sviluppo del Ministero dello Sviluppo Agricolo e Rurale nel 2015 ammontava al 13% del totale della Spesa pubblica in Ricerca effettuata dai ministeri.
 
Sistema portuale e trasporto marittimo
Il settore dei Trasporti e della Logistica incide per quasi il 12% sull'economia del Paese, un tasso più alto di quello italiano (9,2%).
Il 99% in volume e l'80% in valore dell'import-export avviene via mare.
Il trasporto marittimo vale 157 miliardi di dollari.
Il traffico merci dei porti israeliani è pari a 57 milioni di tonnellate. Crescita media annua negli ultimi 25 anni: +4%.
Il traffico container ammonta a 2,7 milioni di TEU. Crescita media annua negli ultimi 25 anni: +6,6%.
Investimenti complessivi previsti per Haifa Bayport e Ashdod Southport: 4 miliardi di dollari.
I veicoli in import all’anno sono circa 300.000.
ZIM è il 16° carrier al mondo per capacità della flotta.