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Lavoro, gli stipendi crescono a passo di lumaca: in 6 anni +7%


Le retribuzioni contrattuali in Italia crescono a passo di lumaca. Negli ultimi sei anni gli stipendi regolati dai Ccnl sono aumentati del 7,1%, con notevoli differenze tra il settore delle estrazioni minerali, dove l'incremento è del 14%, e il settore del credito e assicurazioni, che si ferma a un +6%. I dati sono contenuti nell'ultimo dossier dell'Istat sulle retribuzioni contrattuali, ed elaborati dall'Adnkronos, che ha esaminato le tabelle sulle retribuzioni orarie. A tenere schiacciato verso il basso l'indice generale degli stipendi è, ovviamente, il settore pubblico dove le retribuzioni sono bloccate dal 2010, mentre nel settore privato l'aumento è del 9,8%.
Rispetto al 2015, l'indice generale è cresciuto solo di 0,6 punti percentuali. Mentre restringendo il campo al settore privato l'incremento è stato di 0,9 punti. I lunghi tempi di vacanza contrattuale, che di solito passano prima di raggiungere nuovi accordi, incide sicuramente sul dato finale.
Secondo l'Istituto di statistica alla fine del 2016 i contratti scaduti sono 47; bel al di sopra della somma dei contratti rinnovati nel corso dell'anno (13) e degli accordi in vigore (28), che arriva a 41. La situazione è peggiorata rispetto al 2015, quando i contratti scaduti in attesa di rinnovo erano 36, mentre la somma degli accordi in vigore (39) e delle intese raggiunte nel corso dell'anno (9) arrivava a 48.
Per gli statali, dal comparto della scuola a quello delle forze dell'ordine, la variazione nel 2016 è dello zero rispetto a sei anni prima, con l'unica eccezione dei vigili del fuoco, che hanno ottenuto un aumento del 3,1%. Osservando i raggruppamenti principali di contratti del settore privato emerge che, dietro al primo classificato (estrazioni minerali), si posiziona il settore dell'"energia e petroli" (+13,9%), seguito dalla "gomma, plastica e lavorazioni di minerali non metalliferi" (+13,7%), dalla "chimica" (+13,6%), dal "tessile, abbigliamento e lavorazione pelli" (+13,2%) e dall'"energia elettrica e gas" (+13,1%).
Sopra la media si collocano anche le retribuzioni dei "metalmeccanici", con un incremento del 12,9%, dei lavoratori del settore del "legno, carta e stampa" (+12,2%) e dell'"industria" (+12%). Incrementi a due cifre interessano "agricoltura" e "alimentari bevande e tabacco", entrambi crescono dell'11,3%, e le "telecomunicazioni" (+10,9%).
Per tutti gli altri gruppi l'aumento delle retribuzioni è stato inferiore al dato medio, con i "trasporti e servizi postali" che si posizionano più vicino (+9,5%), segue il "commercio" (+8,5%) e l'"edilizia" (+8%). In coda si posizionano i gruppi dell'"acqua e servizi di smaltimento rifiuti" (+7,8%), i "servizi privati" (+7,6%), gli "esercizi pubblici" (+7,5%), ed i servizi d'"informazione e comunicazione" (+6,3%).